Riflessioni sulla settimana appena passata

La settimana che si chiude, ha visto un fatto eclatante che, negli anni scorsi, aveva molto impressionato l’opinione pubblica locale: la dismissione, da parte della cooperativa Intesa Sociale, della villetta di via Fontanina, in cui negli anni si sono avvicendate decine e decine di persone richiedenti asilo politico, facendo di Cavallasca uno dei Comuni del comasco più “accoglienti”.
Occorre dire, ad onore del vero, che il signor Luigi Capiaghi, responsabile della cooperativa, ha fin da subito gestito le cose con polso e delicatezza, spegnendo sempre sul nascere i possibili conflitti interni che questa comunità multietnica ha prodotto in questi anni.

Ci sono stati momenti difficili, fra risse interne ai vari gruppi – con allontanamento dei responsabili senza che la popolazione se ne accorgesse – per possesso di droga leggera (anche in questo caso i responsabili trovati in possesso venero allontanati immediatamente), e altre cose non gradevoli, ma di minor importanza.
4 anni in cui, nella vita esterna politica e sociale di Cavallasca, è successo di tutto.
Si è passati da un Comune indipendente, a un Comune incorporato (che brutta parola!) in quello più grande e confinante.
Ad un certo punto poi, sull’onda della presenza dei 28 “migranti” in via Fontanina, la Prefettura si mise in testa di collocare sul nostro territorio un’altra ondata di clandestini, e precisamente nella ex caserma della Guardia di Finanza del Monte Sasso.
L’amministrazione di allora, già in difficoltà e quindi in cerca di appoggi politici altolocati, fu semplicemente servile nei confronti di questo progetto, creando una frattura fra se stessa e la popolazione che amministrava che non si sarebbe più risanata.

Le interviste di allora erano tutte allineate alla politica dell’allora governo centrale e a villa Imbonati, la lista del sindaco e quella della minoranza facente riferimento al PD, mai come allora, andarono d’accordo con solo la mia voce a fare da contraltare, come unica voce stonata del gruppo. Come unica voce non allineata.
Il buco di bilancio che di lì a poco sarebbe venuto allo scoperto, avrebbe poi finito con l’affondare definitivamente l’amministrazione in carica che un anno dopo, pur di non dover ricorrere ad elezioni anticipate che l’avrebbero spazzata via, preferì regalare Cavallasca al signor Mascetti, che afferrò la preda senza nemmeno un grazie.
Un sindaco oltremodo fortunato, il signor Mascetti, almeno a livello locale.
Tutto pare girare per il verso giusto e senza nemmeno chiedere.
Dal contributo dello Stato per la fusione di 752 mila euro per 10 anni che sono molto di più di quanto ci si aspettasse, al problema immigrazione che a livello locale si risolve praticamente da sè ma con l’amministrazione che dichiara alla stampa locale: “i clandestini non ci sono più perchè a livello governativo ci hanno ascoltato”. ( E certo, hanno ascoltato lei, non la Lega che ha lottato sul territorio a fianco a noi).

Ma non scordiamoci come, appena due anni fa, quando al Governo c’era il PD, la nostra amministrazione aveva già aderito alle quote SPRAR e avviato un ciclo di incontri con la Caritas a villa Imbonati sull’argomento ‘accoglienza’.
Si preparava il terreno all’arrivo dei clandestini nella ex Casema Gdf tentando di convincere la popolazione ad ingoiare la pillola.

L’ultima considerazione che faccio è che Cavallasca è stato l’esempio su scala nazionale del fallimento dell’accoglienza targata PD / Boldrini – Bergoglio.
Decine di ragazzi provenienti da molte regioni sub sahariane si sono avvicendati in questi anni nella villetta di via Fontanina.
Una presenza assolutamente inutile che mai ha contribuito alla vita sociale del paese smentendo nei fatti il modello integrativo di società che l’Europa vorrebbe imporci.
Mai abbiamo visto questa persone collaborare positivamente ed attivamente alla vita sociale della Comunità.

Anche il giusto tentativo dell’amministrazione Ronchetti – qualche anno fa – di fare lavorare queste persone contribuendo al decoro del paese, fallì miseramente perchè i “migranti” volevano essere pagati, non ritenendosi in dovere di riconoscenza nei riguardi della Comunità che comunque li aveva accolti e che dava loro da mangiare.

Buona domenica

vittorio belluso

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