In questo momento la situazione politica nazionale, al cui confronto quella locale, fatta di apparenza e favori finalizzati al consenso elettorale, senza un reale piano programmatico di sviluppo (torneremo presto  su questo argomento mettendo in risalto la mancanza di idee di chi ci amministra) , cioè di piccole cose, è nulla cosa, poichè è arrivata ad un punto importante, col discorso di ieri del Presidente della Repubblica Mattarella, il quale, con un lungo giro di parole, ha espresso i suoi dubbi sulla possibilità, in realtà l’unica possibile , di tornare al voto il prima possibile per superare l’impasse istituzionale, a due mesi dal voto.

Fallito il tentativo di Grillo di assoggettare la Lega spaccando il centro dx, (la coalizione – non ci stanchiamo mai di sottolinearlo – che HA VINTO le elezioni), si aprono all’orizzonte due sole vie percorribili: un governo ‘tecnico’ con dentro tutti, cioè gli amici del Presidente, cioè gli sconfitti delle elezioni, oppure un ritorno pressochè immediato alle urne.
Persino il nome di Monti è stato ipotizzato, Monti, il servo di Strasburgo, l’uomo che più di ogni altro ha contribuito al declino repentino del nostro Paese, ora è di nuovo fra i ‘papabili’ del Presidente.

Ma basta che il cdx e i grillini non siano d’accordo con questo disegno, perchè alle Camere tale ipotesi naufraghi prima ancora del varo.

Di fatto, resta una legge elettorale semplicemente obbrobriosa.
La Costituzione segna il passo, va rinnovata, così come la legge elettorale, che, a nostro avviso, va modificata in favore del maggioritario puro con eventuale doppio turno (nel caso la prima tornata non produca un netto vincitore), in modo che non sia possibile il ripetersi della realtà odierna, in cui nessuno ha la maggioranza e non si trovano accordi.

Altro punto importante: impedire il ‘mercato delle vacche’.  
Cioè che parlamentari eletti in un partito o in una coalizione possano passare dall’altra parte della barricata, stravolgendo il volere degli elettori.
I voltagabbana non doverebbero più nemmeno esistere.

Quindi teniamoci pronti a rinunciare alla vacanze, se occorre, ma entriamo nell’ordine di idee di ritornare alle urne in estate, perchè, nel frattempo, il debito pubblico sta aumentando, i tagli alla spesa non vengono effettuati, gli sbarchi clandestini continuano imperterriti e il governo uscente ha stanziato per l’accoglienza le ultime residue risorse, gli statali continuano a godere di trattamento ben diverso da quello del mondo del lavoro privato che segna sempre più il passo, con una precarietà spaventosa accompagna dalla congenita disoccupazione, quindi con una nuova recessione in arrivo (Italia unica nel contesto CEE).

Non esistono ricette magiche per risolvere i problemi dell’Italia che non sono – lo ricordiamo ancora una volta – congiunturali, ma bensì strutturali.
L’Italia che sbaragliava la concorrenza estera con prodotti innovativi e a buon prezzo non esiste più. Oggi vi è un Paese alla deriva ove il cuore pulsante, il motore trainante dell’economia, il NORD, segna il passo, ha il fiatone, sfiancato dalle troppe tasse e da una burocrazia ossimora e autoreplicante, frutto di un sistema di potere malato, succube e schiavo del consociativismo e del voto di scambio.

Capite bene amici, che in questo contesto, la realtà sanfermina, di cui pure questo blog principalmente si occupa, appare ben poca cosa e comunque e sempre dipendente dal primo: la politica nazionale.

vittorio belluso

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