Da oggi disponibile la nuova edizione del romanzo de nostro caro amico Giuseppe Antoni, “L’Aquila e i Leoni“.
Questa la copertina e la IV di presentazione.

Giuseppe Antoni è uno scrittore, stimato conoscitore di storia militare ed esperto di tecnologia degli armamenti. È nato nel 1952 ad Ambra, un paese nel Chianti fra Arezzo e Siena. Di Ambra ne ha fatto il suo buen retiro, dopo molti anni trascorsi in giro per il mondo.

Le figure genitoriali per Giuseppe sono un costante punto di riferimento: il padre toscano, dopo una carriera come ufficiale comandante di Bande Ascari nel Regio Esercito Coloniale Italiano, nel dopoguerra si diede all’insegnamento, pur mantenendo contatti e amicizie nell’ambiente militare. Da questo formidabile uomo lo scrittore ha ereditato la passione per l’avventura e il mal d’Africa, un continente che l’uomo visse e che respirò per molti anni: una terra che ti resta nel sangue per sempre, se hai occasione di viverla senza filtri. Dalla madre veneziana (anch’essa insegnante), campionessa ai Littoriali del 1936 nel tiro a segno col fucile d’ordinanza, Antoni ha ereditato il culto per la storia della nostra Patria, la passione per le armi e quella per la buona cucina.

Per gran parte della vita lo scrittore ha fatto base a Firenze, dove si era trasferito coi genitori da ragazzo; in questa città ha fatto gli studi superiori e ha avuto le sue prime avventure. Dei suoi trascorsi lavorativi non si può parlare più di tanto: ci basti sapere che Antoni ha collaborato con enti italiani e sovranazionali per la raccolta di “dati sensibili”. La sua professione e la crescente esperienza nel campo delle armi lo hanno portato a collaborare per anni con importanti riviste del settore (Diana Armi, Eserciti e Armi, Weapons Today Italia, Editoriale Olimpia e altre testate). Ritiratosi dal servizio attivo, l’autore de L’aquila e i leoni ha iniziato a scrivere con ardente passione e a fare consulenze per scrittori. Oggi è al suo terzo romanzo. Ma il suo aspetto pacifico e l’aria sorniona non vi ingannino: i suoi amici parlano Giuseppe come di un esperto di vita a contatto con la natura che ama mimetizzarsi nel folto della boscaglia del Valdarno dove si allena al tiro con l’arco.

l'aquila e i leoni

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