750 mila buoni motivi per non fidarci di Mascetti

Che fine hanno fatto gli incentivi dello Stato previsti per questo mese?
Perchè le autorità non ci dicono niente nel merito?

Il punto più importane di quello che è stato tutto il macchinoso ma velocissimo progetto di fusione di Cavallasca in San Fermo è stato il garantire alla popolazione di Cavallasca, ed in particolar modo alle famiglie più bisognose, un regime fiscale calmierato e ragionevole, un regime di tasse che l’incapacità dirigenziale della precedente amministrazione non avrebbe mai più potuto garantire, subissata com’era di debiti.

Per ottenere 750 mila euro all’anno per 10 anni, tutta quanta l’amministrazione precedente cavallaschina ha rinunciato anzitempo al proprio mandato.
Passi per la maggioranza, ma così ha fatto anche la nostra opposizione, visto che la lista risalente a Riccardo Gagliardi- Cavallasca Futura – la fusione  per incorpirazione l’ha avversata fin dal primo momento.
Ora, fatto questo doveroso ‘cappello’, vengo al punto:

– che fine hanno fatto gli incentivi dello Stato che ci erano stati promessi per i primi di questo mese di maggio?

– Perchè la stampa locale, anziché parlare di questo passaggio FONDAMENTALE, pubblica articoli molto più simili a minispot elettorali pro Mascetti che a degli articoli veri e propri?

– Perchè il sindaco non ci spiega come intende spendere questi stramaledetti soldi per i quali il sottoscritto (tanto per fare un esempio a caso) ha rinunciato anzitempo al proprio mandato, lasciando suo malgrado senza rappresentanza tanta gente?

–  Quando arriveranno le 750 mila euro dello Stato?

– Quando verranno rimesse a posto le strade oggi ridotte a pezzi di gruviera?

– Ultimati i lavori di urbanizzazione del nuovo quartiere di via Borsellino?
-Collegata la comunità con l’Ospedale St. Anna attraverso il servizio di trasporto pubblico?
-Ripresa dall’oblio a cui è stata consegnata la prestigiosa villa Imbonati, ora aperta solo in concomitanza degli orari di una biblioteca degradata al ruolo di custode della villa?
Una biblioteca che, fra l’altro, non avrebbe più motivo di esistere perchè doppione di un’altra infinitamente più fornita e funzionale?

… Ecco, a queste domande noi cavallaschini esigiamo che ci vengano fornite risposte.

Fino ad allora, cioè fino a quando non ci verrà fornita una risposta scritta ed esaudiente, la nostra consegna è:
né coi post-comunisti, né coi democristiani. L’11 giugno stiamo a casa.
Fino a nuovo ordine … non andiamo a votare!

vittorio belluso

 

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Prima viene San Fermo

Cavallasca ormai ridotta a periferia di San Fermo

La foto è relativa a stamattina: come si può vedere l’erba è alta e la ex sede del Municipio appare vuota …nessuna auto attorno … l’abbandono lo tocchi con mano.
Eppure in questi giorni dovrebbero  essere arrivati € 750.000 di incentivi per l’avvenuta fusione. ( Ma nessuna informazione in merito ci è stata fornita).

Soldi che King Pier si arroga il diritto di decidere lui dove come e quando e se investirli.
Io dico che noi cavallaschini abbiamo il diritto di esigere una altro atteggiamento, un altro rispetto.
Almeno metà di questi stramaledetti soldi DEVE essere investito sul nostro territorio, sotto forma di rifacimento di strade e servizi.
Non certo per darli in dote alla già ricca chiesa.

I cavallaschini hanno rinunciato alla propria sovranità pur di vedere le esose tasse abbassarsi, i servizi mantenuti e il paese tenuto in buon ordine.
A 5 mesi dalla avvenuta fusione la realtà è sotto gli occhi di tutti: i cavallaschini sono a tutti gli effetti considerati cittadini di serie B.

Prima viene San Fermo!

vittorio belluso

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9 maggio: Anniversario proclamazione dell’Impero

Il memorabile discorso di Mussolini per la proclamazione dell’Impero.

Oggi 9 Maggio 1936, XXJV anno dell’Era Fascista un grande evento si compie.
L’Italia ha finalmente il suo Impero.
Impero Fascista perchè porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del Littorio romano, perchè questa è la meta verso la quale durante quattordici anni furono sollecitate le energie prorompenti e disciplinate dalle giovani e gagliarde generazioni italiane.
Impero di pace perchè l’Italia vuole la pace per sè e per tutti e si decide alla guerra soltanto quando vi è forzata da imperiose incoercibili necessità di vita.
Impero di civiltà e di umanità per tutte le popolazioni dell’Etiopia. Questo era nella tradizione di Roma, che dopo aver vinto, associava i popoli al suo destino.
Ufficiali, sottufficiali, gregari di tutte le Forze Armate dello Stato. in Africa e in Italia, Camice Nere, Italiani e Italiane, il Popolo italiano ha creato col suo sangue l’Impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.
In questa certezza suprema levate in alto, legionari, le insegne, il ferro e i cuori a salutare, dopo quindici secoli, la riapparizione dell’Impero sui colli fatali di Roma.

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Francia al servizio della bilderberg

…cioè … fateci capire … La Le Pen sola contro tutto il sistema, sola contro i poteri forti, le banche, i giornali, le tv e dio sa quanto altro, sola anche contro il rinnegato Fillon che ha esortato a votare per il banchiere che sta con la tardona, col 35% dei suffragi – ovverosia con il voto di 4 francesi su 10 senza nemmeno 1 voto arrivato dai milioni di immigrati naturalizzati francesi (gli stessi che gioiscono ad ogni colpo di terrorismo) – avrebbe perso malamente?
… Non è la le Pen che ha perso, è la Francia, sono i francesi che perdono, popolo latino di cervelli all’ammasso al servizio della bilderberg, l’Europa dei banchieri.

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Festeggiamenti per il neocavalierato a Marco Frigerio

Si è tenuta oggi a Grandola, presso l’agriturismo ‘l’antica Chioderia’, una cerimonia per festeggiare la nomina a cavaliere della repubblica di Marco Augusto Frigerio.

Presenti, fra gli altri, il sindaco di Grandola, il cavalier Alberto Botta, il Presidente della Spina Verde Giorgio Casati e l’ultimo sindaco di Cavallasca, Fausto Ronchetti.

Per l’occasione, fra i tanti regali ricevuti, anche un acquerello di Lucia Borgesi che ritrae il Frigerio nella sua posa più naturale: a cavallo!

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L’occasione persa dalla sinistra sanfermina e cavallaschina

La settimana politica secondo noi

Dunque, la settimana che ci stiamo lasciando alle spalle ha visto l’ufficializzazione della ridiscesa in campo di Enzo Tiso, a capo di una lista pseudo civica, che altri non è se non la rappresentanza della sinistra locale, come unica forza da contrapporsi allo strapotere di Mascetti.

Una scelta coraggiosa, potrebbe apparire agli occhi superficiali di chi la politica locale la segue un giorno si e 6 no… in realtà, a nostro avviso, una dimostrazione di estrema debolezza.
Si, avete capito bene, debolezza.
Debolezza perchè, con la scusa di dare una rappresentanza a Cavallasca, sfida che in realtà non è stata raccolta da praticamente nessuno, eccezion fatta per gli amici Giovanni Oliva e Marco Santorelli (foto) per altro nemmeno più residente a Cavallasca, la lista che si delinea è sulla falsa riga di quella precedente, uscita male dalle elezioni di 1 anno fa.
Nessuna novità, dunque.
Solo il non sapere resistere alla tentazione di 4 seggiole da scaldare a portata di mano.
4 posti che noi, io e Massimo Butti, avremmo voluto riempite di altri 4 yes man.
Mascetti, con la sua mania di egocentrismo, andava lasciato solo di fronte alle proprie responsabilità, nelle condizioni ideali di sbagliare per eccesso di sicurezza e mancanza di punti di  riferimento.
Ma troppo fine era tale disegno, troppo raffinato il nostro pensiero, perchè la sinistra locale lo potesse cogliere e fare proprio.
Tiso e i suoi vanno alle elezioni divisi e con un programma fumoso, del tutto privo di proposte reali e concrete che si possano tradurre in fatti.
King Pier andrà a nozze.
I consigli comunali avranno ancora un senso e ci sarà una parvenza di dibattito che, alla fin fine, non farà altro che consolidare il potere già troppo affermato di ora.
Tale modo di amministrare, secondo il nostro metro, cioè il fare un uso disinvolto e spregiudicato delle risorse pubbliche per far contenti pochi potentati fra cui  -new entry- la parrocchia di Cavallasca (che appare in prima fila fra i questuanti dal cappello in mano, certa come è di ‘portare a casa’ € 1,200,000,00 di soldi pubblici per immetterli nel proprio patrimonio immobiliare nel caso in cui King Pier vinca), a gioco lungo, emergerà in tutto il suo potenziale deleterio per la comunità.

Certo, la sinistra non ha nelle sue fila chi sappia scrivere come noi, chi sappia esprimere idee, proposte e critiche col nostro coraggio, con la nostra disarmante trasparenza.

Il coraggio, in questa tornata elettorale piovuta dal cielo prefettizio come un fulmine a ciel sereno, era restare fuori dalla contesa elettorale.
E, da fuori, rivolgersi direttamente alla gente (tanto i Consigli comunali non li va a sentire nessuno e nessuno legge la documentazione che vi viene prodotta), attraverso gli organi di informazione che facciano da contraltare all’appiattimento ideologico e morale al quale stiamo assistendo.
Ho già scritto e lo ripeto: Cavallasca non è morta.
In questo momento è solo stordita per i troppi avvenimenti importanti succedutisi in un troppo breve lasso di tempo.
Ma, sappiate, il sottoscritto, così come la San Fermo che fa capo a Massimo Butti, sono ancora qui, con Voi.
Non vi lasceranno soli.
Daremo voce alle vostre speranze, denunceranno senza ipocrisie o asservimenti gli intrallazzi di potere che già stanno venendo alla luce.
La parola d’ordine è una sola:
non abbassare mai la testa!

vittorio belluso

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Landriscina ospite di Fucina Liberale e di Fratelli d’Italia

Presente anche Alessandro Sallusti – direttore de Il Giornale nuovo

Si è tenuto ieri sera, presso la sala congressi del birrificio di Como, un interessantissimo convegno -organizzato da Fratelli d’Italia in collaborazione con Giovanni Sallusti rappresentante di Fucina Liberale – avente come tema il business legato all’accoglienza indiscriminata.
Relatori, fra gli altri, Alessandro Sallusti – direttore de ‘Il Giornale’ nonché nostra personale conoscenza (fa piacere essere salutati per nome dal direttore del quotidiano che regolarmente leggi quasi ogni giorno) – Marco Butti – consigliere comunale di opposizione nell’amministrazione Lucini, e il senatore Riccardo De Corato, ex consigliere comunale di Milano di Alleanza Nazionale.

Ospite d’onore Mario Landriscina – candidato unico di tutto il centro dx, che ha convinto la platea con la forza della sua dotta eloquenza, con la innata capacità di ergersi a leader.

Cosa è venuto fuori ieri sera?
Quali i punti salienti?

Analizziamoli, per come ce li ricordiamo, sottolineando i parallelismi con la nostra realtà sanfermina, ove – lo ricordiamo ancora una volta – abbiamo la spada di Damocle di una caserma dismessa che la prefettura vorrebbe riempire di ‘risorse con lo smartphone’ a scapito dei poveri disgraziati residenti attorno alla ex caserma della Gdf del Monte Sasso.

1 il sindaco è la massima autorità locale.
E’ nei suoi poteri il rifiutare l’invio da parte del Prefetto di immigrati sul suo territorio.
Il Prefetto è tenuto a chiedere preventivamente ai sindaci la disponibilità all’accoglienza – anche la meno indiscriminata.
Esistono anche sindaci del PD che cominciano a ribellarsi all’invio sul loro territorio di nuovi ‘profughi’.

I sindaci rispondono ai cittadini che li hanno eletti.

I Prefetti al ministro dell’Interno, che è a Roma – e che conseguentemente, se ne può infischiare altamente della volontà del popolo.
Il Prefetto che crea problemi al ministro dell’Interno, mettendosi al traverso sul tema dell’accoglienza indiscriminata – stando all’attuale governo – non fa carriera, col rischio di vedersi trasferito a Canicattì.

Il sindaco che rifiuta fermamente le pressioni del Prefetto di accogliere sul suo territorio nuove orde di sedicenti profughi, è nel pieno dei suoi diritti. ( n.b. : cade così, miseramente, la fandonia per oltre un anno raccontata alla popolazione dall’ ex sindaco della scomparsa Cavallasca, che Egli non fosse stato messo al corrente dal Prefetto di inviare 25 clandestini nella villetta di via Fontanina.
Evidentemente lo sapeva,  ma ha preferito tenerlo nascosto per non incappare nelle ire dei suoi stessi elettori, salvo poi recitare la parte della povera vittima indifesa in balia del ‘prefetto cattivo‘).

2 Stando all’attuale trend di immigrazione, fra 30 anni la popolazione musulmana avrà superato in numero quella italiana.
Quindi anche l’Italia è destinata a diventare un paese a religione maomettana.

3 Gli aiuti di Stato- quantificabili in miliardi di euro ogni anno – stanno assorbendo tutte le risorse che il popolo italiano è in grado di mettere in campo.
Per accogliere i clandestini si rinuncia ad aggiustare le strade, ad aiutare gli anziani, a fornire il giusto quantitativo materiale protesico ai malati e quant’altro.
A ricavare enormi guadagni sono le onlus legate a questo nuovo business, visto come una vera e propria nuova frontiera del guadagno facile.

4 Non è un caso che le Procure italiane stiano incominciando – finalmente – a mettere in relazione questa forma di business con la mafia.

5 Soros – sostiene De Corato – avrebbe tutto l’interesse a finanziare le ONG che vanno a fare da Taxi fin sulle coste libiche per la Sicilia (laddove il porto più vicino sarebbe Tunisi), piuttosto che – tramite le compagnie di assicurazione che fanno capo ad aziende a lui legate– rimborsare le compagnie marittime che si sono obbligatoriamente fermate a prestare assistenza ai gommoni carichi di profughi: costa di meno.

6 La jus soli– la famigerata legge allo studio a Montecitorio – legge che darebbe la cittadinanza italiana a chiunque nascesse sul territorio Italiano – in procinto di essere votata dal Governo – diventerà un boomerang micidiale se messo in relazione al bonus bebè appena approvato.

7  Lucini – in quanto sindaco di Como – è stato – con la questione dei profughi che hanno permanentemente stazionato alla stazione ferroviaria di San Giovanni trasformandola in un bivacco, un sindaco semplicemente vergognoso: uno zerbino nei confronti del Governo guidato dal suo partito.

vittorio belluso

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Clamoroso flop di affluenza alle primarie del PD

Primarie nazionali del PD, a Como affluenza crollata del 50%

L’affluenza alle primarie nazionali del PD a Como  ha fatto registrare un crollo rispetto a quelle del 2013. Ai seggi solo 1686 comaschi  rispetto ai 3295 di quattro anni fa.

Il flop clamoroso di affluenza alle primarie del PD ci dice che, destra e sinistra che sia, chi in passato ha creduto in qualcosa e ci ha messo la faccia … oggi è un naufrago solo in mezzo al mare.

L’Italia -come San Fermo & Cavallasca del resto- vive un momento di transizione.
In quest’ottica, sono sempre più contento di essermi preso una pausa per riprendermi i miei spazi, senza compromettermi con nessuno.
Semplicemente … continuo a scrivere quel che penso senza alcun timore reverenziale nei confronti di chicchessia.
E vedo, con piacere, che siete ancora in tanti a leggermi.
Grazie.

vittorio belluso

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Forza Cavallasca sostiene la candidatura di Lucia Borgesi

Lucia Borgesi: è lei la donna che rappresenterà Cavallasca

Lucia Borgesi. classe 1968 è un’artista/grafica/progettista/sportiva.
Da noi segnalata e proposta a Mascetti nel novembre scorso, è una delle 4 donne che sono state candidate nella lista che, con ogni probabilità, verrà riconfermata alla guida del nostro Comune.

La Borgesi, impegnata sul territorio di Cavallasca come volontaria nel Gruppo Sportivo e nella scuola primaria dove insegna karate attraverso cicli di lezioni annuali, è la persona che meglio di ogni altra è in grado di fare valere i diritti e le aspirazioni della popolazione cavallaschina, in un momento in cui, per un preciso disegno politico mirante ad annullare tutto quanto storicamente fatto negli ultimi anni di storia di Cavallasca, Cavallasca appunto è rimasta senza una giusta e adeguata rappresentanza.

La Borgesi è anche Istruttrice presso la palestra Comunale di Cavallasca di karate e Qi Gong e scenografa in occasione di alcuni spettacoli teatrali della parrocchia di San Michele.
Grazie al sostegno del Comune di Cavallasca da qualche anno propone un corso do acquerello per bambini e adulti, di cui, in questi giorni, è in essere una mostra, che invitiamo tutti ad andare a vedere.

Lucia Borgesi, è una delle persone che Belluso aveva segnalato all’amministrazione come possibile membro della costituenda commissione di rappresentanza cavallaschina, (ad oggi di fatto sorpassata dagli avvenimenti), unitamente ad Alessandro Ferrara, Massimo Mazzei e Alessandro Carughi, proprio  per le sue comprovate capacità.



E’ quindi lei che tutti coloro che in passato hanno votato Forza Cavallasca  dovrebbero indicare alle elezioni comunali dell’11 giugno per il rinnovo del Consiglio.
Abbiamo 4 donne in lista.
Sarà un miracolo se ne verranno elette due.
Facciamo in modo che, almeno una di esse, sia Lucia, in quanto è l’unica che possa realmente rappresentare gli interessi dei cavallaschini tutti, senza piaggerie nei confronti del nuovo padrone, il signor Pierluigi Mascetti od altri potentati ‘esterni’ agli stretti interessi della nostra comunità.

vittorio belluso

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Si è svolto l’ultimo Consiglio comunale di S.Fermo prima delle elezioni

Ieri sera, nella la sala consiliare dell’ex Comune di Cavallasca, si è tenuto quella che, con ogni probabilità, risulterà essere l’ultima seduta del Consiglio comunale di questo breve mandato.

Per quanto concerne il debito contratto dalla precedente amministrazione cavallaschina, occorre sottolineare che nulla di nuovo è emerso.
Altro non si è fatto se non ratificare i dati già resi pubblici nei mesi scorsi.
Il sindaco ha affermato che, se riconfermata la sua squadra, non vi sarò ulteriore consumo di suolo, come ipotizzato dalla lista Tiso/Butti e che le cifre preventivate alla voce ‘entrata da oneri di urbanizzazione’, sono da ritenersi congrue se non di scarsa entità nel contesto generale del bilancio, valutato di circa 9 milioni di euro.

A proposito di Tiso, è notizia di oggi ch’Egli ha deciso di ripresentarsi.
Un peccato secondo noi: un’occasione persa per lasciare Mascetti e la sua squadra da soli, in piena libertà di agire secondo logiche che non ci appartengono.

Una politica ormai palesemente vessatoria da un punto di vista delle tasse occulte (autovelox, Tari al massimo per l’ospedale – vera ed unica gallina d’oro nella manica– e clientelare nei confronti delle congregazioni dall’altra, a cominciare con l’intenzione di foraggiare la parrocchia accrescendo enormemente a nostre spese il patrimonio immobiliare della chiesa, con la dubbia operazione della ristrutturazione dell’asilo di Cavallasca – come è noto – di proprietà parrocchiale.
Scuola materna che vedrebbe investita su di esso una cifra circa 4 volte superiore al suo valore.
Dal punto di vista immobiliare ed imprenditoriale un’operazione semplicemente folle, che il contesto di yesman scodinzolanti che fa capo a Mascetti non è evidentemente in grado di giudicare in tutto il suo disvalore, tanto che il sottoscritto è stato tacciato di essere un esponente dello statalismo più illiberale.
Sig!
Questione di punti di vista cui solo il tempo potrà permettere di esprimere un giudizio sereno.

Se da una parte si può affermare che ‘King Pier’ ha già vinto le elezioni dell’11 giugno non mollando la cadrega, è pur vero che non si vede all’orizzonte nessuno in grado di sfilargliela a buona ragione.

E’ questo, in fondo, che non va nella politica del paese, come non andava quando c’era la Cavallasca dei ‘git’ : se capisci prima degli altri che si sta andando a sbattere, devi stare zitto.
Fermarti ed aspettare.
Affinchè tutti gli altri abbiano il tempo di comprendere le tue posizioni fino in fondo,  che altrimenti diventerebbero solo materia di critica pregiudiziale.

Solo allora, sarà possible tornare in campo.
Prima sarebbe energia sprecata in un contesto generale tinto di grigio.

vittorio belluso

nella foto, la riunione del 28 aprile 2017

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L’insaziabile voglia di fare cassa

La foto che vedete è relativa all’ennesimo trabiccolo per rilevare le velocità piazzato dalla nostra amministrazione. (Il terzo per la serie, dopo la via Ravona nei pressi dell’ospedale e sulla discesa poco dopo il ‘cippo’ De Cristoforis, poco prima della piazza di San Fermo).

Stavolta il marchingegno è stato piazzato sul territorio della frazione di Cavallasca, proprio sotto il ponticello semi-arrugginito, all’inizio della discesa della provinciale per Como.
E anche stavolta ci diranno che è stato collocato per la nostra sicurezza.
Ma sono balle!
Balle grosse come case.

Perchè se è vero che sul rettilineo della via San Fermo, specie nelle ore notturne, le auto e le moto sfrecciano a velocità pazzesche che si doveva giocoforza sanzionare, è pur vero che 50 km/h sono un limite irragionevole in un rettilineo di grande scorrimento come questo.

Un limite che serve, appunto, per rimpinguare le casse del Comune a spese degli automobilisti.
Da parte mia, e mi firmo come sempre, dico che questo modo di tentare di spillare soldi dal prossimo per finanziare la politica locale che si intende perseguire, se da una parte è un malcostume che investe ormai tutta l’Italia, dall’altra è un qualcosa che, appunto, ha superato i limiti: quello della decenza. Quello dell’ipocrisia. Quello dell’ingordigia.
Quello della insaziabile sete di soldi che ormai troppe  amministrazioni dei comuni italiani hanno.
Anche per questo abbiamo preso le distanze da chi ci governa in questo momento.
Dissentiamo e lo facciamo a gran voce!

vittorio belluso

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E se vincesse lui?

… E se vincesse Rapinese?

Rapinese a sorpresa in testa nei sondaggi.
Secondo Traglio.
Solo terzo Landriscina.

Non me ne vogliano i cari amici di Forza Italia, della Lega e di fratelli d’Italia!

Ma se vincesse Rapinese certo io non piangerei.
In molti sono convinti che l’outsider comasco non vincerà neppure questa volta, eppure, noi, che di tanto in tanto frequentiamo i lavori del Consiglio comunale di palazzo Cernezzi, lo abbiamo visto crescere nei contenuti e nell’oratoria.
Forse in periferia Rapinese è un po’ più debole rispetto alla città, ma la Como doc è praticamente tutta con lui.

E non potrebe essere altrimenti, dopo aver avuto una marionetta e due volte una persona con dei guai con la giustizia come sindaci.
Non me ne vogliano gli amici del centro dx che, con tanta fatica, hanno scelto il bravo e capace Landriscina.
Ma è un fatto che, appena 5 anni fa, il centro dx si spaccò fra Gaddi e una persona che oggi porta i suoi servigi a Traglio, candidato centro dx del centro sx, in pieno stile trasformista e utilitarista.
Lo so, sembra un gioco di parole, eppure questa è semplicemente la verità.
Destra e sinistra a Como hanno fallito.
Hanno prima deturpato la città col muro a lago, con la stasi eterna della Ticosa, poi l’hanno lasciata così per altri 5 anni perdendo solo tempo.
In compenso con una assessora alla viabilità che più che far morire negozi con la sua idiota ztl non ha fatto. (P.za Roma esempio eclatante).
Per questo la Como che conta non è più disposta a firmare cambiali in bianco ai partiti di ex appartenenza
Troppo politichese ha schifato tutti.
Se vincesse Rapinese sarebbe un monito per tutti, di caratura nazionale: il popolo è nauseato della politica che vive di tangenti e di raccomandazioni, di favori alle varie associazioni, di connubi con la stampa vescovile, di asservimenti ai poteri di Roma.
La vera politica è altro.

E’ disinteresse, è nobiltà, è altruismo, è sacrificio, è dare per il gusto di dare … senza nulla chiedere in cambio.
In altre parole … è cacciare i mercanti dal tempio.

vittorio belluso

nella foto scattata ieri sera un cartello pubblicitario di Rapinese su di un bus che gira per Como

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La lista unica spauracchio della maggioranza

Secondo le ultime notizie che ci arrivano, pare che anche il gruppo di Enzo Tiso, dopo quello di Massimo Butti, stia seriamente pensando di NON presentarsi alle prossime elezioni amministrative dell’11 giugno
La strategia è nota:
si tratta di lasciare solo il gruppo Mascetti, il cui leader è accentratore fino all’ossesso tanto che ama contornarsi di soli yes man.
Con una lista sola, l’11 giugno, si farebbe strada l’ipotesi che il quorum del 50% di votanti non venga raggiunto, invalidando le elezioni e costringendo il Prefetto al commissariamento del Comune.
In alternativa, qualora tale soglia venisse oltrepassata, il consiglio comunale che ne deriverebbe sarebbe comunque svuotato di credibilità, con una unica lista presente, il cui leader resterebbe senza più nessun freno inibitore, libero quindi di sbagliare a volontà.
Un uomo solo, contornato da yes man e yes woman, non può fare altro che mostrarsi per quello che è, con tutti i pregi, ma anche con tutti i difetti.

L’appuntamento è per venerdì 28 aprile alle h 21 a villa Imbonati, ove, fra le altre cose, verrà finalmente ufficializzata l’entità del buco di bilancio della precedente amministrazione di Cavallasca, alla luce degli ultimi e ulteriori approfondimenti eseguiti stavolta dal personale di San Fermo.

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