Bocciata la Mozione Lega Nord sulla fusione con argomentazioni risibili

Ieri sera,
si è svolto il Consiglio Comunale di San Fermo.
Parecchi i punti all’ordine del giorno, fra i quali, la mozione presentata dalla Lega nord di stimolo ad avviare l’iter di fusione con Cavallasca e di istituzione di una commissione di controllo.

Vediamo insieme i punti più importanti:

il punto 3 prevedeva una variazione di bilancio di € 50.000 da destinarsi al fabbricato Ex Somaini.
E’ sulla ristrutturazione di questo stabile che la giunta comunale sanfermina intende continuare la sua opera faraonica di opere pubbliche.
Opere pubbliche, ha sottolineato il capogruppo di minoranza Massimo Butti, troppe volte in passato fatte con l’intenzione chiara di ‘spendere e spandere‘ , cioè per un desiderio di grandeur finalizzata all’ottenimento di consensi elettorali, che mal si sposa con la possibilità di tradurre i costi notevoli delle opere in un abbassamento delle tasse locali.
Il sindaco, Maurizio Falsone, in risposta, ha detto che tutte le opere fatte sin qui, hanno sempre avuto un disegno organico, una pianificazione precisa, indirizzata a migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Tali opere, col senno del poi, spesso si sarebbero_così ha testualmente detto_potute fare meglio.
Ma ciò, ha sottolineato il sindaco, fa parte della realizzazione di qualsiasi opera pubblica.

Sui primi punti le minoranze hanno votato compattamente contro, presentando addirittura dei documento congiunti.

Nei punti riguardanti gli equilibri economici, abbiamo avuto modo di apprezzare l’esposizione dell’assessore al bilancio_Fabio Ansideri_ che ci è parso assolutamente preparato ed esaustivo.

Per quanto concerne il punto 7 all’odg, cioè la IUC nella sua componente IMU, abbiamo inteso che le aliquote non sono state ribassate, come chiesto da Massimo Butti, al fine di non compromettere gli equilibri di bilancio.

Quando è stato il momento di dibattere la mozione congiunta già votata a Cavallasca (punto 10 dell’odg), il dibattito si è acceso.
E qui è venuto fuori il Mascetti politico consumato, due spanne sopra tutti, il quale, con una oratoria davvero articolata e convincente, ha tentato di fare ritirare la mozione ad Andrea Signorelli, il quale, non si è fatto convincere perchè ha compreso che dietro il fiume di belle parole sciorinate dall’assessore all’urbanistica, altro non vi era se non l’intenzione di non concedere nulla alle minoranze in tema di meriti per la fusione per incorporazione, lasciando alla sua giunta ed a quella di Cavallasca il merito di portarne avanti il progetto.
A questo pro non possiamo astenerci dal fare un inciso. Il dibattito si è lungamente soffermato sul fatto che, a detta del vicesindaco, le due amministrazioni starebbero attendendo dal Ministero dell’interno conferma scritta che la deroga x 5 anni dal patto di stabilità, che permetterebbe ai due paesi di poter usufruire a piacimento dei proventi del parcheggio dell’ospedale e delle 300.000 euro annue per 10 anni in entrata dallo Stato come premio per l’avvenuta fusione, sia valida anche nel caso di fusione per incorporazione.
L’argomento, a nostro avviso, è tedioso.
Perchè la legge, che abbiamo pubblicato, è chiara e non necessita di essere interpretata.
Alquanto scandaloso, poi, riteniamo essere il livello di non assunzione di responsabilità, della figura del Segretario Comunale, ieri sera apparsa più volte come un’appendice della maggioranza e non come un elemento equidistante fra le parti, per di più incapace, a fronte delle copiose risorse pubbliche che costa alla collettività il suo stipendio, di pronunciarsi in merito alla questione.

La nostra speranza è che la figura del segretario comunale sappia quanto prima discostarsi dalla pletora di burocrati strapagati con risorse pubbliche, che poi non si assumono alcuna responsabilità quando viene davvero il momento di assumersene, vincolando e subordinando la propria firma a quella di qualche altro collega della Regione o del Ministero.

In conclusione, l’impressione globalmente avuta dall’osservazione dello svolgersi del Consiglio Comunale di San Fermo, è che le quattro minoranze siano state emarginate dal processo partecipativo che precede le decisioni importanti.
Bene Sabina Butti, sempre puntuale e pacata nei suoi interventi, nei quali abbiamo riscontrato notevoli dosi di pragmatismo e buon senso,

Benissimo Andrea Signorelli, che ha saputo cogliere il timore nascosto della maggioranza nel richiedergli il ritiro della mozione, non cedendo e portandola al voto che ha visto il voto favorevole di tutte e quattro le minoranze, il che è, di per se stesso, già un grande successo.
Bene Massimo Butti, apparso ai nostri occhi come un amministratore esperto e perfetto conoscitore della realtà sanfermina, anche se con il ‘difetto’ di cadere un po’ troppo spesso nelle provocazioni, nemmeno tanto velate, del vicesindaco

Benissimo Giuseppe Scalisi, per gli amici, ‘Pippo’, il quale, ad un certo punto, ha fatto una domanda a cui la maggioranza, in nessuno dei suoi componenti, ha saputo rispondere, evidenziando un dissidio interno strisciante:

ma Voi della maggioranza, su questa fusione, siete d’accordo fra di voi? Perchè, la mia impressione, è che non lo siate affatto!”.

Così si è concluso, pochi minuti prima della mezzanotte il Consiglio Comunale di San Fermo.
Una figura, va sottolineato, è apparsa degna di nota: Pierluigi Mascetti: impeccabile, misurato, elegante, astuto, a tratti anche simpatico.
Peccato per lui che, almeno noi, fessi, non ci fa.

vittorio belluso

cc san fermo

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