Fra le 1001 una ragioni per cui domenica dovremmo tutti quanti recarci a votare il referendum, è la sua apoliticità.

Infatti, ci sono anche fior di sindaci del PD che approvano e sostengono il referendum.
Non é questione di simpatie o appartenenze a dx come a sx, ma di buon senso e volontà per i lombardi (e i veneti) di smettere di venire usati a mo’ di mucca da latte da uno Stato centrale parassita e clientelare.

A quanti poi criticano l’investimento che la Regione Lombardia ha dovuto sostenere per implementare il voto elettronico, rispondiamo che gli stessi aggeggi serviranno anche per la prossima volta.

Il mondo va avanti al pari passo della tecnologia e così i brogli e le interpretazioni di voto, sempre presenti ad ogni votazione grazie alla slealtà ed alla malafede talvolta presente in chi è deputato allo spoglio dei voti cartacei, vengono annullate.
Il residuo fiscale lombardo ha raggiunto la stratosferica cifra di 54 mld di euro.
La Lombardia non è un mucca da latte che serve a tenere in piedi uno Stato che spreca risorse comprando consensi attraverso il voto di scambio.

La crisi italiana è essenzialmente strutturale. Mettiamocelo bene in testa.
Prima mandiamo fuori dalle scatole chi ci dissangua e meglio sarà per tutti.
Prima ci decideremo a dare il nostro consenso in funzione di ciò che riteniamo più giusto e meritorio (e non più utile per il nostro orticello) e prima l’Italia potrà tornare a sperare in un futuro meno buio di quello che ci aspetta.

vittorio belluso

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