Una parata di banalità per giustificare il terrore delle urne da parte della neonata compagine di Governo

Di Oscar Strano

È una parata di banalità quella che vedo per giustificare l’alleanza tra pentastellati e sinistra.
Perché di alleanza parliamo, non di mero “accordo”: un’alleanza contro. Contro Salvini, contro la destra-centro che è maggioranza schiacciante nel Paese.
Il Presidente Mattarella ha detto/fatto capire due cose importanti: a) terrà un atteggiamento “notarile”, cioè prenderà atto delle decisioni dei partiti, chiedendo un’altra volta, dopo il 2018, un atto di responsabilità a tutte le forze parlamentari; b) serve una maggioranza “stabile”. Stabile, che possa garantire governabilità per altri tre anni.
Dunque, chi può credere che un governo i cui padrini sono Renzi, Grillo, Grasso, Landini e Di Maio possa interpretare l’auspicio di stabilità giustamente richiamato da Mattarella? Che responsabilità dimostrano le forze politiche alleandosi solo per contenere un altro partito?

È la “democrazia parlamentare, bellezza”: rispondono i dem. Una banalità. Il parlamento può prescindere dagli elettori?
È “Salvini che ha tradito”: dicono i grillini, dimenticandosi che la Lega si è sempre presentata con la salda alleanza di centrodestra a tutte le elezioni dell’ultimo anno e che il famoso ‘contratto di governo’ era una formula per tenere insieme qualcosa che era già destinato a dividersi. Peraltro, ad accelerare questa divisione sono stati gli stessi grillini con il voto sulla Tav, con l’asse tenuto da Conte per la Commissione europea, con le continue provocazioni di importanti esponenti della maggioranza contro Salvini, come Fico, la Trenta, Costa.

Uno scenario politicamente poco edificante, che conferma tuttavia l’unico dato di peso: in Italia l’unica maggioranza forte e coesa è il centrodestra (oggi destra-centro). Malgrado le liti dei “generali” dei vari partiti, l’elettorato è lì, silenzioso e produttivo.

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