Ieri siamo stati a visitare Expo, in ossequio ai desideri dei nostri figli, i quali, entusiasti, vi sono stati già due volte.

Questa volta è stata il mio turno, in compagnia di mia figlia Carolina.

Devo dire, per correttezza, ch’io fossi alquanto prevenuto non tanto su questa kermesse mondiale, ma sul suo tema: il cibo.
Un tema indovinato e generatore di business ma molto lontano, e questo è un fattore assolutamente personale, dalle mie passioni.
Ricordando le fiere campionarie a cui mi portava da bambino mio padre, entusiasta di ogni qualsivoglia innovazione tecnica, il tema del cibo, di per se stesso, non mi attirava più di tanto.

Premesso ciò, devo dire che l’esperienza merita di essere fatta, ed a chiunque mi legga consiglio di farla. Spetterà poi al ognuno trarne le proprie conclusioni.
Quelle che sto per esporre, sottolineo, sono solo di natura personale.

Punti postivi:

L’organizzazione, l’ubicazione, i collegamenti, i lavori che sono stati svolti dalla Regione Lombardia per permettere lo svolgersi della manifestazione, sono assolutamente all’altezza di una grande nazione quale è ancora l’Italia.

Grandissimo dispiegamento di mezzi e di spazi, in un’atmosfera di pace e di collaborazione fra i popoli.

Sono rappresentati tutti gli Stati del mondo, ed ognuno, pur con eccessivo ausilio della virtualità a scapito della concretezza, presentava le proprie produzioni ed i propri prodotti.

Certamente un successo di pubblico notevolissimo.
I gufi della vigilia sono stati smentiti dai fatti.
Mai avevamo visto ad occhio nudo così tanta gente.

Punti negativi:

3 ore di coda in piedi per poter visitare il padiglione del Giappone iper_tecnologico, sono sembrate decisamente troppe.

Va detto che ieri, a Expo, erano presenti 250.000 persone, compresa una manifestazione di Coldiretti con la presenza del premier, Matteo Renzi.

I padiglioni, dopo che, uno dopo l’altro vengono visitati, tendono ad apparire tutti stereotipati.
In ognuno grande profusione di video giganti che mostrano dei filmati. Pochi gli stand che si sono lanciati nel proporre cose concrete, come, per esempio, il padiglione Austria che ha riprodotto un bosco forestale incredibilmente reale, o il padiglione Francia, che ha creato un percorso attraverso le sue coltivazioni realmente riprodotte.

In definitiva, questo Expo 2015, ci è parsa una colossale carnevalata, poco o nulla istruttiva ma molto scenografica.

I padiglioni, fuori giganteschi e colorati, troppo spesso, al loro interno, sono sembrati pieni di nulla, primo fra tutti, il padiglione USA, in cui, all’apice, solo uno schermo gigante con un video di un Barak Obama che si picca di essere un grande statista, alla faccia degli storici disastri che ha già combinato in Medio Oriente ed in Nord Africa.

Seguono foto di ieri 17 settembre 2015

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