Cinghiali in via Cavour

La foto che segue, è stata scattata ieri, luned’ 21 agosto, alle h 6 del mattino.
La via, via Cavour, è centrale a Cavallasca.
Ciò testimonia quanto il fenomeno della proriferazione di questo animale selvatico sia oramai incontenibile.
E’ un animale NON autoctono, che distrugge l’ecosistema e crea danni all’agricultura.
Può risultare anche pericoloso per l’uomo, specie se si tratta di bambini.

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Coming out su papa Francesco

Questa non è la mia chiesa

Si, lo ammetto, papa Francesco non lo reggo più.

Da quando c’è lui il mio distacco dalla religione cattolica è stato inesorabile. Oltre la mia volontà.
Mi chiedo perchè.
Forse perchè non l’ho considerato, fin dall’inizio, un papa legittimo, visto che ritengo la sua elezione il frutto di una truffa in danno dei fedeli del mondo, un colpo di stato tecnicamente perfetto perchè risultato incruento.
A mio avviso, questo papa, è deleterio per la chiesa ed a gioco lungo riuscirà a distruggere 2000 anni di percorso.

Chi l’ha innalzato al soglio, evidentemente, ha ritenuto che il papa precedente non fosse congruo col rapido mutare in senso decadente degli usi e dei costumi del mondo occidentale e con la pressione che il mondo musulmano sta compiendo sulle minoranze cattoliche laddove la religione cristiana è stata radicata.
Ci voleva un papa ‘distensivo’ e ‘comprensivo’, che strizzasse l’occhio ai musulmani da una parte, agli omosessuali dall’altra, che prendesse atto che l’istituzione del matrimonio nel mondo occidentale è in crisi irreversibile, e che quindi si dovesse effettuare un’apertura anche a quelle persone reduci da un divorzio, permettendo loro la partecipazione alla messa con pari diritti rispetto a chi divorziato non è.
Stesso discorso per le cosiddette coppie di fatto, ormai la netta maggioranza delle unioni.
E lo stesso per quanto concerne il dare i sacramenti ai nati da una unione di fatto.
Tutto questo, papa Ratzinger, non l’avrebbe mai permesso.
Viceversa, Bergoglio, si.

Solo questi dati di fatto rappresentano un buon motivo per prendere le distanze da questo papa, perchè è fasullo, ipocrita, falso profeta.

Pensiamo all’atteggiamento che Questi ha nei confronti dell’immigrazione insostenibile a cui il nostro Paese sta sottostando negli ultimi anni.
Ancora l’altro giorno,  ha dichiarato che chi non accoglie clandestini non è un buon cristiano.
(Quindi non andrà in paradiso… siamo sempre alla vendita delle indulgenze, sia pure sotto altra forma).
Bene!
Lo prendo in parola.
Non sono un buon cristiano, ed evito di andare a messa.
Ho revocato il mio 8×1000 alla chiesa cattolica e spero che molti altri seguano il mio esempio.
Non sopporto la ‘spremitura’, ovverosia l’ingordigia di soldi, che la chiesa ci propina ogni qualvolta abbiamo bisogno di lei.
Non sopporto che mi si chiedano soldi durante i funerali.
Non lo sopporto!
Forse che la famiglia del morto non ha dato l’offerta per l’omelia?
Ogni famiglia dà.
Dà per quel che può.
Che bisogno c’è di chiedere altri soldi?
E poi … per fare che?
Per comprare l’attico a Bertone?

No, no, la chiesa di Bergoglio non è la mia chiesa.

Una chiesa che va a braccetto coi terroristi tentando di comprenderli e sempre perdonarli non è la mia chiesa.
Una chiesa che tenta di instillarmi sensi di colpa perchè difendo il mio mondo e tento di costruire un futuro ai miei figli e la mia cultura bollandomi di razzismo, non è la mia chiesa.
Una chiesa sempre pronta a far valere il suo peso politico influenzando le elezioni a tutti i livelli … non è la mia chiesa.
Una chiesa che copre e protegge i preti pedofili e omosessuali non è la mia chiesa.
Una chiesa che volta lo sguardo dall’altra parte di fronte alle stragi ijhidaiste, fermandosi sempre alle solite frasi di rito ma senza mai entrare nel nocciolo del problema del multiculturalismo forzoso che essa stessa ha incentivato, non è la mia chiesa.

E fa niente se questo mio scritto sarà il mio epitaffio politico.

Ciò che ho scritto avevo il dovere morale di scriverlo in nome di coloro che mi onorano della loro lettura, e che non ringrazio mai abbastanza.

Buona domenica a tutti.

vittorio belluso

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Sinistra ipocrisia

Guardate bene questo povero cucciolo: è il bambino ucciso dagli jihdaisti l’altro ieri a Barcellona.
Questa immagine i nostri media filo immigrazionisti – con la complicità della chiesa di bergoglio – NON ce la mostreranno perchè troppo scomoda.
… In compenso -mesi fa- il bimbo morto annegato sulle spiagge greche, ce l’hanno propinato anche nel pranzo di Natale.
… 2 pesi, 2 misure.
Occhio!

vittorio belluso

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Caro Vittorio ti scrivo

Barcellona 17 agosto 2017

Ciao Vittorio.
Altro attentato e altri morti e noi tranquilli ad indignarci e ad accogliere gente della quale non sappiamo nulla: chi sono, da dove vengono, cosa cercano? Ci odiano o ci amano solo perche’ rappresentiamo una comoda porta di accesso all’Europa? Forse quest’ultimo aspetto e’ quello che ci salva, per ora, dalle stragi. Facciamo pure i buonisti e gli accoglienti ma senza dimenticare che l’Islam predica da sempre l’annientamento dell’infedele cioe’ di tutti coloro che islamici non siano.
Tartufo.
Ti saluto caramente
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Sito fermo a causa del disservizio di Telecom

Cari lettori, nello scusarci del fatto che da qualche giorno il sito latita di notizie, sentiamo il bisogno di informarvi che ciò è causato dal fatto che la linea ADSL della redazione è mancante da ormai una settimana.
Così come la linea telefonica fissa.

La Telecom, più volte contattata e sollecitata, ad oggi, non ha ancora risolto il guasto.
In compenso ha provveduto ad inviarci la fattura mensile …

Riteniamo che il disservizio sia correlato col fatto che la compagnia telefonica sta posando la fibra ottica nel paese, anche se ciò non giustifica certo la lentezza con cui sta provvedendo, forse anche complice il ferragosto.
Ancora scusa ai lettori.

La redazione

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Si conclude stasera la 44 esima edizione della sagra di S.Rocco

Si conclude stasera la 44° edizione dela sagra di S.Rocco.

L’edizione 2017 ha avuto un notevole successo di pubblico – complice anche la decisione di non aumentare i prezzi -e l’organizzazione ha funzionato a dovere.
Tutti bravi: dai cuochi, a chi serviva ai tavoli, a chi si occupava di far posteggiare le auto (non si sono verificati ingorghi se non nei primissimi giorni, a causa di camper francesi che cercavano il ‘tranquillo’ parcheggio della Spina Verde perchè – parrebbe -segnalato in siti di scambisti di coppia).
L’episodio poi non si è più ripetuto.

Il piatto più caratteristico?

La trippa. (foto).

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Cavallasca fra passato e presente

Oggi si sono svolti i funerali di Danilo Fontana, la nostra memoria storica.

La chiesa era piena in ogni ordine di posti e tre degli ultimi quattro sacerdoti erano presenti ad officiare la onoranza.
C’era don Pierino e c’era anche don Renato, a fianco di don Teresio, l’officiante.
Mancava il mio caro amico don Luca, impegnato con la sua parrocchia che ha accorpato tre chiese di tre ridenti paesi lacustri.
Con Danilo se ne va, come ho già detto ieri l’altro, il nostro “git n°1”, ovvero sia uno dei pochissimi cittadini di Cavallasca che il paese l’hanno vissuto interamente, fin dall’inizio della loro esistenza.
Ora, lo scettro, per non dire il testimone, passa d’ufficio al cavalier Marco Frigerio, presidente dell’associazione ‘amici di Cavallasca’, che il paese lo ama quanto lo amava Danilo.
Un paese – Cavallasca- in questo momento privo di rappresentanza politica adeguata, che ha perso il suo Municipio, che aspetta l’invasione dei negri nella ex caserma Gdf del Monte Sasso.
Un paese con l’anima tramortita, in evidente crisi d’ossigeno, ma stracolmo di storia e di tradizioni, il cui nuovo sindaco, mai sarà all’altezza perchè troppo preso dal commemorare se stesso, attraverso l’ostentazione di un potere che ha nella sola San Fermo -secondo la sua visione ristretta – il suo epicentro.
Noi difenderemo la nostra identità con le unghie e coi denti, pronti alle barricate, ai blocchi stradali, a manifestare fin sotto la Prefettura, se solo si oserà attentare alla sicurezza ed alla fisionomia della nostra comunità.

L’invasione dei clandestini in atto, è ormai la prima emergenza nazionale.
Non si può stravolgere la fisionomia di una comunità in questa maniera.
Chi lo fa, chi se ne rende complice, avrà in noi un baluardo insormontabile, dei nemici acerrimi dalla memoria che non dimentica.
E lo faremo anche in onore di chi non c’è più.

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E’ mancato Danilo Fontana

E’ mancato Danilo Fontana, la memoria storica di Cavallasca

Apprendiamo con viva costernazione che è mancato in queste ore Danilo Fontana – classe 1927 – ricoverato alla Ca’d’Industria, dopo il malore che lo aveva colto ormai un paio di mesi fa.

Nato il 9 luglio 1927, ha vissuto l’intera vita a Cavallasca dove è stato attivo in moltissime realtà.
E’ stato sia consigliere comunale che Presidente del Gruppo Sportivo, soprattutto attivo in parrocchia come organizzatore di pranzi e ‘presentatore’ di tombole e’ incantatore’ dei canestri.
Possiamo affermare che, tanta gente, partecipava agli eventi solo per divertirsi ad ascoltare le battute che faceva.
Danilo conosceva tutti, in paese,  e tutti conoscevano lui.
Si fermava ad ogni angolo ed ad ogni via a salutare e chiacchierare con qualcuno.
Da giovane era un grande appassionato di caccia e di moto.
Era il nonno di tutti!

Danilo Fontana era sempre sorridente e gentile con tutti, questa era la sua caratteristica principale.
Non perdeva mai le staffe, non veniva mai a male parole con nessuno.
Proverbiale il suo sorriso.
Fervente cattolico praticante, per tantissimi anni, assieme alla sua “Bibi”, ha composto una sorta di coppia perfetta, una simbiosi che ha generato due bravissimi figli, Riccardo e Ruggero.

Con Danilo scompare la memoria storica per eccellenza di Cavallasca, da noi affettuosamente ribattezzato “il GIT n°1”, proprio per rimarcare il Suo senso di appartenenza al paese, fin dai suoi albori, nel periodo antecedente la seconda guerra mondiale, quando la comunità era composta da poche centinaia di persone per lo più dedite alla coltivazione della vite, fino ai drammatici giorni nostri, quando, appena un anno fa e proprio di questi tempi, sull’onda di un governo disastroso che ha condotto il Comune sull’orlo della bancarotta, Cavallasca ha cessato di esistere in quanto tale, finendo assorbita dalla vicina e ricca San Fermo.

Possiamo solo immaginare il disappunto che persone come Danilo possano aver provato, ma siamo sicuri che la memoria storica del paese non se ne va oggi con lui, ma si perpetuerà attraverso i figli e i nipoti Francesco, Andrea, Paolo e Marco.  (Questi due ultimi nella foto col loro nonno).

Noi non possiamo che rendere onore a questa figura gentile d’altri tempi, porgendo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia.

Vittorio Belluso

La foto che segue è relativa al giorno del matrimonio fra Danilo e Bibi, ed è stata scattata in via Sarfatti ove, nella casa allora più elegante di Cavallasca, viveva la sua sposa.

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Ladri in azione in casa dell’organizzatore della sagra

Attenzione, ladri ancora in azione a Cavallasca.
Ieri sera, ‘i soliti noti’, sono entrati nella casa del Presidente del Gruppo sportivo-Gerardo Marcello e del figlio, mentre questi era impegnato nella sagra paesana che si svolge al Colombirolino
Evidentemente, i malviventi, erano al corrente della cosa e ne hanno approfittato.

Si raccomanda alla popolazione di prestare la massima attenzione, di inserire SEMPRE l’antifurto e di non lasciare nulla di aperto quando non si è in casa.

 

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Prime impressioni sulla 44° edizione della Sagra di S.Rocco

E’ cominciata nel migliore dei modi la tradizionale sagra di San Rocco di Cavallasca in località Colombirolo.
Tempo permettendo, gli organizzatori si augurano di ripetere l’exploit dell’anno scorso, tenuto conto che sono stati fatti dei lavori (foto) davvero migliorativi del complesso ed i prezzi sono stati mantenuti ai livelli del 2016.
(scala d’ingesso in ciottolato con corrimani, nuovi tendoni a prova di temporale).
Ecco alcune foto scattate ieri 3 agosto

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Via Monte Sasso la via periferica dimenticata

La via Monte Sasso – quella dei futuri clandestini nella ex caserma Gdf – appare già oggi nella sua nuova veste: quella di una via periferica e dimenticata, laddove il degrado apre prospettive oscure in un futuro quanto mai prossimo.
Le foto che Vi mostriamo, scattate martedì scorso 1° agosto, testimoniano lo stato di semi abbandono della via, che, fra l’altro, conduce ad un noto agriturismo specializzato in banchetti matrimoniali.
Dopo alcune settimane, la strada del Monte Sasso è stata parzialmente ripulita dalla vegetazione che invadeva vistosamente la carreggiata.
Purtroppo, ed inspiegabilmente, la pulizia è stata interrotta e di fatto non ultimata da oramai 15 giorni.
Perchè questo lavoro lasciato a metà?

Una prova di degrado, sono finiti i voucher o cos’altro?

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Cinghiali in Spina Verde: ad oggi 167 abbattimenti

Ecco il report , redatto dall’Ente Spina Verde- che ci aggiorna circa attività 2016 (94 abbattimenti) inviato a ISPRA (Istituto Superiore Protezione Ambientale) che ha autorizzato il piano di prelievo triennale di contenimento della specie del cinghiale selvatico.
In questi giornio sono stati effettuati numerosi abbattimenti, l’ultimo due sere fa.
Come si può notare nelle righe che seguono, il report spiega dettagliatamente i metodi adottati per la i selezione, risultati, efficacia etc…
Si evidenzia come l’attività non sia la cosiddetta “caccia al cinghiale“, bensì un prelievo faunistico volto a riequilibrare l’ambiente e le condizioni ecologiche.

Analogo report verrà fatto a termine 2017.
Ad oggi siamo a 73 prelievi (abbattimenti) nel 2017 che si sommano ai 94 dell’intero 2016

clicca link seguente

report spina verde

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Sempre fuori uso il velobox di via Ravona

Queste foto sono state scattate stamattina- 3 agosto 2017 – lungo il rettilineo di via Ravona, laddove l’amministrazione sanfermina ha piazzato un rilevatore di velocità.

Come testimoniano le foto, non solo l’apparecchio continua ad essere fuori uso dopo i vandalismi di cui è stato fatto oggetto per ben 2 volte nelle settimane scorse, ma ora pare aver trovato un diverso uso sociale di quello per cui era stato pensato:
anziché marchingegno spilla soldi per chi si lancia in un lungo rettilineo alla  velocità pazzesca e di 51 km/h … a secchio dell’immondizia.

Secondo noi … meglio la seconda.

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“Biciclettata della Solidarietà” da Rovellasca a San Ginesio (MC)

Caro Vittorio
Ho riflettuto parecchio sul tuo invito a scrivere le mie impressioni su questa bellissima cosa che abbiamo fatto assieme tra gli amici del CAI di Rovellasca. Vuoi perché non è una iniziativa della nostra zona e io non ho voluto coinvolgere enti e persone del nostro territorio in quanto presumevo avessero già fatto e/o stessero facendo la loro parte (è il caso di Colverde dove sono ancora impegnati a raccogliere fondi…), vuoi anche perché queste cose si fanno senza farsi troppo pubblicità. Si fanno e basta.
Però una cosa mi spinge a divulgare l’iniziativa e il motivo è condensato nella breve nota che ho  trasmesso ad amici di qui. Via whatsapp, allegando la foto che vedi sotto, ho scritto loro, testualmente, questa frase: Parlano della nostra impresa! Peccato non inviti ad emulare queste iniziative! Servono….eccome servono!!!
Ecco, è questo il mio pensiero. Più che citare la nostra “piccola” impresa (impegnativa assai quando sono cominciate le salite della zona appenninica) ritengo necessario parlare di quanto hanno ancora bisogno questi nostri splendidi connazionali!! Certo, ci sarà anche chi vuole approfittare della situazione, ma saranno sempre pochi di fronte ai tanti che hanno perso la loro unica casa e con essa la possibilità di invecchiare nel “loro”paese di origine! Ho visto luoghi diventati “paesi fantasma”. Luoghi turistici magnifici, dove in passato in questi periodi avevano ben altra affluenza. Non abbiamo girato video (c’era una sorta di mistico rispetto per le macerie che vedevamo) ma se li avessi ti potrei documentare la desolazione di paesi famosi come Norcia e Cascia frequentati da pochissimi turisti; Camerino, dove l’eco delle nostre voci si diffondeva nei vicoli deserti (4000 sfollati su 8000 abitanti!); Amandola, dove nel centro storico sono rimaste 13 famiglie su 120 ecc.ecc. Ne ho citati alcuni ma avrei potuto parlare di altri 70/100 luoghi. Come San Ginesio, che ci ha accolto tra la commozione generale nostra e dei Sindaci della Bassa Comasca che ci hanno preceduto in auto o in treno.
Hanno bisogno. Hanno ancora tanto bisogno. E non basteranno 10 anni a farli ritornare alle situazioni pre-terremoto e renderli autonomi e produttivi come prima.
E non è gente pigra. Mi è bastato vedere come coltivano la terra per sincerarmene. Colline con pendenze impossibili tutte bellamente arate da formare un quadro degno del miglior pittore. Mi è bastato entrare in una fattoria (l’Angolo di Paradiso) dove un ragazzo di 22 anni, primo di 6 figli, iscritto alla facoltà di Agraria, ci ha accolto nella sua tuta blu e con i suoi stivali infangati, illustrandoci come, con suo padre, stia sperimentando nuove forme di allevamento e mungitura delle mucche. Evitando loro lo stress di lunghe attese per la mungitura ma introducendo un sistema automatizzato che lavora 24 su 24, dove le mucche vi si dirigono spontaneamente quando sentono la necessità di essere munte!
Non voglio scomodare ulteriormente la retorica nell’enunciare la necessità di aiutarli ancora. Non voglio polemizzare con i nostri politici nazionali ed europei nell’essere più attenti a “distribuire” aiuti là dove servono veramente e dove possono essere PRODUTTIVI!! Non voglio condannare il falso buonismo di noi cattolici che, come leggo dalle pagine di un libro che sto leggendo in questo periodo, dove l’autore ( Wilbur Smith-La notte del predatore) parlando della “sua Africa”, cita : ” …l’Africa non è povera. Gran parte degli africani è in miseria, ma l’Africa in sé è molto ricca, o almeno potrebbe esserlo” …. “Se alcuni leader corrotti non tenessero per sé tutte le ricchezze e usassero per il bene del popolo gli aiuti forniti da imbecilli occidentali tormentati dal senso di colpa, vuole dire?”.”chiese Hector…… Ma una lezione la raccolgo: alle prossime elezioni (mi dispiace caro Papa Francesco…) andrò a votare col pensiero che ormai tanti stanno mettendo in pratica (Trump, Macron ecc.) ovvero: PRIMA I NOSTRI!!
Un caro saluto,

Vittorio Folcio

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I nuovi barbari entrano in Roma

Questo filmato testimonia lo scempio che sta avvenendo in questi giorni, ad opera degli immigrati clandestini, nel nostro Paese.
Incuranti delle nostre tradizioni, privi di qualsiasi forma di rispetto, si sentono autorizzati, dal Governo e dal Vaticano, a fare ciò che vogliono.

Dopo il caso di Cavallasca del clandestino in accappatoio nell’ora di punta, ora è il turno di un individuo, presumibilmente sub shaariano, che scambia la fontana del Gianicolo a Roma per la sua piscina personale.
Forse, un colpo di pistola da parte di un poliziotto di buon cuore, avrebbe potuto mettere fine a questo scempio.
Viceversa, tutto è normale in questa povera Italia invasa ed il bidet a cielo aperto ha avuto buon fine.

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Colombirolino all’asta per 1 milione e duecento mila euro

E’ufficiale, dopo anni di oblio e di totale degrado, il Colombirolino, nota e splendida costruzione sita al Combirolo di Cavallasca, è all’asta.
La prima seduta è andata deserta.
La seconda si svolgerà a partire da un prezzo ribassato a un milione e duecento diciannove mila euro.

Riteniamo che senza un bonus di volumetria da parte del Comune e del Parco Spina Verde, ben difficilmente si riuscirà a trovare un compratore / imprenditore pronto a sborsare una cifra simile per poi poter realizzare la miseria di soli 4 appartamenti.
Senza tale apertura, riteniamo che l’immobile continuerà il suo degrado e anche la seconda seduta dell’asta andrà deserta.

Ecco gli estremi del bando: cliccare qui di seguito sul link

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Ex Cavallasca, un buco di bilancio senza fine

Un buco di bilancio senza fine è la prova provata che non si poteva fare altro di quel che è stato fatto, consegnandoci mani e piedi a San Fermo

Quindi, veniamo a conoscenza nell’ultima seduta del consiglio comunale, che il famoso buco di bilancio da noi fin da subito evidenziato nella sua grandezza e negato con ogni mezzo dalla precedente amministrazione, non ha ancora finito di allargarsi.
Ora saltano fuori anche altre tre mila cinquecento euro non pagate alle Poste, per cui si è resa necessaria l’ennesima correzione di assestamento del bilancio.

Ma non è tanto l’entità – invero irrisoria – del nuovo ‘buchetto’ venuto a galla, quanto il fatto che la cittadinanza di Cavallasca è stata ignominiosamente ingannata circa l’andamento dei conti comunali per alcuni anni di seguito.

Un fatto gravissimo che non deve essere ignorato dal fatto che ora, con la capitolazione senza nemmeno l’onore delle armi alla ricca San Fermo, meriterebbe comunque un’inchiesta della Procura per accertare responsabilità e punire i colpevoli.
Colpevoli che si nascondono, che scaricano sui morti le loro responsabilità, che minimizzano, che addossano alle allora minoranze il non aver controllato sufficientemente quei  conti che loro stessi facevano in modo che venissero occultati.

Uno scandalo paesano, l’evidenziarsi di una mancanza di scrupoli e di trasparenza, di una superficialità generalizzata da parte degli elettori, che si sono fatti ingannare.

Certo salta all’occhio un’altra considerazione da fare, e cioè che Mascetti, con l’incorporazione di Cavallasca, ha ottenuto tutte le fortune possibili e immaginabili, nonostante il buco di bilancio ereditato.
Pensiamo alle 752 mila euro appena introitate dallo Stato come compenso per la fusione, di cui una grande parte verranno spese in maniera clientelare e ai limiti del consentito di legge, visto che si va a finanziare un istituto privato, che è poi quello parrocchiale, che con lo Stato italiano, cioè col Comune di San Fermo, non c’entra un caxxo.
Niente, ficcatevelo bene in testa!

E pensiamo anche a questa nuova regalia piovuta dall’alto della avvenuta fusione, questo nuovo fiume di denaro inaspettato che arriva dritto dritto nelle mani del nuovo sindaco, che non ha fatto nulla di nulla per meritarselo ma che si arroga il diritto di decidere lui, e lui solo, se, come, dove e quando spenderli.
Ci riferiamo alle 578 mila euro del fondo dei frontalieri residenti, frutto della sommatoria dei due ex paesi, ora divenuto un tutt’uno in San Fermo della Battaglia cod post 22042
Un raddoppio di introiti inaspettato, che moltiplicherà il potere del nostro sindaco, come se quello che già aveva non fosse sufficiente.
Bisognerà controllarlo.
Marcarlo stretto.
Anche da questo blog e con la collaborazione – se ci sarà data – degli attuali componenti il consiglio comunale – sia di maggioranza che di minoranza – in cui le uniche figure di spicco competenti in materia appaiono essere Ansideri (maggioranza) e Micari (opposizione e foto a fianco).
Staremo a vedere.
Noi siamo qui e non molliamo.

vittorio belluso

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