In riferimento all’articolo della brava Paola Mascolo, apparso sul quotidiano locale La Provincia, non pià tardi di ieri, possono sorgere spontanee alcune considerazioni che, come altre volte in passato, vorremmo condividere con Voi.

Cita testualmente il sottotitolo: “… sarà il paese più sorvegliato intorno a Como, con la media di un impianto elettronico ogni 104 abitanti…”

Tutto ciò ci lascia perplessi.
Da una parte vi è la considerazione che, nonostante le numerosissime e costosissime telecamere già installate, non accenna a diminuire l’allarme ladri a San Fermo, dall’altro non comprendiamo questa corsa quasi ossessiva al primato che ha la nostra amministrazione.

L’ultimo allarme l’altro giorno in cui dei malviventi acrobati – indisturbati – si sono intrufolati in un appartamento scalando la parete attraverso la rete del gas.
Così quasi ogni giorno ci tocca leggere sui social gli allarmi di cittadini che sono stati “visitati”.
Anche il controllo di vicinato – per dove c’è – pare non sortire gli effetti deterrenti sperati.

A questo pro, noi sappiamo per certo, avendo nella nostra attività un sistema di videosorveglianza composto da 4 telecamere, quanto lavoro e quale costo rappresentino per l’azienda l’installazione, nonché il mantenimento e la manutenzione, di detti apparecchi.
Il solo ricercare un frammento per controllare un episodio verificatosi, comporta un lavoro che impegna un operatore per decine di minuti. A volte di ore.

Fra le corse del nostro sindaco al primato che non comprendiamo, la prima è stata l’installare le strisce pedonali che si illuminano. (e pazienza se la strada provinciale è rimasta chiusa due giorni con code che arrivavano fino a Como e che siano costate uno sproposito di risorse pubbliche).
La seconda è la corsa al dosso.
Quanti ce ne sono ormai? Impossibile contarli tutti, si perde il conto.
Ed, al di là delle considerazioni già espresse sulla loro intrinseca pericolosità per le moto, siamo curiosi di vedere come si comporteranno i mezzi spalaneve nella malaugurata eventualità di una grossa nevicata!
Già immaginiamo i dossi gommosi strappati e quelli troppo alti in asfalto rompere la cala dello spazzaneve, col guidatore che stampa la fronte sul parabrezza del trattore …!

Ora – e questo è il punto – ci chiediamo – in base all’equazione n° di telecamere = n° di ore in cui un addetto (nel nostro caso i nostri stimati vigili) deve stare fermo davanti ad un monitor anziché andare a fare il controllo sulle strade, è questo il miglior e maggior deterrente?
Non è la presenza fisica delle forze di polizia, sia locale che dei Carabinieri, il miglior deterrente?
Lasciamo questa domanda a Voi lettori, senza provare ad abbozzare risposta alcuna.
Anzi!
Completiamo con domande arrivateci sul bolg dai lettori. Uno – testualmente – scrive:
” telecamere: quante a Cavallasca? Progetto sicurezza? Intanto abbiamo strade con buche enormi, con rischi per auto ma anche per i pedoni. O forse persone travolte da auto che sbandano! …”

vittorio belluso

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