Ho una riflessione che reputo importante da fare sulle religioni e sulla nostra Costituzione, che mi nasce dopo aver ascoltato l’intervista di Sky al direttore di Charlie, Gerard Biard

Il titolo dell’articolo, “Nazismo e islamismo_potere religioso che si fa anche potere politico, potere politico che si fa anche religioso_controsensi della Costituzione italiana” , dice già tutto.

E quali sarebbero questi controsensi, che rendono la Costituzione italiana obsoleta, secondo Belluso?

Sono due.
Andiamoli a vedere ed analizzare:

Nella XII° disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana, con la legge del 20 giugno 1952 n. 645 (cosiddetta legge Scelba), si istituisce il reato di apologia di fascismo ovverosia si vieta nella Costituzione stessa di costituire associazioni o gruppi di movimenti che richiamino i principi del fascismo, perchè in palese contraddizione coi principi democratici della nuova Italia uscita dal conflitto mondiale.

Secondo Belluso questo articolo, è incompleto e parziale, perchè se è vero che sottintende con la parola ‘fascismo’ anche l’ideologia nazista, che pure non è espressamente menzionata e che si rese artefice di atrocità inaudite nei confronti dell’umanità intera, tralascia in maniera assolutamente voluta l’ideologia comunista.
Nel 1952, Stalin, era vivo e vegeto ed il comunismo stava perseguitando ebrei, cattolici e avversari politici, confinandoli nei propri campi di sterminio, non secondi ai lager di hitleriana memoria, denominati gulag.

Ma, dal momento che Stalin aveva vinto la guerra, e che di comunisti l’Italia era così piena che ne annoverava anche fra coloro che avevano appena finito di stendere la nuova Costituzione italiana, si preferì tacere sulle fosse di Katyn, sulle foibe istriane e sui milioni di morti delle purghe staliniane, parzializzando la discriminazione politica al solo nazifascismo.

Ciò fu un errore.
Ma andiamo oltre, perchè vi è un controsenso ancora maggiore a cui vorrei arrivare col ragionamento, specie se analizziamo un altro punto della nostra Costituzione, quello che pretende di essere fautore del dialogo fra le genti, di pace e di amore, quel punto della nostra Costituzione che traccia un solco apparentemente insormontabile fra il mio modo di intendere la religione e quella del mio compagno di banco a villa Imbonati.

Mi riferisco all’articolo 8, che recita testualmente :

‘Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.’

Ora, analizziamo questo articolo, che pone tutte le religioni sullo stesso piano, la cattolica con la protestante, la protestante con la fede islamica, la fede islamica con l’induismo.

E qui vengo al punto, perchè vi ravvedo non uno, bensì due controsensi:

Il primo si rifà al punto in cui si vieta l’apologia di nazismo, senza tenere conto che il nazismo, esattamente come il comunismo, non si limitano ad essere solo un modello politico di società, ma si autoproclamano vere e proprie forme di religione stessa.
Il Nazismo, prima della guerra, organizzò addirittura una spedizione in Tibet e in Nepal in cerca del sacro Gral, origine della sua mistica religiosa prima ancora che politica.
Quindi, se noi prendiamo atto che il comunismo staliniano così come il nazismo hitleriano sono state a tutti gli effetti delle forme di religione, non possiamo far coesistere i due punti che, ad un tempo, vietano e promuovono la stessa forma di associazione.

Il secondo controsenso è insito nell’articolo 8, che pone le religioni, tutte le religioni, sullo stesso piano.

Secondo il direttore di Charlie_Gerard Biard_non è possibile accettare forme di politica che siano anche religiose.

E ciò perchè le religioni, tutte le religioni, mirano all’intimo dell’essere umano, alla coscienza dell’individuo, cioè a quella forma di spiritualità che è assolutamente soggettiva, cioè che muta ad ogni essere umano.
Ora, non è possibile_ spiega Biard_che un messaggio che mira al singolo, si standardizzi e diventi messaggio univoco per le masse, cioè un sistema politico che governa i popoli.
Chi lo fa sta solo strumentalizzando la fede per fin prettamente politici.
Ma ciò, si dà il caso, è esattamente ciò che stanno facendo quelle nazioni che hanno implementato nella propria Costituzione i dettami di una dottrina religiosa.
Ciò è già successo in tante nazioni ove la Shari’a_ legge islamica_ si è fatta legge dello Stato.

Non è possibile_sostiene il neodirettore subentrato a Charb ucciso nell’attentato_immaginare che possa mai esistere un dialogo fra chi si ispira ad ideali quali la libertà_in ogni sua forma_in questo caso di stampa e di satira vignettistica_di fraternità ed ugualianza, con chi concepisce come obbligo per la donna l’infibulazione, il matrimonio poligamo per un solo sesso, la pena di morte per il reato di adulterio_sempre e solo per un solo sesso_la soppressione fisica di chi non professa la fede divenuta legge dello Stato.
Tutto ciò non è più possibile accettare.
Quindi, per noi italiani, occorre immediatamente dare il via ad un processo revisionista nei confronti della nostra Costituzione stessa, aggiornandola alla gravità dei tempi, prima che la violenza che tutto il mondo ha veduto con orrore a Parigi, dilaghi anche a Roma.

vittorio belluso

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