Il Treno perso della Meloni

La nostra impressione è che sul referendum per l’indipendenza di Lombardia e Veneto, la Meloni abbia dimostrato ancora una volta il sua visione romano – centrica, perdendo un’occasione d’oro per smarcarsi dal quello che fu il Movimento Sociale italiano, con la sua matrice corporativista e centralista.

Ciò, sempre a nostro avviso, si può spiegare unicamente col fatto che il segretario di Fratelli d’Italia, dei problemi del nord, non ne sa nulla.

E questa è una responsabilità grave, perchè significa che la Meloni non riesce o non vuole allargare i propri orizzonti, preferendo coltivare l’orticello romano, l’unico nel quale ad oggi abbia raccolto in maniera significativa.

Del resto -ricordiamo- anni fa, non scese in piazza in difesa del salario accessorio dei dipendenti comunali che Renzi ( il buffone Renzi) aveva minacciato di congelare?
Un tentativo di imbonirsi la pressochè totalità del voto degli statali, in particolare dei dipendenti del comune di Roma, in cui Ella ambiva candidarsi a sindaco, prima ancora che scoppiasse lo scandalo che avrebbe poi travolto il sindaco PD in carica, tal Marino.

Quindi, secondo noi, non sostenendo il voto referendario plebiscitario, la Meloni ha perso un’occasione per smarcarsi dall’ottusità preconcetta che vuole sensata l’esistenza di un sistema che vede le comunità virtuose del nord condannate a mantenere in perpetuo sprechi e parassitume vario della peggior Italia.

vittorio belluso e altri autori

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

W la Lombardia e W chi ha votato!

Referendum a San Fermo e Cavallasca: affluenza più che ottima e voto plebiscitario per il SI

Affluenza: ha sfiorato il 50% in una sezione cavallaschina

I gufi sinistroidi e la diocesi di Como (che si era subdolamente espressa per l’astensionismo) sono serviti: il referendum per l’autonomia lombarda non solo non è stato un flop, ma un successo di prima grandezza.

Un segnale che deve arrivare forte e chiaro ai nostri politici romani: la Lombardia paga troppe tasse e vede ritornare troppo poco di quel che paga in opere e servizi sul proprio territorio, laddove altre regioni, specie del sud, vivono di assistenzialismo di Stato in cambio del voto.

Il risultato di ieri sera va letto fino in fondo e stiamo aspettando ancora i risultati definitivi, ma possiamo dirVi che ieri alle h 21, nei seggi della località Cavallasca (San Fermo della Battaglia) l’affluenza oscillava dal 37% al 42%, cosa che lascia sperare che, alle h 23, la soglia psicologica del 50% sia stata raggiunta o quantomeno sfiorata: un ottimo risultato, visti i tempi di sfiducia diffusa verso le istituzioni!

Coi comunisti e la parte del clero bergogliana contro, il 40 – 45% di San Fermo è un ottimo risultato. Più del referendum renziano sulle trivelle.

Per quanto poi concerne il debutto del voto elettronico, da taluni criticato per il costo che la regione ha dovuto affrontare per implementare gli i-pad, risponderemo che essi verranno buoni anche le prossime volte, e che così i brogli del passato non succederanno più (anche a livello locale, ci piacerebbe che il voto elettronico venisse sfruttato anche per l’elezione dei sindaci) e lo spoglio è immediato.

Quindi W la Lombardia e W chi ha votato!

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

La settimana politica sanfermina

La settimana che si chiude oggi, col voto consultivo referendario che chiede un minimo di indipendenza fiscale per la Lombardia, in modo che essa possa godere di maggiori risorse rispetto ai 7 miliardi e rotti del bilancio attuale per opere e servizi da realizzare sul proprio territorio, senza vedere circa il 90 % delle proprie risorse fiscali prendere la via di Roma per non tornare mai più (come accade oggi: residuo fiscale a 58 miliardi euro), è stata una settimana interessante.

Vediamo insieme gli episodi salienti

1 è stata istituita dal sindaco una commissione municipale che si occuperà della sicurezza.

Un argomento da me personalmente caldeggiato e mai trattato nello specifico fino ad oggi che il sindaco -bontà sua- ha accolto.

Non so se per crisi di coscienza o per semplice moto compassionevole, … sta di fatto che in detta commissione farà parte anche il sottoscritto che, conseguentemente, ricoprerà un ruolo, sia pur marginalissimo, all’interno dell’organigramma comunale.

2 Domani scade il termine fissato dal sindaco per risolvere l’annosa questione dei lavori di urbanizzazione mai realizzati nel quartiere di via Borsellino a Cavallasca.
Lottizzanti e residenti dovranno giocoforza trovare un accordo, altrimenti la palla passerà agli avvocati ed alle assicurazioni.

3 Non si è ancora spento l’eco della lettera anonima che il sottoscritto ha ricevuto e per la quale ha sporto denuncia querela.

I Carabinieri stanno indagando, e le missive sono state fatte visionare ad un esperto calligrafico.
Si è appurato che la persona autrice delle missive stracolme di strafalcioni e ingiurie, è la stessa che in passato ha inviato lettere dai contenuti similari al povero ex sindaco e all’ex prevosto.
Conseguentemente il cerchio si sta stringendo attorno alla squallida persona, e sarà nostra cura, non appena avremo il piacere di  conoscerne il nome, di pubblicarlo unitamente al cognome, ma non prima di averle chiesto un risarcimento commisurato alle infamie contenute in tutte le missive inviate, comprese quelle non indirizzate al sottoscritto.

Bene, credo che sia già tutto, auguro una buona domenica a tutti e mi permetto di esortarVi ad andare a votare il referendum, ricordandoVi che la tessera elettorale non è necessaria, essendo il referendum di tipo consultivo.

vittroio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Escrementi per i condomini di via Borsellino

Dopo le rimostranze dei condomini di via Borsellino verso chi non ha ultimato i lavori di urbanizzazione promessi e concordati, rimostranze confluite su questo blog con articoli specifici di denuncia della situazione incresciosa venutasi a creare, stanotte, ignoti, hanno depositato degli escrementi alla base delle cassette della posta dei residenti che chiedono al sindaco l’impugnazione delle fidejussioni.

Dopo i colpi di pistola sparati alle finestre del sindaco, le lettere anonime diffamanti e ingiuriose spedite all’ex parroco, all’ex sindaco e al sottoscritto,  il paese si rivela ancora una volta nel suo lato peggiore.

Ciò consacra la nostra battaglia.
Una battaglia di opinione contro una determinata mentalità, cialtrona, disonesta e ignorante.
Che ognuno si metta una mano sulla coscienza e si interroghi se e in che misura, anche con la semplice omertà, abbia contribuito o contribuisca a che certi episodi accadano.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Effetto fusione: più sicurezza sulle strade anche alla sera, grazie ai pattugliamenti della Polizia Locale

Che piacere ieri sera, a spasso a piedi per Cavallasca, il constatare che una nostra pattuglia della Polizia Locale stava facendo il suo giro di perlustrazione attorno a Via per Montano.
Non solo, i due ‘angeli’ si fermavano, ma scendevano dall’auto paletta in mano, e subito, come per magia, le auto rallentavano fin quasi a fermarsi.
Con la sola presenza!

E allora, diremo noi, se basta la presenza di due bravi vigili urbani a far desistere gli aspiranti Niki Lauda, certamente il vedere l’auto con la luce blu sul tetto e la scritta POLIZIA LOCALE ben visibile e rifrangente sulla fiancata dell’auto, ha il potere di far scappare anche i malintenzioanti sempre in cerca di un appartamento da depredare.

Insomma, quel che vogliamo testimoniare, è che San Fermo e Cavallasca, con la fusione, ci hanno guadagnato anche e soprattutto in sicurezza.

Ora i fondi per retribuire adeguatamente i nostri vigili ci sono, e quindi essi esercitano al meglio la loro professione, a vantaggio di noi tutti, anche grazie -va detto-ad un sindaco sensibile all’argomento sicurezza, tanto che ha istituito una commissione nel merito.

Un difficile lavoro, quello dei nostri vigili, che fanno bene, perché nel farlo ci mettono passione.
Lo spirito che muove e motiva la nostra Polizia Locale è quello del far sentire tutti quanti un po’ più sicuri. (La famosa sicurezza percepita, che è forse addirittura più importante di quella reale).

E, posso garantirlo perchè ieri sera l’ho visto di persona, ci riescono a infonderci un piacevolissimo senso di protezione!

Spesso i nostri agenti si sentono dire “Grazie”dalle persone che incontrano, e in questi tre anni ne hanno ricevuto tanti.
ieri sera anche il nostro.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Perchè domenica occorre recarsi a votare

Fra le 1001 una ragioni per cui domenica dovremmo tutti quanti recarci a votare il referendum, è la sua apoliticità.

Infatti, ci sono anche fior di sindaci del PD che approvano e sostengono il referendum.
Non é questione di simpatie o appartenenze a dx come a sx, ma di buon senso e volontà per i lombardi (e i veneti) di smettere di venire usati a mo’ di mucca da latte da uno Stato centrale parassita e clientelare.

A quanti poi criticano l’investimento che la Regione Lombardia ha dovuto sostenere per implementare il voto elettronico, rispondiamo che gli stessi aggeggi serviranno anche per la prossima volta.

Il mondo va avanti al pari passo della tecnologia e così i brogli e le interpretazioni di voto, sempre presenti ad ogni votazione grazie alla slealtà ed alla malafede talvolta presente in chi è deputato allo spoglio dei voti cartacei, vengono annullate.
Il residuo fiscale lombardo ha raggiunto la stratosferica cifra di 54 mld di euro.
La Lombardia non è un mucca da latte che serve a tenere in piedi uno Stato che spreca risorse comprando consensi attraverso il voto di scambio.

La crisi italiana è essenzialmente strutturale. Mettiamocelo bene in testa.
Prima mandiamo fuori dalle scatole chi ci dissangua e meglio sarà per tutti.
Prima ci decideremo a dare il nostro consenso in funzione di ciò che riteniamo più giusto e meritorio (e non più utile per il nostro orticello) e prima l’Italia potrà tornare a sperare in un futuro meno buio di quello che ci aspetta.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Il dubbio del sindaco

La settimana che è in corso è cruciale per la risoluzione dell’annoso problema del quartiere di via Borsellino.
Il sindaco, nella ultima riunione avuta coi lottizantie e coi residenti del quartiere, ha dato tempo una settimana alle parti per trovare un accordo.
I denari che mancano all’appello per ultimare i lavori sono tanti, e nessuno vuol pagare di tasca propria.

I lottizanti, (almeno quelli che hanno avuto il coraggio e l’onestà di presentarsi alla riunione), sostengono che i soldi che mancano all’appello sono il frutto di un lotto la cui proprietà non ha onorato gli impegni, gli acquirenti di casa, da parte loro, sostengono a ragion veduta che quanto hanno pagato comprendeva delle opere che non sono state poi realizzate come da contratto firmato e sottoscritto con atto notarile, e che, quindi, non tocca a loro porvi rimedio.

Le fidejussioni bancarie, le assicurazioni, del resto, sono contemplate dalla legge proprio a tutela di chi compra una casa sulla carta, e quindi esse sono l’unico strumento per far si che poi, costruttori senza scrupoli né dignità, si approfittino della buona fede dei compratori per poi non portare a termine le opere, chiudere ad arte l’attività pilotandone il fallimento una volta fatto il rogito, e, quindi, darsi alla macchia, per poi, con ogni probabilità, aprire una nuova società pronta a fare lo stesso gioco sporco con altri.

Il problema, a nostro avviso, è nazionale.

La legge consente a simili speculatori di operare in tal maniera e poi farla franca.

Ora, per il sindaco, si tratta di decidere: impugnare le fidejussioni o ‘tirare in là‘, aspettando improbabili accordi fra le parti.
Una scelta difficile, ne diamo atto. Una scelta che la precedente amministrazione non ha voluto o saputo prendere.
Ma è proprio da questi passaggi cruciali che si vede la bontà o meno di un’amministrazione, il suo coraggio, la sua volontà o meno di porre rimedio alle questioni che regolano il vivere civile di una comunità.

Non ce ne vogliano i lottizzanti onesti, coloro che non hanno speculato, ma la nostra propensione, lo avrete tutti capito, è per impugnare il contratto e procedere per vie legali.
Non vediamo più margine per trovare un’altra soluzione.

Gli acquirenti del nuovo quartiere hanno diritto di vedere i propri diritti rispettati e di vivere in un quartiere urbanizzato, e sul quale, fra l’altro, ormai da anni pagano le tasse.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Chiesti ai residenti del nuovo quartiere di via Borsellino 208.000 euro per ultimare le opere

Tramite una pseudo-lettera di convocazione inserita nella cassetta delle lettere qualche giorno fa, senza intestazione e firma, quindi totalmente anonima, noi proprietari di casa siamo stati convocati nella sala della parrocchia (perchè in parrocchia e non nella sede naturale che avrebbe dovuto essere, cioè il Municipio, è cosa incomprensibile per noi), ove si è svolta venerdì sera una riunione dei lottizzanti e dei nuovi proprietari del quartiere nato tra via Borsellino e via Cavour a Cavallasca (Fraz. Di S.F. della Battaglia).
Come da precedenti articoli di questo blog, l’argomento sono le opere di urbanizzazione che per l’ennesima volta si sono arenate nella suddetta zona.

Ricapitoliamo la situazione per le tre figure in gioco:

– Il sindaco si è limitato a constatare la situazione e sottolineare che il tempo è scaduto e che le opere devono essere eseguite, e subito, altrimenti dovrà procedere con la richiesta delle Fidejussioni. (Ma in fase di campagna elettorale, i toni che aveva usato erano stai tutt’altri, lasciando intendere che i lavori di urbanizzazione con lui al timone sarebbero stati finalmentre ultimati.

– I lottizzanti, per ridurre i costi ed evitare ritorni diretti dell’assicurazione che sbloccherà le fidejussioni, sono dell’idea di mettere mano al portafogli per concludere le rimanenti opere del PL previsto e mai terminato. (riattualizzato per un totale di 208.000 € che con sconti e lavori effettuati risulta avere un rimanente di circa 140.000 € per le rimanenti asfaltature e spostamento di una tubazione).

– i proprietari non sembrano dello stesso avviso avendo già pagato in fase di acquisto della propria abitazione le opere di urbanizzazione come evidenziato da atto notarile e consci del fatto che mettere mano al portafogli non implicherebbe automaticamente la realizzazione delle opere ed inoltre sicuri che la (certa) non totalità delle adesioni implicherebbe un ulteriore sforzo economico vanificando ogni altra azione diversa da quella di escutere le fidejussioni.

Da sottolineare che i lottizzanti, senza giustamente nessun tipo di comunicazione ai proprietari non essendo essi lottizzanti come sottolineato ieri sera, si erano riuniti in presenza del Sindaco (documento protocollato con numero in data 4 maggio 2017), decidendo di non escutere le fidejussioni in quanto Edilgest si impegnava al completamento delle opere che, per imprecisati motivi, si sono poi di nuovo arenate.

Da qui il sindaco, sempre sotto richiesta dei lottizzanti di non procedere con le fidejussioni, ha concesso altro tempo per trovare una soluzione che è risultata vana fino all’ultimatum di ieri sera: entro una settimana o c’è una soluzione alternativa o si eseguirà la richiesta delle fidejussioni.

Una volta richieste le fidejussioni, l’assicurazione andrà a rifarsi sulle aziende lottizzanti (già individuate in numero di tre per migliore situazione finanziaria) e non sui privati, su cui si potranno in seguito rifare le stesse aziende se lo riterranno opportuno e se riterranno esserci margine di azione legale in merito.

Insomma, nonostante il tempo, le promesse pubbliche e le varie e poco chiare situazioni che si sono verificate in questi anni, gli abitanti del nuovo quartiere non solo vivono in uno stato non proprio idilliaco ma si sentono anche sotto “processo” da chi avrebbe dovuto controllare e difenderli e da chi doveva effettuare le opere in questione.

Un cittadino deluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Le parrocchie di S.Fermo e Cavallasca verranno accorpate

Presto tutto cambierà

Nel volgere di un tempo inferiore a quella che può concepire la nostra immaginazione, le parrocchie di San Fermo della Battaglia e di Cavallasca verranno accorpate, sulla falsa riga di quanto già avvenuto per i due municipi.

La decisione vescovile è nell’aria, e noi già ne avevamo parlato un paio d’anni fa in un nostro articolo quando il Vescovo era ancora Coletti.
Ma ora pare che questa decisione, per altri versi ineluttabile e scontata, sia ad un passo dall’essere presa dal nuovo Vescovo Oscar.

Con ogni probabilità il parroco di Cavallasca -Don Teresio- proseguirà il suo iter di approfondimento spirituale e migrerà verso altri e più altolocati lidi.
Non ci è dato sapere se il parroco attuale della parrocchia di San Fermo resterà ed allargherà la propria sfera di influenza con l’acquisizione della parrocchia di Cavallasca.

Conseguentemente a ciò, sulla falsa riga di quanto già avvenuto a Parè e Drezzo, frazioni di Colverde, le S.S. Messe saranno ridotte perchè in comune, con la messa della domenica mattina a San Fermo e quella del pomeriggio a Cavallasca e o viceversa.

Tutto ciò non deve sorprenderci.

Queste sono decisioni obbligate che i vari Vescovi italiani stanno prendendo sulla scia del calo delle vocazioni, che fanno si che trovare un parroco di etnia italiana sia diventato difficilissimo

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Una chiesa senza parcheggio crea problemi a tutta la comunità

Dunque, per tramite di questo detestato ma lettissimo blog, siamo a segnalarVi un altro fatto accaduto nei giorni scorsi e di cui – state certi – nessuno al di fuori di noi avrebbe mai il coraggio di parlarne.

Ci riferiamo alla maleducazione imperante che alcuni frequentatori delle SS. Messe dimostrano di possedere nel momento in cui, per recarsi alla funzione, così come ad una eventuale processione, non esitano ad occupare con la loro auto spazi altrimenti destinati, o al fine commerciale (vedi parcheggio del Centro Servizi inusabile al sabato pomeriggio dai clienti nell’ora della SS Messa), o al fine abitativo, come ben sanno i residenti della adiacente via Sarfatti che la settimana scorsa si sono visti ‘portare via’ da coloro che avevano deciso di recarsi in auto alla chiesa per poi andare a piedi a fare la processione (ma non facevano prima a recarvisi direttamente a piedi lasciando l’auto a casa propria?).
Molti residenti di via Sarfatti, ora, sono inferociti con l’amministrazione perchè multati durante la processione per divieto di sosta.

Fra questi anche una amministratrice a suo tempo da noi sostenuta con scarsi risultati, ignara del fatto che fossero stati chiamati i vigili per dare le multe nel giorno della processione.
I residenti – si dà il caso – erano stati costretti a lasciare la propria auto in parcheggi che definiremo ‘provvisori ‘ a causa del fatto che tutta la via era satura delle auto dei partecipanti alla funzione.
Alcuni di loro si ripromettono, d’ora in poi, di parcheggiare sul sagrato, come solitamente fa il parroco, con un bel foglietto sul parabrezza con scritto: “sono un fervente cattolico e sto partecipando alla funzione” – in questo modo – sono convinti, il buon sindaco chiuderà un occhio e non elargirà loro la multa.
Secondo noi il problema è risolvibile in due sole maniere:

1 creare su esempio delle città una sorta di ZTL in cui, tramite strisce gialle, i residenti delle vie limitrofe alla chiesa possano godere di posti loro riservati.

2 La parrocchia deve intervenire: ha uno spazio molto grande praticamente in disuso subito dietro la ex casa del parroco oggi abbandonata.
Quindi è il caso che questo spazio sia adibito a parcheggio per i fedeli, perchè non è giusto che coloro che vanno in chiesa (che sono comunque una minoranza fra tutti i cittadini che pagano regolarmente le tasse), creino problemi di intralcio alla circolazione e di svogimento delle attività lavorative.
Il parroco, che per primo è solito parcheggiare la propria auto sul sagrato, dia il buon esempio e si adoperi per risolvere il problema.

Parcheggiare l’auto ‘ad cazzium’ quando ci sono le SS Messe facendo poi prendere le multe ai residenti delle zone limitrofe, non fa onore né alla parrocchia né al Comune che finge di non vedere il problema.
Ripetiamo, dietro la parrocchia, i posti auto ci sarebbero se solo si sfruttassero gli spazi esistenti, ma nessuno fa nulla.
Cosa fa il parroco?
E’ da lui che ci aspettiamo una iniziativa tendente -una volta per tutte – a risolvere l’annoso problema.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Contrordine, la distribuzione dei sacchi sarà effettuata ancora a villa Imbonati

Ci giunge ora la notizia del contrordine da parte delle nostre istituzioni.
Forse consce  della scemenza che stavano per fare (e delle giustificate polemiche che ne sarebbero conseguite), ci hanno ripensato.
La distribuzione dei sacchi dell’immondizia per i residenti di Cavallasca resterà a Villa Imbonati ad opera dei volontari e saranno presenti i tradizionali banchetti per le offerte sia della Croce Rossa che del Gruppo Sportivo.
Verrà omaggiato il tradizionale calendario del GS, che, a questo punto, verrà redatto.
Ancora una volta, questo blog è riuscito là dove, con le suppliche e le buone maniere, altri avevano fallito.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Tutto accentrato su San Fermo, Cavallasca sempre più marginale

Guerra dei calendari per un altro schiaffo alle tradizioni

Secondo le nostre informazioni, i sacchi per la raccolta dell’immondizia per l’anno entrante (2018) saranno distribuiti solo a San Fermo, presso la sede della Croce Rossa.
Quindi la tradizione ventennale del calendario del Gruppo Sportivo distribuito dai volontari presso villa Imbonati ai residenti di Cavallasca, andrà perduta.

La nostra speranza è che dietro a questa scelta che non esitiamo a definire improvvida, non vi sia altro che la volontà di favorire economicamente  la Croce Rossa di San Fermo a discapito del Gruppo sportivo di Cavallasca.
Infatti sappiamo tutti fin troppo bene che dove c’è un banchetto di distribuzione dei sacchi, poi ce n’è sempre un altro per le offerte che, immancabili, arrivano copiose per la ‘buona causa’.
E questo ben lo sanno gli organizzatori.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

… e se fosse domani il 9 Ottobre 2016?

Di Alessandro Carughi su fb

Cari Amici, Care Amiche,

Esattamente un anno fa , oggi, sarebbe stato l’ultimo giorno da Cavallaschini. Ultimo giorno perché domani appunto saremmo andati a votare per l’avvenuta fusione. Ma oggi è tempo di tirare almeno le prime conclusioni; vale a dire che su 6432 aventi diritto al voto (di domani) solamente 2903 si sarebbero presentati alle urne. Non entro nel merito ne del Si e nemmeno del No; ma in campagna elettorale (pre-fusione) sentivo dire cose di questo genere :

-avremo maggiori impiegati comunali e potenzieremo il servizio , quando invece alcuni per non dire molti hanno chiesto il trasferimento e non sono stati rimpiazzati

-interverremo in maniera ordinaria e straordinaria nella manutenzione della cosa pubblica e sulla sicurezza, è notizia di pochi giorni fa che è saltata una conduttura dell acqua potabile in via Mazzini .. eppure con i soldi dell avvenuta fusione si poteva iniziare a fare degli interventi di manutenzione programmata al nostro acquedotto; come fece , e gliene do atto, Ronchetti che riuscì a diminuire di molto la dispersione. Non ho visto nemmeno interventi di asfaltatura nelle vie che necessitano appunto di un bel nuovo manto stradale eppure i soldi ci sono.. Ho visto tanti dossi in qualsiasi caso esagerati ma talvolta ,non lo nego , molto utili. Ho visto tanti Velobox deturpare il paesaggio del mio paese , ma mai elevare una contravvenzione in quanto , è ora di chiarirlo , sono fuori norma.

Ho visto tanto , e tanto ancora vedrò peccato però che sono rimasto fuori dalle varie commissioni , io come molti altri della ex commissione Cavallasca. Nella quale siamo riusciti con forza ed onesta ad ottenere molto , l’ultima e più visibile è stata l’acquisto dello scuolabus. Ognuno di voi tragga le proprie conclusioni , non spetta a me farlo …
Ma se fosse domani il 9 Ottobre 2016?

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Blog di informazione locale