Fra gli incredibili guasti che il governo Monti ha compiuto nello sventurato anno in cui è stato al potere, vi è quello dell’introduzione del superbollo per le auto di grossa cilindrata e potenza.(cilindrata superiore ai 185 kW ovvero 251,5 cavalli).
Il presidente dell’Aci –Angelo Sticchi Damiani, recentemente, ha dichiarato:
Bisogna eliminare il superbollo per non penalizzare un comparto su cui l’Italia ha delle eccellenze come Ferrari, Maserati e Lamborghini” – afferma il Presidente ACI – precisando: “Questa misura non ha portato i risultati attesi dal Governo, ma anzi ha avuto un gettito inferiore alle attese

Secondo le stime lo Stato ha incassato appena un terzo di quanto inizialmente previsto dal professore, ottenendo parallelamente di deprimere l’unico mercato in cui l’Italia riesce ancora ad essere competitiva, quello delle auto performanti, dal brand fascinoso (Lamborghini, Ferrari, Maserati).
Infatti queste auto in italia non si vendono (o si vendono molto sotto le potenzialità), a prescindere dalla bontà del prodotto.

Molte persone che potrebbero permettersi una Porsche o una Maserati, non la comprano per due principali motivi: evitare di venire additati e inseguiti dal fisco (anche se non si ha nulla da nascondere e si è fatto il proprio dovere fino in fondo di contribuente, sono sempre grattacapi), evitare di pagare 4 o 5 mila euro annui solo per tenere un’auto ferma 6 giorni su 7 in garage.

In pratica, i governi italiani che si sono succeduti negli anni dopo Monti, non hanno avuto il coraggio di eliminare una tassa solo dannosa, perchè a fronte di zero euro in più entrati nell’erario delle vuote casse italiane, ha depresso la produzione di auto prestazionali.
Non a caso Maserati nel 2017 ha avuto una sessantina di giorni di stop alla produzione a Grugliasco, ed ora si parla di quasi 1000 esuberi.
1000 persone che perderanno il posto di lavoro.
1000 famiglie che finiranno in preda alla disperazione.

Non molto diversa aria si respira a Mirafiori, sulla catena di montaggio della Levante (foto)
Che, a prescindere dalla bontà del prodotto, sul mercato interno non riesce a sfondare.
Il perchè è chiaro: costa troppo mantenere un’auto del genere in tassa di possesso e le versioni diesel, fatte apposta per il mercato italiano, mortificano le prestazioni di un’auto del genere.
Il 6 cilindri a V benzina, di derivazione Ferrari, paga uno sproposito di tassa di possesso, avendo, nella versione meno potente, ben 350 cavalli.

Quindi riteniamo sia ora di togliere questa tassa iniqua e dannosa, utile solo a far contento il popolo dei signori Rossi vari frustrati che invidiano chi può permettersi un’auto del genere e trovano nel castigo esattoriale la loro sterile rivalsa.
E fa nulla se ciò comporta il fatto che i loro figli non trovino un lavoro e debbano scappare all’estero.
Troppo difficile correlare le due cose.

vittorio belluso

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