Ieri, assieme a mio figlio, sono stato a Roma per partecipare alla manifestazione indetta da Matteo Salvini, cui hanno aderito tutte le forze del centro destra.
Erano presenti molti sindaci (fra cui l’amico Roberto Moscatelli di Figino Serenza) e i governatori che amministrano 10 regioni d’Italia, fra cui la Lombardia.
Ebbene, l’impressione che ho avuta è stata elettrizzante.
Mai si era vista tanta gente in quella piazza.
Una marea umana così (pare ci fossero 200 mila persone ma anche le vie d’accesso erano strapiene di persone che continuavano ad arrivare a comizi già in corso), non si era mai vista.
Ed erano persone, uomini donne e bambini, di tutte le età, che erano lì a proprie spese, non in gita sindacale, come accaduto in passato.
Una manifestazione che ha avuto un successo che è andato probabilmente oltre le speranze iniziali degli organizzatori.
Centinaia di migliaia di persone che erano lì per manifestare il proprio disagio di fronte ad un governo che ti succhia il sangue dandoti in cambio regolari calci in faccia.
Che ti obbliga a lavorare per lui 8 mesi l’anno, che spia i tuoi conti e quelli dei tuoi clienti, che ti obbliga servilmente a rendicontare giornalmente anche quante volte sei andato in bagno, che ti tratta come se tu fossi un delinquente, quando invece sei solo un povero cristo che lavora 10 ore al giorno, 6 giorni a  settimana, 358 giorni l’anno, due volte al mese anche di notte, spesso la domenica o nel giorno di festa, per ricostruire quanto tua madre e tua sorella ti hanno sottratto nella loro triste vita.
Chi guadagna in tutto ciò?
Lo stato italiano!
Il Governo dei Conte (il cui nome non ho mai trovato scritto in nessuna scheda elettorale), dei Mattarella, dei Renzi e delle Boldrini!
Avrò pure una qualche ragione per essere incazzato?
Ecco perchè ieri ero a Roma!

Sono venuto via da piazza San Giovanni rincuorato.
Sicuro e fiducioso nel futuro del nostro Paese.
Siamo la maggioranza netta d’Italia e non esiste governo che possa durare andando contro la volontà popolare.

Tasse, immigrazione, servilismo nei confronti dell’Europa del grande capitale, depravazione nei costumi esibita come segno di merito e di distinzione,  valori che caratterizzano la nostra storia e la nostra cultura sistematicamente bistrattati, mortificazione della famiglia come base fondante della società. Questa è la sinistra di oggi (se si può ancora chiamare sinistra, se esiste ancora una sinistra).
Viceversa … noi!
Che ancora crediamo nei valori della sovranità nazionale, del nostro ingegno italiano e nella nostra capacità di superare le avversità.
Crediamo nel nostro lavoro e siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto e di ciò che faremo.
Ecco perchè torneremo al potere.
Perchà il bene- cioè Dio – è dalla nostra parte

vittorio belluso


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