alessandro fermiHo letto in questi giorni molti commenti rispetto all’iniziativa che ho lanciato per sollecitare i consigli comunali ad affrontare il tema della possibile introduzione anche nelle scuole materne e primarie della nostra provincia di iniziative che possano mettere in discussione uno dei cardini della nostra società quale è la famiglia intesa nella sua naturale declinazione di uomo, donna e prole.

Ho preso atto come i piu’, probabilmente per sfuggire al tema, si siano concentrati in elucubrazioni mentali sulla esistenza o non esistenza della “teoria gender”.
Lascio queste riflessioni, studi, contorsioni filosofiche ai ben pensanti.

Sinceramente al sottoscritto che esista o non esista questa teoria da un punto divista scientifico interessa meno di zero.
Quello che invece preoccupa è l’ipocrisia, il silenzio che circonda questo tema. Perchè nessuno puo’ negare l’esistenza di opuscoli, libri, fiabe, racconti che mostrano una famiglia diversa da quella che la legge della Natura ha creato e che nessuna legge dello stato deve ignorare o tentare di modificare.

Un conto è la lotta alle discriminazioni, altro è l’indottrinamento della teoria secondo cui non siamo uomini o donne ma cio’ che vogliamo essere.
Sbaglia ancora di piu’ chi questa tesi la vuole introdurre nelle scuole con il bollino dell’Europa o di un ufficio di Governo spacciandola come lotta alle discriminazioni.

Non stiamo parlando di fantascienza perchè in alcune scuole questo è gia’ avvenuto ed in altre si discute dell’opportunità.
La preoccupazione non è che opuscoli o fiabe come queste possano turbare la mente di un bambino ma combatterò sempre qualsiasi, piccola o grande che sia, concessione che possa accreditare o legittimare una deriva sociale che rischi un domani di considerare naturale anche una adozione tra persone dello stesso sesso.

genitore 1

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