Di Sergio Gaddi
Sempre gli stessi, sempre quelli dell’8 settembre

E noi dovremmo fidarci di questi qui? In pieno delirio di onnipotenza hanno avuto il coraggio di parlare di impegni, onore, coerenza. Ma la quantità di palle, bugie, truffe, trucchi e prese per il culo è pari solo al numero di volte in cui Di Maio, il caso psichiatrico di presunzione più incredibile della storia, ha cambiato idea nelle ultime ore. Un numero praticamente infinito.
Salvini, da parte sua, forse ubriaco di like, fino a ieri dichiarava: Savona all’economia è insostituibile, imprescindibile, inamovibile, inimitabile. L’orgoglio italiano, l’unico baluardo contro i nemici. Chi lo tocca, peste lo colga. Risultato: all’economia c’è un certo Tria (un tecnico esattamente come Monti e la Fornero) e Savona viene declassato in un ministero del tutto inutile.
E il tutto-di-un-pezzo professor Savona, disonorando la sua esperienza e la sua veneranda età, ieri si indigna contro il Quirinale, oggi si fa ridurre a comparsa senza battere ciglio. Italiani brava gente, anche lui evidentemente tiene famiglia.
Stessa cosa per lo sconosciuto Conte. Obbediente e servile, si fa utilizzare come la statuetta della regina che fa ciao ciao con la manina. E veniamo alla Meloni. Prima ci prova con quella risibile idiozia dell’impeachment, poi implora una particina nel governo giallo-verde, alla fine viene rifiutata, ma resta in tribuna.
Personalmente sono sempre più convinto che la più grave malattia della politica italiana mai vista prima venga da 5stelle, dal quel mostruoso virus nato da un comico pazzo che evidentemente ha infettato (con grande dispiacere) anche la Lega. Ma non avrei mai immaginato un tale livello di incapacità, approssimazione, inadeguatezza, mancanza di ogni e qualsiasi merito di questa classe “dirigente”. Mi auguro solo che Forza Italia, anche a costo di arrivare all’uno per cento in questi tempi bui, mantenga un’opposizione dura e forte. Rispetto a queste piccole figure di provincia, Berlusconi resta un monumento inarrivabile, pur con tutti i suoi 80 anni. Uno che non ha mai tentato di mangiarsi i partiti alleati (semmai ha più volte salvato economicamente la Lega) nemmeno quando Forza Italia era osannata al 30 % e gli altri arrancavano al 4.
Staremo a vedere. Ma questa è l’Italia, e questi sono gli italiani. Sempre gli stessi, sempre quelli dell’8 settembre.

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