Il Governo si dimostra ogni giorno sempre più confuso ed incapace.
Certamente non in grado di risolvere i problemi che attanagliano il Paese ma, bensì, di aggravarli.
La spiegazione di questa Caporetto sta nell’eziologia stessa di questo governo, composta nella sua essenza da persone che nella vita reale non avrebbero trovato un posto di lavoro nemmeno come sottoposto del sottoposto del sottoposto.

A ciò si aggiunga che a dettare i decreti legge (uno al giorno) non è il Parlamento, ma la CGIL, che sta imponendo misure alle aziende insostenibili dal punto di vista economico.
Come il prezzo di vendita politico delle mascherine chirurgiche fissato da Conte & c. ad un terzo del loro costo d’acquisto reale, questo governo pensa che l’emergenza si possa governare con la demagogia e col populismo, che sono cose che vanno forse bene in tempi di elezioni perchè pagano dal punto di vista elettorale, ma che sono deleterie quando la nave sta affrontando la tempesta.
In questo quadro a tinte  fosche, spicca un dato essenziale: le aziende ad oggi non hanno ricevuto in concreto aiuti economici che servano a fronteggiare la crisi.
I soldi promessi da Conte non ci sono e gli italiani stanno tirando avanti da due mesi coi loro risparmi.
Ma tanti sono ormai al limite delle forze.
Le aziende, tantissime aziende, non sanno nemmeno più se sono già da ora in grado di riaprire i battenti, perchè annegate nel frattempo dell’attesa degli aiuti nel mare delle spese non derogabili e della burocrazia.
Non oso immaginare le mancate entrate nelle casse dell’erario da questi 2 mesi di stop.
Fra f24, iva, e contributi, ci deve essere stato un vero e proprio tracollo.
Ed anche le entrate di giugno non si preannunciano per nulla buone, visto il crollo dell’industria turistica che, da sola, ha già bruciato milioni di posti di lavoro.
Certo, l’erario italiano, grazie all’anticipo sui presunti ricavi dell’anno entrante (solo in Italia un obbrobrio così), dispone dal mese di novembre di una liquidità aggiuntiva ed estorta, che in altri Paesi non ci sarebbe stata, ma il compenso a credito di imposta ridurrà ulteriormente il gettito fiscale del mese prossimo.
Ugualmente, se di quei soldi ne fai un uso improvvido, come elargire redditi ai fannulloni nostrani ed ai fannulloni clandestini, togliendoli a i tuoi concittadini che si vengono a trovare in difficoltà, tu Stato fai presto a naufragare.
Ecco perchè il rischio di una patrimoniale al 10%, è concreto, come tanto la CGIL vorrebbe. (La CGIL, per chi non lo sapesse, è il sindacato dei comunisti, da sempre contro le imprese e a difesa di fannulloni e sabotatori).
E’ l’ultima carta da giocare del perdente.

Molto più corretto sarebbe, da parte del governo, emettere dei buoni del tesoro, o buoni di guerra, o coronabond, ( ITALIANI, NON EUROPEI O PEGGIO ANCORA TEDESCHI, cioè emessi dalla Banca d’Italia e non da Bruxelles o da Berlino), che finanzino il debito dello Stato garantendo un rendimento onesto a chi li sottoscrive.
In tempi di guerra i governi hanno sempre usato questo strumento, perchè non farlo ora?
Se patrimoniale sarà, allora sarà anche guerra aperta, come mai prima d’ora.


vittorio belluso

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