Il punto della situazione dopo la polemica Mascetti – Gagliardi e la richiesta di quest’ultimo del commissariamento

In questo momento Mascetti, agli occhi dei cavallaschini, è al massimo raggiungibile per quanto concerne fiducia, aspettativa e popolarità.
E’ visto come un ‘liberatore, un po’ come gli italiani dell’Italia meridionale videro gli americani nel 43 e nel 44 che, via via, liberavano le città dai nazifascisti, ma anche dalla fame e dalla paura dei bombardamenti, visto che tutti avevano capito che i tedeschi la guerra avrebbero potuto solo perderla e gli alleati vincerla e che l’unica variabile sarebbe stata il tempo che occorreva per mettere la parola fine.
Ora, fatto questo azzardato parallelismo, possiamo affermare che Mascetti ha già vinto le elezioni di primavera, perchè è visto come un liberatore, un uomo che ha saputo contrapporsi al prefetto per quanto concerne l’accoglimento dei clandestini (almeno fino ad ora) nella caserma del Monte Sasso, che ha portato soldi per coprire l’enorme buco di bilancio, che fra poco porterà un giallobus per i bambini mandando in pensione la vecchia carretta inquinante e arrancante di ora, che ha promesso soldi alle varie associazioni, nonché alla parrocchia.

Ha liberato i cavallaschini dall’incubo delle tasse, da un periodo di umiliazioni e polemiche violente, dal rischio di un preoccupante commissariamento, dalle tasse ai massimi consentiti dalla legge.
Il Mascetti, entrando in Cavallasca, non può non essere visto che come un liberatore, come i siciliani, i calabresi, i pugliesi, i campani, videro gli alleati nel 43 quando entravano nelle loro città, con gli Scherman e gettando alla folla festante sigarette, cioccolato e caramelle, tutte letizie oramai dimenticate dagli anni bui delle restrizioni di guerra.
Solo dopo ci si sarebbe resi conto che dietro vi era una colonizzazione in atto, Italia fatta terra di conquista delle multinazionali come la Coca Cola la Ford o la General Motors, che ci avrebbero resi Stato satellite escluso dall’avere una rappresentanza politica autorevole nelle sedi internazionali, che le nostre navi da guerra, orgoglio della regia marina e nostro vanto agli occhi del mondo, sarebbero state inviate alla demolizione quando non cedute a paesi terzi come riparazione in conto di guerra.
In quel momento, tutti avevano occhi solo per le cose belle.
Come a Cavallasca, in questo passaggio storico.

vittorio belluso

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email