Ad un anno dal mio decadimento come consigliere comunale, da sempre unica voce fuori dal coro ‘buonista’ del consiglio di San Fermo/Cavallasca, una voce che di altri clandestini nella ex caserma della Guardia di Finanza del Monte Sasso, in aggiunta a quelli che già ci sono in centro Cavallasca, non voleva nemmeno sentir parlare, la Caritas, attraverso l’accondiscendente sindaco, trova campo libero a villa Imbonati, per trattare un argomento scottante che i residenti sanfermini hanno già mostrato ampiamente di non gradire: l’accoglienza sul territorio dei cosiddetti “migranti”, altrimenti clandestini di fatto.
E’ notizia di oggi, che a villa Imbonati si terrà un ciclo di incontri sull’argomento “accoglienza” affinchè i residenti pensino in maniera meno – testuali parole del quotidiano vescovile di Bergamo – ‘pregiudiziale“, cioè un ciclo di tentativo di lavaggio del cervello per coloro i quali amano farsi cospargere di vaselina in attesa dell’atto l’ultimo tratto dell’intestino crasso, patrocinato dalla parrocchia, dai servizi sociali e, appunto, dal Comune di San Fermo.

In altre parole, la Caritas – secondo il nostro modesto parere – sta preparando il terreno ai nuovi arrivi nella ex caserma Gdf, con il beneplacito del sindaco che non alzerà un dito per evitare questa malaugurata ipotesi. Una medaglia a due facce, quindi, quella del nostro sindaco.
In realtà, quella vera, è quella che si sta mostrando in questi giorni ai nostri occhi.
La faccia di un ex democristiano poi divenuto montiano e poi ancora qualcos’altro, culo e camicia con le parrocchie, dalle quali trae forza politica in cambio di interventi finanziati con risorse pubbliche. (interventi – va però detto – perfettamente legali perchè  preceduti da convenzioni specifiche,  che mettono le intere operazioni al riparo da eventuali ricorsi di cittadini che, come lo scrivente, non tollerano quest’ordine di cose).

vittorio belluso

 

 

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