Raccolta differenziata dei rifiuti: lettera aperta di Francesca Borzatta al sindaco di Cavallasca

Cavallasca 28/07/2014

Alla c.a

Sindaco Ronchetti Fausto

c/o Municipio

22020 Cavallasca (Co)

OGGETTO: Raccolta rifiuti

 

Scrivo in merito ad una problematica che penso sia corretto notificarle, vista la spesa “salata” che la raccolta rifiuti comporta per ogni cittadino di Cavallasca.

Spesa non solo meramente economica, ma viene richiesta al cittadino, un’attenzione costante mirata alla differenziazione dei rifiuti urbani, che impegna quotidianamente tempo prezioso e spazi altrettanto preziosi.

Ho alcune domande da porle in merito:

  • E’ a conoscenza del fatto che più volte, chi preposto alla raccolta, carica nello stesso momento e sullo stesso mezzo, il classico sacco nero, con il rifiuto solido non differenziabile e la carta?
  • Se ne è a conoscenza, mi può dire cortesemente come viene attuata la differenziazione dalla ditta preposta?

Lei capisce che come cittadina mi sento alquanto presa in giro…. Io mi impegno a rispettare le regole dettate, per senso civico in primis, e per non incorrere in altrettante ulteriori sanzioni che andrebbero ad alleggerire ulteriormente il mio portafoglio, per poi vedere che il mio impegno e fatica vengono vanificati dagli stessi operatori, pagati da tutti noi cittadini per garantire una raccolta seria e veramente DIFFERENZIATA!

Spero di non trovarmi davanti la classica “storiella” tutta italiana, dove gli unici veri attori che ci guadagnano sono la ditta preposta ed il Comune stesso, a scapito dei cittadini e dell’ambiente.

Le comunico che presterò ulteriore attenzione nelle prossime raccolte, se il disguido dovesse continuare a prodursi, mi domando perché dovrei continuare a pagare per una raccolta rifiuti DIFFERENZIATA che a questo punto tanto differenziata non è….

In attesa di un cortese riscontro le porgo cordiali saluti.

Francesca Borzatta

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Belluso presenta emendamento al bilancio di previsione triennale 2014-1016

L’onestà intellettuale che, almeno quella, spero mi sia riconosciuta da tutti i miei concittadini, mi impone di prendere una posizione chiara nei confronti del bilancio di previsione triennale di prossima discussione in sede di Consiglio comunale, (vedi articolo (330.00 euro per Villa Butti: non tutto è come appare) perchè ritengo che tale documento, specie all’indomani della riconferma della vecchia amministrazione, sia il più importante e decisivo, quello che segnerà più di ogni altro la politica amministrativa di Cavallasca non solo nei prossimi 3 anni, ma addirittura nei prossimi 5.

Ragion per cui la coscienza e la coerenza mi obbligano a presentare un emendamento, che, qualora venisse approvato, bloccherebbe il finanziamento reale di 57.750 euro, impedirebbe l‘indebitamento del nostro Comune per i rimanenti 173.250 da restituirsi alla regione Lombardia nei prossimi 15 anni, ad aprirebbe le porte a scelte ben più radicali e risolutive, quali per esempio, previo referendum consultivo da sottoporre alla popolazione, la vendita, l’affitto, o la ristrutturazione finalizzata ad accettarvi gli uffici comunali, finanziati dall’affitto a ditte specializzate nel settore della ristorazione del 1° piano di villa Imbonati.
Tale scelta, parallelamente, dirotterebbe subito le 99.000 euro disponibili in cassa, per sostituire il pulmino della scuola, compare un trattorino per manutenere il parco di villa Imbonati, istallare tutta una serie di cestini per la raccolta dei rifiuti urbani in giro per Cavallasca onde assicurarne il decoro e l’igiene, aiuterebbe un pochino di più il parroco nella sua missione, e, soprattutto, permetterebbe di sistemare alcune strade comunali piene di buche.

Ecco, qui , in poche e chiare parole, ho condensato la mia visione per il futuro della gestione del patrimonio architettonico cavallaschino.

Ovverosia. SPAZIO AI PRIVATI !

Facciano i privati quel che noi non possiamo permetterci di fare se non togliendo risorse produttive ad altri settori, quali per esempio quello emergente e decisivo per la nostra economia quale è il settore turistico.

Mi rendo conto che così facendo sconcerterò alcune persone.

Mi rendo conto che alcune decisioni siano di difficile comprensione.

Ma sono assolutamente certo che questa sia la soluzione migliore e più lungimirante possibile, l’unica che per davvero si preoccupi del bene della comunità, partendo da una logica imprenditoriale e non dilettantistica.

vittorio belluso

 

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Il patto segreto sulla palestra comunale

Sono state tante le persone che, all’indomani dell’esito elettorale del maggio scorso, si sono chieste come mai, il presidente del gruppo sportivo di Cavallasca, dopo un iniziale periodo di equidistanza da ogni lista in lizza, abbia infine parteggiato per la riconferma della vecchia maggioranza, spendendosi per essa come ha potuto, riuscendo a contattare tanti cittadini, col fine di sponsorizzare un’amministrazione uscente dal passato non propriamente suscitatore di entusiasmi di folla.

Ora, finalmente, si fa luce su questa vicenda.

Abbiamo avuta la conferma di ciò che sapevamo fin dall’inizio, e cioè del perchè il presidente del GS, dopo aver inutilmente cercato di convincere uno dei candidati a fondere la sua squadra con quella del sindaco uscente (marzo2014), abbia, infine appoggiato il secondo senza riserve: c’era un patto non scritto fra i due.

Un patto non divulgabile, di cui sia di Forza per Cavallasca che Cavallasca Futura erano all’oscuro.

Un patto finalizzato all’interesse stesso dell’associazione, teso ad alleggerire la gestione economica della palestra comunale, in carico per convenzione al Gruppo Sportivo, da sempre assai onerosa.

Dunque, il pegno elettorale intercorso è stato:

 

io ti appoggio se tu rivedi la convenzione stipulata a suo tempo con l’amministrazione Russo, accollando al Comune le utenze ( luce, gas, manutenzioni varie) ed in più ci dai una quota annua in quanto associazione sportiva, finalizzata ad essere spesa per l’attività del gruppo, ed in cambio ti garantisco tutti i voti che riuscirò a convogliare su di te grazie alle mie conoscenze.

 

In pratica, con questo accordo, basato sul reciproco interesse, uno più che legittimo, quello di un presidente di un gruppo sportivo che vuole il bene della società che rappresenta, il deficit economico di una palestra mal progettata e mal realizzata, umida, dispersiva di calore e certamente sovradimensionata per le effettive necessità cui è destinata, verrebbe riversato sulle spalle dei cittadini-contribuenti, attraverso la riformulazione della convenzione tuttora vigente, firmata a suo tempo dal sindaco Russo e già oggetto di duri scontri in passato, fra il CDA-GS e l’amministrazione poi succeduta.
Questo, a mio avviso, è un classico esempio di quel rapporto clientelare ( ma, si badi bene, perfettamente legittimo), di cui ho parlato già all’indomani delle elezioni e che tante polemiche ha suscitato.
Un Rapporto clientelare non certo unico, ma che va ad incastonarsi in un piccolo universo che ha visto coinvolte anche altre realtà locali, e che, alla fine, è stato determinante nel produrre il risultato che noi tutti conosciamo, e che reputo negativo, come avrò modo di spiegare meglio nel prossimo Consiglio comunale, in cui all’ODG vi è il bilancio di previsione dei prossimi 3 anni e le linee guida programmatiche, vale a dire i documenti in assoluto più importanti ai fini del possibile sviluppo della comunità nell’immediato futuro.

Queste realtà, vengono alla luce grazie a me, che, esponendomi come mai nessuno aveva avuto il coraggio di fare prima, ho deciso di spezzare le catene che taluni hanno tentato di mettermi intorno.

A fronte della mia ostinazione nel cercare e denunciare la verità, al fine di creare una nuova corrente di pensiero che faccia pulizia di certi meccanismi di potere di non facile comprensione se non si è addentro alle cose, si cerca di delegittimarmi, di insinuare ch’io sia una persona di cui non potersi fidare, una persona dal carattere difficile.

Ma si dà il caso ch’io desideri unicamente la piena affermazione della corrente di pensiero in cui si riconoscono 500 cittadini, non certo attraverso logiche che hanno il risultato ultimo di accrescere la spesa corrente di un Comune che viene finanziata e sostenuta dalle tasse che i cittadini sono chiamati a versare, ma attraverso una coscienza nuova che vada oltre gli schemi, oltre i partiti, oltre gli interessi di parte, e che si propone di porre le basi su cui ripartire come solo una comunità nuova può fare.

 

vittorio belluso

 

 

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Scuola del’infanzia: un decreto illiberale che non fa onore alla maggioranza

Con il Decreto n. 13/2014 emanato il 07/07/2014, DECRETO_n_13.PDF (1).P7M

la riconfermata maggioranza, manifesta la chiara intenzione di escludere le minoranze dalla gestione della vita pubblica della comunità, vita della quale la SCUOLA DELL’INFANZIA è un esempio discretamente importante.
Una smania di protagonismo di una maggioranza che non rispetta il diritto di rappresentanza del 60% degli elettori di Cavallasca che non ha votato per lei, e che vede in Tatiana Bernasconi l’elemento più smanioso di protagonismo, essendo riuscita a farsi nominare in ben 2 commissioni distinte.
Lasciamo al lettore piena libertà di interpretazione della delibera in allegato, ed di trarne le proprie conclusioni.

 

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Via Valgrande e via Cavour, vie degli agriturismi di Cavallasca, abbandonate a se stesse insieme al tutto il comparto turistico

La situazione di via Cavour e, proseguendo, della via Valgrande, è drammatica, come testimoniato impietosamente dalle foto scattate ieri, 22 luglio 2014.

Qualche timido lavoro, modello presa ‘esca per boccaloni’, è stato fatto una decina di settimane fa , alla viglia delle elezioni comunali, riuscendo a risanare almeno in parte il fondo stradale che sembrava ormai quello di una strada di un paese bombardato in guerra, con una asfaltatura dalle evidenti finalità elettorali, ma ora la Via Cavour sta diventando una vera e propria discarica a cielo aperto.

Sono ormai mesi che si stanno accumulando. in un paio di posti, rifiuti di ogni genere.

L’inizio del degrado è probabilmente partito dai cantieri che hanno costruito le nuove case, i cui operai non si sono preoccupati di portar via la loro immondizia, fatta soprattutto di avanzi di materiali edili, ma a contribuire in maniera decisiva a far crescere queste discariche abusive sono state il buon numero di persone incivili che hanno iniziato a buttare materiale di ogni genere, forse perchè smaltire i propri rifiuti alla discarica di San Fermo si fa fatica e non li può fare quando si vuole , ma solo con tempi a volte, per gli ingombranti o i rifiuti elettronici, lunghissimi.

Ecco quindi che dei comportamenti scorretti da parte di alcune imprese edili sommatisi ad una mancanza di controlli, hanno fatto da volano a comportamenti semplicemente indegni che andrebbero sanzionati duramente.

Oggi, come si può notare dalle foto, vi sono batterie d’auto, bidoni di vernice, e altri materiali pericolosi e tossici, oltre che a sacchi neri contenenti chissà che, che nessuno si degna di raccogliere.

Per quanto riguarda invece il prosieguo della via Valgrande, è da segnalare il fatto che vi sia un cantiere abbandonato, ove le recinzioni, che per legge dovrebbero delimitarlo impedendone l’accesso ad estranei, sono ormai inesistenti od a pezzi.

Il problema principale, oltre che di immagine negativa che Cavallasca dà al sempre maggior numero di turisti stranieri che percorre tale via per raggiungere uno degli agriturismi situati nella zona, in quanto la visione della rete rossa brutta e sbrindellata trasmette un senso di trascuratezza e noncuranza, è che vi sono delle reti metalliche arrugginite che cadono verso la strada e sono molto pericolose per chi vi passa sia a piedi che in bici o in motocicletta.

Oltretutto, queste recinzioni che delimitano i cantieri, dovrebbero essere apposte per non permettere alla gente di accedere, in quanto le aree di cantiere sono pericolose e necessiterebbero per legge dell’uso di scarpe anti-infortunistiche, a prova di chiodo arrugginito, quindi finisce che ci troviamo di fronte ad un problema anche di sicurezza oltre che di immagine.

Chi dovrebbe controllare che i cantieri in primis non lascino sul territorio materiali di scarto, se non l’ufficio Tecnico del Comune?

Chi dovrebbe provvedere a far si che queste montagne di rifiuti non continuino a crescere, se non l’amministrazione stessa, per esempio nella figura dell’assessore all’ecologia?

Chi dovrebbe farsi responsabile di portare via questi rifiuti che ormai si trovano sul territorio e che abbandonati sono fonte di inquinamento ambientale del terreno?

Chi è il responsabile del controllo che i cantieri effettivamente delimitino l’area con recinzioni idonee?

Forse chi è incaricato a fare ciò, ora che è stato riconfermato nelle recenti elezioni comunali, non ha a cuore il propria comunità come invece ha sbandierato durante la campagna elettorale, e anche la Polizia Locale, latrice di giustizia e di ordine, a nostro avviso dovrebbe intervenire.

Si sottolinea che le due strade soggetto dell’articolo, non solo sono meta di passeggiate da parte degli abitanti di Cavallasca, ma sono anche frequentate da turisti, che per andare a pernottare presso gli agriturismi di via Valgrande, le percorrono a piedi, in bicicletta, in moto e con l’auto, quindi è anche una brutta immagine che Cavallasca dà a turisti provenienti da mezza Europa, stranieri che cercano nel nostro comune in posto tranquillo e qualificato dove trascorrere le proprie meritate vacanze.

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Silvia Toni: ‘Amore ADSL’

Il nuovo libro di silvia Toni, ‘Amore e ADSL‘sarà in vendita da settembre.
Il 12 settembre alle h 21, a
Cavallasca, presso Villa Imbonati,
ci sarà la prima presentazione, a cura di Elisabetta Broli 

 

 

 

Il Libro è un manuale di sopravvivenza per relazionarsi in modo più schietto e trasparente, senza maschere.

Solitudine e incontri sono i temi dominanti. Ci si rende conto che le passioni sono un’esigenza e in un qualunque momento può manifestarsi un insopprimibile bisogno d’amore. Il libro rappresenta sentimenti, atmosfere in cui la donna, in situazioni diverse, è il punto focale.

L’autrice scandaglia con leggerezza la profondità dei sentimenti per riconoscere la necessità del rapporto amoroso e con sensibilità acuta diviene complice del lettore.

Silvia Toni è un’imprenditrice, esperta in marketing, organizzazione e gestione di eventi. I suoi punti di forza sono libertà intellettuale, franchezza, ironia, impegno e leggerezza (anche se pare un ossimoro); i punti di debolezza: gli stessi. La curiosità di conoscere è lo stimolo quotidiano e la relazione con le persone è l’interesse primario (ma solo con chi possiede le doti del rispetto e dell’ironia).

Un gustoso pamphlet senza presunzione di scientificità o statistica, un’occasione per osservare e analizzare l’umanità attraverso un fenomeno di costume.

Offre profili di uomini iscritti nei siti di incontri, strategie di approcci e consigli alle donne per salvaguardarsi. Con ironia, disincanto, leggerezza, presenta in modo originale il tema mostrando due mondi contrapposti: quello femminile, pratico, operoso e quello materialista, infantile ed egocentrico maschile. Con consapevolezza affettuosa ma ironica, presenta i maschi con comprensione, non totale… fino a un certo punto

 

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FpC presenta interrogazione sul numero delle autodenunce eternit presentate

Cavallasca 17 luglio 2014

 

Oggetto: Interrogazione in merito all’obbligo di auto-notifica della presenza di amianto, scaduta il 31 dicembre 2013

Visto il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di cui all’articolo 11, con la presente si interroga il Sindaco di Cavallasca o l’Assessore competente, nel merito dell’esito del censimento eternit a Cavallasca attraverso auto-notifica obbligatoria.

Premesso che:

In attuazione della legge Regionale n. 17 del 2003, la Regione Lombardia, attraverso l’adozione del PIANO REGIONALE AMIANTO – PRAL, si è posta come obbiettivo la realizzazione entro il 31 dicembre del 2013 di censire l’amianto presente in tutta la Lombardia onde procedere alla sua completa eliminazione.

Considerato che:

La presenza di strutture ed edifici che possano ancora oggi contenere amianto (manufatti contenenti amianto in matrice compatta, materiali contenenti amianto in matrice friabile, manufatti in cemento amianto come lastre ondulate di copertura (eternit), pannelli di controsoffittatura, canne fumarie, tubazioni, cassoni per l’acqua, lastre piane), costituisce un grave pericolo per la salute pubblica, in quanto la respirazione delle fibre d’amianto che ne derivano può provocare principalmente le seguenti malattie:

Asbestosi, (cicatrizzazione dei tessuti del polmone che raramente compare prima di 10 anni dalla prima esposizione)

Mesotelioma Cancro al polmone

L’amianto può provocare tumori ai

Pleura; (la doppia membrana liscia che racchiude i polmoni)

Pericardio; (a membrana che racchiude il cuore)

– Peritoneo (la doppia membrana liscia che ricopre l’interno della cavità addominale)

Preso atto che:
al 31 dicembre 2013, e nei mesi successivi, vi è stato un numero molto limitato di autodenunce, come da documentazione fornita dall’Ufficio Tecnico, confermato dall’ASL,

Ritenuto che:
Il numero di cittadini che si sono comportati secondo la legge non sia congruo alla realtà abitativa di Cavallasca

Preso atto che:

che la questione sia estremamente importante e delicata

Considerato

che parte dell’opinione pubblica sottovaluta od ignora la questione,
che il
cancro al polmone è mortale nel 95% dei casi, in un lasso di tempo massimo di 18 mesi dall’avvenuta diagnosi

 

il Sindaco o l’Assessore competente in materia per sapere:

  • Se codesta amministrazione, in un’ottica di tutela della salute dei propri cittadini, intenda effettuare i dovuti controlli e verifiche, con eventuale emissione di sanzioni, secondo la normativa, all’articolo 8 bis della modificata L.R. 17/2003, che prevede che la mancata effettuazione del “Censimento”, ovvero la mancata segnalazione all’ASL competente per territorio della presenza di materiali contenenti amianto nel proprio edificio, l’applicazione, da parte dell’amministrazione comunale, di una sanzione amministrativa da 100 a 1.500 euro

 

Visto il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale (art.12 comma 4/b) sono a chiedere una risposta orale in aula consiliare, chiedo inoltre che questa interrogazione venga iscritta all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio stesso.

In attesa di ricevere esaudenti e confortanti risposte da parte delle S.V., l’occasione ci è gradita per porgere i miei più cordiali saluti.

Vittorio Belluso

 

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Agriturismo El Paso ostacolato da una strada di accesso inadeguata che necessita di asfaltatura

Ancora una volta, nei giorni scorsi, a causa di una strada in discesa non asfaltata che tende a franare nei momenti di pioggia torrentizia, l’AGRITURISMO EL PASO RANCH – sito in via Olcellera al n°24 di Cavallasca, proprio sul confine col Comune di San Fermo, è stato teatro di un piccolo incidente viabilistico.

Come si può notare dalle foto, l’acqua ha scavato dei solchi profondi a fianco della strada in terra battuta, tanto che un’auto ha richiesto l’intervento del carro attrezzi per poter essere rimessa in condizione di circolare.

Il titolare dell’agriturismo è seriamente preoccupato.

Da anni si batte perchè il Comune intervenga con un lavoro di asfaltatura, senza aver ottenuto nulla di più che vaghe promesse.

La difficoltà di percorrenza della strada di accesso costituisce un serio problema per questo impianto turistico, immerso nella natura, che comprende anche un maneggio per cavalli ed è possibile prenotare passeggiate oppure partecipare a lezioni di monta all’americana.



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CDA scuola materna: nessun coinvolgimento delle minoranze

L’amministrazione comunale, guidata dal sig. Fausto Ronchetti,

ha nominato, come di sua competenza, le due persone facenti parte dell’amministrazione nel suo complesso, che entreranno nel Consiglio di amministrazione della scuola dell’infanzia, altrimenti una volta chiamato asilo.

Ed anche stavolta è riuscita a smentire i dichiarati buoni propositi della vigilia, in cui, sindaco in testa, dichiarava l’intenzione di aprire una nuova stagione di dialogo con le due minoranze, che, lo ricordiamo, sommate fra di loro sono maggioranza degli elettori di Cavallasca.
Viceversa, l’amministrazione ha deciso di dare due schiaffi in faccia alle opposizioni, rispettivamente al Belluso ed al Gagliardi, nominando Tatiana Bernasconi e Adriano Corradini, entrambi facenti parte della sola maggioranza.

L’ex vicesindaco, attuale controverso assessore alla cultura, ha brigato come ha potuto per riuscire, cosa non facilissima per lei, ad ‘infilarsi’ nel CDA dell’asilo.

Il mancato coinvolgimento delle 2 minoranze sta a significare, una volta di più, che idea Comune intende proseguire la politica clientelare e strisciante, fatta di contatti ‘ad personam’ e mai di articoli firmati, sui quali, occorre ammetterlo, ha costruito il suo secondo strepitoso successo nell’ultima tornata elettorale.

Noi di FpC riteniamo che questo modo di fare politica e di gestire le questioni che, in fin fine, compongono il tessuto sociale della vita paesana, sia deleterio al fine della costruzione di buoni rapporti fra tutte le rappresentanze della comunità.

 

 

 

 

 

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330.00 euro per Villa Butti: non tutto è come appare

Molto parlare si è fatto in questi giorni dei lavori ‘tampone’ di Villa Butti, lavoro che definire di ristrutturazione sarebbe un eufemismo, visto che il primo lotto, dal costo preventivato di € 330.000, serve, in pratica, unicamente a fare in modo che l’acqua non passi più attraverso i tetti.

Stando ai trionfalistici toni usati dalla nostra amministrazione, sta passando l’errata convinzione che il ns sindaco, buon per lui, sia riuscito ad ottenere tutte le trecentotrentamila euro necessarie all’avvio dei lavori, senza incidere sulle casse del Municipio, quindi, sulle nostre spalle.

Le cose non stanno affatto così e, ancora una volta, tocca a noi fare chiarezza, informando i residenti.

Ora, sia beninteso che noi non solo non siamo contrari acchè villa Butti sia sottoposta ad intervento, anzi, da anni ne stimoliamo le problematiche legate al degrado, ma auspichiamo interventi ben più radicali e risolutivi, che non incidano sulle nostre tasse locali.

Le 330.000 euro dell’avvio dei lavori che, nonostante la nostra contrarietà, troverà il voto favorevole della prossima seduta del Consiglio Comunale, nell’architrave dell’impianto costruito, così si articola:

  • coFinanziamento comunale con fondi propri di bilancio 30%: € 99.000,00 (somma proveniente in toto dai Fondi dei Frontalieri)
  • – finanziamento regionale 70%: € 231.000 => di cui :
  • per il 25 % a fondo perduto: € 57.750,00
  • per il 75 % in 15 anni a tasso zero: € 173.250 quindi /15 = € 11.550,00 annui per 15 anni

Si, avete capito bene.

La Regione Lombardia coprirà le spese a fondo perduto per la sola cifra di 57.750 euro, quando la restante, appunto € 173.250, dovremo restituirla in 15 anni, e quindi la dovremo finanziare attraverso l’ennesimo mutuo, che costerà circa 1.000 euro al mese per i prossimi 15 anni.

Troppi!

Troppi se tenuto conto che l’intervento non è affatto risolutivo e che fra 15 anni le condizioni di villa Butti saranno ancora peggiori di oggi, visto che risulteranno senz’altro insufficienti ad arrestarne il degrado.

Troppi, se teniamo conto che tale mutuo, finirà col perdersi aggiungendosi a tutti gli altri già in essere, che, per essere onorati, dovranno venire finanziati e rifinanziati.

Ed anche le 100.000 euro dei frontalieri da impiegare subito, a me, Vittorio Belluso, imprenditore di me stesso, appaiono come una cifra eccessiva, specie se letta nel contesto desolato e desolante da cui proviene, laddove nel bilancio triennale di previsione mancano del tutto investimenti di stampo produttivo e strutturale, gli unici in grado di generare sviluppo, cioè, posti di lavoro.

Ecco perchè, almeno personalmente, provo contrarietà all’operazione, da me giudicata di troppo corto respiro, quasi fatta ‘per dare il contentino alla gente‘.

Quel che da anni sosteniamo (non sono il solo nel mio gruppo a sostenere la tesi che sto per esprimere), è che Villa Butti si potrebbe vendere o affittare a lunghissimo termine, in cambio dei lavori di ristrutturazione eseguiti in computo di affitto.

Oppure, con una soluzione ancora più lungimirante e coraggiosa, si potrebbe spostare a villa Butti la biblioteca che ora è al 2° piano di villa Imbonati, sala consigliere compresa ricollocata eventualmente al piano terra di villa Imbonati, onde creare all’interno del 1° piano della splendida villa manzoniana un centro congressi, atto ad ospitare pure manifestazioni, mostre, matrimoni, cene, meeting, ecc. ecc.

L’ambiente è meravigliosamente bello.

Si potrebbe dotare la struttura di una piccola cucina che permetta ad una società di catering di preparare pasti, aperitivi ecc., oppure ancora potrebbe diventare un piccolo Casinò Sociale.
Dando la struttura in gestione ad una società specializzata nell’organizzazione di eventi, il Comune (con un fisso e un variabile in base al fatturato) recupererebbe una buona quota degli investimenti fatti per il restauro della Villa Butti.

In pratica, con tale operazione, il patrimonio architettonico cavallaschino verrebbe messo a reddito, senza più incidere sulle spalle di un sempre più stanco contribuente, attraverso l’aumento delle aliquote di competenza sulle tante, troppe tasse che affossano i bilanci delle famiglie.

Ma è chiaro che tali idee appaiano per taluni troppo avanzate.

vittorio belluso

 

 

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Entrate tributarie previste nel prossimo triennio a Cavallasca: +100%

Come avevamo immaginato, sulla base del bilancio pluriennale di previsione 2014/2015/2016 che stiamo analizzando, le entrate erariali sono previste con un aumento prossimo al 100%.

Ovverosia, raddoppiate.
La qual cosa non ci sorprende affatto.
Ce l’aspettavamo.

E’ la conseguenza logica della politica dell”andar da soli’, del fuggire da ogni qualsivoglia ipotesi di accorpamento o fusione con un altro Comune, cosa che era al punto 1° del nostro programma elettorale e che, a detta di molti, ci è costata la vittoria, avendo spaventato parte dell’elettorato conservatore locale, in special modo quello anziano e quello legato a doppio filo alla macchina amministrativa locale.

Lungi da noi lo scendere in polemica con la scelta di tali parti di elettorato, che si sono espresse con chiarezza, sancendo la netta vittoria dell’amministrazione uscente, che aveva fatto del mantenimento dello staus quo, il suo vero cavallo di battaglia.

Ma nei prossimi anni i nodi verranno al pettine, le famiglia in difficoltà nel pagare le tasse locali, annasperanno più di quanto già non abbiano fatto sinora.

Un aumento del 100% delle tasse locali nel prossimo triennio, corrisponde, nella migliore delle ipotesi, ad alcune centinaia di euro in più da dover devolvere al Comune, e nell’ordine di migliaia nella peggiore, come nel caso di chi svolge un’attività imprenditoriale a Cavallasca o che possiede una seconda casa.

Il compito che ci prefiggiamo, in questi anni, è di informare i lettori nella maniera più asettica possibile, astenendoci da facili commenti negativi nei confronti dell’amministrazione e di chi l’ha sostenuta, confidando nel fatto che il tempo sia galantuomo, ed esso farà comprendere a chi avrebbe voluto sceglierci ma che poi non ne ha trovato il coraggio, che optare per noi avrebbe significato anche e soprattutto un abbassamento delle tasse, e, quindi, un miglioramento della qualità della vita.

Ma veniamo alle cifre, che, meglio di qualsiasi parola, possono spiegare il perchè non ha più senso, per una comunità di 3000 anime, mantenere un ente pubblico sempre più costoso e recalcitrante a modificare il proprio ordinamento per adeguarsi alla mutata realtà economica e sociale che lo circonda.

Dal quadro riassuntivo delle “fonti di Finanziamento“: Trend storico/Programmazione pluriennale, alla sola voce: Entrate tributarie, notiamo che queste passano da

€ 691.735,71 anno 2010 a € 1.346.922,65 anno 2015 con un aumento di circa il +100%
Aumento che, inevitabilmente, si scaricherà sulle spalle dei contribuenti locali.

vittorio belluso

 

 

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‘Uno sguardo nel passato’_testi di Bruno Profazio_a cura dell’Associazione ‘Amici di Cavallasca’_Prefazione

Prefazione del libro di imminente distribuzione

Era nostra intenzione produrre un libro ben più consistente sul passato di Cavallasca messa foto- graficamente a confronto con la realtà dei giorni nostri.

Purtroppo è un desiderio irrealizzabile a causa di un costo insostenibile per la nostra piccola associazione.

Abbiamo quindi scelto, dopo alcuni incontri, una più modesta dimensione recuperando il repertorio di immagini che riflettono il nostro paese negli ultimi secoli.

Siamo contenti di averlo fatto per documentare il cambiamento notevole a cui Cavallasca è andata incontro nel corso degli anni.

Gli anziani  possono così rivivere l’ambiente di altri tempi e i giovani prendere conoscenza di una trasformazione per certi versi persino imprevedibile e comunque impensabile anche per chi oggi diffonde questa pubblicazione.

Marco Augusto Frigerio

Ruggero Fontana

 

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Al ritorno dopo aver visitato la Toscana, culla della cultura rinascimentale italiana

Quante bellezze ci sono in Italia?

Impossibile contarle, impossibile apprezzarle tutte per il loro inestimabile valore.

Ho visitato Siena, l’entroterra senese, dove basta fermarsi con l’auto in un qualsiasi paesino arroccato per scoprire bellezze inestimabili, spesso in uno stato di semi abbandono, bellezze che in qualsiasi altro Paese sarebbero crocevia di centinaia di migliaia di visitatori ogni anno.

E’ il caso, per esempio, della basilica sconsacrata di San Galgano, un esempio di stile gotico, che sorge nel bel mezzo della campagna senese.

Abbandonata all’inizio del XVI secolo a causa della peste nera che ne aveva decimato il nucleo.

Un tempo tappa semi-obbligata dei pellegrini che, attraverso la via francigena, giungevano a Roma provenienti da tutta Europa.

Ho incontrato, nei 6 giorni della mia visita, migliaia di turisti di tutto il mondo.

Ho sentito parlare le lingue più disparate, alle guide turistiche che mi passavano a fianco: inglese, tedesco, spagnolo, olandese, portoghese (brasiliano), russo … almeno quelle che ho riconosciuto, poi n’erano anche altre.

Una sola, sconsolatamente, desolatamente, mancava: l’italiano!

Il che mi ha creato un certo disappunto.

Siena, Firenze… stessa storia.

Due città semplicemente meravigliose che brulicavano di turisti provenienti da tutto il mondo.

Stranieri a decine di migliaia, soprattutto giovani, con la loro cartina, il loro zaino.

Bellissimi!

Ed anche parecchi ciclisti della mia età, spesso in solitario, con la loro cartina, il loro auricolare, la loro sete di bellezza.

Italiani pochi pochi, praticamente assenti.

Ciò significa che la vacanza nelle città d’arte non appartiene agli usi e costumi degli italiani.
Va bene andare al mare, per carità. Ci sta eccome.

Ma è possibile, mi chiedo, che gli italiani non prendano in considerazione, magari nella proporzione di uno su 100, una vacanza di stampo diverso?
Temo di poter affermare senza essere smentito che i primi a non conoscere le bellezze che possediamo e quindi a non saperle apprezzare nel loro valore, siamo proprio noi.
Io penso che un popolo che ignora la bellezza della propria arte, della propria poesia, della propria storia, sia un popolo a cui sfugga il motivo primo per cui dovrebbe essere orgoglioso di se stesso.


vittorio belluso

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I nostri obiettivi si chiamano trasparenza ed efficienza amministrativa

L’attività politica di FpC

I prossimi anni vedranno Forza per Cavallasca impegnata per l’ambiente e nel tentativo di rendere più efficiente ed ampliato, in termini di orari di apertura al pubblico, il funzionamento del nostro apparato comunale.

Per l’ambiente ci stiamo già muovendo in funzione della tutela della salute dei cittadini.

A breve proporremo una interrogazione avente la finalità di convincere coloro i quali non hanno ottemperato agli obblighi di legge scadenti il 31 dicembre dell’anno scorso, a denunciare la presenza di eternit all’autorità competente, che è il Comune, e, tramite questi, all’Asl.

Ciò riteniamo sia necessario in funzione della quantità di materiale contente fibra d’amianto che esiste tutt’ora sul nostro territorio, senza che l’autorità competente si sia attivata nella misura che noi riteniamo essere necessaria per tutelare sufficientemente la salute del cittadino.

Alla luce di quanto da noi appreso negli anni passati, nell’inchiesta che, qualcuno ricorderà, abbiamo fatto nel 2012 su di una mallattia terribile quale è la sclerosi laterale amniotrofica (SLA) che ha colpito due nostri concittadini ed altri ancora nei paesi limitrofi, siamo decisi ad approfondire quanto segnalatoci dai parenti degli ammalati, i quali hanno già interessato sia l’Asl che il nostro Comune circa alcuni ipotetici fattori che possano aver fatto insorgere la malattia, non ottenendo in cambio risposte ai loro dubbi ed alla loro richiesta di una approfondita indagine chimico-fisica sui luoghi segnalati.

Forza per Cavallasca, è intenzionata a fare luce su questi casi, rendendo partecipe la cittadinanza tutta, nella speranza che i dubbi delle famiglie colpite da questi drammi trovino una smentita ufficiale circa la causalità ambientale.

Tale azione, come è facilmente intuibile, si scontra frontalmente con gli interessi di chi , per motivi politici o personali, desidera che non si parli di queste cose, perchè colpevolmente sottovalutate nella loro importanza di salvaguardia dell’ambiente e quindi della nostra salute e per il riscontro di ritorno di immagine negativa che, al contrario, a nostro avviso, viene sopravalutata.

(Non è non parlando dei problemi e tenendoseli per sé che questi mai si risolveranno).

L’altro fronte è quello dell’inefficienza e del costo dei servizi offerti alla cittadinanza, da una municipalità che si fa pagare, a parità di costi sostenuti, a prezzo più caro dei suoi dirimpettai lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti e l’acqua potabile, tanto per fare 2 esempi.

Quello stesso Comune che, non più tardi di 1 anno fa, sulla base di files dei pagamenti della immondizia riguardanti un periodo di molto antecedente non risultanti in elenco, adducendo la responsabilità alle Poste che non avrebbero inviato la conferma dell’avvenuto pagamento, ha preteso che i cittadini che non risultavano aver adempiuto al proprio dovere, presentassero copia del bollettino pagato, pena, per la non conservazione dello stesso, il ripagamento dello stesso.

Ora, è chiaro ormai a tutti che noi siamo nemici dichiarati di tale modo di procedere e di gestire il nostro comune.
E’ chiaro a tutti che siamo qui per cambiare le cose.
Abbiamo chi ci sostiene e ci incoraggia ad andare avanti, come chi, per contro, si affanna nel tentativo di screditarci accusandoci di inventarci le cose.

Sta all’intelligenza delle persone il capire come queste stiano effettivamente e se, e fino a che punto, noi siamo meritevoli di fiducia e sostegno.

vittorio belluso

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Marco Frigerio, Presidente dell’Associazione: ‘Amici di Cavallasca’

Conosco Marco Frigerio praticamente da sempre, fin dai tempi di mio nonno farmacista a Parè.

A quei tempi, Cavallasca non aveva una farmacia e quella di mio nonno prima e mia madre poi, era l’unica in tutto il comprensorio.

Il fratello del Frigerio, farmacista anche lui, aveva fatto apprendistato da mio nonno, tanti, tanti anni fa, prima che io nascessi.

Negli anni 80 ed i primissimi del 90, ricordo il Frigerio arrivare di tanto in tanto nella farmacia di Parè, in cerca di un qualche farmaco che necessitava alla sua adorata mamma, mancata una decina di anni fa, dopo aver superato l’invidiabile traguardo dei 100anni.

Ma è solo negli anni 2000, allorchè ho rilevato la farmacia di Cavallasca, che ho cominciato a conoscere un po’ meglio il personaggio, perchè di vero personaggio si tratta.

Inizialmente, o, almeno, fino ad un paio di anni fa, la mia conoscenza col Frigerio era molto superficiale.

Così, d’acchito, ‘a pelle’, egli non mi ispirava più di tanto quella grande simpatia che sarrebbe scaturita in seguito, possedendo egli un carattere alquanto schivo.

Ugualmente, non essendo giovanissimo, credetti erroneamente ch’egli facesse parte della schiera dei cosiddetti ‘git’, una sorta di confraternita di nativi del paese, per natura recalcitranti ad ogni sorta di innovazione nella vita sociale del paese, le cui convinzioni ferree ed alquanto antiquate, si basano su credenze popolari, su erronei convincimenti, che risulteranno poi alla base dell’incapacità della società cavallaschina di evolversi adeguandosi alla realtà della società italiana in grande mutazione, evidenziatasi in maniera netta nelle recenti elezioni amministrative che hanno vistro il trionfo del tentativo di mantenere ad oltranza lo status quo.

Marco Frigerio non è di questa schiera, pur, almeno apparentemente, avervi appartenuto, classificandosi nella speciale ed autoctona graduatoria col poco invidiabile n° 2.

(Non mi si chieda chi è il git n°1, non lo svelerò nemmeno sotto tortura!).

L’amicizia con Marco Frigerio nasce su internet, nasce dal fatto che il soggetto, tutt’altro che antiquato e chiuso, è un attento osservatore della società, conosce tutto e tutti, ama la sua comunità e partecipa allo svolgersi della vita sociale, politica e soprattutto culturale, con tutto se stesso.

Con l’approssimarsi delle elezioni, ogni 5 anni, si creano gli schieramenti, avanzano i progetti, si formano i gruppi di persone che si presenteranno, ed, ogni santa volta, si contrappongono conservatori e riformatori.

Ed è stata con mia grande sorpresa che, all’incirca 1 anno fa, io, che di riformare la vita politica e sociale di Cavallasca ne ho fatta una bandiera, mi sono ritrovato Marco Frigerio al fianco.

Egli, a tutti gli effetti, ha dimostrato di possedere idee innovative e saggezza, di aver saputo cogliere l’essenza dei problemi che attanagliano Cavallasca giungendo per suo conto alle nostre stesse conclusioni.

Quindi, se mi si consente la metafora, si può affemare che il Frigerio sia un git che non si comporta da git, che non ragiona come un git, che vuole uno sviluppo armonico di Cavallasca e non il suo lento degrado, l’implosione a cui stiamo assitendo, il distacco sempre più marcato in termini di qualità dei servizi a disposizione dai paesi che confinano con noi, per mezzo e per colpa delle troppe lobbie che occupano strategicamente i siti chiave del potere locale, in cui le forze riformatrici, di cui io sono il primo rappresentante, sono sottoposte ad una pressione continua, operata con mezzi prossimi alla diffamazione vera e propria, finalizzata a disinnescare e stoppare il processo di cambiamento che è in atto.

Una realtà conservatrice ad oltranza destinata prima o poi a crollare, ma con cui dobbiamo fare ancora i conti, perchè è dura a morire.

In questo contesto alquanto inquetante, Marco Frigerio ha saputo fare le sue scelte senza tuttavia entrare in aperto contrasto con nessuno, come, invece, è successo al sottoscritto.

In definitiva, se, con parole mie, voglio definire il soggetto di questo articolo, affermo che si tratta di una persona la cui umiltà nasconde il valore dell’uomo che c’è dietro, in possesso di una intelligenza fine e di un animo giovane, a tratti addirittura dall’entusiasmo fanciullesco, un uomo dalle larghe vedute che sa cogliere l’essenza delle cose, spinto da una inguaribile curiosità, quella stessa curiosità che è alla base di quel processo evolutivo necessario a promuovere lo sviluppo sociale di una comunità.

Cavallasca deve essere grata a Marco Frigerio per tutto quel che ha fatto, sia nella sua attività lavorativa che in quella di Presidente dell’Associazione ‘Amici di Cavallasca’e per quello che farà, in tema di ricerca e valorizzazione delle radici storiche della nostra comunità, che trova nella collana di pubblicazioni avente tema Cavallasca, la cui prossima di imminente distribuzione, il suo apice imperituro.

 vittorio belluso

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Bene i 330.000 euro per villa Butti, ma poi chi metterà i rimanenti 670.000? I cittadini già tartassati?

Apprendiamo dal giornale ‘La Provincia’, che l’amministrazione appena reinsediata, ha ottenuto 330.000 euro per tentare di mettere uno stop allo stato di avanzato degrado di villa Butti.

330.000 euro a fronte di oltre 1.000.000 di euro necessari al suo recupero.

Le 330mila euro sono state stanziate dalla Regione Lombardia, con la specifica finalità di avviare i lavori di restauro e recupero.

Quindi il Comune bandirà una gara d’appalto, in base ad un progetto di recupero messo a punto dall’Ufficio Tecnico, in modo da dare l’avvio ai lavori già nel 2015 con l’avvallo della Sovrintendenza ai beni culturali e della Commissione paesaggistica.

Il primo lotto dei lavori comprende unicamente il rifacimento delle strutture in cui io stesso ho passato 14 anni della mia vita lavorativa, ma non il primo piano che sappiamo essere in avanzatissimo stadio di degrado.

Sorge spontanea, una domanda impietosa: “terminate le 330.000 euro della Regione, dove, come e quando salteranno fuori le rimanenti 670.000 mila che, a questo punto, l’amministrazione Ronchetti dovrà giocoforza trovare?

E, qualora come è facilmente prevedibile, tali denari non saltassero fuori, che si farà? Si pianterà tutto a mezzo?

O si inasprirà ulteriormente la fiscalità locale, alzando ancora le aliquote di competenza comunale sulle varie Irpef, TASI, Tari ecc ecc.?

Beninteso, al sindaco Ronchetti va comunque un plauso per essere stato capace di trovare queste risorse.

Ma queste risorse hanno un prezzo che all’uomo della strada può non apparire, un’altra faccia della medaglia che bisogna andare a cercare e che consiste nel fatto che il finanziamento è esattamente 1/3 di quanto stimato necessitare.

Quindi la mia opinione in merito sull’argomento non cambia, ed è quella già espressa in passato, sulla base dell’esperienza personale acquisita.

Oltre una decina di anni fa, chiesi se fosse stato possibile l’acquisto del locale ove era ubicata la farmacia, con, in aggiunta, parte del portico dietro-stante, al fine di ingrandire la farmacia e renderla più adatta alle mutate esigenze.
Operazione che avrei attuato solo e qualora fossi divenuto proprietario dei locali da ristrutturare.
Mi si sgranarono gli occhi addosso, quasi stessi parlando una lingua straniera e incomprensibile.

Fu un’occasione senz’altro persa, dovuta alla miopia, ai preconcetti, alla impreparazione imprenditoriale di chi ci ha governato e di chi ci governa tutt’ora.

Nei primissimi anni 90, la allora amministrazione guidata dal sig.Giuseppe Fattorini, si prodigò nel tentativo di dare una finalità agli innumerevoli vani che erano stati rilevati dalla municipalità.
Gli ambulatori in una nuova e architettonicamente molto infelice sede, la nuova farmacia, la sede dei “meno giovani”, la sede del
Parco regionale Spina verde, dettero, sia pur parzialmente, una finalità ad alcuni degli spazi.
Ma, molti altri, restarono vuoti, sfitti, coi lavori piantati a mezzo, facile preda dei topi e dell’incuria.
Un’incuria che, amministrazione dopo amministrazione, è andata via via inesorabilmente aumentando.
E ciò non a causa di mancanza di buone intenzioni dei nostri amministratori, ma di fondi da destinarsi al restauro, alla manutenzione, alla ristrutturazioni di muri e pavimenti divenuti fatiscenti.
Eppure, la realtà, specie quando spiacevole, è facile da ignorarsi.

Provate a chiedere ad un qualunque membro dell’attuale riconfermata giunta cosa ne pensi di un’eventuale vendita, anche parzializzata ad alcuni vani, della villa Butti.
Risponderanno che la villa Butti non si tocca, che appartiene alla comunità, e che, come tale, non si può vendere, e ciò nonostante sia comprovato che il patrimonio architettonico di proprietà comunale abbia dei costi di gestione che la comunità non può permettersi.

E’ mia convinzione che provare ad entrare in un’ottica di dismissione di ciò che non si è in grado di gestire e mantenere, altri non è se non un atto di buonsenso.

Dismissione che può anche non concretizzarsi in una vendita vera e propria a qualche privato, ma anche un affitto a lungo termine in cambio dell’effettuazione dei lavori necessari al restauro.

Il destinare gli spazi alle Associazioni presenti a Cavallasca, non sposterà di un mm il problema della sostenibilità economica dell’operazione di recupero eventualmente effettuata, occupando esse gli spazi senza pagare affitto.

E’ mia convinzione che se non sapremo cambiare mentalità, passando da quella passiva cosiddetta ‘col cappello in mano’ ad una fattiva ed innovativa, le tasche dei cavallaschini, nei prossimi anni, subiranno altri e più profondi frugamenti.

vittorio belluso

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