Di Sergio Gaddi

Nemmeno il grande Alberto Sordi, insuperato interprete della cialtroneria italica, è mai arrivato a tanto. Questa non è una semplice copertina, ma un’opera d’arte. Signori, giù il cappello.

Quando l’impudenza viscida viscida, l’opportunismo piccolo piccolo e la falsità grande grande superano ogni argine di decenza, ecco che si entra negli spazi rarefatti dell’arte. Questa non è più una sparata giornalistica, non è solo un fatto locale. Lucchetti e cartoline hanno restituito il lago! Stupendo. Una capacità di prendere per il culo il prossimo sublime, trascendentale, assoluta. Una palla cosmica e meravigliosa che dovrebbe diventare oggetto di tesi di laurea, di dibattito. Una follia paesana untuosa ma magnetica, piena di fascino sordido che attira come un film splatter. Va studiata nelle università, bisogna farci convegni, seminari, simposi.
Eppure, per noi che abbiamo fatto il militare e siamo uomini di mondo, il fatto che qualcuno del B&B di via paoli consideri i cittadini un branco di coglioni affascina come una spiaggia maldiviana.
Penserete, a questo punto, che non si possa andare oltre, che il fondo più fondo sia stato infranto, che il peggio del peggio sia stato abbondantemente raggiunto dalla copertina. Errore. Ecco che, come il petalo attaccato alla corolla, arriva l’editoriale di contorno. Ma, incredibile a dirsi, dalla prima riga si capisce che il piatto forte sia in realtà il solito rigurgito settimanale, condito con i soliti copia e incolla e guarnito con i soliti 4 aggettivi già marciti.
Ora, va bene che abbiamo stomaci forti, va bene uno sguardo ammirato alla copertina, ma arrivare addirittura al fondo dell’editoriale a ora di pranzo vuol dire auto-infliggersi il reflusso gastroesofageo con conseguente ingrossamento patologico dello scroto. Ne vale la pena?

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