La situazione a Cavallasca, San Fermo e Parè

I nostri comportamenti – dopo oltre un mese di segregazione in casa – non si sono rilevati decisivi nella limitazione dei contagi, nemmeno nel nostro piccolo territorio.
Non posso esprimere un giudizio sui comportamenti della popolazione nelle grandi città o anche nella nostra semplice Como, perchè è da oltre 1 mese che non ci metto più piede.
Ma posso esprimermi circa quello che vedo nel mondo che mi circonda, a Cavallasca, a San Fermo e a Parè.
Ebbene, posso affermare che a Cavallasca almeno il 99% della popolazione ha fatto più che il suo dovere, restando confinata nelle proprie abitazioni, fedele alle disposizioni emanate dal Governo e dalla Regione.
Eppure i contagi sono cresciuti lo stesso.
Come faccio a saperlo?
Dovete fidarvi di me e di quel che vi dico.
Liberi di non credermi.
Dopo 1 mese di arresti domiciliari e chiusura di tutte le attività, i dati sperati avrebbero dovuto essere ben diversi.
(E’ mia convinzione che il virus sopravviva anche nell’aria per un periodo di tempo non trascurabile, pur in percentuale assai ridotta ma pur sempre infettiva).
Fake news?
Probabile. Me ne assumo la responsabilità.
Ma sono anche convinto che gli scienziati l’abbiano compreso.
Credo sia una ipotesi che viene negata perché troppo inquietante.
Ergo – se davvero così fosse – forse varrebbe la pena di riaprire tutto, almeno così non ci sarà chi – sopravvissuto al covid-19 – morirà di fame perchè l’azienda presso la quale lavorava ha cessato nel frattempo di esistere.
Ma chi si assumerebbe una responsabilità così grande?
Cosa faremmo noi stessi, se fossimo nei panni tremendi di chi è chiamato a decidere?
Sinceramente, non lo so.

vittorio belluso

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