Villa imbonati: ci vuole ben altro!

Sul quotidiano locale di oggi, leggiamo un articolo della giornalista Paola Mascolo, che loda l’iniziativa del Comune di San Fermo di dare spazio ad una scuola di musica all’interno di villa Imbonati, vera ferita sanguinante della spogliazione sistematica avvenuta nel gennaio scorso ai danni dell’identità di Cavallasca, a tutto vantaggio di quella di San Fermo, prima fra tutte la decisione di svuotare Villa Imbonati degli uffici comunali per portarli tutti a San Fermo.
A nostro avviso, siamo sulla strada sbagliata.
Il sindaco tenta di dare un’immagine culturale ad una sede storica che in realtà è abbandonata a se stessa 6 giorni su 7,  ( o 7 ore al giorno fate voi) , delegando ad una povera bibliotecaria il compito invero arduo di tenere in vita un intero edificio.
Ben altro ci vorrebbe, per dare un senso, un decoro, una finalità alla sede.
I matrimoni, per esempio, non vengono praticamente più celebrati nella villa e ci risulta che la tariffa sia aumentata di 4 volte (aspettiamo smentita), raggiungendo l’insensata quota di due mila euro a matrimonio.
Perchè una scelta simile?
Non sappiamo.
Ma sappiamo che il destino della villa è legato allo spazio che verrà dato o meno all’imprenditoria privata legata al turismo, l’unica strutturata per ridare reale smalto e prestigio all’edificio, oltre ad una funzione concreta e positiva.

E tale convinzione nasce dalla totale sfiducia che lo scrivente nutre per gli enti pubblici in generale.
In passato abbiamo già avanzato idee e proposte.
Quindi non vogliamo ripeterci per l’ennesima volta.

vittorio belluso

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2 commenti su “Villa imbonati: ci vuole ben altro!”

  1. ... e dare in gestione la villa con finalità organizzazione e gestione eventi turistico/culturali e soprattutto sposalizi, senza pretendere di voler fare tutto in proprio a livello comunale (cioè male), ove il personale è distante anni luce da un'economia di mercato ed è stipendiato al pari di un qualunque dipendente statale.

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  2. E' vero la biblioteca è stata lasciata per dare una parvenza di vita a Villa Imbonati, ma è una vita alimentata con le bombole di ossigeno.
    Sarebbe più logico portare il tutto nella biblioteca di San Fermo (molto più fornita) realizzando magari una strada (attualmente esiste un sentiero tra i campi) che da Casartello raggiunga Campora (sede della biblioteca di San Fermo).
    Con la nuova strada (o ampliamento della stradina esistente) il borgo di Cavallasca sarebbe più o meno equidistante dalla biblioteca dal centro di San Fermo.

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