Oplà … le transenne son sparite!

A sole 24 h dal nostro ‘articolino’, – non si sa se per combinazione o per magia- le transenne che da circa 1 mese restringevano la carreggiata in prossimità del passaggio pedonale della piazza di San Fermo, sono state rimosse.
Complimenti al nostro comandante dei vigili, il buon Francesco, che si è attivato a tempo record.

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Cambiare si può, sempre …

trovare nuovi interlocutori nel mondo dei servizi finanziari

cambiare si può, sempre..... - trovare nuovi interlocutori nel mondo dei servizi finanziariLo scorso Ottobre la Consob nel consueto rapporto ci comunica che il 57 % degli italiani dice di ricevere una consulenza passiva e/o generica.

Inoltre sempre gli italiani dichiarano di non essere in grado di valutare la qualità del servizio che viene loro fornito….

Con l’arrivo della direttiva Mifid II  l’aspetto consulenziale verrà sicuramente e maggiormente evidenziato e promosso, ma qui c’è da iniziare un grande lavoro di educazione finanziaria con la propria clientela, e quella potenziale, per offrire una vera consulenza personalizzata in maniera tale che le lacune e le carenze di cui sopra possano venire nel tempo rimediate.

Non sono mai riuscito a capire come si possano spendere giorni e giorni nella scelta di una automobile o delle piastrelle di un bagno e contemporaneamente decidere frettolosamente come allocare i risparmi di una vita, magari delegando totalmente senza capire cosa si stia facendo…..sto parlando di situazioni limite ….ma ne esistono e temo non siano ad oggi rare.

Molto probabilmente la responsabilità è’ anche degli operatori del settore , alcuni poco formati ed alcuni non particolarmente interessati a far evolvere la cultura finanziaria del proprio cliente, ma temo sia un errore strategico nel lungo termine.

D’altro canto e’ indubbio che cambiare intermediario finanziario rappresenti una fonte di stress ( ogni cambiamento ci destabilizza nel breve….) analoga ad un trasloco….non arrivo a fare analogie con il divorzio, non esageriamo.

Eppure molte situazioni di non soddisfazione derivano dalla procrastinazione , e questo succede in tutti i settori della nostra vita, ma il tempo in questo caso ci potrebbe remare contro…

La concorrenza si farà più accesa e le qualità del consulente andranno potenziate, ma il cliente dovrà essere disponibile anche a ricevere  sempre un educational advice dal proprio interlocutore in primis per poter decidere meglio……..e per poter raggiungere nel tempo la propria felicità finanziaria.

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L’eterno cantiere del passaggio pedonale illuminato

Passaggio pedonale in manutenzione da settimane con conseguente carreggiata ristretta: i cittadini iniziano a spazientirsi

Noi, qualche dubbio, l’avevamo espresso fin dall’inizio, circa l’effettiva  utilità del passaggio pedonale illuminato all’attarversamento del pedone nel bel mezzo della piazza di San Fermo, che è già costata due giorni di traffico bloccato sulla provinciale coi conseguenti inquinamento e perdita di ore di lavoro, oltre che un cospicuo gruzzolo di soldi pubblici.
Ora accade che, dopo tre settimane di lavori in corso a causa di una mattonella che è stata presumibilmente scardinata da un mezzo spazzaneve durante l’ultima nevicata ormai di oltre 1 mese fa,  la carreggiata appaia ristretta da una serie di transenne.
Perchè tanto tempo per aggiustarla?

Questa è la domanda che si stanno ponendo in tanti.
Probabilmente la specificità dell’opera richiede l’intervento della stessa manodopera che ha installato il passaggio, che al momento, evidentemente, è impegnata altrove.
In realtà di altro non si tratta che del solito specchietto per le allodole.
Non ci si è fatto scrupoli di spendere ingenti risorse e creare enormi difficoltà alla viabilità della strada provinciale solo per poter dire in tempi di campagna elettorale:” i primi siamo noi! Le strisce illuminate siamo noi i primi in Italia ad averle adottate!

Ma ora, come testimonia un post da noi reso irriconoscibile nell’autore, apparso su di un social locale, altri cittadini cominciano a porsi le stesse domande che noi ci siamo posti fin dall’inizio.

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La vergogna dell’asilo di Cavallasca

La vergogna dell’asilo di Cavallasca sarà una cosa di cui gli abitanti di San Fermo si renderanno conto solo fra un paio d’anni, quando sarà chiaro a tutti il perchè di questa operazione immobiliare del valore di oltre 1 milione di euro pubblici e di cui beneficeranno realmente solo due figure: il parroco e il sindaco.
Il primo potendo portare il dote al vescovo una proprietà immobiliare quintuplicata nel valore, il secondo con la quasi certa rielezione nelle elezioni prossime venture.
A meno che la gente non cominci ad aprire gli occhi e cominci a ragionare con la propria testa, liberata da influenze che con il credo religioso non c’entrano nulla.

Capita infatti che ci sia apprensione fra i genitori che hanno i figli alla scuola materna o che siano in procinto di mandarceli, per il fatto che per un anno la struttura ora esistente sarà inagibile a causa dei lavori che vi verranno fatti, cosa che comporta necessariamente che il servizio venga spostato da un’altra parte per tutta la durata dei lavori.
Ma le idee non sono per nulla chiare e l’approssimazione italica si rivela in tutta la sua evidenza.
Pare che la sede provvisoria che verrà usata durante i lavori di ristrutturazione sarà la struttura sopra la Coop di San Fermo, ma anch’essa, per fungere allo scopo, ha a sua volta bisogno di lavori di ristrutturazione. (A questo punto è chiaro, anzi chiarissimo, che la cosa più logica da farsi sarebbe costruire una sede nuova ove a suo tempo era stata pensata, nei prati antistanti villa Imbonati, ma, per farlo, avremmo bisogno di maggiore onestà intellettuale da parte degli attori in gioco e minore interesse celato dietro un nauseante: ”noi pensiamo unicamente al bene dei bambini”).
La struttura sopra la Coop di San Fermo è sprovvista di cucina e quindi sarà necessario ricorre a qualcosa di preparato altrove.
Resta sempre il fatto, come da me sottolineato già in diversi articoli che mi sono valsi l’estromissione dalla commissione cultura cui in un primo momento sembravo destinato, che la sede ove si intende mantenere l’asilo una volta ristrutturato, è e resterà inadeguata per quanto concerne gli spazi esterni, cosa fondamentale per i bambini.

Alle famiglie interessate, dall’amministrazione sanfermina, trapela anche una velata minaccia, rivolta a coloro che, sulla base dell’incertezza e della provvisorietà di una destinazione temporanea ancora più inadeguata di quella che poi sarà la definitiva, hanno espresso dubbi e la volontà di iscrivere i propri bambini da un’altra parte: “attenzione, se non ci saranno abbastanza iscrizioni si dovrà licenziare il personale, facendo perdere dei posti di lavoro”.
Cioè a dire che le maestre o le cuoche, considerato che la struttura è privata, perderanno il proprio posto di lavoro.
Una vero e proprio ricatto, soprattutto nei confronti delle persone che hanno fatto il loro lavoro egregiamente in questi anni presso la struttura ora esistente.
Il ricatto dei licenziamenti è due volte ipocrita – sempre secondo il mio modesto e firmato parere – perchè, nella nuova sede, questi avverranno comunque, perchè si uniformerà il sistema dei pranzi in tutto il complesso scolastico, con i logici vantaggi economici che è facile intuire e che sono nelle corde dell’attuale amministrazione.

vittorio belluso

 

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Il risparmio tradito

di Andrea Poggi
Se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria, molte persone non avrebbero visto l’azzeramento delle loro posizioni

Il risparmio tradito dai fallimenti bancari - Se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria, molte persone non avrebbero visto l'azzeramento delle loro posizioniSono in pausa pranzo e mi e’ venuto in mente tutto quello che e’ successo relativamente ad una banca italiana  ma in generale relativamente ai diversi defaults bancari che si sono succeduti e che, forse, si succederanno ancora.
A me premono le implicazioni che coinvolgono i risparmiatori, la clientela.
Secondo me quello che i mass media non hanno evidenziato, tra le mille cose che avrebbero dovuto evidenziare, e’ che se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria e conseguente consulenza, molte persone non avrebbero potuto vedere l’azzeramento delle loro posizioni.
E’ evidente che un cliente di una certa eta’, con una bassa propensione al rischio, dovrebbe in primis presentare una profilatura mifid di carattere molto prudente, e che quindi evita ex ante la sottoscrizione massicia di prodotti rischiosi e che rappresentano magari anche  la quasi totalita’ del portafoglio.
Ad un cliente che arrivava dai titoli governativi italiani  non puo’ essere collocata una obbligazione strutturata subordinata emessa dalla stessa banca. E’ decisamente un’altra cosa, e non per una bassa percentuale, per magari cifre determinanti. Il consulente deve esplicitare il rischio, mostrando ex ante la perdita potenziale massima del portafoglio e delle sue singole componenti. Ripeto, ex ante!!!!
Chiudo qua. Sull’argomento sono state spese fin troppe parole. Mi sento di dire che se ci fosse stata una buona consulenza in fase di costruzione delle proposte di investimento, possibilmente scevra da conflitti di interesse, qualcuno avrebbe perso meno o addirittura niente. Il risparmio va tutelato…non delegate troppo, chiedete sempre il rischio che andrete a correre in termini numerici. Anche se la finanza non e’ una scienza esatta, aiuta molto ad acquisire la consapevolezza che in finanza, come nella vita, no free lunch!!!
A presto.
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Noi stiamo con Fontana!

Noi stiamo con Fontana, che ha la colpa di aver detto niente di più e niente di meno che la pura verità. E cioè che il popolo Lombardo (e sottinteso italiano), a causa della sua scarsa natalità (i cui motivi sono sociologici e contingentali) si sta estinguendo, subendo un processo di vera e propria sostituzione etnica, ad opera dell’immigrazione incontrollata.
Non capiamo cosa ci sia di male ad ammettere quel che persino nella nostra Costituzione è scritto, laddove si cita testualmente la parola: ”razze”.
Le razze esistono eccome e si formano adattandosi all’ambiente che le circonda, specificandosi ed evolvendosi, come ha scientificamente comprovato Darwin nella sua teoria dell’evoluzione della specie, che tanto clamore fece quando vene presentata riscontrando la violenta avversione della Chiesa cattolica di allora, che vedeva molti dei suoi fondamenti dottrinali messi in discussione alla radice.
La società multiculturalista, altrimenti chiamata Eurabia, che i padroni dell’economia mondiale vorrebbero imporci, è costituita da un mondo piatto, di esseri uguali anche sotto il punto di vista morfologico, un mondo di eguali che risulterebbe evidentemente più facile da comandare, sfruttare e indottrinare.

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21 milioni di italiani nella morsa di Equitalia

21 milioni di italiani nella morsa di Equitalia, di cui il 96% con presunti debiti sotto i cento mila euro.
Un credito preteso dallo Stato di oltre 810 miliardi di euro.
Ma chi ci dice che parte di queste cartelle non sia pretestuosa?
Che vengano emesse cartelle induttivamente sulla base del nulla o di regole cambiate in corso d’opera e con valore retroattivo?
Cioè a dire, un’estorsione legalizzata nei confronti della parte che, da sola, tiene in piedi l’Italia: quella delle ‘piccole’ partite iva.
Bersagliati con le tasse dirette e quelle, come queste, occulte.

Ricordiamocene il 4 marzo!

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… “che bravi che siamo, non abbiamo alzato le tasse!”

L’amministrazione sanfermina si autoincensa, anche grazie ad articoli benevoli, ribaltando la realtà dei fatti, che vedono le tasse invariate rispetto all’anno scorso nonostante le entrate erariali straordinarie seguite alla fusione.
Cioè a dire, un capolavoro di contorsionismo politico che fa presa su di una popolazione evidentemente superficiale e succube di una informazione a senso unico, che si ferma alla forma, senza entrare nella sostanza delle decisioni deliberate dal consiglio comunale.

E così, enfatizzata, spicca a caratteri cubitali la frase dell’assessore al bilancio, come se fosse un qualche cosa di cui andar fieri, anziché vergognarsi: ”non aumentiamo le tasse!”, e il popolo sanfermino se la beve ed è contento.
Un po’ meno quello cavallaschino, che, seppur ancora traumatizzato dall’incedere degli eventi che hanno visto venduta nel 2017 la propria sovranità in nome di una impunità dei responsabili del buco di bilancio, si ritrova ad essere, niente di più e niente di meno, che periferia del Comune incorporante.

Nell’ultimo consiglio comunale, con un articolo pubblicato leggi qui, ho attaccato l’amministrazione sul fatto che non aveva abbassato le tasse pur a fronte di entrate in enorme aumento, in parte provenienti dagli incentivi di Stato per l’avvenuta incorporazione di Cavallasca.
Proponevo di sopprimere l’IRPEF.
E ritenevo la cosa un dovere morale prima ancora che politico.
La risposta ufficiale dell’amministrazione si è fatta attendere una ventina di giorni, ed è arrivata per mezzo  del giornale locale.
A fronte dei fatti che avrebbero dovuto far esclamare: “nonostante le notevoli entrate non abbiamo voluto diminuire le tasse“, rispondono con un “non abbiamo alzato le tasse!“. Una bella differenza! Che ne dite?
Una frittata rigirata bella e buona!
E i lettori del gruppo fb di San Fermo sembrano in maggioranza bersi la fregnaccia, illusi che non si potesse altrimenti.
Ergo, i residenti son contenti! (fa anche rima).
Ma invece si sarebbe potuto fare molto, molto meglio di così.
La voragine di Cavallasca è stata coperta ampiamente dai 752 mila euro annui per 10 anni che entreranno annualmente nelle casse del comune, ( 752 mila son già entrate), come da me sostenuto con forza fin da 4 anni fa.

L’irpef, per esempio, era un dovere morale toglierla, così come altri Comuni più virtuosi di noi non la fanno comparire nel bilancio da anni.
Sarebbe stato un incentivo alle imprese ed ai lavoratori.
Perché non l’hanno fatto?
Per tenersi le mani libere di spendere altri soldi, e ciò a spese soprattutto dei residenti di Cavallasca?
Aggiungo infine che le tasse sono relativamente basse (io direi nella norma) solo per i privati.
Le imprese a San Fermo pagano molto, come abbiamo già documentato in passato, a conferma della inestinguibile sete di denaro pubblico di chi ci amministra.

vittorio belluso

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Un’uscita di ‘bassa lega”!

Il cazzaro toscano ha contagiato anche Salvini!

Enorme gaffe di Salvini sull’obbligatorietà di vaccinare i bambini.
Ha dichiarato che se vince il cdx lui la toglierà.

Uscita davvero infelice quella di Salvini. Era partito bene mettendo in programma la riforma su diritto di famiglia Separazione / Divorzio (dove attualmente il sessismo di una magistratura Comunista e Femminista ammazza i Padri).
Rischia di perdere parecchi voti.
Ora attendiamo che, da uomo vero quale lo stimiamo essere, ritratti.
Con questa dichiarazione Salvini rischia concretamente di perdere i voti di chi conosce – evidentemente meglio di lui – la materia socio sanitaria.
Probabilmente si è trattato solo di un errore di percorso.
Troppo poco per voltare le spalle ma abbastanza per tirare il regolo sulle dita.
Avere responsabilità di governo significa non potersi più permettere uscite di “bassa lega” – è il caso di dire – come questa.

In base alla disinformazione in atto, c’è una grossa fetta di popolazione italiana che ritiene che l’obbligatorietà di effettuare i vaccini più importanti sia un’imposizione illiberale e vessatoria.
Evidentemente il capo della Lega ha pensato, a 7 settimane dalle elezioni nazionali,  di cavalcare questo malcontento.
Peccato però che, senza l’obbligo di vaccinarsi verso talune forme epidemiologiche, si sta concretizzando lo spettro del ritorno di malattie che si consideravano debellate, coi relativi costi e pericoli per l’intera collettività.
Chi dice che i vaccini siano una truffa dovrebbe vedere coi propri occhi cosa significhi, tanto per fare un esempio, contrarre la poliomielite.
Ma come si fa a dichiarare di voler rendere tale vaccinazione facoltativa?

Gli studi scientifici che ci stanno a fare? Se c’è chi considera il morbillo e o la varicella malattie risibili, é solo perchè non si ha una cultura sanitaria.
Le donne che la contraggono (la semplice varicella) in gravidanza. mettono a rischio il bimbo che portano in grembo, tanto per fare un semplice esempio.

Uno Stato responsabile fa vaccinare i propri cittadini, anche obbligandoli se questi sono recalcitranti.
La scienza dice che contrarre la varicella in gravidanza significa mettere al mondo, con un altissimo indice di  probabilità, un figlio con la spina bifida. Sapete cosa significha questa cosa? Significa un figlio tetraplegico.

La protezione delle malattie di un’intera popolazione dipende da indici matematici. Chi si vaccina protegge anche chi non si vaccina, come le maglie di una rete. I non vaccinati sono i buchi nella maglia.
Purtroppo sempre più persone cadono nella disinformazione che vuole la vaccinazione obbligatoria una imposizione, e non vaccinano né se stessi né – cosa gravissima – i propri figli.
Così facendo arrecano danno a se stessi e al prossimo.

Chi sterminò l’intero popolo Maya?
Cortes e i 4 gatti che erano con lui?
No. Il vaiolo. E’ stato il vaiolo. Ed è solamente grazie a scienziati come Edward Jenner che questa malattia oggi non incute più terrore.
Oppure che dire di Albert Bruce Sabin? (Lo scopritore del vaccino che ha debellato la poliomielite).
Senza quest’uomo oggi quanti infelici sarebbero fra noi?

vittorio belluso

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L’ultimo dosso ‘mascettiano’ può causare danni alle auto in transito

Le foto che vedete, sono state scattate stamattina 11 gennaio 2018, in via per Montano, davanti alle Poste italiane dell’ex Comune di Cavallasca.
La voragine creatasi nei giorni scorsi – documentata in queste foto – sta causando non pochi disagi, specie alle auto provenienti da via Ravona in direzione p.za Garibaldi, in quanto il dosso, già secondo alcuni NON A NORMA perchè più alto del consentito, a causa del buco creatosi, fa si che le auto che lo attraversano picchino con grande facilità la pancia anteriore del mezzo, con possibilità di riportare danni.

A nostro avviso, in caso di rottura di sospensione o di spoiler anteriore, ci sono tutte le premesse perchè gli automobilisti possano fare causa.


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Il 4 marzo è doveroso andare a votare se si vuol cambiare qualcosa

Pericolo astensionismo il 4 marzo

Il 4 marzo, ovverosia fra meno di 60 giorni, il popolo italiano sarà chiamato alle urne per il rinnovo delle camere.

E ciò avviene con una legge elettorale studiata apposta in funzione ‘anti populismi‘, come ha sottolineato il vescovo di Como, cioè una legge che privilegia le accozzaglie, gli inciuci, i tradimenti, e punisce chi non è in vendita.
Una legge che non prevede che coloro i quali decidano di cambiare casacca in corso d’opera, lo possano fare tranquillamente passando da uno schieramento ad un altro ( e quindi sovvertendo gli equilibri usciti dalle urne), senza dover rinunciare a privilegio alcuno.

Leggi tutto “Il 4 marzo è doveroso andare a votare se si vuol cambiare qualcosa”

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Chi ha paura di re ‘sciaboletta’?

Secondo il nostro modesto parere la salma di ‘re sciaboletta’, alias Vittorio Emanuele III, soprannominato così a causa del fatto che la sua sciabola d’ordinanza si era dovuta accorciare per non farla toccar per terra a causa dell’altezza davvero bassa del re (m 1,53 cm), andrebbe comunque tumulata al Pantheon.
A prescindere dal suo operato storico.
Non esistono re buoni o cattivi.
Esistono solo re.
E i primi 2 della breve monarchia d’italia unita, (Vittorio Emanuele II e Umberto I, rispettivamente nonno e padre di Vittorio Emanuele terzo) sono al Pantheon.
Poi, sempre a nostro avviso, toccherebbe anche al cosiddetto ‘re di maggio‘, Umberto II, che fu re, appunto, per un solo mese, dopo la tardiva abdicazione del padre in vista del referendum del 2 giugno 1946, che vide l’Italia trasformarsi in una Repubblica.
Così il cerchio si chiuderà.
E finalmente si volterà pagina.

Perchè se è vero che Vittorio Emanuele III viene accusato di aver sottoscritto le leggi razziali nel 1938 che ci allineavano al potente alleato tedesco, noi consideriamo altrettanto infame la fuga sul Baionetta da Pescara alla volta di Brindisi, per correre in bocca agli alleati abbandonando Roma e l’esercito alla mercè dei tedeschi, così come, ancora più infame, l’aver fatto arrestare e rapire il suo primo ministro in casa sua, venuto a rendere conto della seduta del Gran Consiglio del fascismo avvenuta la notte prima che lo aveva visto, per la prima volta, contestato dai sui stessi uomini e messo in minoranza.
Al Pantheon riposa Vittorio Emanuele II, che in Aspromonte fece sparare su Garibaldi, e Umberto I, che a Milano nel 1898 fece sparare dal suo generale Fiorenzo
Bava Beccaris sulla folla che chiedeva il pane.
Nonostante queste infamie, i primi due re sono lì, nel Pantheon.
Perchè non metterci anche gli altri due?
E specie l’ultimo, quel gran signore di Umberto II che lasciò l’Italia senza colpo ferire quando ben 10 milioni di italiani erano ancora profondamente con lui e con la monarchia?
Suvvia, i morti sono morti!
Lasciamoli riposare in pace e nella loro terra!

vittorio belluso

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… “non votate i populisti!”

Lo spot elettorale del Vescovo di Como a favore di PD e Liberi e uguali

Il Vescovo di Como, nella sua omelia nella funzione di fine anno, ha esortato i fedeli presenti a  “non votare i populisti“.
ha inoltre sottolineato che per il cattolico l’astenersi dal recarsi alle urne sia peccato.
Ma, diremo noi, senza tanti giri di parole, anzichè far capire agli astanti di non votare per Salvini, Meloni, Berlusconi o Grillo … non avrebbe fatto prima a dire direttamente per chi votare?

Ha detto testualmente Cantoni:

“Non posso poi tralasciare un appello che mi sembra importante e che deve interessare tutti. Nel prossimo mese di marzo saremo chiamati alle urne. Siamo in un periodo in cui i partiti e gli uomini politici hanno generato delusioni e disaffezione all’impegno politico. Il malcontento e la diffidenza verso i leaders politici sono approfonditi a causa di aspettative non soddisfatte e problemi non risolti. L’astenersi dal voto, a cui invece tutti siamo obbligati, non deve essere espressione di questa delusione. Non deve essere il partito dei rinunciatari a prevalere e nemmeno i leaders politici populisti possono assumere le responsabilità di governo sfruttando le rabbie e le paure della gente, a causa di promesse di cambiamento seducenti quanto irrealistiche. Ciascuno, in coscienza, si orienti verso quei candidati che presentano programmi che facilitino il bene possibile, che tutelino la dignità e il rispetto della vita delle persone, che facilitino solidarietà e non si limitino a promesse aleatorie”.

Scrive l’onorevole Nicola Molteni sulla sua pagina facebook, ribattendo alle parole del Vescovo:

“Non commento le parole della Curia, ad ognuno il suo compito.
Compito della politica è gestire bene la “cosa pubblica” e portare i cittadini ad esercitare il diritto/dovere di votare.
La Chiesa ha un altro ruolo, guidare le anime dei fedeli e parlare alla Comunità dei cattolici. 
Come fedele avverto l’assenza di un pastore come Monsignor Maggiolini che ci invitava a cogliere i pericoli del relativismo culturale e religioso minaccia della nostra civiltà cattolica.
Sui migranti ho ben chiare le parole di Papa Benedetto XVI “Prima del diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare”.

Certo, diremo noi rincarando la dose, che  Maggiolini era altra e ben più alta cosa!
Altri tempi, altra Italia, altra chiesa!

 

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Che il 2018 sia migliore!

Cari lettori, oggi 1° gennaio 2018, è d’obbligo tentare di fare un sunto di questo 2017 lasciato alle spalle, in un’ottica il più possibile locale, pur sapendo che gli intrecci e le connessioni con la situazione politica generale e , non ultima, economica, hanno il loro grande peso.

Dunque questo 2017 è stato il primo anno della fusione fra Cavallasca e San Fermo, un anno di rodaggio, se così vogliamo dire,  che ha visto emergere due cose su tutte: le elezioni farsa del giugno scorso, elezioni calate dall’alto senza un sufficientemente credibile supporto costituzionale, visto che la legge che regola le fusioni per incorporazione non implicava affatto – nero su bianco – il ritorno alle urne, e il fatto che Cavallasca sia divenuta la periferia di San Fermo.

La decisione prefettizia, appunto calata dall’alto inaspettatamente a pochi  mesi dalla scadenza elettorale, non ha dato il tempo perchè si creasse un movimento trasversale fra San Fermo e Cavallasca alternativo e alla sinistra storica e alla lista del signor Mascetti, uscito dalle urne come vincitore assoluto e totale padrone della situazione.

Infatti, sul fronte immigrazione clandestina, il nostro camaleontico sindaco ha dichiarato di voler aderire, per puro opportunismo amministrativo, omaggiando il potere dominante – si spera ancora solo fino al 4 marzo- al protocollo SPRAR, voluto e partorito dalle menti del Partito, Democratico, nel tentativo di rendere partecipi e interessati i Comuni che vi aderiscono, nell’ottica dell’accoglienza indiscriminata a cui noi tutti abbiamo assistito e stiamo assistendo ancora oggi.

Un’invasione che ha un costo di denaro pubblico enorme, che il potere dominante, fa pagare agli italiani.

Il debito pubblico, in questo lustro PD, è schizzato a 2.283 miliardi di euro, è ciò proprio per finanziare l’invasione dell’Italia, spalleggiata dalle ormai arcinote onlus che su questo business lucrano.
Il  rovescio della medaglia è sempre quello: far pagare al popolo italiano il costo della politica d’accoglienza indiscriminata.
E così aumenta tutto ben oltre l’indice istat di inflazione, dai sacchetti di plastica del supermercato, alle tariffe autostradali, gli stipendi del pubblico impiego, ( l’unico in Italia che possa permettersi il lusso di vivere di certezze), alla luce, ecc ecc.

E le aziende soffocano, sommerse dagli obblighi fiscali imposti da un governo vessatore e sprecone.
Tanto disonesto, che come un disco rotto continua a ripetere le stesse cose, nel puerile tentativo di convincere gli italiani che le cose stiano andando meglio.
Ma chi ci crede più?
Noi stessi, nel nostro piccolo, nell’espletamento del nostro lavoro, siamo a contatto con migliaia di cittadini, e possiamo riferire che gli indici sono tutti negativi.
Il lavoro non c’è e continua a non esserci.

I giovani laureati vogliono tutti emigrare all’estero, ove vedono quelle prospettive che qui non trovano.
I frontalieri che lavorano in Svizzera vedono ogni giorno di più ridursi le loro sicurezze e vengono trattati sempre peggio dalle aziende presso le quali lavorano.

Chi, come noi, ha saputo incrementare in quantità e qualità i servizi che offre, a fronte di un aumento lusinghiero della mole del lavoro, si è visto letteralmente derubare da uno Stato che si è preso i frutti dei nostri sacrifici, vanificandoli e accrescendo il nostro senso di impotenza di fronte a tanta arroganza.
La speranza quindi che viene fuori da questa serie di considerazioni è che il 4 marzo cambi il vento.
Vengano cacciati coloro i quali ci hanno così male governato in questi anni, per venire sostituiti da chi metta un freno alle tasse e all’invasione.
Che crei i presupposti perchè l’Italia torni ad essere un Paese in cui si possa pensare di mettere al mondo dei figli.

Speriamo che il 2018 sia l’anno della svolta, l’anno in cui gli italiani avranno rialzato la testa dopo anni di difficoltà, degrado e incertezza.

vittorio belluso

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Solo biodegradabili e a pagamento: ce lo impone l’Europa

L’Europa impone al commercio al dettaglio di scontrinare i sacchetti biodegradabili.
Una manovra, mascherata da rispetto ecologico che invece nasconde l’ennesima spremitura di soldi al cittadino europeo.

Da gennaio pagheremo anche le buste per la frutta e la verdura che troviamo normalmente nei supermercati, negozi e farmacie comprese.
Ce lo impone l’Europa!!!

A noi (San Fermo della Battaglia – Como), è arrivata una circolare (il testo della circolare in fondo all’articolo) che obbliga le farmacie a mettere l’importo del sacchetto nello scontrino rilasciato al cliente. Costo da 1 a 10 centesimi, a seconda della grandezza.
10 centesimi che si possono anche scontare al cliente, ma che vanno scontrinati comunque.
Fermiamoci a pensare e cerchiamo di guardare oltre quel che i governanti cercano di farci vedere:

Ce lo impone l Europa?
Ma quanto ritorna allo Stato di Iva, visto che da ora nei bilanci delle farmacie (e dei supermercati) figurerà la voce shoppers, costo 10 centesima di cui iva al 22%?
Quanti sacchetti escono ogni giorno anche solo dalle farmacie italiane?
Noi giudichiamo solo ciò che è di nostra competenza, avanzando i nostri dubbi e nella speranza di venir smentiti da chi è più competente di noi in materia.

Facciamo i calcoli: 200 sacchetti al giorno in media per ogni farmacia italiana a 10 centesimi di cui il 22% di Iva – che si faccia pagare o meno al cliente accreditandoglielo sotto forma di decimo di punto in fidelity card, se il cliente viene in farmacia con un proprio sacchetto in cotone).
Quanto fa?

Ve lo diciamo noi: tanto! Tantissimo!
Un fiume di soldi che ogni 16 del mese, all’atto del pagamento dell’ f24 dell’Iva, si riverserà in ogni modo dalle farmacie italiane all’erario di Roma, e da qui a Bruxelles.
Altro che rispetto della natura!
Forse sarebbe ora che si cominciasse a rispettare di più l’intelligenza del consumatore europeo, che viene spremuto come un limone.

 

Circolare Federfarma

ALLE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI

ALLE UNIONI REGIONALI

PRECEDENTI: Circolare Federfarma prot. n. 11802/370 del 10 settembre 2014 e prot. n. 5679/154 del 12 aprile 2013.

Questa Federazione aggiorna le organizzazioni in indirizzo, sulla questione della commercializzazione dei sacchetti di plastica e del relativo apparato sanzionatorio.

Nell’ambito del Decreto-Legge 20 giugno 2017 n. 91 recante tutt’altro oggetto, ossia “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”, convertito con la Legge 3 agosto 2017 n. 123, è stato introdotto l’art. 9-bis concernente “Disposizioni di attuazione della direttiva (UE) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015, che modifica la direttiva 94/62/CE per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo delle borse di plastica in materiale leggero. Procedura d’Infrazione n. 2017/127” (allegato n.1).

In sostanza, il legislatore per porre fine alla procedura d’infrazione scattata per non aver recepito entro il 27 novembre 2016 la Direttiva 2015/720 sulla riduzione dell’utilizzo delle borse di plastica in materiale leggero, è intervenuto con il Decreto-Legge 91/2017 per recepire la direttiva in questione, andando direttamente a integrare e modificare il Decreto 152/2006 il cd. “Decreto-Ambiente”, inserendo nuovi articoli e nuovi commi.

Le novità

Prima di precedere ad un commento tecnico sull’argomento in oggetto, si ritiene necessario premettere che la più importante novità pratica per la farmacia è rappresentata dall’impossibilità di fornire gratuitamente le borse di plastica alla clientela in quanto il prezzo di vendita di qualunque tipo di borsa di plastica fornita alla clientela deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Ciò premesso e per una immediata comprensione del quadro normativo e dei suoi riflessi pratici per le farmacie, si ritiene utile allegare un prospetto (allegato n. 2) elaborato da Assobioplastiche e Confcommercio che riepiloga le tre tipologie di buste di plastica previste dalla normativa.

Il primo gruppo di tale prospetto è quello delle borse per alimenti sfusi (ossia a diretto contatto con gli alimenti) e che non riguardano le farmacie. Proprio in riferimento a tale categoria di buste di spessore inferiore a 15 micron, definite “ultra-leggere”, la direttiva 2015/720/UE ha inteso avviarne la progressiva riduzione in quanto costituiscono un significativo impatto per l’ambiente.

Con il nuovo articolo 226-ter aggiunto nel D.Lgs. 152/06 anche il nostro paese ha recepito tali obiettivi volti alla progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero da realizzarsi secondo precise modalità e tempistiche:

a) dal 1° gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento;

b) dal 1° gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50 per cento;

c) dal 1° gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60 per cento.

Tali borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.

Il secondo gruppo del prospetto allegato è quello costituito dalle borse biodegradabili e compostabili che riguarda direttamente le farmacie in quanto si tratta di quelle borse che solitamente vengono fornite al cliente dalla farmacia per consentire il trasporto dei diversi prodotti acquistati (medicinali, cosmetici, integratori, prodotti per l’infanzia, ecc.)

Occorre ribadire che anche tali borse di plastica biodegradabili e compostabili non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.

Infine il terzo gruppo di buste di plastica riportato nel prospetto e che normalmente non sono presenti in farmacia è costituito dalle borse di plastica riutilizzabili che rispondono esclusivamente ai requisiti tecnici di seguito riportati che corrispondono a quelli indicati dal precedente D.M. 18.3.2013 (cfr. Circolare Federfarma n. 154 del 12/4/2013):

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna:

– con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

– con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari.

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna:

– con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%, fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

– con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari.

Anche per queste borse non è possibile la cessione gratuita ed il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Come riconoscere il sacchetto “biodegradabile e compostabile” conforme alle norme

Tenuto conto che la tipologia di borse di plastica utilizzata dalle farmacie è nella maggior parte dei casi costituita da quelle “Biodegradabili e compostabili” è opportuno che le farmacie, come peraltro già fanno da tempo, si accertino della conformità di tale tipologia di sacchetti alle norme di legge già al momento dell’acquisto da parte del fornitore. Al fine di evitare l’acquisto di materiale che potrebbe rivelarsi non conforme ai requisiti vigenti si ritiene opportuno chiedere ai propri fornitori l’assicurazione scritta (eventualmente utilizzando il fac-simile, allegato n. 3) che i prodotti ordinati siano conformi a quanto disposto dalla nuova normativa.

Nell’intento di agevolare coloro che intendono effettuare un controllo sulla rispondenza delle buste biodegradabili e compostabili, proposte dai diversi fornitori o già acquistate, con i requisiti normativi vigenti, si segnala che tra i sacchetti che non possono essere commercializzati ci sono in particolare quelli con le seguenti diciture: “biodegradabili al 100%” (o anche solo “Bio”, “Biodegradabile”); “ECM Biodegradabile” o “Sacchetto con additivo ECM”; sacchetto con additivo “EPI”; sacchetto “D2W” o sacchetto con additivo “D2W”.

E’ opportuno chiarire che biodegradabile non necessariamente vuol dire compostabile. I sacchetti in plastica additivati con ECM o con altri additivi (es., d2W o EPI), su cui sono riportate affermazioni di biodegradabilità, non sono conformi alla normativa vigente, anche se talvolta vengono persino spacciati per compostabili quando non lo sono, ed addirittura talvolta sono riportate, in questi sacchetti, scritte che invitano ad utilizzarli per la raccolta dei rifiuti organici.

Nonostante i richiami all’ecologia, questi sacchetti non sono conformi alla normativa in quanto appunto non compostabili secondo i requisiti dello standard UNI EN 13432:2002. Per capire se un sacchetto è legale o meno, occorre leggere le diciture che, come previsto dal nuovo comma 3-bis dell’art. 219 del D.Lgs. 152/06, il produttore deve necessariamente riportare sulla busta, per attestare i requisiti in esame, ossia ad esempio, “compostabile” e “rispetta la normativa UNI EN 13432” o “Sacco biodegradabile e compostabile conforme alla norma UNI EN 13432:2002. Sacco utilizzabile per la raccolta dei rifiuti organici” ecc.

Per maggiore sicurezza occorre cercare sul sacchetto i marchi degli organismi certificatori accreditati che attestano la certificazione della biodegradabilità e della compostabilità, come ad es. “OK Compost”, “Compostable” e “Compostabile CIC”.

SANZIONI

Con alcune modifiche apportate all’articolo 261 del D. Lgs 152/2006 è stata quindi riportata all’interno del Decreto Ambiente la disciplina sanzionatoria già prevista dalla normativa previgente (in vigore dal 21 agosto 2014 come previsto dalla Legge 116/2014 commentata con Circolare Federfarma n. 370 del 10 settembre 2014).

Chi commercializza borse di plastica per il trasporto che non corrispondano alle caratteristiche previste dalla norma è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro. Analoga sanzione colpisce chi commercializza i sacchetti “ultraleggeri” non rispondenti alle caratteristiche del nuovo articolo 226-ter del D. Lgs 152/2006.

La sanzione è aumentata fino al quadruplo del massimo (100.000 euro) se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto o un valore della merce superiore al 10% del fatturato del trasgressore, nonché nel caso di utilizzo sulle borse di diciture o altri mezzi elusivi degli obblighi previsti dalla normativa. All’accertamento delle violazioni provvede, d’ufficio o su denuncia, la polizia amministrativa.

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Sinistri e radicali non si rassegnano al naufragio della Jus soli

Nonostante la stragrande maggioranza degli italiani, di clandestini, onlus assistenziali e leggi integrative forzose non vogliano più sentir parlare, la sinistra parlamentare non si rassegna, e spera che il Presidente della Repubblica sposti la data di scioglimento delle camere in modo da poter approvare l’iniqua legge a colpo di maggioranza, attraverso la fiducia.

Ma – ci si permetta obiettare – una legge come lo Jus soli, dovrebbe essere una di quelle leggi che, per venire approvate, siano in grado di raccogliere la stragrande maggioranza dei voti parlamentari in una logica bipartisan.
Viceversa, nonostante il Paese sia diviso in due e la maggioranza degli italiani abbia chiaramente fatto capire di non volerla, la parte politica che ci ha governato nell’ultimo lustro, cerca di imporcela con ogni mezzo, anche a colpi di maggioranza.
Come se una legge di questa portata fosse eticamente corretto approvarla con una sorta di blitz.
Ecco, questa è la cosa più scandalosa di Boldrini e Grasso – le due massime cariche dello Stato dopo Mattarella – e compagnia bella: non possiedono il benchè minimo rispetto per chi abbia una visione del mondo differente dalla loro.
Ricordiamocene quando andremo a votare in primavera.

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