La settimana politica secondo noi

Ad una settimana dal voto, la situazione politica nazionale è quanto mai ingarbugliata e ad un punto morto.

Una maggioranza in grado di governare il Paese non è venuta fuori né dalle urne, né dall’espressione di un voto molto diverso fra nord e sud, né dalla legge elettorale.
Una legge elettorale tanto scadente quanto scandalosa, visto che ha permesso di ripescare personaggi che il popolo ha chiaramente trombato, come la Boldrini e Grasso, rappresentanti le più alte cariche istituzionali della passata legislatura.

Il miraggio di un stipendio senza dover lavorare, il desiderio di venir mantenuti dal prossimo, ha fatto si che il Movimento 5 stelle, attraverso la falsa promessa del reddito di cittadinanza, abbia spopolato al sud.
Al nord produttivo e oberato di tasse e burocrazia inutile, invece, ha vinto il centrodestra, con la promessa di una tassazione meno soffocante e desertificante.

In questa ottica di ingovernabilità, riteniamo che sia doveroso che il prossimo Governo sia di scopo, a tempo, con pochissimi punti in programma, primo fra i quali il produrre una legge elettorale che non umili Paese come è riuscita a fare quella attuale.
Si torni al maggioritario, anche a doppio turno se serve, si eviti il ripescaggio di figure che il popolo non vuole più e si torni al voto. Entro 6 mesi da oggi.

Purtroppo però, dobbiamo prendere atto che i parlamentari, o, almeno, molti di essi, di tutti gli schieramenti, sono composti in grande parte da figure di bassissimo profilo, scarsa o nulla cultura, conclamata impreparazione, sfaccendati che non hanno trovato nel mondo del lavoro una collocazione e che, di conseguenza, si sono “buttati” in politica come forma di rivalsa, di risoluzione dei propri problemi esistenziali, come forma di arricchimento economico personale e familiare.
Queste figure sono trasversali ai partiti. Sono ovunque.
Basti pensare al candidato premier del movimento 5 stelle, che sbaglia i congiuntivi.
In un paese serio questo signore tornerebbe seduta stante al San Paolo a vendere ghiaccioli.
In Italia questo signore si è convinto di essere il nuovo De Gasperi.
E se lo ha fatto, è perchè un popolo ingenuo lo ha votato.
Quindi, cari amici, vediamo che i meccanismi di premio elettorale in cui i cittadini “cascano”, sono gli stessi che a livello locale.

Vince chi le spara più grosse.

vittorio belluso

 

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