Questa notte, durante il turno di servizio della farmacia, attorno alle ore 3,30 è suonato il campanello della bussola attraverso la quale distribuisco i farmaci durante le notti di turno.
Mi alzo con difficoltà, stavo dormendo.
Trovo la bussola già ruotata, con dentro una ricetta dell’ospedale, dall’altra parte della parete, dietro la bussola, nemmeno un buongiorno o buonasera, percepisco solo una presenza che non posso vedere, così come questa non può vedere me.
Sulla prescrizione vi è un banale antiinfiammatorio a pagamento: diclofenac 75mg.
Vado, lo prendo, lo passo al computer, emetto lo scontrino di circa 10 euro e dico il prezzo posando il farmaco all’interno della bussola.

Dall’altra parte finalmente una voce parla: “Gome? Devo bagare? Gome mai non è gratis?”
L’accento è arabo, presumibilmente dell’Africa del Nord.
Comincio a inveire: “ma come si permette di venire di notte a svegliarmi pretendendo che tutto sia gratis? Povera Italia, che brutta fine stai facendo !”

Ma sono parole al vento.
L’immigrato, in silenzio, se n’era andato senza salutare, così come senza salutare era arrivato.

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