Ponte sullo stretto aiutino economico alle mafie

Dopo la massiccia campagna giornalistica di SKY che ha messo alla berlina la pubblica inefficienza presentando la serie di opere incompiute e costosissime che punteggiano questo paese, il nostro buon primo ministro, sempre alla ricerca della comparsata mediatica, ha pensato bene di dichiarare che tutte le opere incompiute verranno portate a termine e non solo, si farà anche il ponte sullo stretto di Messina (quello di Berlusconi, ricordate?).
Orbene io che sono sospettoso e che mi sono visto tutti i servizi sui ruderi delle faraoniche opere incompiute (quasi tutte in luoghi sperduti del meridione) mi sono chiesto se questa non fosse in primis una boutade elettorale anzitempo e poi, subito appresso, se non si trattasse proprio di autentica campagna elettorale.
E mi spiego; se, come gli stessi politici concordano nell’ammettere, lo strapotere della criminalità organizzata nel meridione, si manifesta in tutti gli aspetti della vita civile, non sarà che questo prevedibile coacervo di miliardi, che dovrebbe servire a ripristinare quanto ormai avrebbe bisogno solo di un buon colpo di ruspa, andrà invece a foraggiare mafie assortite che potranno al bisogno pilotare gli elettori con i metodi ben noti?
Quanto al ponte sullo stretto, da quando inizialmente ne ho sentito parlare, puzzava di cattedrale nel deserto o di aiutino economico alle mafie in quanto collegava una regione dotata di una autostrada in trentennale lavorazione con una regione praticamente senza strade di grande scorrimento.
Tartufo
enzo 3

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