Dunque, dopo 67 giorni, il gigante ha partorito un topolino.
Il bibitaro del san Paolo ha convinto Salvini a fare mezzo passo oltre l’alleanza del centro destra, cioè ad allontanarsi dalla Meloni (cosa quasi ininfluente), e dal Berlusca che, una volta di più, è stato fatto oggetto di critiche e attacchi semplicemente indegni.

Ora il centro destra è più debole.

Il lavoro estenuante fatto da centinaia di migliaia di militanti e simpatizzanti dei tre partiti è stato in parte vanificato dalla paura di tornare alle urne, e del cavaliere, e di Salvini.
Il qualunquismo degli italiani, qualora si fosse tornati alle urne il prima possibile come da noi auspicato, avrebbe con ogni probabilità premiato una volta di più il partito che ha, in Roma e Torino, le sua due prime esponenti.

Moticliclsti che muoiono a causa delle strade piene di radici di pini marittimi e buche, autobus che prendono fuoco con dentro i passeggeri per l’incuria e il risparmio sui tagliandi, (Roma), manifestazioni pacifiche anti-ideologia Gender vietate in centro a Torino dal sindaco/a pentastellata, che pure in prima persona, armata di colla e spazzoloni, si adopera per appendere le locandine del da lei autorizzato Gay Pride, non sono sufficienti ad aprire gli occhi agli italiani qualunquisti, quelli che non comprano il giornale perchè “tanto non serve” e c’è internet dal telefonino, quelli che a trentanni suonati vivono ancora in casa con mamma e papà perchè “così si risparmia”,quelli che rifiutano il posto di lavoro perchè “si deve lavorare al sabato”, quelli che pensano che il tricolore sia la bandiera della nazionale di calcio, esattamente come quella della Juventus, quelli che non sanno in che anno è scoppiata la seconda guerra mondiale e nemmeno quando è finita, chi ha vinto e chi ha perso.
Ecco, questa schiera di falliti, di cui Di Maio pare esserne il principale rappresentante, sono quelli che pretendono di governare l’Italia traghettandola in acque più sicure.
Hainoi, sappiamo già come andrà a finire!
Personalmente me ne resterò alla finestra, perchè con Di Maio a farmi compagnia mi sentirei sul bordo del precipizio, umiliato in ciò che sono, umiliato in quello che ho fatto sin qui.

Quindi W l’Italia, ma senza di me.

vittorio belluso

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