A proposito del marciapiedi per Ca’Martello, è stato effettuato uno studio di fattibilità

E’ stato effettuato uno studio di fattibilità: il costo stimato
dell’opera finita è di circa un milione di euro

 

Il forte vento di ieri, ha portato la notizia che si sono incontrati i tecnici della Provincia con dei residenti, in località ‘Bruschee‘ del comune di Cavallasca (strada verso Ca’ Martello), per effettuare un sopralluogo, onde produrre uno studio di fattibilità, finalizzato all’allargamento della strada garibaldina (già provinciale), la messa in sicurezza della stessa e la realizzazione di un marciapiede, che collegherebbe la piazza della chiesa alla località Ca’ Martell: secondo la stima, l’opera costerebbe poco meno di € 1.000.000.

Data la nota carenza di fondi da parte dell’amministrazione provinciale e i costi esorbitanti che tale opera comporterebbe per la sua realizzazione, dubito che tale opera, sempre promessa e mai realizzata, vedrà mai la luce, almeno fintanto che perdurerà l’attuale crisi economica.

Promettere è facile, mantenere un po’ meno.

Ma se il sindaco di Cavallasca riuscisse nell’impresa di realizzare detto marciapiede, COME PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE, io sarei il primo a compiacermene ed a votare per lui alle prossime elezioni.

Con lo studio di fattibilità la palla passa ad una Provincia che ufficialmente non esiste praticamente più, sostituita da un Consiglio Provinciale neoeletto, composto da amministratori locali, Ente che non mi è dato sapere di che risorse disponga.
In caso contrario, sarò il primo  a riconoscere i meriti dell’avversario politico ed ad ammettere di essermi sbagliato.

vittorio belluso

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SLA e inquinamento ambientale a Cavallasca_cap 6°

Con il 6°capitolo riguardante il vitale aspetto della tutela e della prevenzione della salute pubblica, desideriamo fare alcune considerazioni, specie dopo l’articolo ‘Un caso di inquinamento ambientale in Via Volta?’ che ha spostato solo geograficamente l’attenzione del lettore sulla stessa problematica che ci sta a cuore: l’inquinamento ambientale.

Volentieri ospitiamo quanto l’amico Maurizio ci scrive:

 

Ambiente e qualità di vita

In queste settimane ho notato che si stanno moltiplicando le notizie di indagini e e controlli sul territorio per presunti reati ambientali. Se ne legge sui giornali nazionali così come su testate locali e questi fenomeni continuano ad accomunare i quattro angoli di questo devastato Belpaese, nonostante il divario di cultura e responsabilità civica esistenti tra Regione e Regione.

Restando nel nostro microcosmo, abbiamo letto nelle scorse settimane le note relative ad una vicenda che risale addirittura agli anni 80 così come una nota di questi giorni in cui si paventa l’esistenza di una possibile discarica abusiva in via Volta.

Non voglio in questa sede entrare nel merito delle singole questioni e lungi da me assumermi il ruolo di censore o giudice di situazioni che non conosco.

Queste righe invece nascono esclusivamente da una riflessione personale (che spero diventi collettiva) proprio su ambiente, qualità della vita e impegno dei singoli e della collettività (istituzioni comprese) nel preservarle e migliorarle.

L’ambiente (e la sua protezione) è un argomento che non paga in termini pratici. E’ di solito una medaglia “al merito” che si ottiene lottando contro interessi privati e aziendali (quelli sì che pagano soldoni pesanti!), volti sempre ad aggirare leggi e buonsenso comune e ottenere risparmi consistenti. Così si evita di applicare semplici leggi nate per proteggere salute e benessere di tutti i cittadini.

E’ un conflitto perenne dove, talvolta, l”l’assassino e la vittima”si scambiano i ruoli in un attimo, a seconda delle esigenze pratiche e dell’interesse del momento.

Ognuno dovrebbe scrutare in fondo alla propria coscienza per capire questo concetto.

Oggi, per fare un esempio, combatto insieme alla comunità perché scopro che qualcuno ha avviato una discarica abusiva o ha scaricato rifiuti nel fiume ma domani mi dimentico che sto guidando un’auto vecchia e inquinante . Oppure i furgoni della mia azienda sono vecchi e altamente inquinanti in quanto cambiarli costa troppo …

Ecco trovato il nostro Dr. Jekyill / Mr. Hyde!

Di tutti questi argomenti si occupano i nostri amministratori, sempre!

Sempre?

Secondo me, di norma, solo in campagna elettorale.

Terminata quest’ultima, ci sono altri problemi, i fondi da amministrare, delibere da gestire, voti da mantenere senza urtare la suscettibilità di chi ce li ha dati. E così anche le Pubbliche Amministrazioni (grandi e piccole, con le solite lodevoli eccezioni) devono barcamenarsi in un mare di incertezze e senza esporsi oltre il consentito dalla “morale politica”.

Questo, secondo me, è il punto cruciale di quanto stiamo valutando.

Esistono solo due strade per ottenere giustizia nella vita civile di una comunità.

Una solida, seria. attività amministrativa che esamini, analizzi, verifichi ogni aspetto delle attività della comunità per indirizzare, sorvegliare, aiutare tutti ad evitare situazioni dannose.

Oppure un’aggregazione popolare spontanea che, a fronte di palesi ingiustizie, faccia sentire la propria voce democratica e insofferente e costringa (come spesso accade) la Amministrazione Locale ad assumersi le proprie responsabilità.

Noi crediamo che segnalare e denunciare quanto non sia conforme al rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini sia non solo sacrosanto ma un diritto civico insostituibile.

Noi crediamo che questo strumento se utilizzato nei termini e modi corretti, non sia un atto per deridere o delegittimare i nostri amministratori ma sia invece un aiuto anche per loro, uno stimolo ad essere sempre fedeli ad un mandato espresso democraticamente.

Solo credendo nei valori di umanità, rispetto e reciproca comprensione ciascuno di noi può pensare di promuovere quel miglioramento della qualità della vita che è parte vitale di ogni comunità (sia esso un piccolo paese o una grande Nazione)

Quindi siamo sempre lieti di poter leggere che qualcuno decida di levare la sua voce per segnalare situazioni che possono danneggiare la comunità.

Vorremmo così invitare tutti a valutare queste voci in modo positivo, evitando di cadere nella trappola delle simpatie o antipatie personali ma solo chiedendoci se quello che leggiamo può migliorare o meno la nostra qualità di vita.

Il nostro scopo (e il nostro grande suggerimento) è quello di avere una Amministrazione che indica periodicamente un incontro con l’intera comunità per valutare le situazioni ambientali del territorio, presentando i risultato conseguiti e ascoltando le voci di chi vive tutti gli angoli del proprio paese ogni minuto della propria vita.

Che grande paese diventerebbe …

Buona vita a tutti!

 

Maurizio Dori

 

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Progetto fusioni dei Comuni: il parere di Belluso

Secondo il mio modesto modo di vedere le cose, in questo momento storico, in gioco non vi è solo un’eventuale unione di Cavallasca con S. Fermo e, forse, Montano Lucino, ma l’esistenza stessa di 6000 comuni in tutta Italia, da quelli di poche decine di anime a quelli di migliaia e migliaia più di noi.

La congiuntura economica non permette che sussistano ancora sacche di inefficienza, di sprechi, di sovrapposizioni di ruoli, laddove il Segretario comunale più economico ( tanto per fare un esempio su tutti), costa decine di migliaia di euro che provengono dalla collettività attraverso le tasse.

Gli accorpamenti permettono economie di scala neppure immaginabili ad una comunità piccola come la nostra, dove, i nostri pur bravissimi dipendenti comunali, assorbono già ora poco meno del 50% delle nostre risorse.

Con una fusione, tale percentuale, rapportata sul nuovo e più grande numero di residenti che si avrebbero dal Comune allargato, scenderebbe drasticamente nel giro di pochi anni.

La mia, non è una questione personale verso il mondo della P.A., come taluni hanno erroneamente voluto intendere, ma tutt’altro:  è la presa di coscienza che siamo di fronte ad un fatto di congiuntura storica ed economica.
4 milioni di dipendenti pubblici rappresentano un lusso che non possiamo più permetterci.
Al nord quanto tanto più al sud, specie nelle Regioni a statuto speciale.
Per cui, al bando i campanilismi che dividono persone e persone in sciocche faide dal carattere familiare, e sì ad una politica nuova fatta di idee e proposte e non di parentadi, amicizie più o meno interessate, clientelismo da 4 soldi,

 

vittorio belluso

 

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Marco Frigerio si esprime sull’accorpamento dei Comuni

Vorrei ritornare sulla questione attualissima della fusione dei Comuni, dopo le polemiche registrate in questi giorni.

Sono sempre rimasto un po’ perplesso circa la fusione di Comuni che, storicamente, hanno identità precise e distinte che risalgono ai secoli scorsi: Il rischio è di perderle.

Io amo il mio paese, per questo ho fondato l’Associazione ‘Amici di Cavallasca‘.

Avendo già vissuto, quando ero un bambino, in un contesto di fusione, Lieto Colle (Cavallasca_ Drezzo_Parè), posso affermare che tale soluzione portò sì dei vantaggi, ma anche degli svantaggi.

Bisogna però fare attenzione con la prospettata unione con San Fermo, perchè, anche se venisse mantenuta la sede comunale a Villa Imbonati, sussisterebbe pur sempre il rischio di divenire una semplice frazione di esso.

Potrebbe essere un’ottima soluzione, oltre che l’unione con San Fermo, aggiungervi anche Montano Lucino.

Ai tempi in cui ero ragazzo, avevamo frequenti contatti con la frazione di Montano, che raggiungevamo con, la strada dell’Olcellera, ( ♩♪♫♬ sul ponte di Montano noi ci darem la mano ♩♪♫♬ ).

Venuta meno questa via di comunicazione la strada venne abbandonata e cadde in disuso, fino a subire gravi dissesti tanto che oggi non è più praticabile.

Di conseguenza, oggigiorno, pur confinando fra loro Cavallasca e Montano, si sono persi i contatti, perchè si deve fare un lungo giro per raggiungere questa seconda località.

Con questa ipotetica fusione a tre, si raggiungerebbero i15.000 abitanti, ipotizzati come soglia minima per sfuggire all’accorpamento forzoso, come dichiarato a Torino il mese scorso dal Presidente dell’Anci, Piero Fassino, ed essere nella volontà del governo attuare entro le elezioni del 2019.

Con tale unione, non vedremmo un Comune predominare sugli altri due, ma ci sarebbero tre Comuni che dialogherebbero fra di loro da posizioni paritetiche.

Consapevoli, noi cavallaschini, di essere il Comune economicamente più debole, abbiamo bisogno di accordi che preservino i nostri interessi e la nostra sovranità, come prospettato, ma non basterebbe, di insediare la sede Municipale dei tre Comuni uniti nell’equidistante, centrale e prestigiosa villa Imbonati.

Teniamo presente che San Fermo della Battaglia ha bisogno anch’essa di fondersi, per non finire assorbita da Como.

In caso contrario lasciamo che sia il Governo centrale ad imporci una fusione che, qualunque sia la soluzione per Cavallasca, potrebbe essere migliore di quanto pensiamo.

Marco Augusto Frigerio

 

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Il Capitalismo e la sua evoluzione

Vorrei fare alcune brevi riflessioni su quanto sta accadendo oggi nel mondo in termini, macroeconomici, politici e sociali a partire dall’inizio del terzo millennio e sopratutto dopo la caduta del Comunismo come sistema alternativo al Capitalismo.

Certamente l’Europa Occidentale fino alla caduta del muro di Berlino conosceva un Capitalismo moderato e sensibile alle istanze che provenivano dalle fasce più deboli della società ma più che per intrinseca convinzione avveniva per opportunismo ideologico; da quel momento ,diventato orfano dal crollo di questa alternativa utopistica, ha dato vita alla sua vera natura di ideologia economica senza freni con il conseguente stravolgimento, all’interno delle società occidentali, dei diritti acquisiti e di una lenta riduzione delle garanzie sociali.

Da questa vittoria prende inizio in Europa un Capitalismo globalista di stampo prettamente americano, di etica e morale calvinista ed individualista la cui unica regola economica è quella di lasciar fare al mercato con la conseguenza di dare il via alla destrutturazione degli Stati nazionali, alla limitazione della loro sovranità e a far pagare le bolle speculative della finanza ai loro cittadini.

Di pari passo l’economia consumistica si è sviluppata in maniera esponenziale grazie allo sviluppo ed al controllo dello strumento televisivo che oltre al potere di una pubblicità martellante ha indotto un forte cambiamento nella morale dei cittadini, sdoganando l’autogratificazione dal possesso dei beni materiali, la violenza virtuale, il relativismo dei costumi il tutto finalizzato ad una crescita dei consumi e di un mercato privo di regole ma la cui contropartita è stata una perdita totale di controllo sul comportamento sociale.

Le conseguenze si cominciano ad avvertire : una maggiore sperequazione e diseguaglianza sociale tra classi, un crescente divario tra ricchi e poveri, aumento della povertà a discapito della classe media, nascita di movimenti politici alternativi a quei partiti difensori e portatori delle istanze del sistema.

In pratica l’attuale Capitalismo si può definire egoismo e speculazione globale relegando il concetto di impresa manifatturiera e del lavoro ai margini della propria ideologia, come dimostrato da quei mega scandali finanziari che hanno messo in ginocchio, negli ultimi anni, cittadini di intere nazioni a beneficio dei poteri bancari e finanziari, per non contare di quelle decisioni politiche che contravvengono al diritto internazionale prese con la complicità di autorevoli governi in nome di una democrazia il cui significato ultimamente ha perso molto del suo vero significato.

Oggi il Capitalismo per espandersi ha dovuto creare il mito del Nuovo Ordine Mondiale che ritengo si basa su queste elementari regole:

1) limitare al minimo le ingerenze dei governi nazionali in economia spingendoli a politiche di privatizzazione del settore pubblico;

2) Inculcare alle fasce sociali disagiate una giustificazione sociale al perseguimento spregiudicato ed esagerato della ricchezza di una elite al di fuori della logica tradizionale del lavoro;

3) Ridurre il sistema di garanzie e coperture sociali alle fasce più deboli facendoli sentire unici responsabili delle proprie difficoltà;

Per ottenere ciò la strategia utilizzata dal sistema capitalistico mondiale credo si possa sintetizzare in questi punti:

a)controllo indiretto dei governi nazionali che si esplicita nel collocare alla loro guida una leadership di immagine, ben visibile e massmediatica;

b)nel rafforzare il potere esecutivo a discapito del potere legislativo e giudiziario;

c) un potere legislativo intercambiabile e permutabile che consente coalizioni di governo un tempo impensabili ed inimmaginabili in quanto alternative;

d) controllo dell’informazione tramite informazioni pilotate o alternative che servano a formare o a distogliere l’opinione pubblica;

Ecco quello che a mio parere sta avvenendo in Occidente un appiattimento in basso della società globale dipendente dal Grande Fratello della comunicazione capitalistica e finanziaria di cui il potere politico è lo strumento.

Questa strategia è quella che osservo in Italia in merito alle riforme istituzionali che dietro il paravento di una Costituzione oggi considerata inadeguata, sono indirizzate invece a perdite di democrazia e di sovranità a vantaggio di politiche asservite al mercato globale.

Certamente non tutto il mondo accetta l’imposizione di questo sistema capitalistico mascherato di democrazia, alcune realtà umane del pianeta hanno contrapposto una diversa utopia in sostituzione del Comunismo come quella religiosa di stampo islamico che nell’ ultimo ventennio ha dato inizio ad una contrapposizione violenta di visioni del mondo e della società.

Non so chi ne uscirà vittorioso certamente sarà una contrapposizione che non promette nulla di buono e che durerà a lungo.

 

Aurelio Cangemi

 

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L’avv.Antonio Galasso si esprime sull’accorpamento dei Comuni

Caro Vittorio,

a proposito di accorpamenti e fusioni tra comuni non più tardi di ieri il commissario alla Spending review Carlo Cottarelli in audizione alla commissione sull’anagrafe tributaria dichiarava che “Ottomila comuni sono troppi, bisognerebbe pensare ad una riduzione che renda più facile il coordinamento” prevedendo anche ‘un meccanismo premiale‘ per i comuni che si mettono assieme”.

E’ veramente anacronistico e demagogico pensare che si possa resistere, in un momento storico come l’attuale, all’esigenza sempre più impellente di razionalizzare anche centri di spesa e di amministrazione.

Se per i dati oggettivi (economici, gestionali, ammministrativi, ecc.) vi sarà poco da fare perché conseguenti, per quelli antropologici e sociali (appartenenza, territorio, cultura, storia, ecc.) molto dovrà essere detto, scritto e fatto.

Solo uomini e donne che avranno a cuore il loro futuro ed il futuro dei propri concittadini e della popolazione interessata al cambiamento potranno essere interpreti fedeli delle loro vere esigenze e, quindi, operare affinchè, sulle fondamenta dell’identità e peculiarità territoriali, possano essere erette quelle torri che, ben visibili, diano luogo a gestioni virtuose utili al bene di tutti.

Ben vengano, quindi, quei cambiamenti che possano portare, seppur in modo imperfetto, ad un reale bene comune.

Ciao

Antonio

 

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La relazione dell’arch. Livio sulla progettata ristrutturazione di villa Butti_Cavallasca

Ogni azione umana, come ogni azione pubblica
che produce effetti sulla vita di ciascuno,
può essere oggetto di commento, discussione e critica

Credo che oggi sia doveroso intervenire sulla biblioteca di Cavallasca ( per gli spazi ormai insufficienti, per le difficoltà legate all’accessibilità, per i noti problemi strutturali sulla portata delle solette….) e credo che allo stesso tempo sia altrettanto necessario recuperare l’uso di villa Butti.

Purtroppo, però, il progetto pensato e messo a bilancio, non lo condivido, non solo in ordine alla sua impostazione generale dove manca un’idea sull’utilizzo di tutto il comparto storico ( villa Imbonati & villa Butti) e dei suoi spazi esterni del giardino all’italiana e del parco, ripensato (come ho scritto più volte) come un vero centro di servizi per il cittadino di un paese più grande dove anche l’inutile ponte che collega alla chiesa di San Carlo, potrebbe tornare ad avere un senso, (ma questi, purtroppo però, sono argomenti che sono stati rifiutati di affrontare da tempo), ed anche in ordine al progetto, e all’idea stessa di biblioteca che il disegno prefigura:
una biblioteca disposta su 2 livelli, organizzata ancora, come quella vecchia, per piccoli ambienti, poveri di luce e difficilmente gestibili, senza dei veri posti di lettura moderni, con un’accessibilità ridotta ( l’ingresso principale ha una profondità di 1,75 metri).

Cavallasca merita una biblioteca moderna pensata su ben altri modelli:

  • Accessibile – quindi su di un solo piano.
  • Aperta – un vero Open space, che diventa un luogo di incontro culturale e sociale
  • Luminosa
  • Flessibile – con dei posti di lettura adeguati allo studio ed ala connessione internet, pensata sugli alti standard delle piccole biblioteche europee.

Questa impostazione, dispiace dirlo, è un torto ai giovani ragazzi.che primi fra i loro pari, rappresentano il futuro di questo paese e che dovrebbero esigere ben altro.

 

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Cristian Tolettini, uno dei migliori sindaci della provincia di Como

Non finisco mai di ammirare l’operato di Tolettini, sindaco di Colverde ( e dei suoi collaboratori, Frangi e Strambini).

Credo che la sua amministrazione debba essere un esempio per tutti gli amministratori locali di cosa significhi l’esempio di un buon governo del territorio:

dare delle risposte concrete alla gente, specie in un momento congiunturale difficile come questo.

1 anno fa la fusione dei tre paesi, Drezzo, Parè e Gironico, dimostrando coi fatti che l’ambizione personale era delegata al bene comune, ai vantaggi concreti in termini economici di abbassamento delle tasse locali di cui le tre comunità avrebbero beneficiato in caso di riuscita della non facile operazione, vincendo le ritrosie di chi, non conoscendoli, non ne comprendeva i vantaggi e di chi, inquadrato all’interno dei singoli Comuni, temeva di perdere parte del proprio potere e della propria autonomia,

Nell’immediato seguito, Tolettini avrebbe poi fatto succedere dei vantaggi economici che, per esempio a Cavallasca, (ma anche, sia pur in misura nettamente inferiore, a San Fermo), ha visto l’annullamento della TASI, l’abbassamento medio delle quote richieste alle famiglie per l’abbonamento per il giallobus con cui vengono trasportati i bambini a scuola, ed, ora, addirittura, 500 € di bonus per la nascita ( o l’adozione) del primo figlio da versarsi su di un libretto di risparmio, per le coppie con residenza a Colverde con reddito di nucleo familiare inferiore a 50.000 euro lorde l’anno.

Risposte serie e concrete che proiettano Cristian Tolettini nella classifica ideale del buon amministratore, ai primi posti in assoluto in Italia.


vittorio belluso

 

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Pierluigi Mascetti risponde all’articolo: “Da San Fermo una porta chiusa in faccia a tutti i cavallaschini?”

Caro Vittorio,

ho letto sul tuo blog notizie che non corrispondono esattamente a realtà.

Ti chiedo gentilmente di prendere nota delle seguente informazioni:

lo scorso giovedì 9 ottobre alle ore 21, in occasione di un incontro congiunto fra alcuni amministratori di San Fermo e Cavallasca avente ad oggetto le funzioni fondamentali da associare obbligatoriamente entro il prossimo 31 dicembre, per i comuni inferiori a 5000 abitanti, è emersa l’opportunità di valutare anche un passo ulteriore, quale la fusione fra i due enti.

Abbiamo concordato di discutere la questione nei rispettivi gruppi consiliari di maggioranza per poter meglio analizzare vantaggi e svantaggi, dandoci appuntamento sull’argomento ad un successivo incontro entro 15-20 giorni.
Ho sentito poco fa il sindaco Falsone che mi ha confermato non esserci alcuna variazione rispetto a questi fatti.

Non è stile di questa amministrazione chiudere la porta in faccia ad alcuno o rifiutare il dialogo con nessuno, anzi, chi sostiene un’ipotesi di questo tipo non ci conosce e tenta solo di denigrare il nostro operato.

Sottolineo anche che, nel caso di un’ipotesi di fusione tra i due Comuni, non si tratta di chiedere od offrire, bensì di valutare vantaggi e svantaggi che una soluzione di questo genere porterebbe, avendo come unico obiettivo il benessere dei cittadini, in modo esattamente uguale a Cavallasca e a San Fermo.

Spero con questa comunicazione di aver chiarito la vicenda.

Grazie dell’ospitalità,

Pierluigi Mascetti

 

Copyright©ForzaCavallasca diritti riservati

 

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Il sistema P.A._Italia si è incartato

La lezione di Genova ci deve far aprire gli occhi
su di un sistema di gestione della P.A. che si è incartato

 

Alcuni dipendenti comunali di Genova, inquadrati come dirigenti, avevano già incassato 40.000 euro di compensi accessori per il lavoro svolto (a progetto) nell’ambito della messa in sicurezza del territorio.

Non è possibile che poche mele marce gettino discredito su tutta una categoria che, molto spesso, è meritoria.

Caso mai bisogna rivedere il concetto di meritocrazia, introducendo la licenziabilità anche per i dipendenti pubblici, così come il premio a discrezione del direttore responsabile di turno, esattamente come è nel settore privato.

Troppo spesso assistiamo ad una P.A., come è il caso di Genova, che gestisce le risorse pubbliche come se fossero ‘cosa loro’, e non tollera che dei liberi cittadini vadano ad ‘impicciarsene’.

Una lobby cui, per mettere un freno, necessita della presa di coscienza dell’opinione pubblica, che, il più delle volte, è all’oscuro di quel che succede nei meandri delle amministrazioni comunali, anche a causa di un linguaggio interno volutamente semi-incomprensibile, fatto di delibere e quant’altro scritte affinché’ l’uomo della strada’ non sia in grado di comprendere se non dopo un lungo apprendistato.
E i sindaci sono impotenti, perché sono tenuti in ostaggio di una macchina senza della quale non sarebbero in grado di fare nulla, ma della quale rispondono in prima persona.

I compensi accessori, sono una sorta di quattordicesima, e sono quei premi che vengono corrisposti dopo il presunto raggiungimento degli obiettivi prefissati.

A Genova, alcuni dirigenti inquadrati nel personale del Comune, avevano percepito compensi d’oro (40.00 euro diviso 4) per aver contribuito ad una messa in sicurezza di un territorio che, a distanza di soli 3 anni dalla precedente alluvione, ha mietuto altre vittime.

9.405€ sono andati all’ingegnere (imputato per inondazione colposa per l’alluvione del 2010),

7.117€ alla responsabile della Protezione civile,

6.131€ ad un altro ingegnere e

17.614€ al capo dell’Ufficio Tecnico del Comune.

vittorio belluso

 

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SLA e inquinamento ambientale a Cavallasca_cap 5°

Documento  del 23 maggio 1992_Protocollo 2442_Giuseppe Fattorini Sindaco

 

Con l’articolo di stasera, siamo giunti al quinto capitolo di questa vicenda, in cui tentiamo di ripercorrere, passo dopo passo, la cronistoria documentata che, oltre a sollevare la questione dell’inquinamento ambientale, testimonia di come, nel corso degli anni, e con il succedersi di Amministrazioni diverse, ad oggi non siano state fornite risposte, in un tentativo, nemmeno troppo celato, di mettere a tacere una questione oltremodo spinosa e scomoda, che ci ha portato ad occuparcene.

Ovverosia, desideriamo analizzare con Voi l’ipotesi che possa esistere una correlazione fra inquinamento ambientale ed insorgenza di gravi malattie, quali la leucemia, tumori e SLA.

Ricordiamo, ancora una volta, che non è scientificamente accertato che possa esistere tale correlazione, sebbene, a nostro avviso, ne esistano tutti i presupposti, e che non è certo nostra intenzione sostituirci agli organi competenti, a cui richiediamo a gran voce di fare chiarezza sugli aspetti inquietanti delle situazioni pregresse e documentate.

Oggi riporteremo un documento protocollato il 23 maggio 1992, col n°2442,

in cui l’allora sindaco Fattorini sollecita l’U.S.S.L. Servizio igiene pubblica ed ambientale competente, di intervenire.


Il testo:

‘Con riferimento alla nostra precedente lettera del 18 maggio 1992, prot. N°2362, avendo ricevuto ulteriori proteste e allarmate segnalazioni da parte dei cittadini abitanti in via Xxxxxxxxx, i quali paventano una relazione tra una certa casistica di malattie e le attività svolte dalla ditta Xxxxxxx.

Tutto ciò premesso, si prega questa Spettabile U.S.S.L .a voler intervenire urgentemente per una verifica al fine di potere stabilire se i diserbanti utilizzati siano omologati e conformi alle norme di legge ed in quali giorni ed ore possono essere utilizzati dato che in quelle zone transitano persone e giocano bambini.

Distinti saluti

firma del sindaco

2° lettera di sollecito inviata all’U.S.S.L. 11′

 

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Una casta da abbattere con l’arma dello sciopero fiscale

Genova:
l’ora dello sciopero fiscale degli onesti contro
gli amministratori incapaci e disonesti


Prendo spunto da quanto è accaduto e sta accadendo a Genova, la bella Genova, la città di mio padre, e una situazione che in Italia, da eccezione, sta divenendo tragicamente regola: lo sperpero, il mancato impiego, il furto, delle risorse pubbliche, pagate dai contribuenti e dalle imprese col proprio sangue, in misura ogni anno crescente, senza che i servizi resi in ritorno siano minimamente rapportati all’entità dei sacrifici cui gli italiani sono stati chiamati a tributare.

Abbiamo visto insieme, in passato, quali cause noi individuiamo come principali responsabili del malgoverno, malgoverno che a Genova ha ucciso.

Dopo l’alluvione del 2011, erano stati stanziati i fondi necessari a dragare i fiumi, a ergere parapetti di contenimento a spurgare tombini, griglie e bacini di carenaggio caduti in disuso a causa dell’incuria, ma 3 anni non sono bastati alla nostra burocrazia a porre rimedio.
I soldi son rimasti nei cassetti della Pubblica Amministrazione, con buona pace di chi, la firma, in calce ai vari documenti, alla fine non ce l’ha messa lasciando che il decreto non divenisse infine mai realmente attuativo.

Inetti, omicidi colposi!
Questo, altro non sono coloro che, con la propria inazione, hanno permesso che Genova venisse una seconda volta violentata dal mancato controllo del suo territorio.
E quindi, di fronte al solito vergognoso scarico di responsabilità, in cui ogni ente scarica sul quello a lui direttamente prossimo la responsabilità che non si è saputo e voluto prendere, via via fino al sindaco, l’unica arma rimasta in mano ai genovesi è quella dello sciopero fiscale.
I genovesi non dovrebbero più pagare balzelli al Comune, finchè non vedono gli operai, le ruspe, i muratori, le gru che mettono mano per rimediare al dissesto idrogeologico esistente.
E così dovrebbero trovare il coraggio di fare tutti i cittadini di quei Comuni, dai più grandi ai più piccoli, che, per un motivo o per un altro, si rendano corresponsabili di tragedie simili a quella di Genova.

Niente più Tasi, niente più Imu, niente più Tari, e chi più ne ha più ne metta, in questo Stato buono solo a spremere cittadini ed imprese, incapace come è di creare i presupposti perchè si creino nuovi posti di lavoro, arcignamente arroccato in difesa dei suoi burocrati e dei loro sempre meno sopportabili privilegi, che assiste impotente alla fuga all’estero di intere giovani generazioni.

Una casta da abbattere con l’arma dello sciopero fiscale.

vittorio belluso

 

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San Fermo e Cavallasca unite: unica possibilità per non finire entrambe ‘mangiate’ da Como

A ormai 5 mesi dalla conclusione delle elezioni locali, che hanno visto il trionfo del campanilismo più chiuso, in cui venne fatta una vera e propria campagna ‘terroristica’ verso FpC, rea di voler svendere Cavallasca non rispettandone sufficientemente le tradizioni, possiamo svelarvi altri retroscena che, durante la campagna elettorale non abbiamo potuto rivelarvi, e che sono continuati sino ad oggi.

Il più eclatante è che, ancora un anno fa, un membro di Idea comune, di punto in bianco, contattò sindaco e vice-sindaco sanfermini proponendo loro di procedere ad una fusione immediatamente, prima delle elezioni del 2014.

Falsone e Mascetti rimasero stupiti e perplessi di fronte a tale richiesta, domandando all’interlocutore se questi fosse a conoscenza dell’iter burocratico che un’operazione di questa importanza deve avere, prima fra tutti una capillare informazione fatta ai residenti seguita poi dallo svolgimento di un referendum consultivo sull’argomento, cosa che addirittura manca nello statuto di Villa Imbonati.

L’interesse economico ed i conseguenti termini di qualità di vita nel procedere in questa direzione, per quanto concerne Cavallasca, è stato spiegato da noi fino alla nausea in campagna elettorale, ciò nonostante non siamo riusciti a raggiungere un’ampia fetta della popolazione, quella più anziana ( che da sola vale circa il 26% del corpo elettorale), mentre, per quanto concerne San Fermo, l’interesse vitale consisteva nello sfuggire all’abbraccio mortale di Como, che ha assoluto bisogno, per risollevarsi dal degrado e dalla decadenza in cui è caduta ( la cosa è sotto gli occhi di tutti), delle entrate milionarie provenienti dai parcheggi dell’ospedale Sant’Anna.

Anche a San Fermo ci sono stati gruppi di cittadini che erano e sono assolutamente contrari ad una ipotesi di fusione con Cavallasca, gelosi delle loro conquiste non avevano alcuna intenzione di spartire coi vicini i frutti conquistati negli ultimi anni targati St.Anna.

Costoro non hanno capito che il conto alla rovescia che vedrà San Fermo finire nelle fauci della perfida Como per decreto regionale è già in atto e da tempo procede a suon di carte bollate ed avvocati.

Pochi giorni fa, il nuovo colpo di scena:
Un membro di Idea comune, sempre lo stesso di un anno fa, nuovamente di punto in bianco, ha ricontattato la Giunta sanfermina proponendo di procedere ad una fusione con le elezioni comunali del 2016.

Evidentemente, si comincia a comprendere anche a Villa Imbonati la bontà delle idee da me portate avanti in campagna elettorale, anche a costo di derubare Forza per Cavallasca del suo cavallo di battaglia, e che solo con una mega fusione si potrà sfuggire alla mannaia Fassiniana, che vuole l’inglobamento in un colpo solo, nel 2019, in 2.000 realtà macro-comunali, delle 6000 ora esistenti in Italia sotto i 15.000 abitanti, fra cui, appunto Cavallasca e San Fermo.

Se la spregiudicata operazione, in perfetto voltafaccia del programma elettorale presentato agli elettori comunardi, cui si promise autonomia, benessere e tasse calmierate, andrà a buon fine, noi non potremo che gioirne, leggendo l’intera operazione come una nostra vittoria, perchè il Comune risultante dalla fusione diverrebbe un boccone troppo grande per essere ingoiato in un solo colpo da Como e si potrebbe finalmente ricominciare a parlare di investimenti, di opere strutturali, di creazione di posti di lavoro, di turismo, di abbassamento delle tasse locali, di razionalizzazione della spesa pubblica.

vittorio belluso

 

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La risposta del Sindaco alla ns interrogazione sulle campionature effettuate sulla potabilità dell’acqua di Cavallasca

Premessa: ringrazio il Sindaco di Cavallasca per la cortese e sincera risposta.


Sono a disposizione per qualsiasi consulenza di natura farmacologica, sia nella mia qualità di Consigliere Comunale, sia di farmacista.
Auspico che in futuro si possa collaborare insieme, pur nel doveroso rispetto dei diversi ruoli, al fine di poter garantire una migliore e più puntuale informazione atta a scongiurare l’insorgere di giustificati allarmismi nella popolazione.
Vittorio Belluso

n.b in azzurro le considerazioni di Belluso, in neretto la risposta del Sindaco)

Cavallasca, 9 ottobre 2014

prot. 3463

Egregio Consigliere,

in relazione alla Sua interrogazione con richiesta di risposta scritta, qui pervenuta in data 27 settembre 2014, si precisa quanto segue.

Va premesso, in linea generale, che il D lgs 31 del 2001 disciplina quali debbano essere i controlli ed i valori di parametro per le diverse sostanze solubili presenti nell’acqua dell’acquedotto comunale; i parametri ed i regolamenti ai quali devono invece sottostare le casette dell’acqua sono specifici e più restrittivi e sono dettati dal decreto del Direttore generale della sanità, n° 10267 del 15/11/2012, che aggiorna l’originale decreto n° 6154 del 11/07/2012, in particolare al punto 62.

Pertanto, il batterio ‘Pseudomonas aeruginosa’ non viene abitualmente ricercato nell’esame delle acque delle nostre case, in quanto tale controllo non è prescritto dalla normativa sopra richiamata.

L’ordinanza sindacale n° 14, emessa in data 23/29/ 2014 a seguito della comunicazione degli esito degli esami effettuati dall’ASL di Como, pervenuta in pari data, ( di cui i residenti hanno appreso il giorno dopo dal giornale essendo mancata completamente una qualsivioglia forma di comunicazione ufficiale tramite il sito istituzionale del Comune), riguardava esclusivamente la non potabilità del’acqua erogata dalla casetta dell’acqua di proprietà della ditta XXXX di XXXXXXXX, responsabile unica dell’impianto, che ha immediatamente interrotto l’erogazione.

 

L’attività di erogazione effettuata dalla ditta Xxxx non riveste i caratteri del servizio pubblico; la distribuzione effettuata alla collettività tramite l’acquedotto comunale è invece un servizio pubblico essenziale, e comunque un servizio di interesse generale, tema rispetto al quale appare doveroso approcciarsi con adeguata preparazione al fine di evitare il rischio di procurare falsi allarmi di impatto sociale, reato tra l’altro contravvenzionabile ( Minaccia di sanzione pecuniaria nemmeno tanto velata al sottoscritto, reo di aver messo in dubbio, in forza della mia laurea tecnica, in cui ho sostenuto esami di Biologia, Tossicologia 1 e 2, Biochimica, Chimica farmaceutica 1 e 2  e Analisi farmacologiche organiche ed inorganiche di laboratorio 1, 2 e 3), la possibilità che tale batterio si sia infiltrato nell’acquedotto stesso, a causa delle penose condizioni in cui versa, e delle perdite accertate e non accertate, che sussistono in alcuni punti del paese).

Fatte tali precisazioni, si comunicano le seguenti informazioni:

Le ditte specializzate per i controlli sono 2 e non 3 ( il sindaco, alla stampa, ne ha dichiarate 4 quattro), L’ASL, ACSM-AGAM, società per azioni italiana che opera nel settore delle utilities, e la MP S.u.r.l. (laboratorio di analisi-gestione e manutenzione impianti di depurazione).

I controlli sulle acque pubbliche sono di competenza dei gestori dei servizi idrici e dell’ASL.

Gli esiti dei controlli periodicamente effettuati dall’ASL non vengono comunicati al Comune, tranne nel caso in cui i prelievi risultino non conformi ai parametri stabiliti dalla legge.

In questa ipotesi l’ASL invita il Sindaco ad emettere ordinanza a tutela della salute pubblica.

I controlli sull’acqua della rete idrica consortile vengono effettuati dalla Acsm-Agam s.p.a. E richiesti dal consorzio per l’approvvigionamento idrico ‘CAISCAP’ dei comuni di Cavallasca, San Fermo della Battaglia e Parè (ora Colverde).

I controlli dell’acqua della rete interna del Comune di Cavallasca vengono effettuati dalla M.P. S.u.r.l.( Laboratorio analisi- gestione e manutenzione impianti di depurazione);

si allegano a tal proposito le copie dei tre rapporti di prova eseguiti in data 3 settembre 2014 alle fontanele pubbliche di via Borsellinoe via alla Torre e presso la mensa scolastica di via Monte Sasso. ( già pubblicate in un precedente articolo su questo blog).

Detti rapporti di prova hanno confermato la potabilità dell’acqua di Cavallasca in tale data, esito poi ribadito anche dal prelievo effettuato presso la fontanella pubblica di via alla Torre in data 30 settembre 2014, anch’esso allegato.

Si allegano inoltre:

il rapporto della prova effettuata dall’ACSM-AGAM in data 8 settembre presso i serbatoi Bronno, Montagnola e Maiocca e il punto di strippaggio CAISCAP con esiti favorevoli (cioè negativi ad eventuali positività batteriche).

Il rapporto della prova effettuata dall’ASL di Como presso la casetta dell’acqua in data 30 settembre 2014, che, su richiesta avanzata in via eccezionale, esclude in particolare anche la presenza del batterio Pseudomonas aeruginosa.

Nella speranza di aver fornito tutti i chiarimenti richiesti, si pongono distinti saluti.

Il sindaco
firma

RR

Si, signor Sindaco, Lei mi ha fornito tutte le informazioni che ho ricercato nell’interrogazione, e per questo La ringrazio caramente.

Sempre a Sua disposizione,

vittorio belluso

 

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Non c’è più traccia di Pseudomonas aeruginosa in tutta Cavallasca

 

Stiano tranquilli i cittadini di Cavallasca, dall’esito delle ultime analisi commissionate da Marco Ponte dell’ufficio tecnico di Cavallasca ad un importante istituto di analisi, campioni prelevati rispettivamente nelle zone:

 

  • al ristorante ‘Mare caldo’ (Piazza Garibaldi)
  • alla fontanella pubblica in via alla Torre (Colombirolo)
  • alla fontanella pubblica in via Borsellino (parco giochi),

 

hanno dato TUTTI esito negativo al batterio Pseudomonas aeruginosa

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Belluso presenta mozione per installare immediatamente un parapetto sul Seveso

Stamattina ho presentato una mozione per mettere in sicurezza il parapetto del Centro Servizi di Cavallasca, ove, in mancanza del quale, la settimana scorsa, una auto è finita nel Seveso.
Non ci è dato sapere se sull’auto vi fosse un passeggero, ma sappiamo con certezza che, qualora vi fosse stato, l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze anche gravi.

Ecco perchè ho presentato una mozione che contiene, io credo, un qualcosa di inedito per la politica locale, e non solo di Cavallasca, ma di tutta Italia.

In pratica, conoscendo le lungaggini burocratiche, la cronica difficoltà ad attingere ai pochi fondi presenti in cassa a causa del patto di stabilità, della difficoltà che Comune e ditta costruttrice dell’immobile con ogni probabilità avranno nel trovare un accordo per l’assunzione di spesa per l’installazione del parapetto, onde evitare che per altri mesi e mesi il punto continui oggettivamente ad essere un pericolo per la nostra comunità, ho offerto di anticipare di mia tasca € 2.000,00, per intervenire nel più breve tempo possibile.

vittorio belluso


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Con Paolo Russo, finì l’era dei sindaci decisionisti

Con Paolo Russo, ai tempi in cui fu per due mandati sindaco di Cavallasca, ebbi un rapporto che si potrebbe definire di amore/odio.
L’amicizia sincera appena nata, venne oscurata da un paio di fattori, uno di carattere privato legato alla concessione edilizia della mia dimora, l’altro, alle ancora più importanti decisioni che stavano maturando in seno alla ubicazione e forma del Centro Servizi, nel quale avevo da tempo già deciso di trasferire la farmacia.

Non entro nel merito delle questioni, sarebbe inelegante e non pertinente al tema di questo articolo: il decisionismo.

Il sindaco Russo, pur con alcuni collaboratori che si spacciavano per amici quando amici proprio non erano, ebbe comunque l’enorme merito di saper prendere delle decisioni, quali, appunto, la proposta poi approvata del Piano Integrato dell’area ex cooperativa ( Centro Servizi e condomini popolari), la realizzazione della Palestra Comunale, il rifacimento del piazzale di Villa Imbonati, la realizzazione della palazzina dove ora trovano sede la Protezione Civile e l’ufficio della Polizia Locale, tutte cose che, per venire realizzate, dovettero superare tutta una serie di contrasti e polemiche, anche feroci, che solo un uomo di polso avrebbe potuto superare.
Io, Vittorio Belluso, sono ora a riconoscere questi meriti, aldilà degli schieramenti, delle fedi politiche ( ma ha senso parlare ancora di fedi politiche con tutto il marciume che ci circonda?), delle critiche ch’io stesso, per mezzo di questo blog, avanzai nei confronti dell’ex sindaco a proposito di un presunto atteggiamento troppo distaccato al tempo delle decisioni che concernevano la costruzione del nuovo Ospedale St.Anna, un’opera che a noi cavallaschini non ha portato i benefici che ha portato al fortunato Pierluigi Mascetti.
Ma, questa, è acqua passata.
Ritengo che oggi, un sindaco dello stampo di un Paolo Russo, sarebbe non utile, ma necessario per tentare di smuovere l’inerzia amministrativa a cui da anni, ormai, stiamo assistendo.

All’indomani della sconfitta elettorale del XXV maggio, arrivò in redazione la seguente mail, che parzialmente ripubblico, perchè esplicativa di un autore che resterà anonimo anche questa volta

Ciao vittorio….mi spiace per la sconfitta…ma, ti ricordi cosa ti dissi tempo fa`?…Cavallasca nn è pronta per i cambiamenti è ancora presto…. è 30 anni che vivo in quel paese e la rivoluzione più grande è stato votare l’allora Paolo Russo come sindaco che a parer mio….magari sbagliai, nn è stato un cattivo sindaco anzi, il migliore in tt questi anni. Ma nn demordere prima o poi li batterai tt , ti faranno sindaco, in bocca al lupo per la prossima. buona notte e sogni d’oro.

 

 

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