Riproponiamo l’articolo sui sacerdoti Butti pubblicato a suo tempo da Renato Leoni

E’ nota come Villa Imbonati, perchè erano stati questi nobili milanesi a farla costruire nell’attuale sede municipale di Cavallasca.

Ma dal 1801 alla fine della prima guerra mondiale la villa fu residenza di quella famiglia Butti che diede el paese una vera e propria ” dinastia ” di sindaci in poco più di un secolo e per la precisione dal 1864 al 1971.

Sono stati infatti sette i primi cittadini presenti sull’albero genealogico del casato che aveva qui possedimenti già nel 1642 quando il vescovo Lorenzo Carafino fece compilare un inventario dei beni parrocchiali.

Le vicende ottocentesche dei Butti e della loro spaziosa ed elegante residenza annoverano pure le nascite di sacerdoti, don Giuseppe e don Francesco, che furono il primo parroco di Drezzo dal 1823 al 1882 e l’altro parroco di Trevano quando questa comunità assunse una sua autonomia ecclesiale.

Don Giuseppe Butti si è guadagnato un posto nelle cronache risorgimentali comasche come consulente topografico di Giuseppe Garibaldi avendo segnalato al generale proprio su sua richiesta di percorso da compire per conquistare Como e l’insediamento austriaco in quel di san Fermo.

A lui oltre che ovviamente all’omonimo nipote detto Peppot che aveva ereditato Villa Imbonati si deve l’accampamento in casa Butti del quartier generale dei Cacciatori delle Alpi alla vigilia dell’arcinota battaglia di San Fermo. Estroso e ricercato poeta il vivace parroco di Drezzo una raccolta di versi da lui espressi in occasione di avvenimenti, di nozze, di anniversari.

Un’altra presenza di rilievo in qull’epoca in casa Butti fu quella di don Giuseppe Livio, cognato dei Butti avendo un fratello suo sposato Luigia Butti sorella del parroco di Drezzo. cappellano del ” Benefizio Butti” e quindi della chiesetta di San Carlo di pertinenza del casato, fu il primo sindaco di Cavallasca dopo l’unità d’Italia.

E per altri quindici anni fu assessore dello stesso comune.

Un ottocento quindi non privo di impegni e di allori della famiglia Butti che vide preti e garibaldini accomunati dalla volontà di porre fine alla dominazione austriaca ed inizio all’indipendenza dello Stato italiano.

 

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