21 milioni di italiani nella morsa di Equitalia, di cui il 96% con presunti debiti sotto i cento mila euro.
Un credito preteso dallo Stato di oltre 810 miliardi di euro.
Ma chi ci dice che parte di queste cartelle non sia pretestuosa?
Che vengano emesse cartelle induttivamente sulla base del nulla o di regole cambiate in corso d’opera e con valore retroattivo?
Cioè a dire, un’estorsione legalizzata nei confronti della parte che, da sola, tiene in piedi l’Italia: quella delle ‘piccole’ partite iva.
Bersagliati con le tasse dirette e quelle, come queste, occulte.

Ricordiamocene il 4 marzo!

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