Perchè in provincia di Como il recupero dei farmaci validi non riesce a partire?

I farmaci validi presenti nelle case degli italiani, già spediti dal sistema sanitario nazionale e perciò invendibili perchè privi di fustella, non più usati perchè il paziente ha cambiato cura oppure è deceduto, valgono centinaia di milioni di euro e costituiscono uno spreco insopportabile.

Con essi, se reimmessi in circolo gratuitamente e donati ad enti bisognosi, sia italiani che esteri, si potrebbero salvare o più semplicemente curare milioni di persone.

Da qui il mio interessamento, ormai portato avanti da qualche anno, perchè il progetto, già in essere in città come ROMA, MILANO, VARESE, TORINO, MANTOVA, LUCCA, RIMINI, MONZA, MACERATA e VERONA, parta anche a Como e provincia.

Il Banco Farmaceutico ha promosso il progetto “Recupero Farmaci Validi non Scaduti”: all’interno delle farmacie che aderiscono al questa iniziativa, ove vengono posizionati degli appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui ognuno, assistito dal farmacista, può donare i medicinali di cui non ha più bisogno, anche quelli privi di fustella, purchè non in scadenza. (Servono almeno 8 mesi di validità).

Sono esclusi da questa forma di riciclo i farmaci che richiedono conservazione a temperatura controllata (esempio le insuline), quelli ospedalieri e appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.(Perchè soggette alla legge 309/90 che implica un’infinità di burocraticismi, finalizzati ad un uso solo medicale).
All’interno delle farmacie ove viene effettuata la raccolta è presente un contenitore ove immettere il medicinale.

I farmacisti poi provvedono a controllare la scadenza e l’integrità.

In provincia di Como, la farmacia San Michele di Cavallasca è una delle 4 che si è offerta di fare da pilota, in attesa che il progetto parta anche a Como.

Ma il prgetto non parte a causa del fatto che, una volta raccolti i farmaci, questi vanno concentrati in un ente NO PROFIT che si prenda cura della conservazione corretta in un luogo adatto e sicuro, del controllo burocratico che ottemperi alle ormai anacronistiche e vessatorie leggi che l’ASL applica alle farmacie, con tanto di sanzioni pesantissime (nell’ambito di migliaia di euro) che il solerte ispettore di turno dell’azienda sanitaria territoriale potrebbe non mancare di applicare, per la felicità dei suoi superiori.

Capite bene, cari lettori, che a queste condizioni di rischio concreto di incappare in costi insostenibili per chiunque, tanto più per un ente che vive di volontariato, solo un pazzo, od un ente che gode a farsi del male, si prenderebbe questa responsabilità e quest’onere.
E così non ha fatto la Caritas di Como, cui, con noi presenti, nei mesi scorsi i responsabili del Banco farmaceutico hanno chiesto di aderire all’iniziativa senza che questa si facesse convincere.

Servirebbe un po’ di buon senso da parte di tutti. Sia dei volontari della Caritas e dei loro collaboratori che prestano la loro opera per quello spirito di carità che troppo spesso è sconosciuto e, quindi, non tenuto nel giusto conto, ma soprattutto dell’Asl territoriale preposta ad ispezionare ed ad elargire le eventuali sanzioni, spesso in base ad assurdi formalismi, studiati apposta per rimpinguare le magre casse dello Stato.

(Abbiamo l’onore di conoscere una farmacista che ha offerto la propria collaborazione per prendersi la rogna di assumersi la responsabilità di controfirmare i moduli e verbali vari, il tutto a titolo completamente gratuito, per puro spirito di servizio di solidarietà).
Ricordiamo che a livello nazionale, si stima che i farmaci scaduti da smaltire siano circa 64 mila tonnellate, con conseguenze facilmente intuibili sia per l’ambiente sia per la spesa. Infatti, il costo medio per lo smaltimento dei farmaci scaduti è di circa 1,50 euro al chilo, senza tenere conto del costo iniziali di detti farmaci, il più delle volte ancora confezionati ed integri.

Quindi, che ognuno si faccia un esame di coscienza, e ci si chieda se si è poi così sicuri di star facendo veramente il possibile per ridurre gli sprechi e contemporaneamente aiutare il prossimo bisognoso.

vittorio belluso

 

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