Il mio tema di maturità su Piero Calamandrei_1980

Il tema che scelsi nel mio esame di maturità nel 1980 traeva spunto da una frase di Piero Calamandrei.

A pelle, detta frase, di cui non ricordo con esattezza i contenuti, mi parve, da subito, retorica e fuori dal tempo.

Purtroppo non sono riuscito a trovarla, ricordo però, a grandi linee, che si ispirava al dopoguerra, alla nuova costituzione, alle speranze che sfociavano in vera e propria convinzione del Calamandrei, che il nuovo corso democratico avrebbe saputo ridare lustro e splendore all’Italia, (che al mio avviso di allora erano già state ampiamente tradite e mancate), dopo la parentesi del ventennio fascista finita fra immani lutti e rovine.

Vado a riprendere i sentimenti e le passioni mie di allora, perché mai come adesso le sento attuali, mai come adesso le condivido, mai come adesso mi sento di sottoscriverle, per quanto negli anni a venire si sarebbero rilevate corrette.

Per la cronaca, il tema ebbe la sufficienza, ma non venne assolutamente capito dalla giovane supplente che lo corresse, la quale, ricordo le sue parole, ne premiò la forma ma non la sostanza, convenendo che il sottoscritto, a suo dire, era andato ampiamente fuori tema.

La foto accanto altri non è che il luogo dove, nell’agosto del 1980, attraverso un telefono pubblico, seppi, quasi sorprendendomi, che ero stato promosso e che mi attendeva l’università: Porto Cervo.

Le tesi che sviluppai nel tema furono sinteticamente le seguenti:La_Piazzetta

1. La frase del Calamandrei,inneggiante alla costituzione repubblicana intesa come prodromo di sviluppo e di giustizia fra i popoli, appariva, agli occhi di me 19enne, già superato dal corso della storia; ricordai il terrorismo, (pochi giorni prima a pochi centinaia di metri dal liceo milanese in cui mi sottoposi agli esami, era stato trucidato il giornalista del Corriere della Sera, Walter Tobagi), la corruzione dei nostri politici, la doppia morale della allora imperante Democrazia Cristiana, i servizi inefficienti, lo statalismo dilagante, l’esosità delle tasse e l’evasione dei disonesti che penalizzava gli onesti, lo scarso peso internazionale occupato dall’Italia, ridottasi a comprimaria servile degli Stai Uniti. (Che allora consideravo come una nazione imperialista esportatrice di un modello di vita consumistico ed immorale).

2. Conclusi che, quei 120 anni appena trascorsi dalla proclamazione dell’Unità italiana, erano ancora troppo pochi perché si potesse affermare che l’Italia fosse una ed indivisibile. A mio immodesto avviso era allora ancora e profondamente divisa.

3. Scrissi che l’Unità tanto decantata dal Calamandrei era soltanto una chimera, che un settentrionale era profondamente diverso da un meridionale (n.b., diverso, non migliore o peggiore, solo diverso) e che ciò era imputabile ai troppi secoli di divisioni, dovute al giogo straniero in concorso col potere temporale della chiesa, vero elemento divisore e disgregatore italiano dai tempi della romanità fin ben oltre Porta Pia.

4. Scrissi che il fascismo, tanto, osteggiato dal Calamandrei,calamandrei non dimentichiamolo, partecipe dell’attentato dinamitardo del marzo del 1944 in via Rasella a Roma, che scatenò la rappresaglia spietata dei nazisti che sfociò nell’eccidio delle fosse Ardeatine, ebbe comunque il merito di proporre una società più onesta di quella dei  padri costituenti, tutti espressione dell’antifascismo, e, come tali, settari e solo parzialmente rappresentativi.

Il fascismo, infatti, come mai nessuna istituzione prima e nessuna dopo, si adoperò affinchè l’unità italiana fosse una realtà che andasse oltre la semplice espressione geografica, ma lo fece spesso con la coercizione,anzichè con la ben più difficile arte della persuasione.

5. Affermai che il sentimento patriottico italiano era morto ufficialmente l’8 settembre del 1943, con la disgregazione territoriale e morale della penisola.

6. Lo spunto dato dalla frase del Calamandrei sulla Costituzione, mi portò a convenire che solo attraverso una classe politica onesta e capace si sarebbe potuta creare un giorno l’unità degli italiani, laddove il sistema democratico ,il fascismo ed il liberismo giolittiano, avevano storicamente fallito.

7. Conclusi che ci sarebbero voluti ancora molti anni perchè, fatta l’Italia, venisse poi anche il turno degli italiani, in quel momento, era il 1980, ancora divisi sostanzialmente fra gli antichi guelfi e ghibellini.

Se ripenso a quali pensieri affollavano la mia mente di allora, mi chiedo ancora adesso come ho fatto, pochi mesi dopo aver scritto quel tema che considero ancora oggi il mio scritto migliore, ad iscrivermi alla facoltà di farmacia, rinunciando a frequentare quella di Scienze Politiche che, oltre a risultarmi più confacente alle mie inclinazioni di allora, forse mi avrebbe aperto altri orizzonti.

vittorio belluso

discorsosullacostituzione calamandrei

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Il sindaco si fa la campagna elettorale coi lavori pubblici lasciati in standby fino a 11 giorni dalle elezioni

… E domani tocca a via Cavour, lasciata in condizioni pietose per anni.
Poi  non si muoverà più foglia fino a maggio del 2019

… un sindaco che in campagna elettorale fa fare tutti i lavori che non ha mai fatto nei precedenti 5 anni, andrebbe mandato a casa di corsa, perchè ciò significa che ha lasciato strade, marciapiedi e cordoli in condizioni pietose per anni, anche quando si sarebbero potuti mettere a posto, aspettando il ‘momento propizio’.
Questa non è furbizia, è prendere in giro la gente.

 

 

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Il vino bianco di Cavallasca

Il vino bianco di Cavallasca


Cavallasca da sempre è stata produttrice di vino e specialmente di vino bianco in quanto le sue colline prealpine sono indicatissime per la coltivazione della vite e il vino fu in ogni tempo la ricchezza di questo paese, infatti le sue balze erano ricoperte di vitigni.

Il primo che regolamentò questa produzione incanalandola in forma industriale, verso la metà dell’ottocento fu il mio bisnonno, il Cavalier Giuseppe Butti, il quale oltre a Cavallasca possedeva diversi poderi coltivati a vite nei comuni di San Fermo (Vergosa), Parè, Gironico, Drezzo e Uggiate Trevano– Lui abitante a Cavallasca lo commercializzò con il nome di ” Vino Bianco di Cavallasca” .

A conferma di quanto detto sopra trascrivo alcuni versi di una poesia di autore anonimo trovata su un vecchio libro che cita appunto mio bisnonno come capostipite del vino bianco di Cavallasca.

LA VIGNA DEL SIGNUR
(Cavallasca) Cavallasca se po’ cìamal inscì
anche a pericol de vess maledì,
perchè ‘il vin che se torcia in sto paes
el serviss per la messa tanti gess:
vin di Ronch, vin salaa, doraa, frizzant
de serviss su la tavola coi guant.
Bevidur de primm ordin l’hann gustaa,
la medaja al valor g’hann decretaa.
L’è ‘l vin di vecc che tetten in di bott,
capistipit immortal el fu Pepott. (Giuseppe Butti)
Col vinett di so Ronchitt
Cavallasca fa mocchitt.

Nella cantina della mia dimora di Carbonera conservo ancora qualche centinaio di bottiglie marchiate G.B. CAVALLASCA.
Il vino prodotto a Cavallasca sia rosso (poco alcolico 8 _ 9°, assai trasparente e perciò detto ” Ciarett) che bianco , ma il bianco era il migliore, di più alta gradazione (9 _ 10°) secco e vivace era ritenuto uno dei più noti nel comasco.
Riporto qui di seguito una nota del Perito Agrario circa il vino bianco di Cavallasca:
Il  vino bianco di Cavallasca ha un colore paglierino pallido, il profumo è fresco, delicato e fruttato , il sapore è giovane, pulito, asciutto, armonioso e con un buon retrogusto di uva, che ne denota l’assoluta genuinità .

Filiberto Minozzi

Perito Agrario
Il vino bianco prodotto veniva portato con carri trainati dai buoi,(che partivano al mattino si fermavano a mezzogiorno e ritornavano alla sera ) nei crotti (cantine scavate nella roccia) di Moltrasio a invecchiare.
Con l’arrivo della ferrovia mio bisnonno sentendo il fischio del treno esclamò: (con riferimento alle imminenti importazioni) ” siamo perduti” in quanto con la ferrovia vennero i vini del Piemonte poi quelli meridionali più buoni, più alcolici e a minor prezzo e il nostro bianco già tanto vantato adagio adagio andò scomparendo.
Rimane qualche micro produzione familiare  come quella descritta in una visita a Cavallasca di Carla Porta Musa che scrive:
La visita alla corte di Carbonera, la più antica di Cavallasca, dopo una sosta nella cantina scavata in parte nella roccia, dove torchio, tinozza per pigiare l’uva e botti conservate scrupolosamente da Giovanni Gabaglio (conduttore del fondo) ai visitatori non astemi, offre il vino bianco e specialità del luogo”.

Marco Augusto Frigerio


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I Picasso nel bagagliaio di Sergio Gaddi

Un estrapolato della conferenza a tutto campo di Sergio Gaddi
di mercoledì 7 maggio

 

‘…. durante un Consiglio Comunale comasco, di qualche anno fa si alza, con dito alzato indagatore pronto ad essere puntato in accusatore, un membro dell’allora minoranza di sx, lo punta su di me ed esclama: “lei, assessore, da nostre fonti molto bene informate, in barba ad ogni logica inerente la sicurezza ed il buon senso, ha trasportato un quadro di Picasso nel bagagliaio della sua auto, dalla dimora del proprietario fin dentro villa Olmo!”-

lei mente!”- risposi io.

-”No, sappiamo bene che è vero”- affermò il sinistrorso, sempre puntando l’indice accusatore addosso all’assessore alla cultura.

-”Lei mente!”- ribattei ancora io, non è vero che ho trasportato 1 Picasso nel bagagliaio della mia spider!

-” No, lei è un mentitore! Lei il Picasso l’ha trasportato! Lo sappiamo per certo!”- disse il consigliere di sinistra.”

Allora, a questo punto, mi alzai e dissi:
Lei è mentitore e male informato! Infatti nel mio bagagliaio non c’era un quadro solo del maestro. Ma, bensì.Tre! E tutti di Picasso!.Quindi lei, quando afferma ch’io abbia trasportato un singolo quadro di Picasso, sta sbagliando”.

Copyright©Forza Per Cavallasca

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Le promesse mancate di Ronchetti

I punti che seguono,

sono esattamente i punti programmatici NON realizzati dall’amministrazione marchiata idea Comune in questi 5 anni di governo del territorio.
A ciò aggiungiamo che, tali punti, inizialmente online, vennero rimossi pochi giorni dopo l’insediamento.

Noi li abbiamo archiviati e conservati per poter, ora, a pochi giorni dal voto, chiederne conto.

Quali promesse sono state mancate? (programma elettorale idea Comune 2009 alla mano)

  • Polo scolastico non realizzato
  • Mancato accordo col Comune di San Fermo della Battaglia per “migliorare l’attuale servizio di scuolabus” con sostituzione del mezzo di trasporto e di raggiungere direttamente la sede.
  • Mancata realizzazione di uno spazio esterno all’associazione “Meno Giovani”
  • La chiesa di San Carlo non è stata né acquisita né ristrutturata.
  • La pista ciclabile “sovracomunale” non è stata realizzata.
  • Non è stata individuata alcuna area atta ad accogliere una piattaforma ecologica.
  • I marciapiedi promessi non sono stati realizzati se non in una piccolissima parte.
  • La linea 1 dei trasporti pubblici non è stata prolungata né è stata attivata alcuna nuova linea.
  • Non è stato avviato alcun servizio di vigilanza privata.
  • Il rapporto con le minoranze non è stato costruttivo né cercato, caso mai evaso sine die per tutti i 5 anni di mandato e le proposte da queste avanzate sono state sempre bocciate in funzione del proponente e non della proposta, fino al paradosso di aver votato contro, nell’ultimo Consiglio Comunale, all’esposizione di un manifesto di solidarietà ai nostri due marò, vergognosamente ed ingiustamente detenuti in India, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, nell’atrio di Villa Imbonati.
  • Lo statuto non è stato aggiornato in senso referendario operativo.

 

 

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Il cambiamento siamo noi!

A proposito della campagna elettorale in corso

 

C’è gente così povera di sentimenti che, nella campagna elettorale, concentra i propri sforzi non per promulgare le proprie idee, programmi e proposte, bensì per denigrare l’avversario, E mai in pubblico, ma sempre, rigorosamente, in privato. Talvolta dopo aver suonato un campanello.

E’ un’operazione scientifica, che la volta scorsa riuscì nell’intento, sia pure per un soffio, perchè la maldicenza trovò terreno fertile nella scarsa informazione.
Noi ci rifiutiamo di usare questi sistemi.
Il nostro mezzo di comunicazione è il blog, e quel che vi viene scritto è leggibile da chiunque, con tutto ciò che questa scelta onesta e coraggiosa comporta.

Noi confidiamo nell’intelligenza dei cavallaschini.

La volta scorsa ci presentammo senza quasi che ci conoscessero, in una maniera persino un poco rocambolesca.

Ora le cose stanno diversamente: sono 5 anni che ci stiamo mettendo la faccia e l’anima.
Ho personalmente combattuto 100 battaglie in Consiglio Comunale, mirate soprattutto a combattere una certa mentalità chiusa e retrograda, col fine dichiarato di pensionarla a beneficio di tutta la collettività, colpevolmente sempre tenuta all’oscuro di quel che succedeva nei ‘piani alti‘ di villa Imbonati.
Sono convinto che, questa volta, i cavallaschini riconosceranno l’onestà intellettuale che ci muove, dandoci finalmente la possibilità di dimostrare quel che valiamo, quella stessa possibilità che tante volte, alternativamente, è stata data a chi oggi è schierato contro di noi.
In fondo, chiediamo solo questo: che ci sia data una possibilità, in nome di un cambiamento ( noi SI) reale e non solo millantato per poi lasciare tutto esattamente come è oggi e la rete clientelare che è stata creata, intatta.

 

vittorio belluso

 

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‘Vittorio, tu sei stato e rimani l’unica vera novità positiva di questo ultimo lustro’

Caro Vittorio,

il tuo esordio politico a Cavallasca, fin da subito, fu chiaro, ebbe un effetto dirompente tra tutti coloro che interpretavano l’amministrazione comunale, sia come una pratica politica  in cui gli interessi personali non sempre erano esclusi, sia come una pratica politica di chiusura, un po’ intorpidita.

Anche la popolazione si trovò spiazzata da questa grande novità. I tempi erano strettissimi, non ci fu il tempo per farsi conoscere come si sarebbe dovuto, ma la risposta fu grande, anzi grandissima!

Finalmente Cavallasca, grazie a te, intravedeva schemi e orizzonti differenti.

Certo, la “battaglia elettorale” fu aspra, è normale, che non fu normale invece, ma terribilmente squallido fu quel “porta a porta dell’infamia” ad opera dei tuoi avversari politici, che continuò senza soluzione di continuità, anche se con modalità diverse, anche sul blog con ogni sorta di offese e insulti tutti rigorosamente anonimi, con il preciso scopo di indurti a desistere.

Ebbene sono trascorsi ben cinque anni, tu hai camminato con i tempi, hai dimostrato sensibilità alle necessità della comunità, hai agito, hai proposto, ti sei fatto interprete, ma i tuoi denigratori no, non sono cambiati, sono rimasti cristallizzati nella strategia della maldicenza.

Proprio questo loro limite, però ha contribuito alla la tua forza. Non si sono resi conto, usando come metro la loro mediocrità, di aver ottenuto, col passare del tempo, l’effetto contrario. Si sa, sono le difficoltà e le asperità a fortificare una persona, che la spingono ad “andare oltre” trovando dentro di se la forza e le motivazioni, quella “ragione in più”, ma questo accade solo nelle persone che hanno la giusta tempra ed i giusti valori, non ai mediocri.

Certo, ben lungi da me il riconoscergli un merito. Intendo dire piuttosto che, da persona intelligente quale sei, hai saputo trarre vantaggio anche da ciò che per definizione è totalmente negativo. Sei stato in gamba, Vittorio. Conoscendoti non avevo dubbi che sarebbe andata così.

Adesso sarà un po’ meno facile la loro impresa denigratoria, molti più elettori sanno chi sei veramente anche sotto il profilo umano; hanno sperimentato che, in realtà, non sei come “ti hanno raccontato,”ma sei credibile e affidabile, leale. Sei un uomo per bene con un alto senso della giustizia sociale che agisce solo per l’interesse della Comunità.

Sei l’unico ad essere cresciuto in questi anni, del resto, la coerenza e l’omogeneità d’intenti del gruppo, il programma che hai stilato unitamente ai tuoi bravissimi collaboratori, parla da sé.

Tu sei stato e rimani l’unica vera novità positiva di questo ultimo lustro.

Con la tua tenacia, in questi anni, all’entusiasmo e alla volontà di fare cose buone per il Paese hai saputo aggiungere preparazione e competenze. Ti sei circondato di persone di altissimo livello che sapranno essere concretamente al servizio di Cavallasca.

Ho sempre creduto in te come autentica e unica risorsa per questa comunità, continuo a crederci, fortemente.

In bocca al lupo Vittorio.

 

Giuliana

 

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… ‘è questa l’Amministrazione che ci meritiamo?’

In prossimità delle elezioni, in qualità di cittadino di Cavallasca da oltre 40 anni, sento il bisogno che sia rivolta a noi tutti l’attenzione che meritiamo per quello che le generazioni passate e presenti hanno fatto per il nostro Paese, indipendentemente dal fatto che sia, grande o piccolo, ma che sia invece sentito come una comunità solidale e ascoltata da chi deleghiamo ad amministrarci.

Personalmente posso dire che l’affezione al paese nel quale la mia famiglia ha abitato ed abita da 3 generazioni, è sempre stata ricambiata dalle precedenti amministrazioni, in un clima di rapporti famigliari dove eventuali problemi si discutevano assieme per trovare la giusta soluzione nell’interesse della comunità e nel rispetto delle norme.

Con l’avvento di quest’ultima amministrazione ed in particolare in coincidenza con l’avvio da parte della mia famiglia di un’attività agricola nobilitante il tessuto economico del paese e nell’interesse di tutti, mi sono trovato di fronte ad un atteggiamento inspiegabilmente ostativo e ottusamente reprobo, da parte degli organi competenti, nonchè dal Sindaco stesso, che in varie circostanze hanno ostacolato in maniera, a nostro avviso arbitraria, lo svolgimento e lo sviluppo della nostra attività.

In aggiunta, laddove veniva loro richiesto di fornire spiegazioni utili ad un corretto adempimento degli obblighi burocratici, la risposta è stata il silenzio.

Altrettanto silenzio abbiamo ricevuto in risposta alle nostre innumerevoli istanze ufficiali, scritte anche per lettera raccomandata.

Questi non sono i modi a cui sono abituato e nei quali credo, poiché non fanno altro che creare inutili contrasti fra cittadini ed Amministrazione che si aggiungono alle difficoltà che già esistono in questo critico momento e intossicando le iniziative a favore dello sviluppo del paese.

E’ questa l’amministrazione che ci meritiamo?

Senza far politica, che non è assolutamente lo scopo per il quale scrivo, io mi auguro di trovare nella prossima legislatura un Sindaco che abbia e sappia ispirare ai propri collaboratori, funzionari e responsabili di servizio, un senso di utilità verso la comunità di Cavallasca, disponibilità di dialogo, senza distinzioni, senza esibizioni di potere gratuite e meschine e che sia di esempio per la crescita evoluta del nostro paese.

 

Giuseppe Guarisco

 

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Vittorio Belluso, breve biografia

Mi presento,

sono Vittorio Belluso, nato a Como il 18 aprile 1961.

Mio padre, Marcello, nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Saragat nel 1965, di professione era un chimico industriale, mia madre, Carolina, laureata in Chimica pura ed in Farmacia, ha esercitato le professioni di insegnante liceale prima e di farmacista poi, presso la farmacia Sassi di Parè di cui diventò titolare nel 1961, alla morte di mio nonno Giuseppe, che ne fu il fondatore nel 1913.

Ho vissuto la mia infanzia a Como, prima di trasferirmi con la mia famiglia a Parè, in cui ho risieduto fino al 1992.

Mi sono laureato nella facoltà di Farmacia ai Pavia, nel 1990.

Ho esercitato la professione dapprima a Parè, nella farmacia allora di famiglia, poi a Fino Mornasco nella farmacia Comunale nella quale entrai vincendo il concorso.

L’anno seguente ne divenni direttore, carica che ricoprii fino al 2000, quando divenni titolare della farmacia di Cavallasca.

Sono sposato con Patrizia, una donna stupenda, che mi ha dato 3 meravigliosi figli: Amedeo, Carolina e Nicola, che sono quanto di più importante ho nella vita.

Mi sono avvicinato alla vita amministrativa nei primi anni 2000, una volta presa coscienza che sul tavolo vi erano dei problemi correlati alla politica del territorio (polis) a cui le varie amministrazioni che si succedevano non erano state in grado di poter, (o voler), mettere mano, a causa di tutta una ridda di veti ed interessi incrociati che ne paralizzavano gli operati.

Da questa presa di coscienza, via via, nacque in me, sempre più forte, la convinzione che, pur contro i miei interessi, dovessi al fine espormi in prima persona, riuscire ad unire quello che era un ‘comune sentire‘ nel quale mi riconoscevo, al fine di fornirgli, finalmente, una rappresentanza ufficiale.
Operazione che si è infine concretizzata pienamente in questi ultimi 2/3 anni, durante i quali ritengo di essere cresciuto e maturato sotto un punto di vista politico-amministrativo, e di avere acquisito la necessaria esperienza, condizione indispensabile per assurgere alla carica di Sindaco della comunità.

Mi candido quindi per mettere in campo tutta la mia passione, la mia capacità organizzativa e il mio insopprimibile desiderio di rendermi utile al prossimo, secondo l’insegnamento cristiano del ‘dare per la gioia di dare‘, e non per ricevere qualcosa in cambio.

 

vittorio belluso

 

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Federica Ferrari si candida con Forza Per Cavallasca

Federica Ferrari 

Sono Federica Ferrari e sono una studentessa universitaria.
Studio Discipline giuridiche presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria di Como.
Il mio percorso di studi è orientato verso la formazione di un giurista linguista, ed è principalmente basato su materie giuridiche in ambito civile, penale e amministrativo, accostate a corsi di terminologia giuridica straniera.
Ho deciso di scegliere questo indirizzo universitario per sviluppare e completare le conoscenze linguistiche acquisite negli anni presso il liceo linguistico Collegio Gallio di Como durante i quali ho studiato inglese, francese e spagnolo; ottenendo delle certificazioni internazionali di conoscenza della lingua.

Abito a Cavallasca da oltre vent’anni, e ho deciso di candidarmi e di partecipare a questa tornata elettorale proprio perché vorrei impegnarmi e rendermi utile per la crescita, lo sviluppo e la valorizzazione del mio bellissimo paese.
Credo che un punto di vista giovane e innovativo possa servire a Cavallasca per migliorare ulteriormente i servizi per tutti.
La nostra comunità è una realtà con delle potenzialità, e credo possa trarre vantaggio nell’investire nei giovani che costituiscono un ampliamento di visione, e che possono offrire un importante risorsa comunicativa di mediazione tra le generazioni.
Spero di poter dare il mio contributo per Cavallasca affinché riesca ad evolversi senza perdere la sua identità.

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Noi siamo nelle condizioni ideali per dare il meglio di noi stessi e vincere

Cari amici, care amiche, prendo la tastiera del mio portatile dopo qualche giorno di silenzio assoluto, che mi è stato necessario per ricaricaricare le batterie in vista del rush finale del XXV maggio.

Dunque, vediamo:

ieri, dopo alcuni giorni dal nostro articolo in cui denunciavamo il sopravanzo di cassa di 251.000 euro non più spendibile, a causa del patto di stabilità, punto discusso nell’ultimo Consiglio Comunale una decina di giorni fa, i nostri “amici “ di Cavallasca Futura, alias il Partito Democratico del Gagliardi ( a proposito, bello il simbolo nuovo, praticamente identico a quello di Pisapia a Milano e di Lucini a Como nei colori e nelle forme), si sono accorti che questo è un argomento buono per la campagna elettorale, perchè, meglio di qualunque altro, dimostra l’incapacità gestionale del sornione Ronchetti, sempre in prima fila quando si tratta di pianger miseria, sempre ultimo quando si tratta di prendere decisioni importanti.

Quindi, gli insigni strateghi del volantino arancione, con un generoso copia-incolla dal nostro articolo di 9 giorni fa, han pensato bene di appropiarsi dei contenuti del ns articolo per spacciarli come loro.
Evabbè… siamo abituati, la gente lo sa. Il nostro blog, con 1500 contatti al giorno, è qui a tetimoniare che gli originali, i trainanti, quelli con le idee, siamo noi. Solo noi.

Ma la cosa più grave dell’ultimo Consiglio Comunale, resta sempre il fatto che, con il voto contro la ns mozione di solidarietà ai nostri marò prigionieri in India, in cui, in fondo, altro non chiedavamo se non l’esposizione a Villa Imbonati di un piccolo manifesto che ci impegnamo noi stessi a fornire gratis, si è evidenziata in maniera chiara e netta, l’anima ambigua e fasulla dell’amministrazione uscente, che pur di non dare una soddisfazione ai membri ed ai simpatizzanti di Forza Per Cavallasca, non si sono fatti scrupolo di nascondersi dietro i soliti luoghi comuni propri della sinistra vendoliana, per respingere la mozione.
Un voto contro che, nella mentalità ristretta della maggiornaza uscente, avrebbe dovuto essere un voto contro Belluso, e che invece si è rispolto con un voto contro l’opinione della stragrande maggioranza dei cavallaschini.

Idem per lo scaltro Gagliardi.
Scaltro perchè noi conosciamo bene l’animo che alberga nella mente del nostro secondo candidato, essendoci scontrati con lui sull’argomento tante e tante volte, sul nostro blog.
Infatti, nell’intervento consigliare che fungeva da preambolo al suo voto contrario all’esposizione del manifesto pro marò, il buon Gagliardi ha fatto delle dichiarazioni che noi sappiamo per certo essere contrarie al suo vero pensiero, in merito alla detenzione dei notri soldati, ch’egli, in cuor suo, ritiene essere due che meritano di restarsene dove sono, in cui si manifestava una solidarietà di pura facciata, subito negata nei fatti col voto, ( unito a quello di Gaspa), contrario.

Venendo ad argomenti concreti, vi posso anticipare che il ns programma è finito nei contenuti, che saranno innovativi e in discontinuità col passato, ma che, questa volta, non commetteremo l’errore della volta scorsa, di distribuirlo prima della scadenza dei termini, salvo poi, pochi giorni dopo, vedercelo clonato dagli altri.
Nel merito, mi preme raccontare un particolare curioso, mio di questi giorni, allorchè mi sono trovato immerso nella stesura formale del ns programma.
Ho ripassato, punto su punto, 5 anni di nostra attività, 5 anni di mozioni, interrogazioni, inchieste… un lavoro enorme, di cui dobbaimo essere orgogliosi, in cui ne viene fuori, in maniera eclatante, quello che è il nostro sentire, liberale e patriottico, rispettoso dell’altrui pensiero ed, ad un tempo, riformatore e moderno.
Parimenti, quando penso alle votazioni consigliari della maggiornaza sempre pretestuaosamente contrarie, anche quando le ns richieste erano indirizzate palesemente al solo bene della collettività ed alla trasparenza amministrativa,
mi sorge la certezza che sia arrivata l’ora della necessità di un cambio della guardia, di una ventata d’aria nuova, di un ricambio generazionale alla guida di Villa Imbonati, pena il rimanere fermi al palo per altri 5 anni, fermamente ancorati a convinzioni del passato già superate dalla storia.
E noi, in quest’ottica, abbiamo un grande vantaggio sui nostri competitori: non abbiamo nulla da perdere.

Il Partito Democratico non può permettersi di perdere a Cavallasca, dopo aver vinto a Milano ed a Como, e per questo si è svenduto imbarcando estranei in carriera presunti portatori di voti, mentre Ronchetti, che per anni è andato dichiarando ai 4 venti che non si sarebbe ricandidato, ha, alla fin fine, gettato la maschera, mostrandosi nudo per quello che è: un egocentrico con manie di grandezza.
Noi, invece, siamo gli outsider: non abbiamo interessi da difendere se non quelli di tutti, non possediamo terreni da rendere edificabil, non siamo referenti di nessun partito politico, riteniamo che la nostra attività potrà essere incisiva anche negli anni a venire in ogni modo, sia che si perda o che si vinca.

Quindi, siamo nelle condizioni ideali per dare il meglio di noi stessi e vincere.

vittorio belluso

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Aldo Caibucatti si candida con Forza Per Cavallasca

Aldo Mario Caibucatti

 

Ho lavorato presso la Polizia Locale del Comune di Varese dal 1976 al 1978 successivamnete presso la Polizia Locale del Comune di Como dal 1978 al 2011.

Dal 1991 ho ricoperto il ruolo di Istruttore Direttivo di Vigilanza e dal 1998 il ruolo di Commissario Aggiunto della Polizia Locale.

Mi sono occupato come responsabile della Sezione Segnaletica Stradale, del Settore Occupazione di Suolo pubblico per lavori stradali, edili ecc…

Al fine del C.d. S. mi sono occupato di pubblicità sulle strade.

Dal 2008 sono stato responsabile della Segreteria Comando e del personale, mi sono occupato come responsabile dell’organizzazione per motivi di viabilità di tutte le manifestazioni sportive, religiose, militari e civili ( mercati, cortei ecc..), inoltre ho lavorato a stretto contatto con l’Assessore alla Viabilità del Comune di Como e con il Dirigente dell’Ufficio Tecnico per pareri viabilistici.

Nel 2010 ho conseguito, dopo un corso ACI presso autodromo di Rovato (BS), l’attestato di istruttore di guida per agenti della Polizia Locale

Dal 2011 sono in pensione, attualmente sto collaborando con l’assistente sociale del Comune di Cavallasca per il trasporto dei ragazzi diversamente abili, sono Volontario della C.R.I. di Uggiate Trevano, faccio parte del Consiglio della Sezione Alpini di Cavallasca.

 

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Wainy Quadranti si candida con Forza Per Cavallasca

Wainy Quadranti

Sono una studentessa universitaria con esperienze lavorative molto varie.

Tutti lavori che mi hanno fatto confrontare con persone di età diverse, culture differenti e ideologie molto contrastanti; tutto questo mi ha fatto crescere e maturare nel corso degli anni, aiutandomi a comprendere chi ho di fronte.

 

I miei molteplici interessi mi hanno aiutata a capire le dinamiche istituzionali acquistando più sicurezza nei confronti di esse.

Ho la consapevolezza di affermare che il nostro piccolo comune ha delle grandissime potenzialità da poter sfruttare e valorizzare, ricco di tesori da far scoprire.

Quadranti Wainy CV

 

 

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Antonello Faggiani si candida con Forza Per Cavallasca

Antonello Faggiani

 

Nato a Como il 20 settembre 1971, unico figlio di una famiglia di operai.

 

Sposato da più di 16 anni con Paola, con la quale ho avuto 2 figlie.

Da quando sono nato a oggi ho sempre vissuto a Cavallasca , frequentando asilo, scuola elementare e successivamente scuole medie a San Fermo della Battaglia plesso di riferimento del nostro comune.

Fin da piccolo ho sempre praticato sport: calcio, atletica e karate partendo dal Gruppo Sportivo di Cavallasca; fino ad arrivare ad un livello semi-professionistico nel calcio, sport tuttora praticato con amici.

Ho iniziato a lavorare presto perché avevo poca voglia di dedicarmi allo studio, finita la terza media ho frequentato due anni di scuola professionale Leonardo Da Vinci senza completarla, nonostante i ripetuti tentativi dei miei genitori nel convincermi che lo studio fosse importante.

Nel 1987 grazie a mio padre sono entrato a far parte dell’azienda SISME di Olgiate Comasco (dove lui era già dipendente) un’azienda metalmeccanica nella quale ho lavorato per circa 4 anni.

Nel 1991 ho intrapreso una nuova esperienza lavorativa presso MASPERO serramenti in alluminio a Rebbio dove sono rimasto per circa 3 anni.

Nel 1994 è iniziata l’esperienza lavorativa più duratura presso la Polti s.p.a che mi ha permesso di crescere all’interno dell’azienda facendomi fare vari corsi di specializzazione di elettrotecnica e termodinamica. Iniziai come semplice operaio fino a diventare responsabile di linea.

Nel 1998 mi proposero di passare a far parte dell’azienda Progresso Casa che fa anch’essa parte del gruppo Polti con mansioni più allettanti ossia responsabile area tecnica con aiuto gestione outlet.

In questi anni ho maturato anche esperienze all’estero dove l’azienda aveva succursali.

Purtroppo dopo 15 anni, nel settembre del 2013 come molti in questo periodo nero, sono entrato in mobilità dopo che l’azienda per cui lavoravo ha deciso di chiudere.

A dicembre 2013 sono stato chiamato a svolgere servizi socialmente utili presso una scuola superiore di Como.

Ho deciso di mettermi in gioco collaborando con Forza Per Cavallasca per fare qualcosa di utile nel paese dove sono nato e dove tuttora vivo.

 

 

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