Alla luce di quanto avvenuto ieri, ci riferiamo al fallimento della trattativa di fusione 50% – 50% fra FCA e Renault, alcune considerazioni sono opportune.

Innanzitutto stupisce il silenzio di tutti i membri del governo italiano sulla questione, a differenza del governo francese che, come azionista Renault col 15% del pacchetto azionario in portafoglio, si è sentito in diritto ed in dovere di mettere il becco nella trattativa, facendola fallire a causa dei troppi diktat.
Sotto questo punto di vista, FCA gode senz’altro di una libertà d’azione che i loro colleghi d’oltralpe non hanno.

Ora il futuro di FCA è più che mai incerto.
Già all’indomani della morte di Marchionne, su questo blog, denunciammo il grave ritardo nel lancio di nuovi modelli con cui il gruppo intendeva (ed intende) affrontare il mercato.
Ormai i listini Alfa Romeo, Maserati e Fiat, sono scarni e vecchi.
LANCIA già nell’oblio.
Solo JEEP fa utili, anche perchè unica gamma aggiornata.
Le novità non arrivano se non in veste di concept car, come la splendida Tonale (foto), presentata a Ginevra due mesi fa, che non si sa ancora quando verrò prodotta e su che piattaforma.
FCA ha in cantiere molti buoni modelli frutto di idee geniali sposate al buon gusto, ma … evidentemente, scarseggiano le risorse per industrializzare tali modelli.
Il ritardo sull’elettrico è evidente a tutti.
Dopo il pareggio di bilancio raggiunto un anno fa, ora servirebbe una joint venture con una casa automobilistica specializzata nel settore.
… Una Joint venture … non una vendita in toto di armi e bagagli.

Speriamo che il gruppo italo americano, multinazionale forzata con sede amministrativa in Olanda causa esosità delle tasse italiche, riesca a vincere anche questa ennesima sfida per restare in vita.
Tutto e ancora dipende dagli Agnelli.

Mi Piace(1)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email