La nostra impressione è che sul referendum per l’indipendenza di Lombardia e Veneto, la Meloni abbia dimostrato ancora una volta il sua visione romano – centrica, perdendo un’occasione d’oro per smarcarsi dal quello che fu il Movimento Sociale italiano, con la sua matrice corporativista e centralista.

Ciò, sempre a nostro avviso, si può spiegare unicamente col fatto che il segretario di Fratelli d’Italia, dei problemi del nord, non ne sa nulla.

E questa è una responsabilità grave, perchè significa che la Meloni non riesce o non vuole allargare i propri orizzonti, preferendo coltivare l’orticello romano, l’unico nel quale ad oggi abbia raccolto in maniera significativa.

Del resto -ricordiamo- anni fa, non scese in piazza in difesa del salario accessorio dei dipendenti comunali che Renzi ( il buffone Renzi) aveva minacciato di congelare?
Un tentativo di imbonirsi la pressochè totalità del voto degli statali, in particolare dei dipendenti del comune di Roma, in cui Ella ambiva candidarsi a sindaco, prima ancora che scoppiasse lo scandalo che avrebbe poi travolto il sindaco PD in carica, tal Marino.

Quindi, secondo noi, non sostenendo il voto referendario plebiscitario, la Meloni ha perso un’occasione per smarcarsi dall’ottusità preconcetta che vuole sensata l’esistenza di un sistema che vede le comunità virtuose del nord condannate a mantenere in perpetuo sprechi e parassitume vario della peggior Italia.

vittorio belluso e altri autori

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