Dunque, cari lettori, con il 4 di maggio parte il programma di riapertura graduale pensata dai 400 e passa esperti nominati dal nostro governo.

Una scelta obbligata, già intrapresa da altre nazioni prima di noi, che mira a riportare l’assetto della nostra agonizzante economia sulla via della normalità.
Molto ci sarebbe da dire sul criterio con cui si è scelto di permettere o meno la visita alla nostra sfera sociale.
Se è vero che sono due mesi che tanti genitori non vedono i figli, e pur vero che molte persone sono legate da sentimenti forti (pensiamo all’amore o all’amicizia) senza che vi sia tuttavia un vincolo parentale: ai primi è fatto permesso di incontrarsi, ai secondi no.
Ma questa scelta – obbligata sotto il profilo economico – racchiude in se stessa il pericolo più che reale di una recrudescenza del contagio.
Con domani molte persone crederanno che il pericolo sia scampato e torneranno a relazionarsi col prossimo con la stessa gestualità di prima.
Baci, abbracci, strette di mano, andrebbero invece rimandate a data da destinarsi, tenendo ben presente che la distanza sociale di un metro (meglio un metro e mezzo), va mantenuta come e più di prima.
Ripeto, è l’economia che ha imposto questo piano di riaperture, per altro ordinato in maniera uniforme in base alle categorie e non alle zone col più alto grado di contagiosità. ( Altra scelta dettata da necessità fiscali e non di salute pubblica).
Molte attività resteranno chiuse, come i ristoranti, i parrucchieri, i bar … tutte attività che sono a concreto rischio chiusura per sempre.

Circa poi la nostra attività locale, faccio espresso riferimento alla attività della farmacia della quale sono titolare, confermo che stiamo pensando di riaprire i battenti al pubblico, sebbene non ne vediamo i presupposti.
Due mesi di lavoro a battenti chiusi hanno avuto un costo alto, in termini di fatica fisica e mentale, perchè per ogni cliente occorre percorrere molti metri avanti e indietro tenendo ben a mente cosa questi avesse chiesto, le sue esigenze, le sue aspettative.
Una fatica tripla, o quadrupla, non certo suffragata dal riscontro economico, viste le decine di migliaia di articoli esposti in bella mostra all’interno dell’esercizio, quindi fuori dalla portata dei clienti.
Ma, tornassi indietro, rifarei la scelta.
Le morti e i ricoveri di nostri colleghi sono lì a dimostrare la giustezza della nostra scelta.
Decidere di chiudere i battenti ha significato proteggere sia il personale impiegato che la clientela, e le relative famiglie, degli uni e degli altri.

Barriere in plexigass?
Non credo proprio che una barriera di plastica alta poche decine di centimetri possa garantire un distanziamento sociale adeguato, specie all’interno di uno spazio chiuso, ove eventuali agenti patogeni possono depositarsi.
In questi mesi abbiamo puntato sulla distanziamento (molto più facile da ottenere all’esterno dell’esercizio che al suo interno) e sulla continua sanificazione delle superfici..
Per riaprire i battenti, siamo in attesa della consegna di una macchina che produce ozono, in grado di uccidere, (quando l’esercizio è chiuso), ogni forma di muffe, batteri o virus.
Non appena questa ci verrà consegnata, unitamente a delle barriere di plexigass da posizionare sul bancone di vendita, riapriremo i battenti.
Difficile sarà convincere i dipendenti ad indossare la visiera in plexigass, di cui siamo provvisti ormai da giorni.
Ma tali strumenti – sempre a mio avviso – valgono certamente più di barriere fisse con cui i clienti possono venire a contatto.

Concludo questo breve articolo con una bellissima lettera giunta in redazione, opera di una donna residente a Cavallasca.
Con un umorismo sferzante e degno di nota, viene dipinta la paradossale situazione relazionale che da domani troverà il via:

eh, l’amico è, qualcosa che più ce n’è meglio è…

Ma diventa congiunto se l’amicizia è vera, ma se non è vera allora non è un amico , quindi nemmeno congiunto.
Aspettavamo con ansia le ulteriori declinazioni sulla CONGIUNTIVITE ed è arrivata anche quello sull’amico.
L’amicizia e l’amore non si chiedono come l’acqua, ma si offrono come il the” allora vale anche la bustina allegata alla certificazione…
Magari un albo in cui dichiararsi amici veri, da depositare in ogni comune italiano e conservare per eventuali lockdown futuri.
Oppure mostrare le chat con almeno 10 messaggi…attenzione non valgono gli amici degli amici.
Non è detto che “ andrà tutto bene “…SE non sappiamo a quale BENE tornare ( o andare!?)
Saremo più solidali, meno criminali, più rispettosi, più motivati, ma abbiamo lasciato le mollichine per la strada di casa?
Ci sono due problemi da risolvere quando si va sulla luna: primo , come arrivarci; secondo, come tornare indietro…la chiave sta nel non partire prima di aver risolto entrambi i problemi “
Così fa il sub, per cui la risalita richiede molte più regole e attenzioni della discesa.
Vincere le battaglie del futuro e ripartire, ritrovare casa o costruirne una in questi giorni, a casa.
Amici miei, abbiamo imparato moltissimo in queste settimane…soprattutto come NON si deve gestire la comunicazione, perché la chiarezza non ha bisogno di essere spiegata, se accade, genera confusione.
La prossimità, i congiunti, gli affetti stabili, gli amici…QUANDO usciremo dalla INTERPRETAZIONE della legge saremo diventati un paese maturo
SOPRATTUTTO un paese di governanti maturi.

Mi Piace(28)Non Mi Piace(5)
Print Friendly, PDF & Email