Le elezioni europee di ieri sanciscono l’avanzata trionfale del centro destra, con la Lega primo partito d’Italia.
Anche nel resto d’Europa i cosiddetti “sovranisti” avanzano: in Francia la Le Pen con Rassemblance National è il primo partito. E così in Germania ove la Merkel viene pesantemente ridimensionata.
E così, via via, anche negli altri paesi fondatori, fra cui la Gran Bretagna dove Farange conquista la maggioranza relativa.
Ma, tornando a noi, spicca il voto alla Lega, che per la prima volta, superando il 34% dei suffragi, diventa il primo partito italiano.
E il crollo dei pentastellati, superati dal PD che, a dispetto dei disastri economici e morali compiuti in tutti questi anni di governo, dimostra di possedere uno scheletro organizzativo di prim’ordine, confermandosi partito strutturato e presente su tutto il territorio nazionale.
Altra considerazione, come avevamo già scritto all’indomani delle elezioni politiche di 1 anno fa, il meridione d’Italia si dimostra disgiunto dal resto d’Italia, con la Sicilia, la regione a statuto speciale (che ha un debito superiore a quello della Grecia che i contribuenti ogni anno sono chiamati a ripianare), ha visto 8 isolani su 10 restarsene a casa.
Evidentemente non c’era il reddito di cittadinanza da prendere, non c’era questa volta alcun assistenzialismo a cui fare capolino, il meridione, nel suo complesso, è rimasto a casa, sancendo il crollo dei grillini.
Gli italiani, col voto di ieri, hanno detto chiaro e tondo che non ne possono più del boldriname, del bergogliume, dell’informazione asservita agli “ex” potenti. Ora si cambia. Che Mattarella prenda nota.
Se non lo farà, se tenterà un qualche “colpo di mano” cui la recente storia d’Italia ci ha abituato, tipo un’alleanza fra il Pd e il M5s, (che sono poi due facce della stessa medaglia), si autocondannerà a passare alla storia come il Presidente delle “riserve“.
La sconfitta di ieri, va sottolineato, è anche dell’attuale corso politico del Vaticano, ove la linea politica ordinata dall’attuale Papa a Vescovi e parroci, è risultata fallimentare.
Predicare l’accoglienza dimenticandosi di Cristo non paga.
Predicare l’accoglienza ad un popolo stremato dalle tasse e dalla disoccupazione non paga.
Anche Berlusconi, pur con un onorevole 8,5 %, non esce bene da questa consultazione. Fratelli d’Italia è a un passo dal raggiungere e superare Forza Italia.
Ora siamo in trepida attesa di vedere se a Figino Serenza il nostro caro amico Roberto Moscatelli riuscirà dove lo scrivente fallì 10 anni orsono, ossia di regalare ai propri concittadini un’amministrazione col simbolo del partito in grado – più di ogni altra – di ricevere attenzione particolare dal Governo in carica, e questo in una ex roccaforte del PD, ove il PD, ancora una volta, si è celato sotto le mentite spoglie di una lista civica.

vittorio belluso

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