A quattro anni dalla fusione tra Cavallasca e San Fermo vorrei riproporre alcune considerazioni a suo tempo espresse.
Il mondo cambia!
Cavallasca è un paesino bello, ridente, ricco di bellezze, di arte e di natura, un paesino con la sua chiesa, il suo campanile, il municipio, la farmacia (anche se più recente), manca per completare il quadro la caserma dei carabinieri, i quali, anche se presenti, sono lontani territorialmente (vedi in una stampa dei Carabinieri ove sono rappresentati, il Sindaco, il Parroco, il Maresciallo dei Carabinieri e il Farmacista come le massime autorità del paese).

Ora con l’incorporazione in San Fermo, tutto questo non esisterà più, si formerà un paese che sarà una piccola cittadina ove ci saranno comunità anonime e si vivrà come nelle città ove mancano quei contatti umani dei piccoli comuni, tutti si rinchiuderanno in se stessi e ognuno vivrà nella sua casa dove non si conosce chi abita nella porta accanto.
Cavallasca non esisterà più e anche noi ci chiameremo San Fermo.
Cavallasca perderà il suo fascino che la pone (secondo una signora incontrata alla sagra di San Rocco) al centro del mondo.
La stessa Battaglia di cui San Fermo si fregia si è svolta quasi tutta a Cavallasca, con il quartier generale di Garibaldi, l’infermeria, i piani della battaglia vennero studiati a Cavallasca e solo l’ultimo assalto al Santuario si svolse a San Fermo.
Il nome stesso del paese è stato dato da un Cavallaschino.
Cavallasca in passato paese di villeggiatura dei patrizi milanesi (e c’era il detto: è di moda avere una casa a Cavallasca).
Soggiornarono personaggi illustri che altri paesi ci invidiano e che non hanno mai avuto, tra i quali Guido Grimoldi, Giuseppe Garibaldi, Alessandro Manzoni. Luigi Pirandello, Buffalo Bill, Raffaele De Couten, Margherita Sarfatti, Benito Mussolini ospiti di altrettante famiglie illustri quali gli Imbonati, i Butti, i Sarfatti.

San Fermo, avendo la maggioranza della popolazione, eleggerà i suoi rappresentanti e noi verremmo tagliati fuori contando meno del due di picche e i servizi e il Municipio verranno collocati a San Fermo.
Purtroppo con le leggi che impongono o stanno per imporre le fusioni in quanto i piccoli comuni non possono più sopravvivere per le ristrettezze economiche e sono costretti a scegliere, e anch’io sono costretto a scegliere.
Un si sofferto per tutto quanto detto sopra in quanto nella situazione attuale non vedo alternative, un si ponderato (non come tanti rimbambiti che votano si per far vedere che sono moderni), non per i soldi che vanno e vengono.
I soldi della fusione termineranno e gli stessi introiti del parcheggio dell’Ospedale Sant’Anna fino a quando ci saranno. Sono già in circolazione voci che vogliono togliere, sia gli introiti che il parcheggio,
Niente è eterno, tutto cambia, anche in Italia, patria dell’immobilismo.
Dopo aver ponderato questi punti mi chiedo: se è una unione di cuore e non di interesse si può anche fare, i matrimoni di interesse non vanno mai bene (vedi il detto: un cuore e una capanna) e tutto potrebbe anche funzionare, a patto che il paese più ricco non prevarichi quello più debole e magari scegliere un nome che vada bene a tutti e due senza far torto a nessuno.

MOIREGIRF

Dall’immagine in copertina, si vede l’esercito garibaldino che assalta la chiesa di San Fermo, presidiata dagli austriaci.
Garibaldi proveniva da Cavallasca, ove aveva stabilito il suo quartier generale.
Seconda Guerra d’Indipendenza. Le due compagnie di Cacciatori delle Alpi comandate dal capitano De Cristoforis riprendono il contrattacco alle forze Austriaca del generale Urban arroccate nel convento e le sconfiggono nella Battaglia di San Fermo, il 27 maggio 1859. 

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