L’argomento di cui vorrei parlarVi stamattina, è l’infestazione di cinghiali che investe ormai da anni il nostro territorio e non solo quello, il fatto che queste bestie pericolose e dannose sia per l’uomo che per l’ecosistema, non si riescano a contenere a causa di due fattori: l’altissima prolificità della specie ( i cinghiali femmina arrivano a figliare fino a tre volte l’anno facendo non meno di 7/8 cuccioli per volta), l’ignoranza degli animalisti denoiatri che parlano giusto per il fatto che possiedono una lingua ed una bocca, sempre a difesa di questi animali, che spesso, proprio per questo, una volta catturati, vengono rimessi in libertà nel bosco, per la felicità dei bambini e delle loro maestre che si convincono di aver compiuto un”opera buona’.

I movimenti animalisti, sempre più forti ed organizzatisi in vere e proprie lobbie (come sa bene Berlusconi che da qualche tempo ha iniziato ad inseguirne il voto), sono una delle tante tare del nostro paese, perchè in nome di una difesa preconcetta e avulsa da una qualsiasi esperienza maturata sul campo ((di patate), non capiscono che il problema dei cinghiali è diventato una costosa emergenza nazionale.

Appena la settimana ascorsa, cinghiali sono stati visti alle prime ore del giorno in via Sarfatti, hanno devastato i sacchi dell’immondizia che era esposta per il ritiro, causando problemi di ordine igienico e sanitario.
Un altro, lo stesso giorno, è stato immortalato in via Cavour alle h 6 del mattino, pare proveniente non dalla Spina Verde, ma dall’olgiatese, evidentemente spinto dalla fame.

Come rimediare a tutto ciò?

Un rimedio, già adottato in alto lago, c’è.
Ma il presidente della Spina Verde, l’amico Giorgio Casati, è restio ad adottarlo, adducendo come scusa il rispetto zelante della normativa che non permette la caccia di questa specie a chi non è provvisto di uno specifico patentino.
In pratica, visto che la guardia venatoria che collabora con la Spina Verde non riesce a contenere gli esemplari che sono comunque in espansione, si tratta di ‘permettere a cacciatori qualificati presenti sul nostro territorio di collaborare agli abbattimenti.

E’ il caso del nostro amico Massimo Saglio, cacciatore esperto e da lunga data, che, abitando dentro al parco, sarebbe nella condizione ideale per collaborare al contenimento della specie.

Messaggio recepito, caro Giorgio?
Cosa dobbiamo aspettare? Quel che ancora non è successo, perchè Lei si decida ad accettare la collaborazione dei cacciatori locali?
Che un cinghiale si mangi un bambino?

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