Non c’è traccia della TASI sul sito istituzionale a 48h dalla scadenza di legge per la pubblicazione

Questa che segue è la pagina del sito web istituzionale del Comune di Cavallasca.
Non vi è traccia delle aliquote TASI approvate il 31 luglio, nè, tanto meno, un prospetto di calcolo che possa aiutare l’utente residente.

Eppure, dal 31 luglio ad oggi, son passati 40 giorni dal Consiglio Comunale e la scadenza del pagamento si avvicina a grandi passi.
Siamo certi di non sbagliare se ipotizziamo che il problema della mancata pubblicazione sul sito web delle aliquote è correlato col fatto che per tutto agosto, a causa delle troppe persone lasciate andare in vacanza contemporaneamente, non c’è stato nessuno in grado di aggiornare il sito istituzionale.
Certamente verremo smentiti e certamente, ancora una volta, si dirà male di noi nei corridoi del Municipio, ma, intanto, i fatti sono questi, e sono lì da leggere.
Per ovviare  a questa deficienza , Vi anticipiamo quel che sappiamo, e cioè che la TASI sarà allo 0,1 %, mentre l’IMU sulla prima casa sarà esente, mentre sulle seconde case è confermata la 0,89% con le seconde case concesse in uso a familiari ridotta al 0,4%

Quella che segue è l’immagine del sito del Comune di Cavallasca, rilevata alle h 13 di oggi 8 settembre.
Trovate traccia della TASI?
Noi non ci siamo riusciti.
Ma state certi che, dopo aver letto questo articolo, come per magica sollecitudine, qualcuno provvederà ad aggiornare il sito, e sarà stato un’altro servizio da noi reso a tutti Voi.

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Tassa di soggiorno = pizzo comunale

Leggo che anche il Turismo, in Italia, segna il passo.
Turismo che dovrebbe essere motore economico ed anima culturale del nostro Paese.
Poi sento di miei clienti che, come un tale a Jesolo, hanno pagato 15€ di tassa di soggiorno giornaliera.
Il mio cliente ha accettato il ‘pizzo comunale’, io avrei scelto (come ho fatto), un’altra meta.
Magari all’estero.

vittorio belluso


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Democrazia o Oligarchia?

Di Aurelio Cangemi

Che significato ha oggi la parola democrazia, in termini teorici la democrazia è un sistema di governo che si basa sulla partecipazione diretta e/o indiretta di ogni cittadino alla scelte del proprio Paese in tutte le sue componenti elettive e partecipative, in sostanza della sua esistenza e del suo futuro.

Ma quanto oggi si può ancora dare in pratica questo significato alla parola democrazia, quanto ancora è determinante il singolo cittadino nelle scelte di un Paese ed in modo particolare della sua vita?

E’ risaputo che le forme di partecipazione alla vita democratica di un Paese sono principalmente due: una è il voto e l’altra è la così detta discesa in politica.

Per quanto riguarda la prima forma e cioè il voto appare sempre di più evidente che le varie riforme elettorali hanno fatto in modo di far contare sempre meno il cittadino a vantaggio dei vari leader degli schieramenti politici.

Infatti oggi con il voto a livello nazionale non si elegge a rappresentarti un soggetto fisico ben individuabile che esprime e condivide con te una convergenza di valori ed interessi ma un sistema poco delineato, vago e modificabile di partiti e coalizioni, il cui unico obiettivo è il potere, rappresentati da un programma che poi nessuno rendiconta ed il più delle volte viene utilizzato come specchietto per le allodole.

La seconda forma di partecipazione è la così detta discesa in politica, ma oggi mi domando in nome della democrazia quanta gente vive di politica? o meglio ancora quanta gente vive bene con la politica?

Perché molti di questi politici soprattutto a certi livelli istituzionali medio alti ci tiene tanto a stare o ad entrare in politica facendolo passare come un sacrificio personale di servizio al Paese? Inoltre questo sacrificio così ben retribuito perché non produce effetti positivi alla nazione ma le cose vanno sempre più male?

La realtà è che oggi grazie a questa forma di partecipazione più che un aspetto nobile della democrazia è un modo sempre più interessato ad ottenere rendite di posizione e privilegi.

Perché la responsabilità della politica,( spreco di denaro pubblico, opere incompiute , ecc..) rispetto a quanto succede altrove, ha sempre meno un nome e cognome ma si perde in un sistema di centri di potere o peggio ancora di scarica barile?

Sono sempre più convinto che la democrazia attuale si è trasformata in una forma subdola di oligarchia partitocratica estesa e ramificata fatta da tantissimi centri di potere a cui il cittadino deve sottostare supinamente e a discapito della credibilità delle Istituzioni.

La mia personale opinione è che si è perso il vero significato originale del termine, oggi la partecipazione della maggioranza dei cittadini comuni alle scelte del Paese si limita il più delle volte all’indicazione di una croce su un simbolo e da quel momento in avanti si ritorna sudditi di un sistema oligarchico i cui dominus sono chi controlla i partiti che indirizzano e decidono sull’esistenza dei singoli e a prescindere dalla vera volontà degli stessi.

Il problema sta anche nel fatto che un elemento importante e vivificante della democrazia indiretta è l’alternanza mentre oggi i partiti sono intercambiabili la cui differenza è più nei simboli che nella sostanza.

Il cittadino oggi è più che mai suddito inerme di un potere indefinito che si chiama Stato che si identifica sempre di più nei partiti, unici detentori di un loro rielaborato e particolare tipo di democrazia (quella della spartizione) a discapito del ruolo originario ma sempre più marginale dei cittadini che ha nel tempo provocato in loro assuefazione e impotenza al degrado e relativo declino della nazione.

 

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Nuovi servizi: la figura dello psicologo in farmacia

LO(A) PSICOLOGO(A) IN FARMACIA_ presto anche a Cavallasca

 

Il supporto psicologico permette all’individuo di aumentare la consapevolezza dei propri vissuti interni, delle proprie emozioni. Andare dallo psicologo, non necessariamente implica l’avere dei problemi psichici, bensì spesso serve per affrontare la gestione di determinati momenti difficili e critici. Lo psicologo opera in diversi ambiti, quali la prevenzione, la diagnosi, il supporto e il sostegno.

La consulenza psicologica svolta presso la farmacia si struttura come un incontro finalizzato ad offrire all’utente uno spazio di ascolto, nel quale si cercherà di dare un nome agli aspetti problematici e di sofferenza per iniziare un percorso che miri al benessere individuale e di coppia.

La legge 69 del 2009 e successivo decreto legislativo, ha permesso alle farmacie di diventare dei veri e propri servizi polifunzionali, dando la possibilità di fornire servizi altamente professionali finalizzati alla promozione del benessere del cittadino.

L’idea fondamentale è quella di offrire al cittadino uno spazio di ascolto, uno spazio che si connota per la sua familiarità (la farmacia) ma al contempo professionale nel totale rispetto della privacy. Verrà offerto un pacchetto di due sedute completamente gratuite per iniziare a comprendere la natura problematica e dare un primo significato, per poi offrire un supporto a tariffe agevolate. Questo ultimo aspetto è stato pensato al fine di non precludere a nessuno la possibilità di poter accedere al servizio e al proprio benessere.

Si offre:

Consulenza individuale (Disturbo d’Ansia, Depressione, Disturbi alimentari…);

Consulenza di coppia (problemi di coppia, gestione dei figli, mediazione familiare nelle separazioni);

Supporto psicologico ai familiari e ai pazienti con malattie croniche;

Potenziamento cognitivo (Metodo Feurestein);

Quando?

Tutti i giorni, previo appuntamento.

per informazioni, tel

 

 

 

 

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Noi italiani siamo impreparati nel praticare il massaggio cardiaco

In USA il 30% degli arresti cardiaci viene “ripreso” da persone comuni addestrate al primo soccorso.

In Italia solo l’ 8%.

Ciò significa che negli USA viene fatta prevenzione già nelle scuole e si insegna come praticare un massaggio cardiaco.

Calcolando che una persona su mille è soggetta ad avere, almeno una volta nella vita, un arresto cardiaco, ciò significa che su 65 milioni di italiani, 65 mila subiranno un arresto cardiaco nei prossimi anni e che di questi se ne salveranno solo 5200.

In USA sarebbero state 224 mila.

Con un’informazione adeguata (che non viene fatta) nei prossimi anni si potrebbero salvare solo in Italia 164 mila vite fra cui madri e padri di famiglia.

 

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Il fallimento di un progetto

Signor Vittorio 

Le allego per il suo blog dopo tanto tempo un mio commento sui non benefici che il Paese ha avuto con l’appartenere all’U.E.
In questo periodo essendo disgustato dalla politica e dalla considerazione che il popolo italiano è privo di dignità ed incorreggibile mi è passata anche la voglia di commentare i vari fatti ed accadimenti tanto in questo Paese nulla cambia.
Cordiali Saluti

Aurelio Cangemi

Ultimamente mi sto domandando quale beneficio ha avuto l’Italia e che senso ha oggi far parte dell’Unione Europea.

Espongo di seguito un’analisi sintetica della situazione attuale in funzione di questa appartenenza.

 

a) Il fattore più importante di questo Paese che lo poneva al quarto e quinto posto tra i paesi più importanti al mondo era la sua industria manifatturiera composta da distretti industriali di piccole e medie aziende, è risaputo che la globalizzazione con le massive importazioni di prodotti cinesi a basso costo è stata una delle cause più determinanti della crisi dell’industria italiana.

In effetti la politica economica comunitaria condizionata dalle lobby delle multinazionali nord europee e americane che hanno dato avvio alla globalizzazione ha di fatto, senza che si imponessero a breve parità di regole a paesi come la Cina, dato inizio allo smantellamento dell’industria manifatturiera italiana.

L’abolizione di dazi e dei massimali di merci all’importazione, voluta e imposta dalle istituzioni comunitarie, ha reso impossibile la concorrenza dei nostri prodotti che si sono dovuti confrontare con le produzioni di scala cinesi basate sullo sfruttamento di masse di manodopera a bassissimo costo e senza alcun diritto.

Chi ne ha beneficiato sono stati solo gli altissimi profitti delle multinazionali.

 

b) Sotto il profilo monetario è risaputo che una componente importante della politica industriale di un Paese è la sua politica monetaria, ora grazie alla sovranità sulla propria moneta questo Paese, grazie alla svalutazione periodica, stimolava le esportazioni dando impulso alla produzione di beni e servizi.

Certamente la conseguenza peggiore della svalutazione era l’inflazione ma il Paese cresceva, produceva , la disoccupazione era fisiologica ed il debito pubblico era sotto controllo.

L’ impostazione rigida e privatistica dell’euro voluta come moneta dell’UE è sotto gli occhi di tutti e a danno del Paese reale.

 

c) Si pensava che cedendo sovranità nazionale all’Europa l’Italia avrebbe migliorato e semplificato le sue leggi e le sue istituzioni facendo si che la sua classe politica fosse costretta a governare meglio.

La crescita esponenziale del debito pubblico di questi anni è la dimostrazione del contrario.

 

d) Si credeva che l’appartenenza all’U.E. avrebbe consentito un peso ed un ruolo più incisivo e determinante dell’Europa in politica estera.

In pratica sia la Germania che la Francia agiscono in politica estera per proprio conto, la prova è che l’Italia è lasciata sola a risolvere il problema dei Marò e dei Migranti dal Nord Africa salvo una solidarietà di facciata.

e) Ulteriore considerazione è la politica economica dell’U.E. che in pratica è quella della Germania che mi sorge il dubbio sia anche finalizzata a dare il colpo di grazia a quanto rimane del manifatturiero italiano, imponendo politiche economiche rigide di contenimento del debito pubblico che in questo Paese avviene attraverso la pressione fiscale e non tramite il contenimento della spesa pubblica che è il principale strumento di consenso elettorale (per non dire altro) della classe politica nostrana.

Senza contare che la riforma del lavoro in Germania ha imposto agli altri paesi europei una politica salariale sui livelli da terzo mondo per non dire cinesi oltre ad una precarietà che sta distruggendo il futuro di una intera generazione.

Si potrebbe parlare di altro ancora coma di scarsa solidarietà tra Stati, di finanza speculativa, di costi aggiuntivi che il Paese deve sostenere per mantenere il carrozzone europeo, del fallito tentativo di amalgamare le varie culture europee e far nascere il cittadino europeo, di una commissione europea eletta dal parlamento e non dai leader dei singoli Stati, etcc..tutti argomenti rimasti sulla carta dei buoni propositi.

Purtroppo con vero rammarico faccio fatica oggi, come cittadino italiano, a vedere dei benefici dalla creazione di questa Europa per la generazione dei miei figli rispetto alla mia la quale ha creduto in un progetto che rischia invece di trasformarsi in un fallimento.

 

 

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SLA e pesticidi, esiste un nesso fra questi e la morte del nostro concittadino Piero?

Premessa:

Con questa prima uscita, è nostra intenzione ripercorrere insieme ai nostri lettori ed ai nostri elettori la triste ed inquietante vicenda legata a quanto riportato nell’articolo che segue.
Nelle prossime uscite ripercorreremo tutti gli aspetti ed i passi istituzionali e legali, di una storia che, ad oggi, non ha avuto ancora risposte, soprattutto da parte dell’Amministrazione di Cavallasca, che, per prima, ha il diritto ed il dovere di occuparsene.

Vittorio, Maurizio & Vanna

Da un articolo di Mario Cavallanti apparso su La Provincia, del 4 maggio 2014

‘Potrebbe essere avviata proprio a Como la prima causa civile per il riconoscimento del nesso causale tra l’uso degli anticrittogamici e l’insorgenza della SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Fra i dubbi che hanno assillato gli ultimi mesi di vita di Piero Borghi, l’antennista di Cavallasca morto a 48 anni all’ospedale Felice Villa di Mariano comense, dopo 2 anni di malattia, c’era infatti anche quello di essere stato vittima dell’uso massiccio delle sostanze utilizzate in agricoltura contro le malattie causate alle coltivazioni dai funghi.

Fungicidi e antiparassitari usati frequentemente nei campi vicini alla sua abitazione.

Borghi, che aveva scelto di non sottoporsi a tracheotomia, operazione gravemente invalidante ma in grado di garantire la sopravvivenza dei malati, è morto il 26 marzo 2013.

Si era battuto con tenacia per i diritti dei malati nelle sue condizioni, in un momento così difficile da far prospettare al Governo di Roma i tagli dei fondi per le poche terapie a disposizione di una malattia gravissima e che finora non lascia scampo.

La moglie Vanna, i figli Matteo di 20 anni e Marta di 15, come tanti amici ritengono quasi un dovere proseguire nella battaglia civile a fianco degli altri malati e dell’AISLA, l’associazione che li riunisce.

Negli scorsi mesi hanno dato incarico ad un legale comasco, l’avvocato Biagio Giancola, di valutare se ricorrano gli estremi per avviare un’azione di risarcimento danni nei confronti dei soggetti che hanno utilizzato le sostanze venefiche.

Studi epidemiologici hanno portato ala scoperta che gli agricoltori figurano fra le categorie professionali più colpite.

Del resto gli accertamenti della Procura della repubblica torinese sullo stadio Sinigaglia puntavano proprio ad individuare un possibile nesso fra antiparassitari e insorgenza della malattia fra i calciatori, altra categoria a contatto con l’erba contaminata.

Non è affatto detto, però, che l’avvocato comasco finisca davvero con l’avviare una causa civile.

Ricerche giurisprudenziali sembrano indicare che il caso di Cavallasca sarebbe il primo in Italia a finire in un’aula di tribunale.

Approfondimenti sono in corso con le autorità sanitarie ma è evidente che la strada per ottenere dai giudici il riconoscimento del nesso fra SLA e antiparassitari è in salita con tutte quelle percorse dai pionieri.

In questo momento il caso di Piero Borghi è fermo alla raccolta di documentazione clinica, scientifica e legale.

Spetterà poi ai suoi familiari decidere serenamente se affrontare anche il percorso giudiziario’.

 

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Giallobus per S.Fermo: i bambini cavallaschini restano a piedi o pagano doppio

Aveva promesso il giallobus allo stesso prezzo dei bambini di S.Fermo…
al ritorno pagano doppio ed all’andata non c’è più nemmeno posto.

E’ proprio vero che le bugie hanno le gambe corte.

Bugie dispensate a piene mani durante la campagna elettorale, in cui, nel programma elettorale di idea Comune, testualmente, si legge:

Proseguiremo, in accordo con il Comune di San Fermo, i lavori per adeguare il servizio di trasporto alunni verso la scuola secondaria allo scopo di renderlo sempre più rispondente alle richieste della cittadinanza.

A questo fine abbiamo programmato, d’intesa con l’Amministrazione di San Fermo, prima dell’inizio del prossimo anno scolastico, la stipula di convenzioni apposite...”

Tutte balle.

Ed è il povero Adriano Corradini che, onestamente e mestamente, è costretto ad ammettere, pur a denti stretti, sull’edizione de ‘Il Corriere di Olgiate‘, che non solo non è stato stipulato col Comune di San Fermo un cavolo di niente, ma che, addirittura, i bambini di Cavallasca, a pochi giorni dall’inizio delle scuole, risulteranno essere gravemente penalizzati rispetto ai loro compagni.
Infatti i nostri ragazzi potranno usufruire, a tariffa doppia, del solo servizio di trasporto al ritorno, San Fermo_Cavallasca e non all’andata, Cavallasca_San Fermo, in quanto il pulmino, di proprietà di San Fermo, è al completo ed i nostro, vero e proprio residuato bellico, non è in grado di effettuare il servizio.

Quindi, care mamme e cari papà cavallaschini che avete i figli che vanno a scuola a San Fermo, preparatevi a far tardi al lavoro ed a fare il pieno alla vostra autovettura.

 

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Ronchetti alla coorte di Bizzozero


Il sig. Claudio Bizzozero, sindaco di Cantù, coadiuvato da Giuseppe Napoli, sindaco di Fino Mornasco e da Fausto Ronchetti, sindaco di Cavallasca, sono fra i principali promotori della costuenda lista civica provinciale, una lista che ha tutta l’intenzione di presentarsi alle elezioni del 28 settembre, per il rinnovo della carica di presidente del neo consiglio provinciale, l’organo che dovrebbe subentrare alla ‘Provincia’ per come la conoscevamo anche solo fino a ieri.

La costituenda lista si è già riunita nel mese scorso, ed ha visto la partecipazione di sindaci e consiglieri comunali in rappresentanza di 21 comuni, fra cui, appunto, Cavallasca.

Pare infatti che il ns sindaco sia un aderente entusiasta dell’iniziativa del Bizzozero e si sia posto l’obiettivo di ritagliarsi un ruolo all’interno di essa.

Non si sa se, tale ruolo, sia retribuito o meno.

Il fatto però che, tale lista che si vuol definire civica, agisca e si muova con le stesse medesime logiche a cui la politica ci ha abituato, in aperta contrapposizione ai principali partiti, in particolare al Partito Democratico, ci fa pensare che, di civico, tale lista abbia assai poco e che, i fin dei conti, altri non sia che l’ennesimo tentativo di occupare dei posti di potere da parte di figure di secondo piano, nell’ambito della politica nazionale e provinciale, cavalcando la moda del momento e l’ondata di rifiuto verso la politica in generale, da parte del grosso dell’opinione pubblica

Questo è il motivo per cui Forza per Cavallasca ha deciso di non aderire all’iniziativa.

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Via Sarfatti: storia dell’antica Tessitura Serica-Lombarda

Uno sguardo nel passato

Nei primi anni del ‘900′, a Cavallasca, in via Sarfatti, si trovava una tessitura il cui titolare era Vittore Guglielmetti.
Nel 1921,
Riccardo Villani venne a sapere che il Guglielmetti voleva lasciare l’attività per motivi di età.
Decise lui stesso di rilevare l’azienda grazie ad una consistente somma di denaro che aveva messo da parte, ma soprattutto grazie alla sua esperienza acquisita nelle precedenti ditte.
Da quel momento la fabbrica prese il nome di “
Tessitura Serica-Lombarda”.
Ma gli affari non andarono come egli aveva previsto. A causa di investimenti sbagliati e di divergenze con i soci, il Villani se ne staccò.
Costruì poco lontano una tessitura propria con annessa l’abitazione.

La nuova ditta si chiamò “Tessitura Villani Riccardo”.
Verso la fine degli anni ’40′, essendo alle porte il matrimonio della figlia Ebe
, soprannominata Bibi, con Danilo Fontana, il Villani fece costruire una seconda casa, anche questa, unita alla struttura dello stabilimento.

Il 3 giugno 1950 si celebrò il matrimonio: il Villani decise di fare una grande festa e noleggiò delle auto Lancia Ardea, le quali si vedono nella foto, parcheggiate lungo la via Sarfatti.
Inoltre organizzò, prima del pranzo, un rinfresco nel suo giardino.
Riccardo Villani portò avanti l’attività fino al termine degli anni ’60, poi subentrarono altri proprietari.
Agli inizi degli anni ’70 la ditta cessò definitivamente di operare nell’ambito tessile.
Nel corso degli anni seguenti si susseguirono diverse imprese, attualmente vi si trova un’Agenzia Pubblicitaria, denominata ‘
Lavori in Corso‘, il cui titolare è Andrea Bocci.

Ruggero Fontana

 

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Operazione ‘Mare nostrum’ disastro umanitario ed economico

L’ora delle dimissioni di Alfano

… scopro dal telegiornale che lo scafista, il cui gommone è affondato causando la morte di decine di persone, era già stato arrestato dalla Giustizia italiana  e poi rimesso altrettante volte in libertà: 7 volte.

Ergo, seguendo il filo logico, non è azzardato affermare che la Giustizia italiana, a causa di leggi assolutamente sbagliate, si è resa complice di tale tragedia e che il nostro ministro, il signor Angelino Alfano, ideatore di quella serie di operazioni navali che ha preso il nome di ‘Mare Nostrum‘, è il principale responsabile di un fallimento totale, sia in termini umanitari, essendosi Egli assunto indirettamente la responsabilità di incentivare l’esodo di centinaia di migliaia di persone in maniera così insicura da aver causato il più grave disastro marittimo che la storia del Mediterraneo ricordi ( battaglie navali comprese), e sia economico per il suo Paese, non avendo l’Italia le necessarie risorse per poter sostenere da sola uno sforzo così grande, per lo più nel rispetto di una sistema giuridico evidentemente non adeguato ai tempi.

vittorio belluso

 


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SLA: Non dimentichiamoci di loro!

Maledetta SLA, conosciuta ora per i secchi d’acqua ma non per il vero dramma di chi ne viene colpito.

Abbiamo bisogno di tutti e di tutte le iniziative possibili per sconfiggere questa bastarda e se le secchiate d’acqua gelata, servono a raccogliere fondi, per la ricerca e per migliorare la qualita’ di vita degli ammalati, ben vengano.
L’importante e’ non perdere di vista l’obbiettivo e i veri protagonisti di questa campagna, i veri eroi ammalati di Sla.

Non dimentichiamoci di loro.

Aiutare il prossimo e’ una cosa seria.

Nella foto, fra gli altri, si riconoscono:
Paolo Russo ( Presidente CR Uggiate), Franco Dragone, Fausto Ronchetti ( Sindaco di Cavallasca) ed il compianto Piero Borghi.

Vanna

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A Colverde tariffe scuolabus in netta diminuzione

E’ emblematico l’articolo di ieri, apparso su ‘La Provincia’_ a firma Paola Mascolo, che evidenzia come a Colverde, (il paese risultante dall’unione di Drezzo_ Gironico e Parè), le tariffe dello scuolabus siano mediamente e notevolmente diminuite.
Dopo l’azzeramento della TASI che a Colverde non si pagherà quest’anno mentre da noi Si, questa è la seconda dimostrazione che il campanilismo è una cosa retrograda e autolesionista.

Cosa altro ancora serve per convincere chi ci accusa di non avere a cuore il paese, che la ns politica è l’unica in grado di ridare slancio a Cavallasca e migliorare i servizi?

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