Ricorre oggi, 28 ottobre, il 96 esimo anniversario della marcia su Roma, ideata e pianificata a Cavallasca di San Fermo alla villa il Soldo, residenza di Margherita Sarfatti, amante e musa del futuro duce, ove Mussolini si trovava la notte del 27 ottobre in attesa degli sviluppi.

Pochi sanno infatti, che la notte del 27 sul 28 ottobre 1922, giorno in cui, alle h 17 del pomeriggio, re Vittorio Emanuele conferì a Mussolini l’incarico di formare un nuovo governo, il futuro duce la passò qui a Cavallasca, nella residenza della sua amante Margherita Sarfatti, incerto sul dafarsi e assetato di consigli.

Fu la Sarfatti a spronare Mussolini all’azione, considerando i tempi maturi per il tentativo di presa del potere, nell’Italia post bellica, dilaniata da scioperi e sommosse, tanto che si temeva che il virus comunista potesse dilagare come già successo 5 anni prima nella Russia zarista.
Alle 6 del mattino del 28, il futuro duce lasciò il ‘Soldo’, in località Ca’ Martell, per andare alla stazione di Como Borghi, da cui, con un treno della Nord, si recò a Milano, per poi cambiare salendo su di un vagone letto delle ferrovie della Stato con destinazione Roma.
Niente quindi di eroico e cruento, la marcia su Roma fu in realtà una dimostrazione di forza che si sarebbe potuta stroncare con poche raffiche di mitraglia se solo il re lo avesse voluto.
Ma non lo volle.

Evidentemente il pericolo comunista veniva considerato dalla corona più insidioso per la sua istituzione di quello di quattro reduci dalle trincee della I° guerra mondiale, il cui teatrale capo prometteva fedeltà e rispetto per la corona.
In effetti, la diarchia non sarebbe poi stato Mussolini a infrangerla, ma il “re sciaboieltta” stesso, 21 anni dopo, nel luglio del 1943, facendo arrestare in casa sua (al Quirinale) Mussolini, venuto per conferire col re sui disastrosi sviluppi della guerra, per sostituirlo con Badoglio e tentare il salto della quaglia in favore degli americani, che già avevano cominciato a risalire la penisola partendo dalla Sicilia.

Ma tornando col racconto alla notte di quel 27 ottobre di 96 anni fa, va detto che la presa del potere

di Mussolini avviò una fase di stabilità e prosperità, facendo uscire l’Italia quasi indenne dalla crisi economica mondiale del 1929, sino ad indurre il presidente americano F.D.Roosevelt a mandare un emissario in Italia per vedere quali misure erano state adottate dal governo italiano per essere usciti in così poco tempo e in modo straordinario dalla crisi.

Purtroppo dopo anni di benessere il regime incappò in madornali sbagli che lo portarono alla disfatta e alla tragica fine di Benito Mussolini, primo fra tutti le infami leggi razziali del 1938, un triste e vile asservimento alla politica tedesca, il cui capo, ormai era chiaro a tutti, si avviava a divenire anche il nostro nuovo padrone.

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