Sarebbero 65 (ma forse é un numero per difetto) e 556 i politici, tra consiglieri, presidenti, amministratori, ecc., in qualche modo interessati e presenti nelle fondazioni di origine e natura riconducibili alla politica, ancorché mascherate dietro sigle e funzioni di copertura.
Meno rintracciabile é il dato relativo ai contributi ministeriali o governativi, insomma dello Stato, che le 65 fondazioni ricevono, ma da qualche indiscrezione e da qualche cifra emersa pubblicamente, sembra che l’esborso sia notevole. Come altrettanto rilevanti risulterebbero le donazioni dei privati, ovviamente per lo più aziende -di servizi, commerciali, industriali- che, per elargire tanto denaro, qualche ritorno dovranno pure averlo, non certo in pubblicità (visto che i contributi sono generalmente non manifesti) ma più verosimilmente in commesse, appalti, concessioni, favori e quant’altro.
Nella stessa misura -così come lo sono bilanci e rendiconti-  appaiono indefiniti e indefinibili funzioni e scopi della maggioranza delle 65 fondazioni, come a dire che indeterminatezze e nebulosità possono servire a coprire l’assoluta inutilità delle stesse…almeno ai fini di interessi pubblici e della collettività…ed invece a garantire finanziamenti personali o di partito ai politici coinvolti.
Non é difficile pensare che anche il mondo delle fondazioni, peraltro in continua crescita ed espansione, in gran parte inesplorato e sconosciuto, racchiuda e nasconda maneggi e un po’ di malaffare e che gli Italiani potrebbero  tranquillamente farne a meno con evidenti e consistenti risparmi -diretti ed indiretti- per le casse dello Stato.Tiger

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