ZERO Amianto a Cavallasca entro il 2020

Dal momento che a Cavallasca esistono fabbricati di grande, media, piccola e piccolissima grandezza, in cui giacciono nell’indifferenza generale ingenti quantità di amianto, pericolosissimo per la salute di TUTTA LA COMUNITA’, con questo articolo, intendiamo diffondere in modo chiaro e comprensibile quanto occorre sapere per tutelarsi dal rischio di inalazione di fibre di amianto e per poter rispettare gli adempimenti normativi previsti e posti in capo a colui che si identifica come proprietario del materiale contenente amianto.

 

Obbligo di: censimento – gestione – bonifica

Censimento ( che si è dovuto eseguire obbligatoriamente entro il 31 Gennaio 2013):

si tratta semplicemente di informare gli enti territoriali in merito alla presenza di materiali contenenti amianto.

L’obbligo è in capo al proprietario e non consiste in una autodenuncia, ma è un atto consapevole per permettere agli enti territoriali di poter censire e monitorare un pericoloso cancerogeno sul territorio e conseguentemente tutelare la salute pubblica.

La mancata comunicazione espone il proprietario, ai sensi della LR 14-2012, art. 5 ad una sanzione amministrativa.

 

Gestione: la gestione prevede il conferimento ad una persona esperta (di norma un tecnico con la corretta formazione) dell’incarico di gestire il manufatto in modo tale che non sia pregiudizievole nei confronti della salute privata e pubblica e nei confronti dell’ambiente. Il Responsabile della Gestione dovrà verificare periodicamente lo “stato di salute” del manufatto e prescrivere la tempistica di intervento e la metodologia più adeguata in funzione delle necessità del proprietario del manufatto e altre considerazioni tecniche e normative.

 

Bonifica: in riferimento al Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) di cui alla Legge Regionale n°17 del 29 Settembre 2003 e deliberato in data 22 Dicembre 2005, in Lombardia vige l’obbligo di bonifica dei materiali contenti amianto entro e non oltre 10 anni dalla pubblicazione del PRAL sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL). La pubblicazione del PRAL sul BURL è avvenuta in data 17 Gennaio 2006 e, pertanto, la bonifica dovrà essere eseguita entro il 16 Gennaio 2016. Per bonifica si intendono diverse procedure che impediscono la dispersione delle fibre di amianto nell’ambiente dopo che le stesse si siano distaccate dal manufatto e conseguentemente si siano rese disponibili all’inalazione.

 

ZERO Amianto a Cavallasca entro il 2020

La Lombardia, con 3 milioni di metri cubi di amianto ancora da smaltire, un significativo aumento di morti e di malattie correlate, territori, siti, abitazioni, strutture pubbliche e private da bonificare, è la regione con la più cospicua presenza della fibra letale, e molte sono state in questi anni le iniziative sindacali, dei vari comitati sorti nei luoghi del lavoro e sul territorio, delle istituzioni, in termini legislativi e normativi, in difesa della salute dei lavoratori e dell’ambiente.

Proprio per le caratteristiche allarmanti che il fenomeno assume nel nostro territorio regionale, si è costituito il Co.P.A.L., Comitato prevenzione Amianto Lombardia.

il Comitato si prefigge, anche in sinergia con altri soggetti, di raggiungere l’obiettivo, entro un tempo programmato di pochi anni (il 2020), di eliminare tutto l’amianto dall’ambiente di vita e di lavoro sul territorio regionale e dagli edifici civili ed industriali (obiettivo: amianto zero).

Una particolare preoccupazione è giustificata anche dall’attuale contesto socioeconomico e dalla prospettiva che la morsa della crisi non sia in procinto di allentarsi: non è eludibile il problema dei costi e della sostenibilità delle bonifiche per i soggetti pubblici e privati.

In tal senso è necessario individuare sgravi economici che non incidano sulle misure di sicurezza, per prevenire inevitabili rimozioni abusive ed abbandono di materiali contaminati che aggiungerebbero nuove esposizioni di difficile gestione. In ragione di ciò, affermare il principio “chi inquina paga”, significa gettare le basi per una nuova deterrenza e per ipotizzare, seppure nella condizione di danno, la disponibilità di risorse finanziarie da destinare alla filiera della prevenzione amianto.

Se hai un sito da segnalare ove vi sia presenza di amianto, clicca sul seguente link: http://www.deternit.it/

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Le vif-argent (articolo dell’estate 2013)

A proposito delle sacche di inefficienza alimentate dal voto di scambio:
il mondo statale italiano

Una polemica privata, risalente all’estate scorsa, alimentata da un articolo pubblicato sul blog, che informava che il Municipio di Cavallasca, per tutto il mese di agosto 2013, al sabato sarebbe restato chiuso, a causa del fatto che gran parte del personale impiegato in Municipio sarebbe andato in ferie contemporaneamente, ha portato ad ulteriori e ben più profonde riflessioni, che travalicano i confini del paese, e finiscono con l’abbracciare tutta l’Italia: il problema causato dai dipendenti statali, di qualunque ente siano, che, loro malgrado, costituiscono una evidente sacca di sotto-produttività, alimentata dai nostri miserrimi politici, che vedono in queste masse di milioni di persone, siano esse insegnanti piuttosto che impiegati, (un tempo, con l’Alfa Romeo, erano anche operai, ma questi ultimi furono i primi a ritrovarsi, di conseguenza, senza più una fabbrica), un bacino di voti, tanto importante quanto influenzabile.
Basta concedere quel che il mondo privato non potrebbe mai permettersi di concedere.

Troppe volte ci si dimentica che lo stipendio che i dipendenti pubblici percepiscono, proviene in toto dalle tasse che i cittadini versano all’erario e che, di conseguenza, è l’utente il vero datore di lavoro, colui che merita per diritto il massimo delle attenzioni e del garbo.

E troppe volte ci si dimentica che il gettito previdenziale derivante dal pubblico impiego, altri non è se non una partita di giro, fra lo Stato ed il dipendente pubblico, in cui il primo paga il secondo affinchè questi restituisca parte del ricevuto nuovamente allo Stato.
Non è così che si alimenta un’economia.
Un’economia sana ed in espansione, ha nella libera impresa il suo unico e formidabile contribuente, che versa nelle casse dell’Erario il ‘vif-argent ‘ necessario per mantenere a galla l’intera Nazione.


Ed il conseguente continuo innalzamento della percentuale di tasse che il mondo produttivo reale è chiamato a sopportare, fino al superamento, (già avvenuto), della soglia del ragionevole e del sopportabile, altri non è se non la faccia posteriore della stessa medaglia.

Ora, tutta questa lunga premessa, il lettore non me ne voglia, è per introdurre un secondo concetto che, almeno per noi, non è meno importante: quello del pessimo vizio che la nostra politica ha di strumentalizzare il mondo statale, assoggettandolo alle proprie mire politiche.
La cosa non succede solo a Roma, o nelle decine di migliaia di scuole statali, laddove insegnanti molto spesso mediocri ed assunti in base all’anzianità di graduatoria, insegnano agli studenti che il centro-dx italiano rappresenta il male mentre il centro-sx il bene, o nelle sedi delle Regioni, delle Provincie (che infatti si parla di abolire perchè doppioni studiati apposta per distribuire stipendi e prebende agli amici di partito), o, ultimo, nei Municipi italiani, uno per ogni Comune italiano, in tutto 8.092, secondo l’ultimo censimento.

Una massa enorme di persone che votano.
E quindi da tenersi “buona”.

Come?

Lasciando perdere l’odioso discorso economico, ma che, lo ricordo, per i dipendenti statali non è legato alla congiuntura economica ma solo all’ISTAT, ci sono mille altri modi per compiacere e circuire un dipendente pubblico.
E’ di una ventina di anni fa la riforma dell’orario di lavoro statale; chi fosse il disgraziato che l’ha inventato non so, ma di sicuro non era un idealista assetato di giustizia.
Secondo questa riforma che grida vendetta, ai dipendenti statali veniva concesso quel che l’imprenditoria privata non avrebbe mai potuto concedere, pena la propria sopravvivenza: l’orario continuato e semi continuato.
Quel vergognoso ordinamento, secondo il quale al dipendente pubblico, uomo o donna che fosse, veniva permesso di “spalmare” le ore di lavoro settimanali (per un tempo pieno 36 contro le 40 dell’imprenditoria privata), quasi esclusivamente alla mattina, lasciando loro il privilegio di tenere per sé i pomeriggi liberi.
Liberi di starsene a casa, di fare la spesa, di accudire i pargoli (soprattutto se si è donna), ma anche, (e soprattutto) di trovarsi un secondo lavoro (se si è uomo), da farsi retribuire in nero.

Questa è la verità!
L’amara verità!
L’inconfessabile verità!

Io sono profondamente convinto che sia arrivato il momento di cambiare.
Credo nel principio che, se ognuno, facesse quanto è nelle sue possibilità per costruire un mondo migliore, noi tutti non ci troveremmo nelle condizioni in cui siamo.
Penso che Cavallasca non differisca da tutto il resto d’Italia, e che la rivoluzione pacifica e costruttiva che sogno debba cominciare proprio dagli enti locali, attraverso il nostro esempio.
Penso che, a differenza di altri che stanno per concorrere con me alla carica di primo cittadino, il sottoscritto non abbia nulla da perdere.

“Altri”, che si considerano “furbi”, non si addentreranno mai in simili potenziali gineprai, ma si uniformeranno all’immorale comune, perchè il loro fine non il progresso civile della comunità, ma il tornaconto e/o la propria ego.
Il fatto è che noi non ci accontentiamo solo di vincere.
Noi siamo qui per cambiare le cose, se, e solo se, il popolo lo vorrà veramente.


vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Elisa Guarascio consigliere con delega alla pace nel mondo?

Abbiamo spulciato nel caotico e disordinato sito del comune di Cavallasca, senza tuttavia trovare conferma alla notizia appresa ieri sera in Consiglio Comunale.

Ascoltando le cariche assegnate ai vari consiglieri (ripetiamo, notizia ufficiosa perchè non siamo stati in grado di verificarla), il vicesindaco è Marco Gatti, nonché assessore ai servizi sociali ed alla comunicazione, l’altro assessore è l’ex vicesindaco, Tatiana Bernasconi, che si occuperà di cultura e biblioteca.
Paolo Sala sarà assessore senza portafoglio allo sport, e, se abbiamo capito bene, Elisa Guarascio sarà assessore senza portafoglio alla pace nel mondo.
Se davvero le cose stessero così, prevediamo allora che, quanto prima, la bella Elisa partirà alla volta dell’India, per tentare di liberare i nostri marò là tenuti prigionieri da 2 anni, poi alla volta della Palestina, terra di eterni conflitti, poi in Siria, per cercare di ridurre a migliori intenzioni il bellicoso Assad e poi, dulcis in fundo, si recherà a Lampedusa a porgere il benarrivati a nome di tutta l’amministrazione comunale cavallaschina, ai profughi ivi sbarcati.

 

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

L’intervento di Belluso nel giorno dell’insediamento di Ronchetti

Cavallasca 11 giugno 2014

Sig. Sindaco,

signori consiglieri di maggioranza e di minoranza,

nel congratularmi con Voi per la seconda volta, sin dal giorno stesso della proclamazione del nuovo Sindaco, per la Vostra vittoria limpida e netta, che fuga ogni ombra circa la legittimazione della nuova Giunta, prendiamo atto che l’avere espresso un pensiero programmatico coraggioso con riforme sostanziali e cambiamenti radicali, l’avere espresso idee in modo diretto e senza mezzi termini, è stato interpretato da taluni come aggressività e da altri come eccesso di un protagonismo detentore di una verità assoluta.

Ciò ha fatto impaurire una grande parte degli elettori, che, infatti, non hanno accordato la sperata fiducia alla lista che mi onoro di rappresentare in questa sede.

Idea Comune, d’altro canto, ha visto crescere il proprio consenso di ben il 37%, rispetto al 2009: un risultato semplicemente strepitoso!

La nostra lista, Forza per Cavallasca, è stata votata dal 29,4% degli elettori, con un avanzamento del 5,65% rispetto al 2009, quando non eravamo una lista civica come oggi, aperta ad anime diverse.

Ciò indica che i tempi non sono ancora maturi per il cambiamento che auspichiamo, ma ne accettiamo serenamente e democraticamente il risultato.

Cambiare, presuppone l’accettazione del nuovo, il superamento delle diffidenze, abbandonare la paura del certo per l’incerto.

Non si può invocare a gran voce il cambiamento solo se riguarda altri.

Per questo ci offriamo nelle vesti di minoranza critica e costruttiva, nella speranza che il nostro lavoro, mai facile, mai leggero, venga apprezzato in base ai contenuti che produrrà e senza preclusioni pregiudiziali.

La nostra azione politica si concretizzerà in azioni costruttive, di cui la prima riprova è già nell’ordine del giorno di stasera, attraverso la richiesta dell’introduzione del referendum consultivo, in piena sintonia con quanto da Voi promesso 5 anni fa.

Per non vanificare il lavoro intrapreso, intendiamo essere una minoranza attiva che opera, in rappresentanza dei 505 elettori, nel rispetto dei principi di legittimità, di economicità e di buon andamento.

Ci impegneremo ad entrare con responsabilità nelle varie problematiche che si susseguiranno, con occhio attento alle legislazioni vigenti in materia, alle deliberazioni assunte ed alla loro esecuzione.

Ciò richiederà tenacia e coraggio per camminare, nei rispetto dei ruoli, ma nella stessa direzione, anche se i risultati non saranno sempre visibili o non a breve termine.

Detto ciò, rinnovo i più sentiti auguri di buon lavoro a tutti con la speranza che le basi di partenza per instaurare e mantenere un rapporto positivo tra minoranze e con la maggioranza siano oggi nettamente migliori di ieri.

Buon lavoro, signor sindaco,

buon lavoro, signori assessori,

buon lavoro consiglieri di maggioranza e di minoranza!

vittorio belluso

 

 

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Luglio 1967-Forte dei Marmi: quanto fugace è la vita!

L’importanza di imparare a nuotare

Nel luglio del 1967 avevo 6 anni appena compiuti.

Da quando partono i miei ricordi, un paio d’anni prima, è sempre lì che rammento di aver effettuato le vacanze; tre anni consecutivi a Forte dei Marmi e sempre in luglio.

Un giorno, di mattina, saranno state approssimativamente le 10, appena giunti in spiaggia mi viene voglia di tuffarmi in acqua.

Mi madre me lo vieta, abbiamo appena fatto colazione.

“Devi aspettare almeno fino alle 11, se vuoi fare il bagno! Prima è pericoloso perchè potresti avere una congestione”

Uffa, che noia, pensai. Almeno il giorno prima eravamo stati a Pisa e mi ero divertito moltissimo.

La piazza dei Miracoli!

Quella torre tutta storta in cui risultava difficile persino arrampicarvisi lungo la stretta scala a chiocciola.

Ma che spettacolo per un bambino curioso quale io ero.

Per contro, la vita di spiaggia, già allora mi risultava insopportabile.

L’unico divertimento era giocare con le biglie sulla sabbia.

Mi ricordo le palline, all’interno avevano le foto dei corridori ciclisti famosi di allora…..Motta, Pulidor, Gimondi, Adorni, Bitossi… (Eddie Merckx non era ancora arrivato).

Per tutto il resto una noia mortale.

Mia sorella e mio cugino Maurizio erano molto più grandi di me e non amavano portarmi con loro.

Mia madre, d’altro canto, si piazzava sulla sedia a sdraio sotto l’ombrellone armata dei giornali di allora, come Grazia e Anna Bella, e vi rimaneva immobile per ore ed ore.

Ed io?

Io mi annoiavo tremendamente.

“Mamma, chiedo io, posso andare a fare un giro?”

“Si ma non spingerti oltre il limite dello stabilimento, stai sulla passeggiata in alto e guai a te se ti vedo in riva al mare!”

“Uffa, che noia! “Penso io.

Così, sotto un sole che comincia a spaccare le pietre, mi incammino verso il limite dei nostri bagni. Cammino lungo la passeggiata che è prospiciente alla spiaggia. Di tanto in tanto è ubicata una scala per scendere sulla sabbia. Cammino lungo la balaustra e i miei occhi spaziano nel meraviglioso azzurro-blu del mare.

Ad un tratto arrivo proprio sul confine dello stabilimento, ad un paio di centinaia di metri da dove ero partito. Me ne accorgo dai colori degli ombrelloni che, da quel punto in poi, cambiano uniformandosi fra di loro.

Osservo un signore un poco buffo. Mi colpisce perchè mi ricorda il personaggio panciuto di una pubblicità del Carosello, coi capelli neri lisciati indietro che faceva la pubblicità per un nota marca di materassi.

E’ solo.

Fa caldo.

Cammina sulla battigia, altrimenti rinominata nel 1943: bagnasciuga.

Si capisce che vorrebbe rinfrescarsi, ma è titubante.

L’acqua è invitante ed io lo osservo con un filo di invidia.

Finalmente l’uomo si decide ed entra in acqua fino alla cintola.

Si rinfresca, cammina.

Poi, ad un tratto, a nemmeno 3 metri dalla battigia, affonda. Deve aver preso una buca. Ce ne sono tante in Versilia a causa delle correnti.

Il signore comincia ad agitarsi…grida aiuto, e si agita con le braccia agitando l’acqua formando molti spruzzi: “aiuto, aiuto. Bambino aiuto! Non so nuotare! Bambino aiuto!”

Rimango impietrito. Non capisco se l’uomo mi stia facendo uno scherzo o se veramente è in difficoltà. Mi guardo intorno. Vedo l’ombrellone rosso del bagnino ad un centinaio di metri da me. Intanto l’uomo finisce con la testa sott’acqua e quando riemerge lancia delle grida confuse. Non si capisce cosa dica. Ma è chiaro che non sta scherzando.

Comincio a sbracciarmi, corro verso la scala che dà accesso alla spiaggia. “Bagnino, bagnino corri! Corri!”

Finalmente qualcuno mi nota e mi viene incontro, ma non è il bagnino.

“Presto correte a chiamare il bagnino c’è un signore che non sa nuotare!” Corrono in molti. Finalmente arriva anche il bagnino.

Io osservo immobile la scena dall’alto della passeggiata.

Non hanno nemmeno dovuto tuffarsi tanto l’uomo è vicino alla battigia.

Lo trascinano a riva.

E’ diventato, in meno di 2 minuti, verde come un’oliva. Non si muove.

Fingerà? Penso fra me e me.

Due persone gli muovono le braccia. Esce dell’acqua schiumosa dalla bocca.

E’ sempre verde e continua a non muoversi.

Passano i minuti.

La gente accorre e fa capolino. Non vedo nulla, tanta è la calca che si è formata intorno a quell’uomo sdraiato a pancia all’aria sulla sabbia, sotto il sole cocente di luglio.

Una sirena squarcia l’aria.

Un’ambulanza Alfa Romeo di colore verde si ferma a pochi metri da me. Scendono in spiaggia degli infermieri. Armeggiano e si agitano.

Poi tutto, improvvisamente, si calma.

Spunta un lenzuolo bianco.

Viene disteso sull’uomo immobile, coprendogli anche il volto.

Qualcuno si fa il segno della croce.

Finalmente arriva anche mia madre.

“Cosa fai qui?

Questo non è uno spettacolo per un bambino piccolo come te!

Vieni via! Andiamo!”

Ed io, trascinato dalla mano di mia madre, mi chiedo: “come è stato possibile?

E’ successo veramente? Non si potrebbe riportare indietro le lancette dell’orologio di qualche minuto?”

vittorio belluso

Diritti riservati

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Serve un Governo di unità nazionale, pardon, unità cavallaschina

Se qualcuno si è offeso dopo il mio articolo” Sono caduto nella m.“, faccio presente che la proposta  (vedi articolo “Insieme o Uniti per cambiare”) era stata mia ed era quella di allargare a più forze politiche, senza distinzione di appartenenza in una sorta di Governo di unità nazionale, pardon, unità cavallaschina, perchè tutti insieme  possiamo far rinascere il disastrato nostro paese dopo essere uscito dai 5 anni di non guerra dell’ultima Amministrazione, al fine di ricostruirlo e risollevarlo dalle macerie in cui si trova.

Per tutta risposta qualcuno risponde con insulti a degli inviti a nozze.

Ma dal momento che la proposta è partita da me, sono io che avrei dovuto offendermi ( dico dovrei, in quanto le persone intelligenti non si offendono mai).
So bene che tutte queste diatribe appartengono al modo di far politica e dal momento che come già detto non sono un politicante abituato a questo, mi rinchiudo nella cantina di casa mia senza rancore per nessuno. ( Io amo il prossimo come me stesso, come insegnato dal Figlio del falegname.)
Cordialmente.

M.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

E’ arrivata Forza Cavallasca NEWS

Già da questa notte alle ore una, il il titolo del nostro portale è stato cambiato.

Come avrete certamente notato, è stato cambiato il nome del vecchio portale nel nuovo FORZA CAVALLASCA NEWS.

Ciò per non confonderci con Forza Italia con la quale noi non abbiamo assolutamente nulla in comune.
Il nuovo target del blog sarà, oggi più di ieri, accentrato sulle attività locali con spazio e risalto a fatti e persone.
Un grande forum a cui chiunque può partecipare, previa registrazione fornendo dati reali, portando la propria voce.
Una realtà che ha già cambiato la politica amministrativa, una realtà che tutti hanno cercato di copiare senza riuscirci, una realtà che ha il merito di presentare fatti e persone secondo un punto di vista che prima non c’era, contribuendo a stimolare il dialogo e la riflessione.

La redazione di FC

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Sono caduto nella m.

Non sono mai entrato in una competizione politica, perchè pensavo che la politica fosse una cosa seria e non mi ritenevo all’altezza, ma con la mia super intelligenza ho capito che il ‘cretino’, non sono certamente io.

Sto assistendo a beghe puerili senza contenuti, mi sembra di essere al mercato dei polli e io non faccio certamente il pollivendolo.

Coi ‘SI DICE’, ‘HO SENTITO CHE’, ‘TU MI HAI RUBATO LA MARMELLATA’, queste cose non avvengono nemmeno all’asilo infantile, siccome io mi ritengo una persona seria e abituata ad essere leale e sincera e a dire quello che penso, non certamente dietro le spalle, adesso dico anch’io la mia, in contrapposizione alle falsità apparse su di una pagina di un social network.

Da quando ho conosciuto Vittorio, essendo una persona come me, c’è stato subito feeling, per stima, lealtà e correttezza (a lui darei certamente in mano il mio portafoglio, sicuramente mi ritornerebbe più pieno di quando glielo ho dato).

E se i suoi detrattori non hanno capito o non sono ancora riusciti a capire il personaggio che è, perchè non manca loro un po’ di intelligenza, ma manca addirittura del tutto, anche la minima indispensabile per capire qualche cosa.

Dopo questa mia esperienza nell’agone politico anche se solo nei panni di sostenitore, ritorno alla mia normale vita quotidiana in quanto mi vergogno di essere anche virtualmente a contatto di certi personaggi.

Continuerò certamente a dire le mie ‘cazzate’ extrapolitiche al Vittorio se me ne darà ancora la possibilità.

Un cordiale saluto a tutti.

 

Marco Frigerio

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Cavallasca ingessata in eterno?

In tanti in questi giorni, direttamente o per interposta persona, si sono premurati di chiedere a me ed a chi è intorno a me, come io stia, sotto un punto di vista psicologico, dopo la scoppola di 180 voti rimediata da Ronchetti.

E pochi credono alla mia risposta, quando affermo: “bene”.

Il fatto è che, se mai sorpresa ci fosse dovuta essere, questa non sarebbe consistita nella vittoria della conservazione figlia del fare politica come la faceva la democrazia cristiana negli anni 60 e 70, allorquando i voti li comprava ingigantendo a dismisura il debito pubblico, riversandolo in toto sulle generazioni che sarebbero venute dopo, ma da una nostra vittoria.

SI.

Ora posso dirlo: il primo che si sarebbe sorpreso sarei stato proprio io.
Perchè una nostra vittoria avrebbe significato il superamento del vecchio modo di pensare, meglio il vecchio e comodo mondo, forse ipocrita, piuttosto del rischio di cambiare e forse migliorare.

E così, all’amministrazione uscente e trionfalmente rientrante, è bastato mentire spudoratamente su alcune questioni molto sentite dalla gente, parallelamente soffiando sul fuoco del ‘pericolo cambiamento‘, per garantirsi la rielezione.

Quali queste bugie?
Quali i mezzucci che han fatto presa su quelli che hanno preferito tapparsi il naso e mantenere lo satus quo dell’immobilismo tranquillo invece di “rischiare” una nuova stagione di cambiamenti e miglioramenti per la comunità?
Vediamole insieme:


Candidati

I candidati sono stati scelti in base alla notorietà di questi ed all’appartenenza: la figlia del vicepresidente della Protezione Civile, il figlio della catechista, il volontario del Gruppo sportivo più meritevole, e via di questo passo.
Tutte brave, anzi, bravissime persone, lo sottolineo.

Purtroppo, però, nessuno che sia in possesso di una competenza specifica. Nessuno che si sia mai visto, almeno 1 volta, a partecipare ad un Consiglio Comunale.
Questa è la squadra di Ronchetti con cui pretenderebbe di governarci tutti per 5 anni.
(non faccio paragoni con la nostra squadra di governo, poco conosciuta in verità, anche se i curriculum erano lì, in bella vista, bastava leggerli. E dalla lettura, si sarebbe “scoperto” le spettacolose competenze che eravamo riusciti a mettere in campo).

Ma tant’è, conta la conoscenza, non le effettive capacità.

Comunicazione

Non è assolutamente vero che il sindaco riconfermato abbia tenuto un profilo basso. Anzi!

Mai come questa volta, per recuperare voti, ha fatto il passo più lungo della gamba, giocando sulla buona fede delle persone.
I lavori pubblici degli ultimi 15 giorni, le ‘sorgive’ casette dell’acqua, le promesse di bus per gli studenti, altri non sono state se non specchietti per le allodole.

E’ il caso, per esempio, dell’ormai famoso marciapiedi per Cà Martello, cui, a loro dire (ma non nel programma, ma su un ben meno durevole manifestino in carta semplice che avrebbe potuto stampare chiunque).
Il Marciapiede, per chi non lo sapesse, costerebbe, solo in espropri, non meno di 1 milione di euro, soldi che non ci sono, che non ci sono mai stati, che non ci saranno mai, e la paventata ‘sola’ mancanza della firma di programma è un vero insulto all’intelligenza delle persone.
Peccato che buona parte di quella popolazione, anziché sentirsi insultata e trattata come merce di scambio, ha preferito illudersi che la luna nel pozzo potesse essere finalmente recapitata a casa per risolvere i propri sacrosanti problemi mai affrontati in 5 anni di amministrazione.

Delibera 47- dipendenti comunali

La delibera 47, in cui, per la seconda volta in pochi mesi, viene approvato il pagamento a pioggia a tutti i dipendenti comunali ad eccezione di uno, di un extra, approvata il giorno prima delle elezioni, non è solo una “marchetta”, ma molto, molto di più.
E’ un fatto gravissimo, pubblicato a mezzogiorno del giorno prima delle votazioni, nella speranza che nessuno se ne accorgesse.
Quasi tutti i dipendenti comunali hanno votato per colui che prometteva loro la continuazione del quieto vivere, in questo modo Ronchetti, oltre possibili grane di bilancio, è riuscito a mettere in cattiva luce anche i dipendenti comunali che per ovvie ragioni hanno votato per lui. (Umanamente chi non lo avrebbe fatto, a fronte di un regalo come questo?!).
A queste persone però dico di stare molto attente in quanto questi atteggiamenti del sindaco portano malcontento nella popolazione residente e loro stessi rischiano di passare agli occhi di tutti come una categoria privilegiata e sgradita.

Mondo che cambia / errori del Belluso

Pure io, non sono stato esente da errori, anche gravi.
Il mio carattere esuberante e sincero, mi ha inimicato troppe persone, che poi, all’atto di votare, mi hanno fatto pagare dazio.
Ho parlato, in questi anni, di inquinamento ambientale, di eternit, di pesticidi, di discariche abusive di liquami in prossimità di importanti sagre paesane che imponevano lo spostamento di queste in una struttura (esistente) che fosse a norma.
Bene, tutte queste battaglie, sono servite a creare sicuramente attenzione ma anche, a mio avviso, a provocare in molte persone la paura di troppi sconvolgimenti, cambiamenti, interventi, come sappiamo il cambiamento, anche se utile per motivi nobili come la ricerca della salute pubblica, crea imbarazzo perchè fa sempre paura.
I residenti di Cavallasca devono cominciare a pensare che i cambiamenti non vogliono significare dei peggioramenti delle normali condizioni di vita, anzi … i cambiamenti si fanno insieme, spiegandoli (non come fa l’attuale amministrazione) provandoli e sempre pronti a passi indietro quando si ritiene tutti insieme che sia necessario.
Una vita sociale e civile in un paese come il nostro si fa progredire solo in questo modo, non accettando di tapparsi il naso solo perchè il nuovo può far paura.

Futuro consiliare

La nostra lista ha cmq ‘portato a casa’ 505 voti, pari al 29,5 % dell’elettorato votante.
I giovani ci hanno votato in massa.
I meno giovani forse hanno subito la pura dei cambiamenti ma io sono convinto che ci sia in queste persone, in tutte le persona serie e desiderose di ascoltare e discutere di questo paese, la voglia di progredire.

Quindi non è possibile essere pessimisti.

Farò il mio dovere come ho sempre fatto, eviterò quei toni che possono far pensare che io non sia in grado di essere il sindaco di tutti in un prossimo futuro!

vittorio belluso

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Grazie, Giuseppe Antoni!

Capita che, in un normale sabato di giugno, improvvisamente compaia un caro amico che abita distante da te, alcune centinaia di km, con ogni ben di Dio toscano in regalo, fra cui un suo libro.

È la bellezza dell’amicizia che non conosce distanza.

Grazie, Giuseppe Antoni!


Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

E’ solo una questione di tempo

Uno degli sforzi maggiori che compierò nei prossimi tempi, sarà lo spiegare che esiste una correlazione diretta fra l’aumento esponenziale delle tasse locali che a breve si abbatterà sui cavallaschini e la scelta di rinunciare a qualsivoglia ipotesi di accorpamento del nostro comune con un altro.
Altresì esiste una correlazione diretta fra il fatto che blocchi interi di corporazioni, altrimenti chiamate lobbie, abbiano votato per la conservazione ad oltranza, per l’appunto la politica portata avanti dal sig.Ronchetti, e l’affermazione spettacolosa +37% di una lista nullafacente per 5 anni, l’unica che garantiva il mantenimento ad oltranza dello stato attuale delle cose.

L’approvazione dei premi a progetto deliberato il giorno prima del voto dal sindaco a favore del personale dipendente del Comune, tanto per fare un esempio, lo pagheranno i cittadini di Cavallasca attraverso le aliquote aggiuntive che graveranno sulla TASI e sull’IMU. (e non solo).

Mi permetto di ricordare che la macchina di Villa Imbonati (ovverosia gli stipendi dei dipendenti) gravano sul bilancio erariale in una misura notevole.
Ovverosia, scorporati i trasferimenti statali che incidono sul bilancio in senso positivo, i Cavallaschini versano nelle casse del Comune per le spese per il personale, € 537.000,00 cinquecentotrentasettemila/oo) che corrisponde al 41,17% del costo, senza l’aggiunta di altri € 8.500,00 (ottomilacinquecento/00) per il funzionamento organi istituzionali, vedi anche articolo: ‘gli invisibili’, vale a dire :

indennità al Sindaco, Assessori e Consiglieri € 3.000,00 indennità revisore + spese rappresentanza € 5.500,00 che corrispondono al 41,77% del costo che grava sulle spalle dei Cavallaschini.
Un nostro obiettivo dichiarato è ridurre questa percentuale, al fine di ridurre le tasse locali.

Una volta che tutti i cavallaschini (al momento solo il 29,5% di essi a cui va sommata un’altra percentuale che ci ha votato contro proprio perchè gode di privilegi che teme di perdere), avranno compreso come stanno le effettivamente le cose, la vittoria sarà per noi.

E’ solo una questione di tempo.

 

vittorio belluso

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

‘Uniti per Cavallasca’

L’analisi di Moiregirf

…’chi ci sta ci sta’, e chi non ci sta …

Malgrado se ne dica, non abbiamo sbagliato niente.

Qualsiasi cosa avessimo fatto, avremmo perso ugualmente, non avremmo mai recuperato i 180 voti di scarto.

Vittorio ha i suoi fans ma ha anche uno zoccolo duro contro.

Io ho cercato di fare breccia in questo zoccolo duro, ma non ci sono riuscito.

Poi alcune cose non hanno giovato, come la fusione dei comuni, cosa che io continuavo a dire di non pubblicizzare troppo, meno che mai al punto 1 del nostro programma.

Cavallasca è un paese anomalo, ha paura dei cambiamenti (vedi quando circa 25 anni fa in tutti i comuni limitrofi sono andati al potere i comunisti, Cavallasca rimase democristiana).

Poi chi determina il voto sono le persone di una certa età, i giovani se ne sbattono della politica, anche io da giovane non mi interessavo di politica, non sapevo neanche cosa fosse, perchè non andavo a caccia di voti, ma di ‘farfalle’.

Agterberg, da quello che ho potuto capire, era il più favorevole ad allearsi col sindaco, ed aveva ragione.

Quest’ultimo, era quasi favorevole perchè si parlava solo di noi e vedeva la vittoria sfuggirgli di mano, non si aspettava nemmeno lui una vittoria così schiacciante.

Noi, per vincere, dobbiamo allearci, se no, da soli, non vinceremo mai e saremo a vita all’opposizione e avremo ancora per 10 anni Ronchetti sindaco.

Ora Ronchetti, dopo lo strepitoso e insperato successo di quelle proporzioni, non si alleerebbe più, perchè è sicuro di vincere sempre.

Noi dobbiamo cambiare nome e simbolo, perchè non basta che Vittorio abbia preso le distanze dalla politica nazionale.

Il centro sinistra di Russo era Insieme per Cambiare, quello di Vittorio è Forza per Cavallasca, facciamo Insieme per Cavallasca ed uniremo i due nomi.

A Vittorio non piace molto a parola ‘insieme’, quindi si potrebbe fare anche ‘Uniti per Cavallasca’.

Per concludere, ‘ chi ci sta ci sta’.
E chi non ci sta, vaffanxxxo!

 

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Quante sorprese dall’analisi delle preferenze dei candidati a Cavallasca

Questa è un analisi del voto fra chi si era candidato anche 5 anni fa.

Ne escono distrutti Maurizio Monti e Adriano Corradini.
Risultato meno che mediocre per Simone Corti, votato dai suoi amici, non dall’elettorato leghista.
Risultato eccellente per Fiorenzo Gerna, che, infatti, in un primo momento era stato conteggiato fra gli eletti.
Più che lusinghiero il risultato del bravo Marco Gatti.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Respinte all’unanimità le dimissioni di Belluso

La relazione di Belluso discussa nella riunione del 3 giugno 2014

Analisi del voto 2014

A giocarci contro sono stati essenzialmente le associazioni e gli anziani, che hanno votato in blocco per l’amministrazione uscente; questo è un dato di fatto, laddove, per anziano, intendo dire chi lo è ‘dentro’, avendo avuta prova che molti over 65, ci hanno dato fiducia.

Un presidente di un importante gruppo, che avrebbe voluto fortemente essere qui stasera, non si capisce a che titolo ed in che ruolo, ci ha fatto una campagna denigratoria contro andando ai 4 venti a dire che noi (io) saremmo stati sonoramente battuti.

Cosa che non si è per nulla realizzata.
Rispetto al 2009, allorquando venimmo trainati dall’allora partito politico di maggioranza relativa, non solo non siamo arretrati, ma siamo avanzati di 25 voti, e di 3 punti percentuali, raggiungendo il 29,5% degli elettori, ovverosia un cavallaschino su 3, ha votato per noi.

Guardiamo ora l’altra faccia della medaglia: Gagliardi, e la sua alleanza eterogenea, è riuscito a perdere le elezioni nel momento di massimo storico del suo partito, laddove il PD ha raggiunto a Cavallasca il 39% dei suffragi, cosa mai avvenuta prima.

Ciò sta a significare che le sua alleanaze non solo non gli ha fatto guadagnare voti, ma gliene hanno fatti perdere addirittura fra coloro che considerava sui fedelissimi, molti dei quali, sappiamo per certo, hanno scelto proprio noi, riconoscendo in noi una compagine smarcatasi dalla politica nazionale con le relative collocazioni geopolitiche.

In tal merito tengo a sottolineare che, se Voi respingerete le mie dimissioni, la nostra porta è e resterà chiusa ai vari rottami rimasti sul campo, anche se provvisti di ufficiale bolla di reso.

I fatti dimostrano che puntare tutto sulla comunicazione non si è rivelato sufficiente, avendo lasciati scoperti ampi settori della popolazione, primi fra tutti gli anziani, che non hanno internet, ma che conoscono assai bene le pensiline dei bus, i sagrati delle chiese, i giornalai, i bar, gli sportelli bancari, le pasticcerie, tutti posti che non siamo stati capaci di presidiare.

Noi abbiamo insistito praticamente solo sui giovani in quanto depositari del futuro del nostro Paese, intercettandone una grande parte, ma trascurando le associazioni di volontari in cui alcuni di essi prestano la propria preziosa opera.
Costoro hanno ubbidito ad un’ordine si scuderia che ha comandato loro di votare Ronchetti quando non c’era nessuno di noi a controbattere.

Il ‘fattore git’ si è rivelato, quindi, decisivo.

La paura del cambiamento ha fatto si che si è scelto colui che erroneamente viene considerato il “male minore”.


5 anni di nulla non sono bastati a convincere i timorosi, compresi coloro che hanno qualche scheletro nell’armadio e che non vogliono assolutamente che arrivi qualcuno ad aprirglielo.
Quindi si vota chi NON VUOLE IL CAMBIAMENTO, ma la conservazione ad oltranza dello situazione incancrenita vigente, e ciò perchè il cambiamento fa paura, è temuto perchè impone una revisione interiore che solo chi è provvisto di capacità autocritica può compiere, finendo col confermare la fiducia a chi si percepisce simile a se stesso.

Per quanto concerne la mia persona, amata ed odiata ad un tempo, vale la considerazione che, purtroppo per me, vengo da taluni in malafede dipinto come una persona assetata di potere, vittima delle proprie smodate ambizioni.

Anche questo è un dato di fatto.

I cavallaschini hanno votato Ronchetti non perchè è capace, lungimirante e decisionista, ma perchè è comodo: vuoi perchè fa poche multe, vuoi perchè spesso finge di non vedere.

Quindi lo votano: egli dice loro quel che vogliono sentirsi dire, anche quando, come nel caso del marciapiedi di Ca’Martell, sono bugie elettorali dell’ultima ora.

Intendo continuare a fare il mio dovere con più consapevolezza di prima anche se mi rendo conto che Cavallasca è ancora profondamente immatura.

Abbiamo una maggioranza dimessa oltre la decenza e nessuno pare essersene accorto.
Facciamolo accorgere!

Ronchetti ha aumentato i suoi voti amministrando come peggio non si sarebbe potuto fare, eppure è stato riconfermato nettamente!

La nostra comunità appare inamovibile e poco disposta ad informarsi, a leggere.

Dormiente e sostanzialmente pavida.
Sensibile alla maldicenza ed incapace di una revisione autocritica.
Una cittadinanza che sta invecchiando, che non vuole saperne di scommettere sui giovani, saldamente attaccata al proprio ‘quieto vivere’.


Ma le tasse che arriveranno a breve (la TASI è stata rimandata a settembre onde non fornirci subito un argomento di critica efficacissima), saranno tutte degli spot per noi che, unici, abbiamo provato a proporre qualcosa di innovativo, a creare i presupposti perchè si creassero dei posti di lavoro.

Un nostro responsabile, nella sua analisi post voto, ha scritto:

Forse si doveva dire:

  • fusione con San Fermo = parcheggio gratuito al S. Anna,
  • discarica aperta tutta la settimana,
  • TIA allo stesso costo di San Fermo (stessa ditta, stesso appalto a Cavallasca si spende molto di più). “

Il fatto è che passa la sensazione che il 29,5% dei consensi sia la soglia massima a cui potevamo aspirare.
Il restante 70,5% non ha in simpatia il sottoscritto o non ne apprezza il messaggio o ne invidia accidiosamente la posizione sociale.

Come fare quindi a convincerne un altro 10%, percentuale necessaria e sufficiente per vincere con 3 liste in lizza? (circa 100 persone in tutto).

Non certo prendendo di petto intere categorie della popolazione, come per esempio i pensionati, che costituiscono circa il 30% della popolazione cavallaschina, tacciandoli di egoismo.

Cavallasca appare come una comunità conformista e legatissima alla propria identità.
Mi è bastato osservare in questi giorni, attorno alle campane, i gruppi di cittadini che hanno fatto quadrato a sentinella. (La religione in questo caso non c’entra nulla).

Difendevano il, loro ‘senso di appartenenza’, rivendicando la propria identità.
Essi non vogliono sentir parlare di unioni di comuni, fusioni, spending review o quanto altro.
Non gliene frega niente!

Questa è la loro Cavallasca, l’unica che conoscono, tutto ciò che hanno.
Osservandoli, mi son reso conto che sono proprio quelli che, per una grande parte, non hanno votato per noi.

Ma è chi si è svegliato triste martedì scorso mattina, perchè sperava in un cambiamento che non si è verificato, che deve destarsi.

Non appena verremo tutti subissati dalle tasse locali, retro della medaglia della comprovata fallimentare politica di idea Comune.
Il sindaco ha fatto delle promesse vane che non potrà mantenere.
Noi gli chiederemo conto ad ogni CC per i prossimi 5 anni!

E i visitati dagli ‘infamatori porta a porta’, specializzati nel gettare fango sull’avversario sempre e solo quando non c’è, perchè non siamo riusciti a raggiungerli con una valida contro-disinformazione-vera informazione?

Se sapremo batterli sul loro stesso campo, non dando tregua sia in CC, sia in via informatica, sia sul campo dei gruppi e delle associazioni attraverso persone che si riconoscono in noi, se sapremo spenderci sforzandoci di essere sempre propositivi e mai vendicativi, allora, la vittoria, già da adesso, è per noi, poichè non si è mai visto nella storia che forze della conservazione abbiano mai avuto la meglio sulle forze riformatrici, quali noi siamo!

Quindi, rimbocchiamoci le maniche, abbassiamo la testa, e ricominciamo a pedalare più forte di prima!


 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Il colpo di coda

L’esito delle urne non è stato favorevole, abbiamo perso, ma nonostante ciò proprio non riesco a vivere la cosa come una sconfitta.

Forse perché in questi anni si è lavorato con onestà e realismo e sono sicura che abbiamo fatto ed ottenuto molto più di quello che può apparire dal risultato elettorale.

Può sembrare paradossale, ma è proprio la robusta vittoria di Ronchetti che, pur essendo sempre meno credibile (opinione diffusissima) è riuscito a bissare il mandato, mi induce a pensare a questa vittoria come ad un “colpo di coda” di quella parte di vecchia “politica”, ormai allo stadio di fissità che, incapace di rinnovarsi, vede nel cambiamento la perdita dei propri “riferimenti” e solo un’incognita.

Proprio per questo, la “vecchia espressione”, si compatta e fa proseliti, a volte con metodi discutibili, al fine di escludere chi è portatore di novità. Perché, altrimenti, votare con forza un’amministrazione inconcludente?

Peché preferire colui che nel nuovo programma elettorale, di fatto, dichiara il fallimento della propria amministrazione precedente?

Per antipatia nei tuoi confronti?

Ma dai, siamo seri!

Basta con questa storia!

E’ vero che simo una realtà provinciale, ma è mai possibile che a Cavallasca siano così idioti da farsi del male pur di fare un “dispetto” a te?

Non ci credo.

Piuttosto direi che il nostro lavoro è andato a toccare certe corde ed ecco il logico epilogo.

Ecco perché non vivo il risultato del voto come sconfitta, sento che abbiamo molte frecce al nostro arco.

So che siamo apprezzati per il nostro operato. Dovremo riuscire a farci capire meglio, porci in modo diverso, questo sì, quando esporremo le nostre idee.

Prima o poi riusciremo a far recepire un concetto fondamentale: solo attraverso il cambiamento si ottiene la continuità e che invece, è propria dell’immobilismo, la perdita, l’implosione, la fine di tutto.

Noi rimarremo fedeli ai nostri valori, ma pronti ad intercettare le necessità e i cambiamenti.

Saremo sempre con il pensiero orientato al futuro e al tempo stesso rivolto al passato consapevoli che, solo con il coraggio si può superare la paura. Non ci stancheremo di lavorare per il nostro Paese.

 

Giuliana Pertusi
nella foto, la scuola primaria di Cavallasca, ove si sono svolte le recenti votazioni

 

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Blog di informazione locale