Un disco rotto.
L’attuale papa parla quando dovrebbe stare zitto, e tace quando invece dovrebbe parlare.

Questo papa, con l’omelia pro migranti in cui ha paragonato Giuseppe e Maria ai cosiddetti migranti (altrimenti chiamati clandestini), ha creato, una volta di più sconcerto.
Una vera e propria sollevazione popolare che ha in questi giorni sui social network la sua espressione più aspra e tamureggiante.

Anche a Natale – e questo è un fatto- l’attuale papa non ha saputo fare a meno di fare politica dal pulpito più alto, tentando di inculcare agli europei le sue tesi tutte volte a favore di un’accoglienza indiscriminata quanto insostenibile, sia da un punto di vista economico che pratico.

Giuseppe e Maria non erano in fuga, visto che andavano a farsi censire nella loro nazione (la Giudea) come ordinato da Cesare Augusto.
Quindi, i genitori di Gesù, erano rispettosi delle leggi e si muovevano in casa propria.
L’esatto contrario di quel che ha sostenuto il papa nella sua omelia natalizia.

Scrive Socci:
Non ci si può credere! E’ veramente ossessionato! Anche nell’omelia di questo Natale il comiziante peronista obamiano invece di parlare di Gesù Cristo, parla dei migranti. Solo e sempre politica! Gli hanno ordinato di martellare su questo punto e lui da cinque anni bombarda quotidianamente,.
Oltretutto colpisce l’ignoranza. Qualcuno gli spieghi che Giuseppe stava portando la sua famiglia non in un pase straniero per motivi economici, ma nel suo stesso paese per il censimento, perché lui era originario di Betlemme. Quindi era a casa sua. E il versetto “non c’era posto per loro” si riferisce al fatto che nel caravanserraglio dove erano tutti non c’era un luogo appartato per partorire. Come si può distruggere così l’annuncio del Natale con un banale comizietto populista?”

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