La situazione politica italiana

La settimana che si è chiusa, ha visto lo svolgersi di alcuni fatti che riteniamo essere utili sottolineare, per due motivi: uno per quanto riguarda la sua eccezionalità nell’uscire dagli schemi cui eravamo abituati coi vari governi precedenti che interessa anche e soprattutto la nostra realtà locale, l’altro per le nuvole non poco grigie che, ancora una volta, vanno a coprire il cielo sopra la farmacia italiana.
Vediamoli.

Salvini in Prefettura a Como in difesa dei due autisti di autobus pubblici picchiati da clandestini che non volevano pagare il biglietto

Quello dei soprusi, maleducazione da parte delle ‘risorse boldriniane’ che ogni mattina, non avendo nulla da fare per guadagnarsi il pane che mangiano, mietono sui mezzi pubblici a tutto danno dei passeggeri onesti che il biglietto lo pagano e dei poveri autisti che sono esposti a questa orda barbara.

Sono ormai anni che ci vene riferito di clandestini che non pagano il biglietto sui bus che regolarmente prendono ogni giorno, che non cedono il posto alle persone anziane, che stanno seduti in maniera scomposta tanto da infastidire chi ha la sfortuna di sedere loro accanto.
I fatti di violenza accaduti a Como ha fatto si che il neo ministro dell’interno sia venuto in Prefettura a chiedere lumi, e dichiarare che il Ministero dell’interno impone ai Prefetti sin da oggi un cambio di passo. Tolleranza zero d’ora in poi.

E ci fa piacere che Salvini sia venuto proprio nella prefettura comasca la cui politica territoriale, almeno fino a ieri, era appiattita all’accoglienza indiscriminata, in linea quindi con la politica che ha letteralmente distrutto il Partito Demcratico, tanto che a noi di Cavallasca ci si voleva imporre di riadattare all’accoglienza una intera caserma abbandonata della Gdf nel bel mezzo del bosco del Monte Sasso.

Noi fin da subito denunciammo la follia di questa intenzione, riuscendo a farci tacciare di razzismo dagli accoglioni locali.

E’ su questa problematica che il PD ha perso tutto il suo consenso, prima ancora che sull’incapacità dimostrata di rilanciare l’economia. Il tema dell’accoglienza, dell’imporre con la forza delle presenze non gradite in microsocietà che non si possono permettere di mantenere senza lavorare tutte queste persone.

Quindi il sindaco è avvertito, smetta di ammiccare alle varie Caritas di turno e tenga ben serrata la porta della ex caserma del Monte Sasso. 

L’altro capitolo di cui voglio parlarvi oggi è il neo ministro della sanità, che si chiama come il suo guru, Grillo. Giulia Grillo.

Se è vero che non ho alcuna fiducia nel movimento 5 stelle e di averlo scritto già più volte, ancor più vero è che ancora meno fiducia ho in questo ministro che, alle prime due uscite pubbliche, ha già dichiarato di voler rivedere l’unica cosa buona che ha fatto la sua predecessora Lorenzin, con l’obbligo di vaccinazione laddove la popolazione si vaccina sempre di meno, riaprendo la strada a malattie infettive che si credevano debellate.
L’altra uscita riguarda la volontà, invero per ora solo presunta, di regalare i farmaci di fascia C alle parafarmacie.

Ciò, dopo l’abbassamento esageratro del quorum voluto dal senatore a vita Monti, sarebbe un terzo colpo, stavolta mortale, al sistema farmacia Italia che per ora funziona ancora abbastanza bene, anche se non più come prima.
Infatti, complice anche una legge targata PD dell’estate scorsa, sono circa 500 le farmacie in Italia che stanno per cadere nelle mani della grande distribuzione, con i risultati peggiorativi che è fin troppo facile immaginare.
La farmacia Italiana è già in difficoltà, le nuove aperture volute da Monti sono praticamente tutte in rosso perchè non riescono a star dietro ai mutui contratti per avviare l’attitvità e la Grillo che intende fare? Regalare alle parafarmacie, di cui l’apertura è libera, il 50% del mercato della farmacia italiana, senza rendersi conto che così facendo scardinerà l’intero comparto.

C’è però da dire che, se tale provvedimento verrà preso, ciò comporterà l’accelerazione di un fenomeno già in atto, cioè la scomparsa da tutto il territorio nazionale delle farmacie comunali, che, avendo dei costi di gestione del personale altissimi in virtù di un contratto collettivo dei dipendenti di farmacia non più aderente alla nuova realtà fatta di orari di apertura generalmente allargati e senza più le giornate di riposo rispetto appena a qualche anno fa, finiranno giocoforza in profondo rosso, e da qui in bocca alla grande distribuzione, che le appiattirà, monopolizzandole.

Mi rendo conto di parlare una lingua un po’ troppo tecnica per chi non è del mestiere e me ne scuso, ma questo è. Chi vuol comprendere, comprenda.

La realtà di fondo è che non ci si può fidare del giustizialismo in salsa reazionaria dei 5 stelle. Sono dei dilettanti allo sbaraglio e presto lo dimostreranno coi guai che combineranno. La mia impressione è che ci sia una gran parte del popolo di classe medio bassa che ha bisogno di aggrapparsi a qualcuno, a qualcosa per non sentirsi abbandonata.
Che crede che i suoi problemi verranno risolti da chi guadagna più di lei. (E qui vien fuori l’eterna invidia sociale e l’eterno odio di classe).
Non ha ancora compreso che i problemi partono da lontano, da una società che ha smesso di fare figli, che non ha più voglia di lavorare e da una globalizzazione che finirà per spazzarci via come fuscelli, schiavizzandoci.

Soluzioni?

Smettere di credere alle favole, a chi ti promette di poter vivere dignitosamente senza lavorare, a chi ti compra con 80 euro non sue in busta paga, o ti promette un reddito senza spiegare come farà a materializzarlo, a chi, in sostanza, fa leva sulle tue frustrazioni per assicurare a se stesso, e solo a se stesso, un posto al sole.

La ricetta è una sola: lavorare di più, ritrovare l’umiltà perduta.

vittorio belluso

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