Fa specie la “polemichetta” sollevata dai soliti radical chic figli di papà comunisti e cattocomunisti, che si schierano a fianco della comunità nomade a cui il “cattivo Salvini” vorrebbe infrangere il “sacrosanto” diritto di privacy, obbligandola a venire censita, comunità nomade che, in quanto tale, quasi mai possiede una residenza e si sposta in continuazione.

Non è un caso che “questa comunità” goda di una sorta di impunità, sia nel diritto di rubare, a borseggiare, truffare e a causare incidenti stradali spesso mortali.

Perchè questi signori non vogliono essere identificati?
La risposta è purtroppo semplice, non vogliono essere identificati per poter con maggiore libertà continuare a delinquere e non pagare tasse come storicamente fanno in Italia dal dopoguerra a oggi.

Quindi, bene fa il ministro dell’interno a esigere che vengano censiti gli individui di questa etnia che circolano nelle nostre città, senza documenti, senza assicurazione, senza nulla che possa permettere di essere identificati dalle Forze dell’Ordine con ragionevole certezza.

Ultima considerazioine: chi ha un lavoro che lo mette in contatto con il pubblico, in particolare chi ha un negozio, sa bene di cosa si sta parlando.
Chi vive in un attico in corso Monte Napoleone … no.

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