Obbligo per il cliente detrattore il presentare la tessera sanitaria preventivamente: è lui che scarica, non il farmacista

Come farmacista, titolare di farmacia, sono in grado di fornire delle delucidazioni più aggiornate ed attendibili di quelle che oggi sono state riportate dai media, specie per quanto concerne il botta e risposta che si è avuto ieri fra la direttrice dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, e il presidente di Federfarma, dottoressa Annarosa Racca, per quanto concerne la possibilità di mettere in detrazione le spese sostenute dalla famiglia nelle farmacie durante l’anno precedente.

La Orlandi, infatti, ha provato a scaricare la colpa del mancato inserimento, almeno per quanto concerne l’inserimento del primo semestre 2015, sulle farmacie.
Ciò non solo non corrisponde a verità , ma non è nemmeno corretto, perchè il decreto che ordinava alle farmacie di inviare telematicamente gli scontrini provvisti di codice fiscale è arrivato in gazzetta ufficiale solamente nell’agosto scorso, quando non era più possibile recuperare i dati abbinati dei precedenti sei mesi.

Io stesso, ripeto, come titolare di farmacia, non più tardi di ieri pomeriggio, attraverso il software installato nei miei computer, ho inviato alla agenzia delle entrate tutti gli scontrini fiscalizzati con abbinato un codice fiscale dal mese di giugno fino a quello di dicembre.

Nulla mi è dato sapere sul semestre precedente; secondo il mio parere non sarà possibile recuperarne i dati e non per colpa dei farmacisti, ma per la tardività con cui è stato emanato il decreto.

Su questo argomento mi preme fare chiarezza e informare in maniera più semplice la clientela di quella che è la possibilità di mettere in detrazione la spesa dei farmaci.

Dunque, ricapitoliamo le idee:

  1. d’ora in avanti saranno le farmacie stesse a inviare alle agenzie delle entrate le vendite di farmaci abbinate ad un determinato codice fiscale, all’interno di un nucleo famigliare.
  2. Condizione essenziale è che il cliente che desideri detrarre le spese sanitarie, entri nella farmacia provvisto di tesserino sanitario e anticipi al farmacista che è sua intenzione detrarre; infatti è compito del cliente che detrae avvisare il farmacista e non il contrario.
    Se il farmacista chiede ad una persona se questi detrae le spese, è un servizio in più che egli sta dando, ma non un servizio dovuto. Troppo spesso capita che il cliente chieda di poter detrarre i farmaci dopo che lo scontrino è stato chiuso.
    Non è possibile e non è giusto ribattere uno scontrino.
  3. Molti clienti danno per scontato che il farmacista sappia il codice fiscale della persona e che colleghi automaticamente chi detrae e chi no.
    Anche questa è una cosa che il cliente non è tenuto a chiedere e, tanto meno, a pretendere. Se capita che il farmacista, riconoscendo la persona, abbini in autonomia la vendita al codice fiscale, ciò è da considerarsi un servizio in più, non dovuto.

Quindi, ricapitolando, questo nuovo servizio è a disposizione dell’utenza, sarà la farmacia a trasmettere, all’inizio del 2017, tutti i codici fiscali abbinati a delle singole vendite, ma è fondamentale che i clienti che abbiano interesse a mettere in detrazione le proprie spese, aiutino il farmacista nella raccolta dei dati che sono nel loro esclusivo interesse, semplicemente provvedendosi del tesserino sanitario ed esibendolo al farmacista PRIMA di cominciare la vendita.

vìittorio belluso

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