Pericolo astensionismo il 4 marzo

Il 4 marzo, ovverosia fra meno di 60 giorni, il popolo italiano sarà chiamato alle urne per il rinnovo delle camere.

E ciò avviene con una legge elettorale studiata apposta in funzione ‘anti populismi‘, come ha sottolineato il vescovo di Como, cioè una legge che privilegia le accozzaglie, gli inciuci, i tradimenti, e punisce chi non è in vendita.
Una legge che non prevede che coloro i quali decidano di cambiare casacca in corso d’opera, lo possano fare tranquillamente passando da uno schieramento ad un altro ( e quindi sovvertendo gli equilibri usciti dalle urne), senza dover rinunciare a privilegio alcuno.


Già queste prime righe, tutte a prova di smentita, dovrebbero essere chiarificatrici di cosa comporti il restarsene a casa il 4 marzo, cioè a dire che chi non andrà a votare favorirà, con la propria astensione, esattamente, e tutta, l’amalgama parassitaria che ci ha governato sino ad oggi, in special modo negli ultimi 5 anni.
Certo il quadro politico è deprimente.
Ma, per quanto deprimente, non tutto e solo negativo.
Non vogliamo votare i partiti?
Proviamo a votare le persone (anche se la legge elettorale appena approvata è studiata apposta per ritrovarci ancora una volta gli stessi, come  la Bonino (abortista della prima ora alleatasi per l’occasione con l’ex democristiano Tabacci … che cavolo hanno in comune queste due cariatidi della prima repubblica se non l’amore per la poltrona?).

Ad ogni modo credo sia doveroso esprimere il voto, per chi in questi 5 anni ha patito una politica che non digeriva, fatta di tasse altissime in cambio di zero servizi, di invasione pianificata terzomondista, di un governo sulla carta di sinistra in realtà asservito ai voleri del grande capitale, quel grande capitale che ha le sedi nei paradisi fiscali e pretende che noi ci si annulli per ingrassare ulteriormente loro.

Attenzione a restarsene a casa, il 4 marzo!
Coloro i quelli detengono il potere a votare ci andranno! E useranno tutti gli strumenti che posseggono per fare si che il sistema che verrà fuori dalle urne sia quello che fa loro più comodo.
Quale arma ha il cittadino per cambiare le cose?
Quale strumento formidabile ed anche unico non violento, ha il cittadino per manifestare la propria protesta?
La matita!
Non l’astensionismo che finisce solo col fare l’interesse di chi a votare ci va perchè ne accresce ulteriormente l’importanza ed il peso.
La croce fatta con la matita dentro ad un’urna!
Non andare a votare significa permettere che chi ha pianificato l’invasione del nostro paese, la sua spersonalizzazione, il suo progressivo svuotamento di valori e tradizioni, il suo impoverimento spirituale e materiale, continui a governarci.
Certo, direte Voi, ma per chi dobbiamo votare?
Non spetta certo a noi il suggerirvelo.
Importante è che ci si vada, tanto per cominciare.
E poi che si voti secondo coscienza e non secondo l’interesse personale.
In difesa della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra economia.

vittorio belluso

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