Mozione

(visto l’articolo 10 e relativi comma del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale), per dire NO all’ideologia Gender nelle scuole di Cavallasca, come da disegno di legge n.1680, per iniziativa della Senatrice PD Valeria Fedeli, per l’introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle scuole.

Premesso
Che la società sta deviando a causa di ideologie laiciste ed irrispettose della naturale differenziazione dei sessi, già presente nei testi sacri quali Bibbia e Vangelo, da cui la necessità di invertirne la rotta in difesa e nell’interesse delle generazioni future.

Considerato
che in questi ultimi periodi sta prendendo piede nelle scuole italiane l’insegnamento dell’ ideologia “gender“, ovvero la teoria di negare che l’umanità sia divisa tra maschi e femmine mirando ad eliminare le identità sessuali “naturali”.
Non è il corpo in cui si nasce a determinare l’essere maschio o femmina di ogni essere umano, ma una scelta personale alla quale contribuiscono anche le condizioni della società in cui si vive.
Tale ideologia, inoltre, prevede l’abolizione di termini quali “madre” e “padre” a favore di
“genitore 1” e “genitore 2” e il termine “parentalità” al posto di “famiglia“.

Ritenuto e premesso
che non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti dell’omosessualità in generale, non riteniamo opportuno l’insegnamento di questa ideologia sopra indicata a bambini o ragazzi minorenni

Pertanto
il sottoscritto Vittorio Belluso, capogruppo della lista “Forza per Cavallasca“, chiede l’impegno dell’Amministrazione comunale di attivarsi affinchè tale ideologia non venga genericamente promulgata sul nostro territorio.

Commento

Con la mozione gender, Forza per Cavallasca segna il ritorno ad una linea politica di alto livello, incentrata su temi umanistici ed etici.

Dopo la mozione del 2009 sulla caduta del muro di Berlino, affinchè anche a Villa Imbonati se ne onorasse la memoria ( bocciata col voto contrario, già allora, di Ronchetti e Gagliardi), con la mozione sul crocefisso negli edifici pubblici in seguito al ricorso, poi respinto, alla Corte di Strasburgo di una cittadina italiana che ne chiedeva la rimozione ed infine, con le due mozioni 2013 e 2014 sulla vergognosa quanto ingiusta detenzione, nel disinteresse delle nostre autorità, dei nostri due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in India, ( anch’esse bocciate dalle altre due liste), è ora il turno della mozione contro la volontà governativa di introdurre l’ideologia gender nell’insegnamento nelle scuole, cosa che noi riteniamo semplicemente sbagliata.

Sappiamo bene che la nostra scelta non verrà condivisa da quella maggioranza di cittadini che non ne comprenderà il senso.
Sappiamo bene che in molti penseranno che a Cavallasca non ci siano le condizioni per trattare argomenti così importanti.
Eppure, costoro, si sbagliano di grosso!
E’ la coscienza figlia della cultura informativa che manca a Cavallasca ed è è proprio lì che noi batteremo il chiodo nei prossimi anni.

Denunceremo le cose che riteniamo sbagliate, come già abbiamo cominciato a fare, come certe grossolani sprechi della nostra amministrazione, che sa solo tassare e tentare di nascondere all’opinione pubblica le proprie mancanze.

Ma non proporremo più, come anni fa ci venne chiesto da più parti, le famose proposte costruttive.
E questo perchè esse, fra cui, tanto per citarne alcune, quelle sul pannello informativo comunale, sugli orti pubblici, sulla parità di premio fra gli alunni provenienti dalle scuole pubbliche che private, la mozione per installare un parapetto di fronte alla piazzetta del Centro Servizi ove si erano già registrati degli episodi potenzialmente pericolosi, ecc.ecc, esse sono state tutte dapprima bocciate, poi lasciate macerare in qualche cassetto comunale, e poi, quando ormai la popolazione se n’era bella che dimenticata, estratte e fatte proprie da una maggioranza scorretta quanto priva di idee.

Con la mozione gender, intendiamo porre l’attenzione del lettore sul fatto che la politica entra sempre nelle nostre case, anche quando non ce ne accorgiamo e pensiamo di averla chiusa fuori dal nostro uscio, e vi entra, come nell’ideologia gender, in maniera subdola attraverso addirittura l’insegnamento che i nostri figli subiscono a scuola.
Il disegno di legge.

La finalità è la seguente:
il superamento degli stereotipi di genere educando le nuove generazioni, lungo tutte le fasi del loro apprendimento scolastico, al rispetto della differenza di genere”.
Dunque, insegnare la ‘differenza di genere’ sin dalla scuola primaria attraverso nuovi libri di testo.

Per soddisfare tale finalità il ministero dell’Istruzione intende adottare provvedimenti per integrare l’offerta formativa dell’educazione ‘di genere’ dei bambini.
I piani dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado adottano criteri educativi finalizzati alla promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali, al fine di eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza e sopprimere gli ostacoli che limitano di fatto la complementarità tra i sessi nella società» (art. 1).
Inoltre si prevedono anche corsi sulla “differenza di genere” a discrezione degli insegnanti (art. 3).

Il disegno di legge sembra riguardare solamente la valorizzazione del ruolo della donna nella società e la tutela del principio di uguaglianza al di là delle differenze di sesso, invece le cose non stanno così, perchè, stando alla relazione ministeriale, occorre ‘incoraggiare gli studenti a intraprendere percorsi di studi e professionali superando visioni tradizionali che tendano a individuarli come tipicamente “maschili” o “femminili”.

A nostro avviso, così facendo, si vanno a ledere le differenze che sono naturali fra maschio e femmina che, nella terminologia gender, non a caso vengono chiamate
“differenze di genere”, come se fossero un qualcosa di vecchio e da doversi superare.
Si tenta criminalmente di cancellare le peculiarità che fanno di un uomo un uomo, e di una donna una donna, insegnando che ciò è male.

Questa lege altro non è che un piede di porco, atto a scardinare le basi su cui si poggia la nostra già cadente e corrotta società.
Quindi, secondo il nostro Governo laicista e filo marxista, con l’ideologia gender si vorrebbe superare lo schema uomo_donna perché considerato vecchio e stereotipato, figlio di una cultura conservatrice e bigotta, stimolando nell’alunno il riconoscimento dell’identità di genere attraverso quei modelli comportamentali già presenti nella società.
Quindi, a nostro avviso, il disegno di legge, una volta riuscito a distruggere il concetto di rapporto uomo_donna, per come è dalla notte dei tempi fin nei testi sacri, si prefigge di porre le basi per una società in cui le variabili omosessuale, bisessuale, transessuale, transgender, costituirebbero la norma e non più una curiosa eccezione figlia anch’essa, entro determinati limiti, della natura..
Tutto ciò, per noi, è inaccettabile, perchè riteniamo essere la differenziazione degli esseri umani in base al sesso è la cosa più bella ed interessante che Dio ci ha dato sulla terra.

vittorio belluso

Paper Dolls 2

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