La questione delle quote dei vaccini antiinfluenzali, è in questi giorni sul tavolo di “trattativa”, fra Federfarma ed il ministero e la conferenza stato-regioni.

Queste ultime si sono espresse per una “concessione” di sole 250.000 confezioni per tutte le farmacie italiane, che sono in totale 19.300.
Ciò significa – se la matematica non è una opinione – che spetteranno ad ogni singola farmacia la miseria di circa 13 vaccini a testa.
13 dosi!
…L’equivalente delle vendite di una mezza giornata di lavoro in tempi di campagna vaccinale.
Federfarma ritiene giustamente che il quantitativo sia assolutamente insufficiente.
E’ ancora da capire quali siano le modalità di assegnazione e di distribuzione di tali quantità.
Probabilmente saranno suddivise da ADF e Federfarma Servizi, da questi tra le loro società, da queste alle farmacie.
Tutto ciò è veramente assurdo.
Perchè, fatte salve le categorie a rischio, che da sempre possono vaccinarsi gratuitamente dal proprio medico di base o presso le strutture ospedaliere, non si comprende come mai coloro che non sono aventi diritto, cioè coloro che non hanno ancora compiuto 65 anni o non siano dei soggetti immunodepressi, rischino di non trovare la dose vaccinale nella propria farmacia, pur pagandola.
Oppure che siano costretti a lunghe file presso qualche struttura statale, previa prenotazione, per farsi praticare una puntura banale e facile, perdendo tempo prezioso.
Non comprendiamo nemmeno – e questa è la nostra opinione – perchè i vaccini non vengano trattati come un comune farmaco salvavita, inserito quindi nella lista dei farmaci mutuabili, che il medico di base prescrive all’assistito che desideri vaccinarsi, il quale si reca in farmacia munito della ricetta mutualistica, pagando il ticket.
Sarebbe più logico.
Più economico.
Più veloce.
Ci sarebbero inoltre meno sprechi.
Quindi, alla luce di queste notizie, preghiamo la gentile clientela di non chiamare la farmacia per prenotare la propria dose di vaccino antiinfluenzale, cosa che sta già accadendo in tutta Italia.
Non sappiamo nemmeno né quanti né quando ce li manderanno, a noi che da sempre siamo schierati dalla parte di chi pensa che la vaccinazione sia una cosa utile per tutti, aziende comprese.

vittorio belluso

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