L’amministrazione sanfermina si autoincensa, anche grazie ad articoli benevoli, ribaltando la realtà dei fatti, che vedono le tasse invariate rispetto all’anno scorso nonostante le entrate erariali straordinarie seguite alla fusione.
Cioè a dire, un capolavoro di contorsionismo politico che fa presa su di una popolazione evidentemente superficiale e succube di una informazione a senso unico, che si ferma alla forma, senza entrare nella sostanza delle decisioni deliberate dal consiglio comunale.

E così, enfatizzata, spicca a caratteri cubitali la frase dell’assessore al bilancio, come se fosse un qualche cosa di cui andar fieri, anziché vergognarsi: ”non aumentiamo le tasse!”, e il popolo sanfermino se la beve ed è contento.
Un po’ meno quello cavallaschino, che, seppur ancora traumatizzato dall’incedere degli eventi che hanno visto venduta nel 2017 la propria sovranità in nome di una impunità dei responsabili del buco di bilancio, si ritrova ad essere, niente di più e niente di meno, che periferia del Comune incorporante.

Nell’ultimo consiglio comunale, con un articolo pubblicato leggi qui, ho attaccato l’amministrazione sul fatto che non aveva abbassato le tasse pur a fronte di entrate in enorme aumento, in parte provenienti dagli incentivi di Stato per l’avvenuta incorporazione di Cavallasca.
Proponevo di sopprimere l’IRPEF.
E ritenevo la cosa un dovere morale prima ancora che politico.
La risposta ufficiale dell’amministrazione si è fatta attendere una ventina di giorni, ed è arrivata per mezzo  del giornale locale.
A fronte dei fatti che avrebbero dovuto far esclamare: “nonostante le notevoli entrate non abbiamo voluto diminuire le tasse“, rispondono con un “non abbiamo alzato le tasse!“. Una bella differenza! Che ne dite?
Una frittata rigirata bella e buona!
E i lettori del gruppo fb di San Fermo sembrano in maggioranza bersi la fregnaccia, illusi che non si potesse altrimenti.
Ergo, i residenti son contenti! (fa anche rima).
Ma invece si sarebbe potuto fare molto, molto meglio di così.
La voragine di Cavallasca è stata coperta ampiamente dai 752 mila euro annui per 10 anni che entreranno annualmente nelle casse del comune, ( 752 mila son già entrate), come da me sostenuto con forza fin da 4 anni fa.

L’irpef, per esempio, era un dovere morale toglierla, così come altri Comuni più virtuosi di noi non la fanno comparire nel bilancio da anni.
Sarebbe stato un incentivo alle imprese ed ai lavoratori.
Perché non l’hanno fatto?
Per tenersi le mani libere di spendere altri soldi, e ciò a spese soprattutto dei residenti di Cavallasca?
Aggiungo infine che le tasse sono relativamente basse (io direi nella norma) solo per i privati.
Le imprese a San Fermo pagano molto, come abbiamo già documentato in passato, a conferma della inestinguibile sete di denaro pubblico di chi ci amministra.

vittorio belluso

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