A chi capitasse di passare per Dongo, consigliamo di fermarsi per una mezz’ora a visitare il museo dei fatti del 2 7 aprile 1945, allorchè i gerarchi catturati durante la loro fuga a Musso, furono passati per le armi dopo un processo sommario.dongo 2
Il fucile mitragliatore in foto, è uguale a quello che, poche ore dopo l’eccidio di Dongo, avrebbe posto fine anche alla vita di Mussolini e della sua amante, la bellissima Claretta Petacci.
L’originale della mitraglietta era conservato a Tirana, Donato dall’assassino a Enver Oxha.

Poi sparito dopo la caduta del comunismo verso la fine degli anni 80,
Si tratta di un mitra francese MAS 35, calibro 7,65 Long. Una schifezza, sostengono gli esperti: impreciso e facile all’inceppamento.dongo 3

La CZ 61 Skorpion, una delle armi preferite dalle Brigate Rosse, usata per ammazzare Aldo Moro, era di là da venire.

Pare, riferiscono i nostri esperti, che Benito e Claretta furono uccisi la notte prima del 28 aprile, e cioè il 27, quando Mussolini cercò di reagire al tentativo di stupro della Petacci, nella camera dove erano stati confinati.
La mattina i partigiani avrebbero inscenato l’esecuzione, per coprire lo stupro con assassinio.
Questo spiegherebbe anche perché lei fosse senza mutandine a piazzale Loreto e i vestiti non presentassero tutti i fori dei proiettili che furono riscontrati sui cadaveri.
La foto della balaustra, prospiciente il municipio/museo, presenta in più punti i fori delle pallottole che vennero sparate nell’esecuzione dei gerarchi fascisti.
La foto in questione, lo fa vedere bene.

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