Quanto sto per scrivere, cari lettori comaschi, è un qualche cosa che è sulla bocca di molte persone, ma che, per ovvie ragioni di convenienza politica, nessun giornalista – pur bravo – ha osato rivelare.
Il mettere nero su bianco firmandoci cose che possano dare fastidio a chi momentaneamente detiene le leve del potere, non ci fa paura.
Non ci fa paura come non abbiamo mai avuto remore per nulla e per nessuno, presentando la realtà per come la “leggevano” i nostri occhi e il nostro sentire.
Certo, per noi è più facile che per altri, assumere una posizione politica che sia veramente scevra da condizionamenti, e questo perchè non cerchiamo in questa alcuno sbocco di natura lavorativa.

Bene, fatto questo dovuto preambolo, vengo al dunque.

A Como, nella sede della Lega, negli ultimi 2 anni, cioè dall’elezione dell’amministrazione Landriscina, si è registrata una vera e propria fuga di molte fra coloro che erano le persone più vicine all’attuale vicesindaco di Como, nonché assessore, nonché parlamentare a Roma: Alessandra Locatelli.

La Locatelli, se ne deduce, non accetta critiche.
E chi lo fa viene messo al bando.

Ben lo sanno gli amici di Fratelli d’Italia, i quali, da 2 anni a questa parte, sono soliti accogliere i fuoriusciti leghisti – non tutti ad onor del vero – fra le loro fila.
Ma se Fratelli d’Italia ringrazia la vicesindaco per il suo modo di gestire la carica di coordinatrice della Lega, non così i tanti che si sono distaccati dal movimento che avevano nel cuore fin dai tempi di Umberto Bossi.

L’accusa che più le viene rivolta è di essere inadeguata alle numerose cariche che ricopre.
Di non accettare nessuna forma sia pur velata di critica perchè evidentemente incapace di controbattere.
Di essere “protetta” dall’alto e quindi di sentirsi in grado di fare il bello e cattivo tempo anche all’interno del Consiglio comunale di Como, ove le cose vanno ogni giorno per come è sotto gli occhi di tutti.
Ed, ultima accusa che le viene rivolta, è di essere alquanto  vendicativa.
Cioè di allontanare da sé chiunque sia in grado di dare potenzialmente fastidio, finendo quindi con lo scontentare – guarda caso – alcune persone intellettualmente di peso, che, infatti, se ne sono andate dalla sede di via Garibaldi, ove la coordinatrice si esibisce in lunghi quanto noiosi monologhi autoreferenziali stando accovacciata su di una scrivania, chi dice per propria scelta, chi perchè letteralmente “cacciata”.

vittorio belluso

* foto di copertina ripresa da ComoZero

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