Fallimento di un sistema di raccolta dei rifiuti urbani

Cestini non svuotati, sono sotto gli occhi di tutti i passanti

Il cestino non svuotato, soggetto della fotografia effettuata stamattina, 17 novembre, in piazza Garibaldi, nel bel mezzo di Cavallasca, a detta dei numerosi passeggeri che abitualmente sono soggetti a stazionare sotto la pensilina del bus (foto), è in queste condizioni da giorni e giorni.

Persino l’ombrello rotto (foto) pare sia da tempo che ‘giace’ nella posizione mostrata, senza che nessun addetto l’abbia raccolto.

Sorge quindi, spontanea, una domanda:

… ma la ditta che ha in appalto la raccolta dei rifiuti di Cavallasca e S.Fermo, non passa mai dalla fermata del bus nella piazza principale del paese?

Chi valuta l’operato della ditta che ha vinto l’appalto?

Chi controlla l’effettivo grado di degrado presente in Paese?

 

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Come è nel libero mercato

Le inondazioni causate dalla cattiva gestione del territorio, hanno evidenziato
l’incongruenza con la cui viene spesso elargito il salario accessorio nella P.A.

Le inondazioni di questi giorni, causate dalle piogge battenti, in Lombardia, in Toscana ed in Liguria, un merito l’hanno cmq avuto: metter in evidenza agli occhi dell’opinione pubblica l’incongruenza con cui viene elargito, in Italia, il salario accessorio. ( altrimenti chiamato:Premio produzione).

Il salario accessorio avrebbe dovuto avere lo scopo, secondo il legislatore,( Bassanini nella seconda metà degli anni 90), di premiare il merito nella P.A., incrementando la produttività del dipendente statale.

Viceversa, esso è diventato una forma di taglieggiamento delle risorse che escono dalle tasche dei cittadini, che molti, troppi dirigenti, esercitano nei confronti dei propri superiori per farsi elargire proventi altrimenti non contemplati.
In pratica, è il criterio adottato in Italia, con cui il salario accessorio viene elargito, ad essere completamente sbagliato.
Esso non premia il merito, ma viene elargito a pioggia, secondo progetti confezionati in maniera sartoriale a misura di impiegato, aventi lo scopo di giustificare l’elargizione.

In pratica, prima si individua chi deve essere beneficiato, poi gli si confeziona addosso un progetto che ne giustifichi il premio e glielo si elargisce nel momento più opportuno ( in vista delle elezioni).
Renzi, nella primavera scorsa, tentò di mettere dei paletti a questo andazzo, ma poi fu costretto a fare marcia indietro, dando il via libera al pagamento dei premi accessori su scala nazionale, in un momento in cui gli italiani sono in estrema difficoltà e tali risorse si sarebbero dovute impiegare per dar lavoro a chi non ce l’ha e non per premiare chi un ‘posto sicuro’, già ce l’ha.

La battaglia non è locale ma culturale e di portata nazionale.

Quanti, fra i cittadini, si sono resi conto che, in quasi tutte le amministrazioni d’Italia, sono stati elargiti milioni e milioni di euro con un criterio nel 90% dei casi, SOLO clientelare, per performance dichiarate raggiunte, come nei casi di Genova, Prato e Massa Carrara, per mettere in sicurezza gli alvei dei fiumi, che poi abbiamo visto tutti cosa è successo ai primi scrosci seri di pioggia?
Ma davvero, in ossequio al conformismo borghese di una comunità che considera straniero chi vive appena 10 metri oltre il confine comunale, noi dovremmo piegare la testa e fingere di non vedere l’uso che viene fatto dei nostri soldi ?
Nella relazione sulla performance della provincia di Massa Carrara del 2011, tanto per fare un esempio, (l’ultima disponibile in quanto la P.A. non segue i tempi dell’imprenditoria privata, ma è sempre mediamente 2 anni indietro), si notava che gli obiettivi dichiarati riguardanti la messa in sicurezza del suolo, aveva raggiunto il 93%.
E al dirigente responsabile del progetto, era stato assegnato quindi un bel premio di produttività di oltre 4mila euro lordi.
In Toscana ed in Liguria, ( ancora non sappiamo in Lombardia) il monte premi della pubblica amministrazione, ( perchè di monte premi si tratta, quando si parla di salari accessori, un po’ come vincere al lotto) , per dirigenti e dipendenti della P.A. ,ha superato i 12 milioni di euro, con punte di performance eccellente che rasentano il 100% in alcune città.
Dei mostri di bravura, di dedizione, di spirito di sacrificio, questi dipendenti pubblici toscani e liguri degli enti locali, primi fra tutti coloro i quali sono responsabili della sicurezza dei nostri territori.
E gli altri?
Anche gli altri fanno danni, solo che, in questo caso, non ce ne accorgiamo.
Chi l’ha detto che un bilancio sbagliato, una gestione errata del personale, un emanazione sbagliata di una cartella esattoriale, non possano anch’essi generare delle vittime come la mancata messa in sicurezza del territorio dovuta magari ad una improvvida tombinatura, pensata per permettere a qualche speculatore di arricchirsi cementificando dove non si potrebbe?
O per far contento qualche sindaco che di idrogeologia non sa nulla, che si è messo in testa, per motivi elettorali, di creare parcheggi sopra di un fiume?
E chi l’ha detto che il salario accessorio emanato non possa essere poi restituito, qualora apparisse palese che il dipendente pubblico che l’ha ricevuto non se lo meritava?
Basterebbe sanzionare pesantemente quell’amministrazione che ha elargito i proventi secondo criteri clientelari ( il 90% degli oltre 8.000 Comuni esistenti in Italia) e licenziare coloro che si rendano responsabili di errori gravi e accertati, sostituendoli con chi è davvero meritevole.
Come è nel libero mercato.

 

vittorio belluso

 

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Proseguono le discussioni fra automobilisti in via Imbonati a causa dell’ambiguità della segnaletica

Il testo di una lettera di una residente di via Imbonati del 2012, ( che finì anche all’attenzione del quotidiano ‘La Provincia‘), lasciata volutamente cadere nel nulla dalla nostra riconfermata amministrazione.

Una famiglia cavallaschina denunciava nel 2012 le incongruenze viabilistiche di via Imbonati con la letera che segue

‘Buongiorno Dr. Belluso,

le invio le foto concernenti il problema Via Imbonati.

Le spiego in breve :

c’è un divieto di entrata, ma uscendo dalle varie abitazioni, si puo circolare in entrambi i sensi di marcia. (Quindi non è un senso unico).

Purtroppo la maggioranza delle persone non è al corrente di questo piccolo particolare e di conseguenza ci sono già stati parecchi litigi con anche l’intervento dei Vigili.

Abbiamo sollecitato sia la Polizia Municipale che il Sindaco, senza ottenere nessun risultato, quindi speriamo che almeno lei riesca a sbloccare la situazione.

Inoltre vi è un problema con il posteggio…

I residenti non trovano mai posto perchè la ditta qui accanto (Canepa), non mette a disposizione il parcheggio interno agli operai che si riversano tutti su quello piu vicino, che oltretutto non è dotato di strisce, quindi tutto sta al buonsenso delle persone. (macchine posteggiate di traverso che tengono 2 posti).

La ringrazio anticipatamente per tutto quello che riuscirà a fare …

Alessandra’

 

La problematica evidenziata negli articoli apparsi nel 2012, a tutt’oggi, non solo non è stata risolta, ma nulla si è fatto nel merito.
Settimanalmente, parlando con gli abitanti della zona, si viene a conoscenza di avvenute discussioni fra le persone residenti che hanno l’autorizzazione a transitare con la propria automobile nel senso ‘percepito’ contrario, e ignari automobilisti che si trovano un’auto che viene loro incontro laddove mai avrebbero pensato di trovarne.

Ricordiamo ai lettori che la causa principale di tali spiacevoli ed incivili disagi, nasce dal fatto che il tratto finale della via Imbonati ( immortalato nella foto), è stretto e non consente alle auto che escono dal cortile raffigurato a destra di compiere una U stretta, tanto più che lavori di rifacimento del manto stradale effettuati dal Comune alcuni anni fa, hanno acuito un dislivello fra la corte e la strada pubblica, che non permette più alle auto in uscita di immettervisi senza strisciare la ‘pancia’ del mezzo.
Ecco perchè l’amministrazione comunale ha permesso ai residenti di transitare ‘contromano’, perchè le costa infinitamente di meno che non rifare un lavoro stradale evidentemente malpensato.

Ed ecco anche spiegato il perchè, sempre l’Amministrazione comunale, ‘giochi’ su questa ambiguità:
essa vorrebbe rendere la viabilità di quel tratto di via Imbonati a senso unico, date le dimensioni della carreggiata, ma non può farlo senza prima mettere mano al portafoglio.

E quindi, in maniera inqualificabile, pone due cartelli di senso unico all’imbocco della via (foto), senza colpevolmente mettere anche la scritta : ‘ECCETTO RESIDENTI AI N°CIVICI X,Y,Z).
( In passato non si sono contati i furbetti che per accorciare il loro percorso si sono finti residenti, causando anche allora discussioni a non finire sfociate con chiamate sul posto di Carabinieri Polizia locale).
E’ chiaro che, qualora in un futuro che speriamo non giunga mai, qualcuno si dovesse fare male a causa di questa omissione, noi saremo i primi a chiedere conto in Consiglio Comunale.

vittorio belluso

 

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Parcheggi di via Dunant dati in uso gratuito alla Spina Verde in cambio di lavori di restaruro di villa Butti

protocollo d intesa spina verde

La giunta del Comune di Cavallasca, ha deciso di aderire alla proposta del protocollo d’intesa tra il parco Regionale Spina Verde e il Comune stesso per il recupero delle due facciate di Villa Butti, sede del Parco regionale e di dare immediatamente il via libera all’inizio dei lavori.

Ciò si rende possibile grazie al fatto che l’ente Parco Spina Verde, per tramite del sig. Casati, ha ottenuto uno specifico finanziamento dalla regione Lombardia per lavori di manutenzione straordinari delle loro sedi, in questo caso per il rifacimento delle facciate della propria sede, sita a“Villa Butti”;

Tali risorse sono state messe a disposizione in vista di EXPO 15.

Le spese sono state quantificate in € 37.400,00+IVA 10% per un totale di € 41.140,00 più € 1.600,00 per DL

Il Comune di Cavallasca, in cambio di questi lavori, concederà in uso gratuito due stalli di sosta all’interno del nuovo complesso di Via Dunant per la sosta degli automezzi di servizio in uso all’ente.

 

 

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SLA e inquinamento ambientale a Cavallasca_cap 7°

Con l’articolo di stasera, siamo giunti al settimo capitolo di questa vicenda, in cui ripercorriamo con Voi, passo dopo passo, la cronistoria documentata che testimonia di come, nel corso degli anni, e con il succedersi di Amministrazioni diverse, ad oggi non siano state fornite risposte a chi richiedeva accertamenti ed analisi territoriali, atte alla tutela della salute pubblica

Ovverosia, desideriamo analizzare con Voi l’ipotesi che possa esistere una correlazione fra inquinamento ambientale ed insorgenza di gravi malattie.

Ricordiamo, ancora una volta, che non è scientificamente accertato che possa esistere tale correlazione, sebbene, a nostro avviso, ne esistano tutti i presupposti, e che non è certo nostra intenzione sostituirci agli organi competenti, a cui chiediamo di fare chiarezza sugli aspetti inquietanti delle situazioni pregresse e documentate.

Lo scopo di questa azione è unicamente quella di esplorare gli accadimenti in senso temporale e territoriale per capire se la qualità della vita e la salute della comunità possano essere messe in dubbio da azioni di singoli che, anche in buona fede, portino a danni non recuperabili.

Premessa:

prima della lettura del documento che presentiamo in questo capitolo, è necessario e doveroso sottolineare alcune situazioni che permettano al lettore di leggere con serenità e chiarezza vicende che possano sembrare scollegate fra di loro.

Il documento che presentiamo è datato 2007.

Il precedente documento pubblicato, risale al 1992; non mancano o sono stati persi documenti come potrebbe apparire, ma tale lasso di tempo ha coinciso con l’aggravarsi di alcune forme di patologie che si erano già manifestate 15 anni prima, di conseguenza le persone coinvolte in queste terribili situazioni non hanno più avuto né tempo, né volontà quotidiana, di dedicarsi a diatribe di natura amministrativo-legali, prese com’erano dalle esigenze quotidiane di cure e di controlli medici per i famigliari coinvolti.

Ugualmente, sia pure in forma solo verbale ( verba volant, scripta manent), nel lasso di tempo indicato, i contatti col Comune di Cavallasca e con le autorità sanitarie locali continuarono, trovando nell’allora Sindaco Paolo Russo, una figura disponibile a dare risposte, che prese a cuore la questione, anche se purtroppo, tali risposte, risultate non risolutive, a causa della mancanza di collaborazione fra tutte le parti in causa.

Documento del 23 maggio 2007 inviato al Comune di Cavallasca e per conoscenza, ad un medico di base.

 

Come da accordi verbali intercorsi in data odierna, le comunico con la presente, che il dott. Xxxx dame interpellato per un parere medico, mi chiede informazioni riguardanti il prodotto ed il principio attivo, in quanto gli sono necessari per prescrivermi la cura più adatta per far fronte al mio problema.

Mi sono recata dal dott. Xxxx in quanto dopo che il Sig.(…omissis…), in data 17 maggio, utilizzava un fungicida ( Progreen, distribuito dalla ditta (…omissis…), si avvertiva distintamente nell’aria circostante la mia abitazione, un odore acre e pungente.

Con il passare dei giorni, e soprattutto nelle ore maggiormente calde della giornata, a parte il fastidio per l’odore malsano, mi provocava irritazione alla gola e forti attacchi di tosse stizzosa ( sintomi avvertiti dai miei famigliari e da alcuni vicini).

Mi permetto, con la presente, di aggiungere una cronologia riassuntiva dei fatti.

In data 17 maggio, si avvertiva nell’aria un cattivo odore, dopo che il Sig. (…omissis…) spargeva sul suo prato verde un fungicida.

Avvertivo il Sig. Sindaco che sollecitamente inviava sul posto il vigile urbano, il quale confermava la presenza di odori fastidiosi.

Il sig. Vigile, recatosi il giorno successivo sul posto, per avere informazioni al riguardo, veniva a conoscenza della fonte degli odori, che sono riconducibili ad un fungicida per tappeti erbosi: Progreen distribuito dalla ditta (… omissis…).

Questo episodio non è l’unico ed ha ben due precedenti.

Il primo verificatosi nell’agosto 2005, in detta occasione ho chiesto gentilmente spiegazioni al Sig. (…omissis…) della causa del cattivo odore.

La sua sgarbata risposta è stata che aveva un fungo da debellare nel suo prato verde e che, essendo lui in possesso di un patentino agricolo, poteva buttare il veleno.

Il fatto certo è che, sia in quell’occasione come in questa recente, il Sig. (…omissis…) ha allontanato, per alcuni giorni, i suoi figli da casa propria e per almeno una settimana nessun bambino ha giocato sul manto erboso, confermando il fatto che il Sig. (…omissis…) è a conoscenza dell’indubbia tossicità del prodotto e che, pur tenendo alla salute della propria famiglia, NON considera affatto importante quella dei propri vicini.

Il secondo risale al 1991 quando, per una malattia grave di mia madre (leucemia), e dopo che comunque quel campo aveva subito ogni sorta di lavorazioni, con diserbanti e pesticidi, era stato chiesto, sempre gentilmente, al Sig. (…omissis…) di comunicare l’uso di prodotti chimici.

Visto che gli stessi venivano usati senza mai avvisare, ci si rivolse al Comune che, durante un Consiglio Comunale dove si trattava l’argomento, fece promettere solo verbalmente al Sig. (…omissis…) che non avrebbe più utilizzato prodotti chimici su quel terreno, sito in mezzo a delle abitazioni.

Alla luce dei fatti di oggi, promessa senza dubbio disattesa.

Ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti

Lettera firmata”

 

Nota dell’autore: si sottolinea che questo documento, così come riportato sopra, è la fedele trascrizione dell’originale inviato per raccomandata al Comune in data 23 maggio 2007. Si sottolinea inoltre che qualsiasi documento inserito in ogni puntata della nostra cronistoria è la fedele trascrizione dei documenti trasmessi alle autorità competenti e quindi tuttora disponibili e liberamente consultabili presso le stesse.

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La nuova Convenzione fra Comune e GS_Cavallasca

Allegato A G.S. convenzione 1

 

LA GIUNTA COMUNALE

 

Premesso che, con delibera di G.C. n. 65 del 4/10/2013, si è approvato lo schema di convenzione tra il Comune di Cavallasca e il Gruppo sportivo di Cavallasca per la gestione degli impianti sportivi di proprietà comunale, con scadenza 31/7/2014;

Dato atto che, essendo venuta meno la previgente convenzione, occorre valutare se ed a quali condizioni concedere ancora al Gruppo sportivo la gestione della citata struttura;

Considerata l’impossibilità di provvedere ad una gestione diretta per l’inesistenza di personale a ciò dedicabile;

Rilevata la circostanza del positivo esito delle gestioni a cura del Gruppo, che ha garantito il corretto utilizzo della struttura da parte della cittadinanza con una continuità ed una presenza in loco che il Comune non avrebbe potuto assicurare in via diretta;

Dato atto inoltre che il Gruppo sportivo ha dato prova di particolare accuratezza nella gestione dell’impianto, poiché, senza ulteriori esborsi per il Comune, esso ha provveduto:

– alla sistemazione degli spogliatoi ed al rifacimento parziale dell’impianto di illuminazione del campo di calcio;

– alla realizzazione dell’impianto audio ed alla pavimentazione della palestra in via I° maggio;

Considerato che il Gruppo sportivo di Cavallasca svolge nel nostro territorio un’attività certamente meritoria di diffusione della cultura dello sport quale strumento privilegiato di crescita, contribuendo ad operare in ambito di prevenzione dei disagi e delle devianze giovanili;

 

Dato atto dunque della convenienza di addivenire ad un nuovo accordo col Gruppo sportivo per il prosieguo delle attività nell’ambito della struttura di proprietà comunale, per ragioni di interesse pubblico;

Specificato, trattandosi di appalto di servizi, che è consentito l’affidamento diretto in relazione all’esiguo valore economico della gestione, con particolare riferimento ai ricavi conseguibili dal Gruppo per effetto dell’utilizzo della struttura, come quantificati dai bilanci agli atti;

Ritenuto pertanto opportuno, d’intesa con il Gruppo sportivo, formalizzare un nuovo accordo mediante una nuova convenzione, con decorrenza dal 1.11.2014;

Ribadita la volontà di sostenere parte delle spese di ordinaria gestione degli impianti tramite un contributo annuo;

Dato atto però che, rispetto alla convenzione appena scaduta, si ritiene doveroso procedere ad una riduzione del contributo da 17.000,00 a 14.000,00 euro annui, poiché i lavori eseguiti a spese del Comune sulla palestra di via I Maggio hanno ridotto le dispersioni termiche e dunque l’importo delle bollette che il Gruppo sportivo dovrà pagare per il riscaldamento della struttura;

Considerato però che, solo in riferimento all’anno solare 2014, si vuole comunque assicurare al Gruppo il contributo complessivo di euro 17.000, a valere per la convenzione già scaduta (non ancora liquidata) e per quella ancora da stipulare, proprio in riferimento alle opere di miglioramento già realizzate dal Gruppo sugli impianti ed a parziale copertura dei medesimi;

Visto lo schema della nuova convenzione (allegato A);

Visti i pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica e contabile espressi, per la parte di competenza, dai Responsabili dei servizi interessati ai sensi dell’art. 49, comma 1, del D. Lvo 18.8.2000, n. 267;

Con voti unanimi(nessun astenuto) espressi nei modi e forme di regolamento

DELIBERA

1. di affidare al Gruppo sportivo di Cavallasca la gestione degli impianti sportivi di proprietà comunale per il periodo 1/11/2014- 31/12/2016;

2. di approvare allo scopo lo schema di convenzione, che si allega al presente atto quale parte integrante di esso;

3. di impegnare il previsto contributo annuo con le seguenti modalità:

per l’anno 2014: euro 7.083,35 imputati all’intervento 1060203 capitolo 187del bilancio 2014, che presenta la necessaria disponibilità;

per l’anno 2015: euro 14.000,00, imputati all’intervento 1060203 capitolo 187 del bilancio pluriennale 2015, che presenta la necessaria disponibilità;

per l’anno 2016: euro 14.000,00, imputati all’intervento 1060203 capitolo 187 del bilancio pluriennale 2016, che presenta la necessaria disponibilità.

La presente deliberazione, con separata unanime votazione, viene dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.Lvo n. 267/2000, allo scopo di consentire la rapida sottoscrizione dei nuovi accordi.

 

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La soglia di sbarramento al 3% è troppo bassa

La soglia di sbarramento al 3% perchè un partito politico riesca ad ‘entrare’ in Parlamento, è uno pasticcio tutto italiano, fatto apposta per garantire ingovernabilità eterna ed eterno mantenimento dei clientelismi che affossano il nostro Paese.

Scordiamoci la ripresa economica, scordiamoci la fine delle ruberie e dei parassitismi.

Renzi pare essersi piegato ai ricatti di Alfano.

Personalmente sono favorevole ad uno sbarramento al 5%, come lo hanno le grandi democrazie occidentali.

Solo così sarebbe possibile porre la prima pietra per il superamento delle divisioni congenite alla cultura del popolo italiano, figlie di secoli di dominazioni straniere diverse.

Si creerebbe, per la prima volta, un parlamento realmente efficiente e coeso.

Inoltre imporrei per Costituzione il divieto di cambiare schieramento in corso d’opera e l’obbligo di dimettersi in caso di non più condivisione ideale con il partito in cui il parlamentare è stato eletto.

vittorio belluso

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Anche Stanlio & Olio saprebbero far tornare i conti in questo modo

Il Comune non sa come finanziarsi con le tasse locali attuali?
Pantalone cavallaschino pagherà di più

Il governo sta per togliere il tetto alle aliquote delle tasse locali, consentendo alla giunta di fare cassa come e quanto vorrà.

Nella scorsa settimana i vertici dell’Anci (ì’associazione dei sindaci e degli enti locali), si sono incontrati a Milano col Governo, al fine di rimetetre in discussione i tagli lineari di 1 miliardo e mezzo di euro già approvati, che stanno per avere un impatto enorme sugli enti locali come il nostro.

(vedi articolo:’Possibile impatto della legge finanziaria sui servizi a Cavallasca).

Per fare fronte a questi tagli da macellaio che il Governo si appresta ad attuare, i sindaci hanno chiesto a gran voce di poter avere mano libera sulle aliquote delle tasse locali, senza più tetti ai già odiosi balzelli.

In altre parole, i sindaci hanno chiesto libertà di depredare anch’essi.

Ciò si materializzerà attraverso una ‘local tax‘_tassa locale, ovverosia una maxi-gabella che seguirà l’approvazione della legge finanziaria in ottemperanza al famigerato patto di stabilità, accorpando in un’unica tassa Imu e Tasi (18 miliardi di euro su base nazionale), la Tari i (7,3 miliardi), l’imposta sulla pubblicità (426 milioni), la tassa sull’occupazione di spazi e aree pubbliche (218 milioni), l’imposta di soggiorno (105 milioni).( La più suicida ed auto-castrante di tutte le tasse perchè colpisce la ns prima risorsa: il turismo).

La “local tax” risultante, peserebbe quindi oltre 31 miliardi di euro

Tale decisione sciagurata, verrà venduta al popolo come un passo avanti sulla via del federalismo fiscale, inteso non come suddivisione del computo complessivo delle tasse che le famiglie devono annualmente versare allo Stato a beneficio del Comune di residenza, bensì ad una nuova sommatoria, che non toglie nulla al primo, ma aggiunge grandemente al secondo.

Insomma, un’ennesima presa per i fondelli nei confronti delle famiglie e soprattutto delle imprese italiane, sempre più in difficoltà di fronte agli sperperi ed alle ruberie di chi ci governa.

Ad oggi il Comune trattiene parte dell’Irpef che va allo Stato direttamente in busta paga, e una aliquota dell’IMU.

Nel progetto l’Irpef andrebbe in toto allo Stato e l’Imu al Comune di residenza.

In pratica, il taglio della spesa pubblica da parte dello Stato si tradurrà per il contribuente in un aumento delle tasse locali, come noi avevamo previsto sin da prima delle elezioni di maggio.

Il Governo infatti, scaricherà sugli amministratori locali l’onere di spremere a piacimento il cittadino per garantire i servizi essenziali, fissando le aliquote come meglio crederà.

Conoscendo la mancanza di invettiva e coraggio della ns amministrazione nella ricerca di nuove risorse economiche atte ad alleggerire la spesa comunale, nonché la ridda di pegni elettorali da non disattendere, non abbiamo dubbi che l’aumento delle tasse locali si tradurrà in una semplice addizione-sottrazione di natura contabile, che anche Stanlio & Olio sarebbero in grado di fare:

tanto lo Stato mi ha tolto?
Ed io tanto vado a chiederlo al cittadino.
I miei conti solo così torneranno!
”.

vittorio belluso

 

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Il muro di Berlino: simbolo imperituro del fallimento del comunismo

Articolo dell’8 agosto 2011

Quel che resta del muro di Berlino è sufficiente a trasmettere, in maniera inequivocabile, a chiunque ne visiti il luogo in cui sorse, quanto diverse siano state le due principali ideologie uscite vittoriose dalla seconda guerra mondiale:

La democrazia ed il comunismo.

Provate a visitare Berlino ed avrete il senso esatto di quanto truce e oppressivo sia stato il regime comunista.

Sembra incredibile ma è vero: per tentare di evitare che i tedeschi rimasti sotto il giogo comunista nella Berlino est continuassero a fuggire verso la libertà rappresentata dalla linea di demarcazione che separava non tanto la sola Berlino, ma il mondo intero, 50anni fa venne edificato il muro della vergogna.

Così come un buon pellegrino, almeno una volta nella vita, deve visitare San Pietro, così chiunque abbia a cuore il concetto stesso di libertà, almeno una volta nella vita, deve andare a Berlino.

Io l’ho fatto.

Riconosciamo a Gorbaciov il coraggio storico dii aver ammesso i torti commessi ai danni del popolo tedesco, restituendogli l’unità, e, con essa la libertà.

Sarebbe bellissimo se una strada della nostra Cavallasca venisse dedicata all’avvenimento, simbolo della vittoria della libertà sull’oppressione.

vittorio belluso

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Dobbiamo sfruttare villa Imbonati per il business dei matrimoni civili

Il rilancio dell’economia locale nasce da un nuovo modo di intendere
e gestire il patrimonio monumentale pubblico

So bene che, con questa uscita, fornirò, per l’ennesima volta, materiale ed idee di cui poi ‘altri’ finiranno col fare proprie.

Ma tant’è.

L’argomento di cui desidero parlarvi oggi, alla luce del fatto che anche all’interno del nostro gruppo consiliare c’è chi vede una ipotetica dismissione del patrimonio comunale come fumo negli occhi, non anteponendo il freddo raziocinio, (che sempre dovrebbe muovere il buon amministratore), al sentimentalismo d’antan, è:

la villa Butti, la villa Imbonati, il loro costo esorbitante di mantenimento, il loro degrado, viceversa, la possibile messa a reddito ed un uso più razionale degli spazi già esitsenti.

Villa Butti

Il locale ex-farmacia, del quale parlo con cognizione di causa avendovi operato per 13 anni, e dove ultimamente l’amministrazione sta tentando di dare spazio a convegni e mostre (una parte domani), per i primi 10 anni del suo riutilizzo, cioè da quando Cavallasca ha cominciato ad avere una propria farmacia operante sul territorio, cominciò a funzionare senza pagare direttamente affitto, ma in cambio della presa in carico, da parte del farmacista, della quota dei lavori necessari al restauro ed alla ristrutturazione.

I farmacisti che si sono succeduti, per quel buco piccolo e buio, hanno pagato per anni circa 1000 euro al mese, che portarono nelle case comunali circa 130.000 mila euro, in aggiunta al valore economico della ristrutturazione dei locali (1993) e della facciata interna al piazzale dell’intera villa, effettuata nel 2004.(?)

In questo modo, quel determinato spazio, si è autofinanziato e gestito, ed, anzi, ha gettato nelle casse comunali risorse fresche da impiegare a beneficio della collettività.

Ora, occorrerebbe trovare degli imprenditori dell’ambito della ristorazione e dell’organizzazione di eventi, disposti a divenire nostri patner, stendere loro un bel tappeto rosso, e cambiare noi amministratori diametralmente predisposizione mentale, aprendoci a scelte fino ad oggi nemmeno immaginabili.


Ora, il locale farmacia, è nelle condizioni che tutti possono vedere, non solo non è più fonte di pulizia e reddito, ma dà un senso di abbandono e sporcizia.
Ciò è la conseguenza della miopia e della impreparazione degli amministratori, che ragionano senza fare i conti con la mutata realtà economica di oggi giorno.

Ora si tratterebbe di rimodulare la stessa formula vincente già sperimentata, adattandola alle richieste del mercato, ma traslandole a villa Imbonati.

Come trarre risorse da villa Imbonati?

E’ relativamente semplice.
Villa Butti è strutturalmente meno pregiata di villa Imbonati, più semplice da un punto di vista architettonico, e 330.000 euro (di cui 99.000 usciranno dalle subito dalle ns tasche e altre € 173.000 dovremo restituirle), sono una cifra che potrebbe avere un senso spendere solamente nel momento in cui si cominciasse a pensare di trasferire nella ex depandance di villa Imbonati i servizi del Comune, compreso l’ufficio del Sindaco, dell’assistente sociale, della responsabile degli affari Generali, dell’Ufficio Tributi e l’Anagrafe.( Oltre che la biblioteca già prevista).

In tale modo si libererebbe molto spazio, sia al piano terra che al 1° piano della storica villa, e tali spazi potrebbero venire pubblicizzati ed affittati ad operatori del settore turistico, per l’organizzazione di matrimoni, convegni culturali, meeting sociali, ecc. ecc.

Villa Imbonati diventerebbe un centro congressi faro culturale di tutta la provincia di Como, prestigioso ed attraente busienss.

La struttura potrebbe arricchirsi di una piccola cucina industriale (sulla sorta di quel che fece don Luca Borsani con l’oratorio, rivitaluizzandolo), che permetterebbe a società di catering di preparare pranzi e cene, aperitivi ecc.ecc.

Nella bella stagione il giardino all’italiana presente sul retro della villa, esposto a sud, verrebbe finalmente usato per come merita. ( ora è semi abbandonato e di difficile accesso).
Con la prestigiosa struttura data in gestione ad una società specializzata nell’organizzazione di eventi, il Comune ( con un fisso e un variabile in base al fatturato raggiunto dalla ditta vincitrice dell’appalto) recupererebbe, nel giro di qualche anno, la quota completa degli investimenti fatti per il restauro della Villa Butti e comincerebbe il percorso verso l’autosufficienza economica, al riparo dai clientelismi e dalle influenze nefaste di chi vuol farsi grande sulle spalle del prossimo.

vittorio belluso

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100% Frigerio_pensiero

La partecipazione alla riunione di Forza per Cavallasca che ha indotto il dott. Michele Fuccilo a dichiarare: “vedo che con questa numerosa partecipazione il gruppo è più vivo che mai”, in essa è stato deciso all’unanimità di continuare sulla linea politica tracciata.

Ho notato che non era presente nessun candidato della lista che si è presentata alle ultime elezioni ma questo era più che prevedibile dopo la nota congiura nei confronti del Belluso.

Si è deciso inoltre di mantenere una opposizione ferma ma rispettosa verso gli avversari politici.

A me, quest’ultima decisione, mi pare una chiara dichiarazione di debolezza, di chi le elezioni non è riuscito a vincerle ed ora si ‘sottomette’ al vincitore. (errata corrige, vedi correzione a commento)

Se fossi il Vittorio tralascerei, almeno per qualche tempo, di parlare del fatto che FpC è favorevole alle fusioni fra i Comuni, lasciando il pallino agli altri.

La popolazione non conosce appieno i vantaggi che tale soluzione comporta e quindi è istintivamente contraria, perchè vede tale soluzione come una perdita di identità.

In altre parole, a Cavallasca sostenere l’argomento fusione non è pagante in termini di immagine e di consensi.

Se fossi il Vittorio, tralascerei anche di parlare della inopportunità di destinare grande parte del nostre risorse ai lavori per villa Butti, perchè anche questo argomento è controproducente.

E’ stato proprio a cena all’agriturismo che Walter Saglio, sentendo le idee del capogruppo di FpC sul futuro di villa Butti, è stato indotto a dire: “Belluso è il maggiore sponsor di Ronchetti, così facendo lo farà vincere di sicuro”.

A mio avviso la linea_Belluso è una linea molto marcata e dettagliata e su quella batte sempre, anche quando appare palese che non è pagante elettoralmente, quindi sbagliata.

Marco Frigerio

 

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Farmacia di Cavallasca in controtendenza nazionale

Secondo l’Istat, la disoccupazione in Italia nello scorso mese di settembre, ha raggiunto il livello record nel comparto farmacia del 12,6%, in aumento rispetto al 2013.

La farmacia italiana, nonostante l’allargamento del quorum delle sedi operanti su tutto il territorio nazionale deciso dal governo Monti circa 3 anni fa, che ha portato ad un notevole numero di nuove aperture, non gode affatto di buona salute.

Se da una parte i titolari di farmacia ribadiscono orgogliosamente che il mercato occupazionale non ha risentito particolarmente della congiuntura economica, riducendo i licenziamenti ai minimi termini, dall’altra i dipendenti di farmacia, in particolar modo quelli non laureati, si dichiarano molto preoccupati per la tenuta del proprio posto di lavoro.

Ciò è emerso dalla relazione di Annarosa Racca, Presidente di Federfarma_Italia, ad un recente raduno tenutosi a Verona, nella convention organizzata da Utifar.

La Racca ha dichiarato: le farmacie hanno salvato il futuro ai giovani, riuscendo ad arginare l’ingresso del capitale delle multinazionali in farmacia e non abbiamo licenziato”.

Completamente diversa la relazione tenuta dal presidente di Conasfa, Ballerini, che ha sottolineato come il mercato occupazionale della farmacia non stia tenendo affatto i livelli del passato, in quanto molti contratti sono stati trasformati da tempo indeterminato a tempo determinato, costituendo quindi una forma di disoccupazione non evidente.

Ballerini ha auspicato che la farmacia italiana sappia trasformarsi in modo da ridiventare una fonte occupazionale alternativa per i giovani che faticano sempre più a trovare lavoro.

In questo contesto, a conferma di quanto a livello nazionale viene spiegato e consigliato di fare ai titolari di farmacia, spicca la farmacia San Michele di Cavallasca, il cui titolare, in tempi di grave recessione del settore, ha trovato il coraggio di investire ingenti capitali nell’edificazione della nuova sede, assumendo una figura laureata a tempo pieno e confermando quella già presente, anch’essa a tempo pieno, ed in più ponendo le basi perchè altre figure professionali possano esercitare la propria professione all’interno dell’esercizio farmaceutico in spazi appositamente attrezzati e dedicati, secondo la normativa ASL.

E’ il caso della nuova figura dello psicologo in farmacia (di cui si allega locandina) e del fisioterapista.
Due nuove figure professionali che prima non c’erano, due posti di lavoro in più che si aggiungeranno
presto, (all’inizio in via sperimentale), agli altri due.

Dati i tempi, un’operazione eccezionale e in netta controtendenza nazionale.

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Cavallasca non ha partecipato allo sblocca-Italia da 250mln di euro

Cavallasca non rientra nel novero di quei Comuni che beneficeranno del decreto Sblocca Italia: 200 mln ai Comuni extra Patto di Stabilità.

Non è rimasta esclusa, non ha proprio partecipato.

Ricordiamo al lettore che Il Dipartimento per il coordinamento amministrativo aveva individuato i 128 Comuni beneficiari delle risorse sulla base di tre criteri:

  • Opere (alle quali si riferiscono i pagamenti) previste nel Piano Triennale delle opere pubbliche.
  • Pagamenti relativi a opere realizzate o in corso di realizzazione o per le quali richiedere l’immediato avvio dei lavori da parte dell’ente locale.
  • Pagamenti per i quali viene richiesta l’esclusione del Patto di Stabilità effettuati entro il 31 dicembre 2014.

Solo 64 sono state le domande non accettate tra quelle giunte, mentre tutte le altre sono state accolte per l’intero importo per un ammontare complessivo di € 198.081.597,39, quindi, ben al di sotto del tetto massimo dello stanziamento (250 milioni) del decreto Sblocca Italia.

Le richieste accolte provengono da 61 Province appartenenti soprattutto a Lombardia e Piemonte.

Le opere riguardano perlopiù manutenzione di strade e interventi su immobili (scuole, cimiteri, impianti sportivi e altro) e rete idrica fognaria.

Sotto accusa, da parte di Belluso, è l’inerzia e la tendenza a non rendere di pubblico dominio le cose che non vanno nella comunità.

Tre su tutte, per esempio:

  • la rete idrica che è fatiscente ma che l’attuale amministrazione asserisce essere in buone condizioni.
  • Il cimitero ha un angolo in cui le infiltrazioni d’acqua bagnano alcune tombe, con grande disappunto dei parenti dei defunti, ed i lavori tampone effettuati non hanno affatto risolto il problema
  • La nuova scuola? Era in progetto nel 2009 ma poi è scomparsa e non sono più pervenute notizie.

Con un minimo di trasparenza e di onestà intellettuale in più, oltre che di coraggio e spirito imprenditoriale (che manca del tutto), si sarebbe potuto accedere a tale finanziamento e risolvere, almeno parzialmente, quel che, nelle segrete stanze di villa Imbonati, si sa perfettamente non funzionare.

 

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Sciocco…terrorismo

E’ tutto il giorno che i telegiornali riportano in prima pagina l’annuncio catastrofico del primo cittadino concernente l’assedio del nostro paese esterno da parte dei fondamentalisti ed interno da parte degli oppositori del governo.

Ed io chiedo: ma è possibile che anche le alte istituzione di questa povera italietta debbano continuare ad angosciarci?

Non bastano i giornali, i telegiornali, i politici, i sindacalisti, la magistratura, le tasse dello stato, delle regioni, dei comuni????

Abbiate pietà! Vi scongiuriamo!

A cosa serve allarmare ancora di più le popolazioni…sei il capo delle forze armate, rivolgiti a loro.

Richiama i loro sfaccendati ed ultra pagati generali ed affini e detta il da farsi..ammesso che ne siano in grado di capire ed operare…

Per favore almeno tu istituzione che ci costi ben 692.000 euro al giorno lasciaci vivere nella nostra insopportabile ed insofferente quotidianità…

Un saluto michele

 

 

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Paolo Carpi portatore di distensione e rispetto

Rapporti più distesi fra le diverse liste presenti a Villa Imbonati

 

Si respira una nuova aria all’interno del Consiglio Comunale di villa Imbonati, un’aria più distesa e collaborativa fra tutte e tre le liste presenti.

Difficile trovare una spiegazione a ciò, dopo 5 anni, nella precedente legislatura, di scontri che hanno vissuto dei momenti di estrema.durezza.
Sia chiaro, nessun ‘inciucio’ è nell’aria, ma solo la consapevolezza trasversale e diffusa che i tempi sono economicamente talmente difficili che non è più il tempo delle sterili polemiche.

Forse, complice anche il fatto che il Consiglio Comunale è ora più ridotto e quindi ‘intimo’, forse complice il fatto che prima delle elezioni ci furono dei contatti intesi ad ipotesi di unione, sta di fatto che i toni esacerbati degli anni scorsi sono ora uno sbiadito ricordo.
Per quanto concerne la lista Forza per Cavallasca è da segnalare che anche con la minoranza capitanata da Gagliardi i rapporti sono ottimi e che, su alcuni argomenti di comune interesse, essite già una sorta di colalborazione intesa a fare sempre e solo il bene della collettività.

Molto bene anche la nuova figura emergente all’interno della maggioranza, cioè a dire quel Paolo Carpi che pare essere davvero una gran brava persona, molto rispettosa nei confronti dei capigruppo delle minoranze, mossa dall’unico desiderio di fare il bene di Cavallasca.
E’ forse lui il maggior artefice del clima nuovo che si respira.

Speriamo che, tutto ciò, si traduca in fatti concreti che la popolazione tutta, spesso divisa intimamente su chi scegliere perchè simpatizzante contemporaneamente di figure sulla carta avversarie, possa apprezzare.

 

vittorio belluso


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Possibile impatto della legge finanziaria sui servizi a Cavallasca

Il Presidente di Anci Lombardia, Roberto Scanagatti, sindaco di Monza, ha recentemente dichiarato al Presidente del Consiglio che i tagli lineari già previsti nel piano finanziario in arrivo, avranno un effetto devastante sui Comuni, in particolare quelli più piccoli.

I tagli sono nell’ordine di 1 miliardo e 200 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri 300 milioni che erano già stati preventivati, portando la cifra complessiva ad 1 miliardo e mezzo.

Scanagatti auspica che le tasse sui fabbricati di tipo D, ovvero quelli industriali e commerciali, ( in tutta Italia vi sono tantissimi imprenditori disperati che scoperchiano il proprio capannone pur di non pagare questo assurdo balzello), che attualmente vengono riscossi dal Comune che fa da esattore ma poi vengono ‘girati’ allo Stato, rimangano sul territorio in modo da agire in tutela delle fasce più deboli della popolazione, rimodulando le aliquote.

Scanagatti sostiene che l’ultimo buco della cintura dei pantaloni è già stato usato e che, come noi sosteniamo ormai da tempo, sta per arrivare il fatidico momento in cui saranno i servizi ad essere intaccati e si dovrà scegliere quali tagliare. ( e solo allora, ci si renderà conto di quanto sia stato erroneo stanziare 300.000 euro per la villa Butti e 93,000 per la palestra comunale, laddove non sarà nemmeno più possibile fare gasolio allo scuolabus).

I tagli incomprimibili, sempre secondo il presidente dell’Anci_Lombardia, sono i costi del personale comunale, gli appalti già commissionati e gli ammortamenti dei mutui.

Viceversa, vengono messi in conto tagli ad oggi inimmaginabili, quali per esempio l’assistenza agli anziani, la scuola, gli insegnanti di sostegno, il trasporto scolastico, la mensa, i buoni acquisto per il diritto allo studio.

Anche sui trasporti nuvole nere in arrivo, infatti sono previsti altri 155 milioni di tagli in aggiunta ai 960 già tolti.

In pratica, si calcola che si arriverà alla situazione paradossale per i cittadini di vedere sparire le corse dei bus.

E ancora: brutte notizie anche per il Gruppo Sportivo_Cavallasca, che ha in gestione la palestra comunale, perchè verranno azzerati i contributi statali, col rischio concreto di non essere più in grado di garantire la normale stagione di apertura dopo l’orario scolastico.

Il taglio del governo potrebbe tradursi anche in una riduzione dell’orario della biblioteca.

Alla luce di queste fosche previsioni, qualora, come siamo convinti, esse si tradurranno in realtà, occorre che le minoranze collaborino al massimo con la maggioranza, pur rispettando i diversi ruoli istituzionali, al fine di tentare di alleviare il più possibile le difficoltà a cui stiamo andando incontro.

Ognuno dovrà fare la sua parte, nessuno escluso.

vittorio belluso

 

 

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Sono commemorati i caduti di tutte le guerre

Oggi commemorazione dei caduti al monumento loro dedicato nel piazzale antistante al cimitero. commovente discorso del sindaco che ha sottolineato come l’Italia abbia avuto ben 680.000 caduti nella grande guerra. Fra gli alpini, anche il milanista Giovanni Casartelli.

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L’altra faccia dell’intervista rilasciata da Belluso a ‘Il Corriere di Olgiate’

Di vittorio belluso

A chiarimento e complemento, quella che segue è la descrizione completa dell’intervista da me rilasciata nei giorni scorsi a ‘Il Corriere di Olgiate‘, al fine di evitare fraintendimenti e non corrette interpretazioni, che, per ovvi motivi di spazio editoriale, non si è potuta scrivere.

Argomento fusione con San Fermo o Colverde

La fusione con Colverde, ad oggi, non è più possibile perchè i tempi sarebbero troppo lunghi.

Il treno è passato due anni fa e noi non vi siamo saliti.

Le fusioni, infatti, avvengono in concomitanza con le prime elezioni amministrative possibili, che, nel caso di Cavallasca e Colverde, saranno non prima del 2019, un lasso di tempo troppo lungo per mettere in campo tutti quegli accorgimenti che servono ad alleggerire la pressione fiscale acuita dalla congiuntura economica negativa.

Per quanto concerne un’ipotetica fusione con San Fermo della Battaglia, è mia convinzione che né l’una, né l’altra parte, la cerchino con reale convinzione.

Sia i residenti di San Fermo, che quelli di Cavallasca, pur per motivi opposti, non la desiderano, e questo i due sindaci lo sanno bene.

Ma, mentre gli amministratori di San Fermo si sono resi conto del rischio concreto che il loro paese ha di venire assorbito da Como, e, di conseguenza, abbiano già avviato dei cicli di consultazione interni finalizzati a spiegare e comprendere meglio i vantaggi e gli svantaggi che tale operazione comporterebbe, a Cavallasca l’amministrazione non sta facendo nulla di concreto, se non tirare a campare nella speranza che le cose, prima o poi, migliorino e Roma torni a trasferire sul territorio quei capitali senza dei quali non sarà più possibile nemmeno garantire i servizi essenziali.

Il mio non vuole essere un attacco al sindaco, che ha tutto il diritto, in forza del suo 40% di suffragi incassato nelle ultime elezioni, di mantenere un atteggiamento conservatore, indirizzando le poche risorse disponibili nel primo step del restauro della villa Butti, che, ne sono sicuro, risulterà assolutamente insufficiente al suo recupero, bensì un monito a tutti coloro che vedono in San Fermo, ed in particolare nella sua amministrazione, un pericolo per l’integrità di Cavallasca intesa come territorio ancora poco edificato, e tutelato da due parchi (Spina Verde e Lura).

L’impressione che ho avuto è che il nostro sindaco, nell’incontro avutosi con gli amministratori sanfermini, abbia in realtà effettuato una sorta di ‘butade’, nel momento in cui, di punto in bianco, ha estratto dal cilindro l’argomento fusione fra i due paesi, forse col recondito desiderio di sentirsi dire di no e mettersi l’animo in pace, contemporaneamente zittendo sul nascere quelle voci che, all’interno stesso del suo gruppo, cominciano a sollevarsi in sintonia con la nostra.

Una fusione con San Fermo della Battaglia, a mio avviso, sarebbe conveniente ad entrambi i paesi e libererebbe fin dal 2016 ingentissimi capitali, provenienti sia dallo Stato come forma di incentivo, sia dalla deroga per 3 anni dal patto di stabilità, per investire in strutture e sviluppo i capitali già normalmente entranti ma non spendibili.

Argomento Forza per Cavallasca dopo la fuoriuscita di alcuni ex-candidati

il gruppo consiliare va avanti come prima e più di prima, il mio lavoro non ha affatto risentito delle polemiche interne, anzi, ora posso lavorare con maggiore tranquillità, aiutato in questo da alcune persone di grandissimo valore, prime fra tutte Giuliana Pertusi e Francesca Casartelli”.

Il progetto dei cosiddetti dissidenti, progetto non dichiarato ufficialmente ma evidente fin dal suo sorgere, era il costringere il sottoscritto a rassegnare le dimissioni.

Ma cosa mi si rimproverava, in fin dei conti?

Mi si rimproverava una linea editoriale tenuta su di un blog di mia proprietà.

Mi si rimproverava, a torto, di aver attaccato i dipendenti comunali, nel momento in cui ho scritto, e lo rifarò, che è vergognoso che un Comune di 3.000 abitanti abbia degli orari di apertura degli sportelli comunali esageratamente corti, contando una sola ora in tutti e sei i pomeriggi della settimana, e di due sole ora al mattino, per giunta in una fascia d’orario non congegnale a chi lavora. ( h11-13 ndr)

Ho scritto inoltre che è scandaloso che, nel mese di agosto, oltre il 50% del personale comunale fosse contemporaneamente stato autorizzato ad andare in ferie, limitando la quantità e la qualità dei servizi offerti dal Municipio.
Ma ho scritto anche, e lo riscriverò, che non è colpa di un dipendente comunale chiedere le ferie nel mese di agosto, è, in fondo, un diritto di qualunque lavoratore dipendente chiederle quando meglio lo ritenga, ma che è stato scandaloso che il segretario comunale le abbia firmate indistintamente a tutti, ritenendo quest’ultima figura la vera responsabile di un agosto che ha visto il portone di Villa Imbonati troppo spesso chiuso e troppo a lungo.

Questi rimproveri mi sono sembrati delle mere amenità, tanto più che, tali idee espresse in tanti miei articoli, sono mie da anni, cioè da quando, in qualità di consigliere comunale, cioè fin dal 2009, ho cominciato a vedere e toccare con mano tutto ciò che, a mio sindacabile giudizio, non andava nel nostro funzionamento di Ente pubblico e andasse migliorato.

Ma non siamo forse in un regime democratico?
Non possiamo forse più esprimere quel che pensiamo?
C’è chi si offende?

Bene, io leggo tutto ciò come il fatto che i miei articoli, in 6 anni di affinamenti ed esperienza, hanno acquisito un’ incisività che, quella e proprio quella, qualcuno non gradisce e vorrebbe silenziare.

In altre parole, un implicito e non voluto apprezzamento per il mio lavoro di Consigliere comunale.

 

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