Aumentano i diritti di chiamata per le farmacie di turno

L’altra faccia della medaglia, vista da chi sta ‘di qua’ del banco

Desta scalpore sui media il fatto che siano stati approvati e applicati gli aumenti della quota addizionale che viene richiesta a chi si reca in farmacia dalle 20 alle 6 del mattino successivo.
Per una farmacia rurale il diritto passa da € 4,91 a € 10, mentre per le farmacie urbane si passa da € 3,87 (le ex 7 mila lire) a € 7,50.

I mass-media chiaramente e scontatamente levano gli scudi verso questo aumento di tariffario, che era fermo agli anni 90 quando, per esempio, un litro di benzina costava meno di mille lire, ma non vedono oltre i loro occhi e non sono in grado di analizzare la realtà per come la conoscono gli operatori del settore.
Quali noi.
Da qui la seguente spiegazione del perchè approviamo in pieno questo aumento ed, anzi, lo auspicavamo con qualche anno di anticipo.
Eccola:

I turni notturni, eccettuati quelli di farmacie – peraltro rarissime – situate nelle vie ad enorme scorrimento delle metropoli che sono aperte 24 su 24, sono solo servizio, ovverosia, non generano utili ma perdite economiche per la farmacia che li effettua.
Cosa tanto più vera quanto più decentrata e rurale è la farmacia che effettua il turno.
Ecco il perchè di due tariffe differenziate a vantaggio della farmacia del piccolo borgo.
Il turno notturno costa al titolare della farmacia, se decide di affidarne l’espletamento ad un dipendente, non meno di 200 euro per notte, tasse e costi di esercizio compresi.

200 euro a fronte di un numero di chiamate che si conta sulle dita di una mano, di cui troppo spesso la metà vacue, come la pillola del giorno dopo alle 3 del mattino, il decongestionante nasale alle 4, la compressa per il mal di testa alle h 5.
La gente – spiace dirlo – va educata, perchè la maleducazione aumenta col passare degli anni e si dà per scontato quel che scontato non è, per esempio che una persona che già lavora di giorno debba lavorare anche di notte non bensì per soddisfare esigenze primarie legate al diritto alla salute, ma semplici capricci di chi dà per scontato di trovare una farmacia aperta alle 2 di notte quasi sotto casa.
A ciò si aggiunga che le turnazioni possono capitare in qualunque giorno dell’anno, imponendo una grande organizzazione a monte nella gestione delle ferie del personale e nella scelta delle stesse, che, fino a prova contraria, sono un diritto di tutti.

Chi Vi scrive, per esempio, sarà di turno la notte del 31 dicembre.
Passare in farmacia la notte dell’ultimo dell’anno quando già di giorno hai lavorato una cinquantina di ore nella settimana, secondo noi è giusto che abbia la sua almeno parziale rimunerazione, così come ce l’ha il medico, e qualsiasi professionista a cui si chiede una prestazione professionale in orario non ordinario.
La farmacia non è il Pronto Soccorso, anche questo va chiarito all’utenza.
I costi della prima sono a carico della proprietà, quelli del secondo dello Stato (o della Regione).

Non è smania di guadagno, è semplice remunerazione dei costi aumentati nel  corso degli anni e fermi a 30 anni prima.
E’ necessario che la la popolazione sappia che ogni turno ha un costo salato, fra personale, luci e riscaldamento, e che tale costo è ragionevole che abbia una copertura.

I servizi, per funzionare, debbono essere retribuiti.
Questo è un assioma che non teme smentita.
Altrimenti si abolisca il servizio di turnazione obbligatorio e si lasci il turno notturno e / o festivo unicamente a chi vorrà farlo: cioè praticamente nessuno.
Avere una farmacia aperta la notte del 31 dicembre (esempio) in un raggio di 3 o 4 chilometri ha un costo.
Una sicurezza che va retribuita se davvero la si vuole e se davvero se ne ha bisogno.

vittorio belluso

Ultima postilla necessaria perchè non riportata dai media:
chi proviene da una Pronto Soccorso o da una guardia medica con una ricetta SSN, NON paga la chiamata. Essa, per legge, viene scaricata sulla dispensazione della ricetta dal farmacista ed è a carico del Sistema Sanitario. (con annotazione controfirmata sul retro della ricetta da parte del farmacista dell’orario di dispensazione che deve essere compreso fra le h 10 di sera e le 6 del mattino).

Quindi la quota di chiamata fuori orario resta a carico delle NON urgenze, cioè di chi non è provvisto di ricetta medica mutualistica.

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Un commento su “Aumentano i diritti di chiamata per le farmacie di turno”

  1. Credo che più di qualcuno di noi-in qualità di farmacista- abbia avuto a che fare negli anni passati con gente che ha avuto richieste assurde nel cuore della notte perché tanto per € 3,87 si avvaleva di una chiamata senza alcun rispetto visto il basso importo....spero che la nuova tariffa possa essere un deterrente per queste persone....davanti alle reali urgenze nessuno di noi si mette a fare la polemica perché fa parte della ns professione....

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