Qualcuno si ricorda la nostra battaglia contro l’eternit abbandonato e ancora molto, troppo presente nelle nostre case di campagna?
Laddove persino il sottotetto di villa Imbonati è in eternit, oltre ad una miriade di pollai, cucce per cani, tetti di garage e capannoni molti dei quali dismessi, ne sono ancora provvisti?

Il problema principale, oltre all’omertà figlia della scarsa cultura salutistica e ambientale che spinge alcuni cittadini a non dichiararne come d’obbligo la presenza nelle loro proprietà, abbiamo constatato quando eravamo consiglieri comunali, le amministrazioni, probabilmente per non inimicarsi nessuno e quindi perdere voti, fanno finta di non vedere.
Insomma, chiudono un occhio, a volte tutti e due, anche perchè spesso i rappresentanti dei cittadini delle località rurali sono della stessa pasta di chi li ha eletti (talvolta persino parenti), e quindi ragionano con la stessa testa, sottovalutando il pericolo.

26 anni fa l’amianto veniva messo al bando in Italia, ma la situazione è ancora insostenibile nonostante gli sforzi di politici locali coraggiosi e responsabili, realmente dalla parte dei cittadini, quindi con la ferma convinzione che si debba tutelare la loro salute.

In Italia l’esposizione all’amianto continua a fare ogni anno circa 1.200 morti per mesotelioma maligno ai polmoni e altrettanti per tumori correlati, e questo nonostante nel nostro paese l’utilizzo sia stato messo al bando da oltre un ventennio.
Chi devono ringraziare tutti questi morti?
L’ignoranza innanzitutto.
L’ignoranza dei cittadini di località rurali che non vedono la necessità di smaltire l’eternit che hanno fuori o dentro o sopra casa.
E poi la politica locale che, appunto, ne diventa complice per convenienza elettorale.

Il periodo di incubazione del tipo di tumore legato all’amianto può essere addirittura dai 20 ai 40 anni, il che fa si che il cittadino sia portato a sottovalutarne il pericolo della presenza, non vedendone effetti nell’immediato.
Si stima che in Italia vi siano ancora 32 milioni di tonnellate di amianto da smaltire

Secondo la fonte di Lega Ambiente, l’amianto è stato messo al bando 26 anni fa, ma è ancora, purtroppo, diffusissimo. La fibra cancerogena con cui per molti anni sono stati realizzati gli edifici, continua a essere una presenza inquietante nelle nostre città, il suo smaltimento è ancora un problema irrisolto e le bonifiche dei siti contaminati procedono a rilento. Le strutture  nelle quali oggi risulta ancora presente -recita sempre Lega Ambiente – sono 360 mila (per un totale di circa 58 milioni di metri quadrati di coperture), di cui 50.744 sono di edilizia pubblica, 214.469 abitazioni private e 20.269 all’interno di siti industriali.

Mancano i finanziamenti dello Stato e i siti di smaltimento, anziché crescere nel numero, diminuiscono a conferma che il problema è ancora ben lungi dall’essere risolto.
La maggior parte dell’eternit rimosso viene inviato all’estero per lo smaltimento. (E qui è chiaro che è la politica che manca, che ha fallito!).
A proposito, cosa fa la nostra amministrazione in merito, visto che fra San Fermo e Cavallasca vi è ancora una forte presenza della fibra mortale?

A noi risulta niente.

Mi Piace(4)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email