La lettera giunta in redazione di un collega farmacista

Ciao Vittorio,
e’ di pochi giorni fa l’annuncio sonante di Conte che fieramente, in diretta tv, pronuncia quello che tutti si aspettavano da tempo! Le mascherine chirurgiche avranno, finalmente, il prezzo imposto di euro 0.50 o, se preferisci, 50 centesimi.
Permettimi di manifestare tutto il mio dissenso verso questo provvedimento ed, in particolare, esprimo la mia perplessita’ su come i vertici della nostra categoria non siano stati all’altezza della situazione.
Testualmente dall’ultima comunicazione:
“…consentiranno di agire al fine di ottenere il riconoscimento ed il rimborso del differenziale del prezzo di acquisto con le modalità che saranno individuate e delle quali sarà cura di questa Federazione fornire tempestiva informazione, anche alla luce dell’incontro con il Commissario straordinario di Governo.”
Ecco, la sconfitta e’ servita.
Si parla di un rimborso tra prezzo di acquisto e di vendita nel caso il primo sia superiore ad euro 0.50, ma non c’e’ menzione di tutto il lavoro che c’e’ stato, e c’e’ tutt’ora, dietro.
Chi ha trovato le dette mascherine?
Chi e’ stato impegnato per giorni al telefono contrattando il prezzo di acquisto? Cosi’ da renderlo il piu’ basso possibile?
Chi sta per diverse ore impegnato a spacchettare le mascherine e, secondo le vigenti normative, imbustarle nuovamente con le istruzioni in italiano, lotto e data di scadenza con le restrizioni lavorative imposte non piu’ tardi di una settimana fa?
Non mi interessa il prezzo di vendita, quello che interessa (e dovrebbe interessare tutti) e’ il riconoscimento dei nostri sforzi.
In quest’ottica il nostro lavoro vale ZERO, siamo dei “passa mascherine”, lavoriamo senza retribuzione.
Che tristezza!
In una frase:
Questa Federazione, ancora una volta, non ha perso l’occasione di umiliare i propri iscritti non considerando gli sforzi fatti fino ad ora ed obbligandoli a lavorare senza un giusto corrispettivo.
Una riflessione:
Dal 4 maggio le mascherine saranno distribuite da tutti (tabacchini, giornalai, alimentari ecc….) e allo stesso prezzo; In questo scenario che posto ci spetta.
L’altro ieri l’assorbenza, ieri la protesica ed i presidi per diabetici, oggi le mascherine …. Domani quale scusa per farci lavorare a titolo gratuito? (con le conseguenze sull’occupazione, perche’ se noi non siamo retribuiti come possiamo retribuire i dipendenti?).
Ti auguro un buon lavoro svolto, come sempre, con professionalita’ al di sopra di tutto e di tutti.
Ciao
Daniele

Mi Piace(7)Non Mi Piace(6)
Print Friendly, PDF & Email